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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 15 aprile 2026
662.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giustizia (II)
COMUNICATO

TESTO AGGIORNATO AL 22 APRILE 2026

Pag. 94

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 15 aprile 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il Vice Ministro della giustizia Francesco Paolo Sisto.

  La seduta comincia alle 14.45.

Disposizioni per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento appartenenti a famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata.
C. 2696 Colosimo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 14 aprile 2026.

  Ciro MASCHIO, presidente, ricorda che la discussione generale del provvedimento in Assemblea è prevista il 27 aprile.
  Rammenta altresì che, nella seduta di ieri la relatrice ha comunicato la presentazione delle proposte emendative 1.7, 3.5, 5.3, 7.3, 7.01 e 8.1, nonché la presentazione di una proposta di riformulazione dell'emendamento Ascari 6.1.Pag. 95
  Avverte quindi che, alla scadenza del termine per la presentazione dei subemendamenti, risultano presentati 9 subemendamenti, riferiti alle proposte emendative della relatrice 1.7, 5.3 e 7.01 (vedi allegato 1).
  Quanto al subemendamento 0.1.7.3 Matone, esso è irricevibile in quanto non risulta incidere sul testo dell'emendamento della relatrice, mentre in relazione al subemendamento 0.5.3.1. D'Orso, trattandosi di un subemendamento meramente formale esso non verrà posto in votazione, ma verrà preso in considerazione per il coordinamento formale del testo, ai sensi del punto 5.5. Circolare del Presidente della Camera 10 gennaio 1997.

  Maria Carolina VARCHI (FDI), relatrice, formula l'invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario sui subemendamenti D'Orso 0.1.7.1 e 0.1.7.2.
  Esprime parere favorevole sugli identici subemendamenti Gianassi 0.5.3.3 e Vinci 0.5.3.5.
  Formula l'invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario sui subemendamenti Gianassi 0.5.3.4 e D'Orso 0.5.3.2.
  Esprime parere favorevole sul subemendamento Vinci 0.7.01.1.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO chiede una breve sospensione della seduta per poter procedere alle necessarie valutazioni e interlocuzioni informali alla luce dei pareri espressi dalla relatrice.

  La seduta, sospesa alle 14.50, è ripresa alle 14.55.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello della relatrice sui subemendamenti.
  Esprime, altresì, parere favorevole sull'emendamento Matone 1.2, ove riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2), il cui testo è volto a precisare che l'ambito di applicazione della disciplina include i casi in cui siano poste in essere nei confronti dei minori condotte di istigazione a commettere reati o sfruttamento dei relativi proventi, qualora tali condotte siano tenute nell'ambito di associazioni criminali.

  Ciro MASCHIO, presidente, prende atto che i firmatari dell'emendamento Matone 1.2 accedono alla proposta di riformulazione testé presentata e che la relatrice esprime parere favorevole sull'emendamento così riformulato.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) osserva che tale proposta di riformulazione riproponendo il contenuto del subemendamento Matone 0.1.7.3, appare generare numerose perplessità, che si riserva di esplicitare nel momento in cui verrà esaminato.

  Valentina D'ORSO (M5S) intervenendo sul subemendamento 0.1.7.1 a sua prima firma, afferma che l'estensione, operata dall'emendamento della relatrice, della disciplina contenuta nella proposta di legge ai «giovani adulti» è foriera di ambiguità. Potrebbe infatti essere interpretato per i giovani maggiorenni nella fascia di età tra i 18 e i 25 anni come un binario alternativo a quello previsto per i collaboratori di giustizia. Pur comprendendo e potendo condividere l'estensione delle particolari tutele della proposta in esame quando si tratta di vittime di organizzazioni mafiose, quali quelle indicate effettivamente dall'articolo 2, comma 1, lettere a) e c), ritiene, tuttavia, del tutto inopportuno che le medesime forme di protezione siano estese a soggetti in piena età di discernimento che incorrano in reati di particolare gravità, come quelli di associazione mafiosa.
  Si chiede quindi se non sia il caso di fare emergere da questo dibattito chiarimenti ermeneutici che esplicitino le ragioni per cui le tutele di cui alla proposta di legge non siano estese ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), come invece il riferimento nell'articolo 1 ai «giovani adulti» lascerebbe intendere.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) ritiene parimenti pericolosamente ambigua la formulazione dell'emendamento in esame, nella parte in cui sembra allargare ai giovani adulti i percorsi di protezione e assistenzaPag. 96 previsti dal testo in esame, in virtù della mera appartenenza di tali soggetti a nuclei familiari inseriti in un contesto di criminalità organizzata di tipo mafioso.
  Una tale estensione rischierebbe infatti di trasformarsi in una sorta di privilegio per giovani imputati o condannati per delitti di associazione mafiosa. Sollecita un ripensamento della maggioranza su questo punto e chiede se anche essa non condivida tali preoccupazioni.

  Maria Carolina VARCHI (FDI), comprende e condivide le preoccupazioni dei colleghi del Movimento 5 Stelle, ma ritiene che esse non siano fondate rispetto alla proposta emendativa che ha presentato. In ogni caso assicura che la discussione e il dibattito in Assemblea saranno assolutamente aperte ad ogni ulteriore riflessione e non vi sarà alcun tipo di forzatura.

  La Commissione respinge il subemendamento D'Orso 0.1.7.1.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sul subemendamento 0.1.7.2 a sua prima firma, chiarisce che è volto a precisare che i minorenni, per beneficiare dei percorsi previsti dalla proposta di legge in esame, debbono versare in una condizione di pregiudizio che sia non solamente «grave e concreto», ma anche «attuale».

  La Commissione respinge il subemendamento D'Orso 0.1.7.2 e approva l'emendamento 1.7 della relatrice (vedi allegato 2).

  Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Matone 1.2, come riformulato, esprime preoccupazione per l'allargamento del perimetro della disciplina in esame a soggetti inseriti nell'ambito di associazioni criminali che pongano in essere nei loro confronti condotte di istigazione a commettere reati o sfruttamento dei relativi proventi.
  Ritiene che tale estensione a un'area così vasta di contesti di criminalità sia irragionevole, esponendo anche al rischio di ridurre l'attenzione rispetto alla particolare gravità del fenomeno mafioso e di indebolire la forza della originaria iniziativa legislativa.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO osserva come l'inserimento di un riferimento alle associazioni criminali tout court sia del tutto in linea con l'approvazione dell'emendamento 1.7 della relatrice, che, nella parte consequenziale, ha introdotto un esplicito riferimento nell'articolo 2 ai delitti di cui all'articolo 416 del codice penale. Esprime inoltre stupore rispetto alle obiezioni sollevate dalle opposizioni rispetto all'allargamento delle tutele apprestate dalla normativa a situazioni di pari gravità rispetto ai contesti mafiosi, quali sono le associazioni criminali che istighino i minori a commettere reati.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) precisa che lo spirito della norma si inserisce nel lavoro svolto dalla Commissione antimafia che è ben consapevole del fatto che la criminalità organizzata di tipo mafioso debba ricevere dall'ordinamento un'attenzione speciale, come dimostrano la previsione di fattispecie penali ad hoc.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento Matone 1.2, come riformulato, si associa alla considerazione del collega Gianassi secondo cui l'estensione dell'ambito di applicazione della normativa in esame snaturi il senso originario della proposta, che trae ispirazione dal protocollo «Liberi di scegliere».
  Ritiene inopportuna l'estensione che la maggioranza sta operando del perimetro di applicazione della normativa, non solo ai giovani adulti, ma anche a contesti di associazioni criminali diverse dalle organizzazioni mafiose. Comunica pertanto l'astensione del proprio gruppo su tale emendamento, ritenendo che sarebbe stato opportuno che la proponente dell'emendamento ne esplicitasse in questa sede il significato e per l'indisponibilità della maggioranza e del Governo a valutare ulteriori approfondimenti su un aspetto tanto rilevante quale l'ambito di applicazione.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) ricollegandosi alle osservazioni della collegaPag. 97 D'Orso, ricorda come la proposta di legge nasca con l'intenzione di positivizzare una virtuosa congerie di percorsi di protezione e assistenza, che forniscono un'alternativa a figli di madri coraggiose che fuggono da contesti mafiosi. Ciò avviene anche grazie all'assistenza di diverse realtà sia scolastiche che istituzionali e con il supporto fondamentale dell'associazione Libera, che si mettono al servizio di ragazzi che intendono sottrarsi al contesto che li condurrebbe inevitabilmente in un percorso di delinquenza. Ritiene che rispetto allo spirito originario l'ampliamento dei potenziali beneficiari non incrementa le tutele né rafforza gli obiettivi della legge, ma al contrario ne snatura il senso.
  Per questi motivi si riserva di ritirare la sua firma dalla proposta di legge che, peraltro, rischia di diventare del tutto inattuabile.

  Valentina D'ORSO (M5S) ribadisce che il protocollo da cui deriva questa proposta di legge denominato «Liberi di scegliere» aveva soprattutto una valenza culturale di contrasto alla mentalità che caratterizza i contesti mafiosi. Questa valenza culturale viene sostanzialmente snaturata.
  Condivide altresì le preoccupazioni sull'inattuabilità nei fatti di una legge con una platea di destinatari potenziali così ampia, anche a fronte del fatto che, come si vedrà nel prosieguo del dibattito, la maggioranza e il Governo non si sono in alcun modo impegnati a reperire nemmeno le risorse minime per la copertura degli oneri.

  La Commissione approva, con distinte votazioni, l'emendamento Matone 1.2 come riformulato e l'emendamento 3.5 della relatrice (vedi allegato 2).

  Ciro MASCHIO, presidente, prende atto che i presentatori dell'emendamento Gianassi 4.1 e D'Orso 4.5 accettano la proposta di riformulazione dei medesimi emendamenti in identico testo formulata nella seduta dell'11 marzo.
  Avverte altresì che dalla loro approvazione discende l'assorbimento dell'emendamento D'Orso 4.2.

  La Commissione approva gli emendamenti Gianassi 4.1 e D'Orso 4.5 come riformulati in identico testo (vedi allegato 2).

  Ciro MASCHIO, presidente, dichiara quindi assorbito l'emendamento D'Orso 4.5.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sugli identici subemendamenti Gianassi 0.5.3.3 e Vinci 0.5.3.5, evidenzia come ci sia una problematica complessiva con riferimento alla procedura da attuare e alla relativa tempistica, che ritiene essere un punto cruciale per rafforzare l'efficacia delle misure di tutela che si intendono predisporre.

  La Commissione approva gli identici subemendamenti Gianassi 0.5.3.3 e Vinci 0.5.3.5 (vedi allegato 2).

  Ciro MASCHIO, presidente, dichiara quindi preclusi i subemendamenti Gianassi 0.5.3.4 e D'Orso 0.5.3.2.
  Ricorda come già nella seduta di ieri aveva evidenziato che, con l'eventuale approvazione dell'emendamento 5.3 della relatrice, si produceva l'effetto di eliminare un inciso e un comma dell'articolo 7 introdotti mediante l'approvazione dell'emendamento 5.2 della medesima relatrice in una precedente seduta. Aveva in quella sede, altresì, osservato come nell'attuale fase dei lavori, connotata dalla necessaria flessibilità per adempiere al meglio alle finalità istruttorie, non vi fossero, a suo avviso, controindicazioni a procedere in tal senso e i colleghi non avessero sollevato obiezioni.
  Pone quindi in votazione l'emendamento 5.3 della relatrice.

  La Commissione approva l'emendamento 5.3 della relatrice (vedi allegato 2).

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo in qualità di cofirmataria sull'emendamento Ascari 6.1, dichiara di non accettare la riformulazione in quanto ritiene che la soppressione dei compiti che la proposta di legge intende attribuire al Comitato tecnico-scientifico non rende comprensibile il motivoPag. 98 per il quale si ritenga necessario mantenerlo in vita e auspica un chiarimento su questo punto.

  Maria Carolina VARCHI (FDI), relatrice, non essendo stata accolta la sua proposta di riformulazione dell'emendamento Ascari 6.1 (vedi allegato 2) presenta l'emendamento 6.5 della relatrice che ne riproduce il contenuto esclusivamente di carattere soppressivo, di cui raccomanda l'approvazione (vedi allegato 2).

  Ciro MASCHIO, presidente, tenuto conto della natura dell'emendamento della relatrice e non essendovi obiezioni ritiene di non fissare il termine per la presentazione di subemendamenti.
  Prende atto, inoltre, che il rappresentante del Governo esprime parere favorevole sull'emendamento 6.5 della relatrice.

  La Commissione approva l'emendamento 6.5 della relatrice (vedi allegato 2).

  Ciro MASCHIO, presidente, dichiara quindi assorbito l'emendamento Ascari 6.1 e preclusi gli emendamenti Ascari 6.3 e D'Orso 6.4.

  La Commissione approva l'emendamento 7.3 della relatrice (vedi allegato 2).

  Ciro MASCHIO, presidente, dichiara quindi preclusi gli emendamenti Gianassi 7.1 e D'Orso 7.2.

  La Commissione approva, con distinte votazioni, il subemendamento Vinci 0.7.01.1 e gli emendamenti della relatrice 7.01 e 8.1 (vedi allegato 2).

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 12.01, evidenzia come possa essere considerato una sorta di sfida alla maggioranza e al Governo, che, come già evidenziato, non hanno provveduto a individuare nessuna forma di copertura finanziaria. L'emendamento in questione intende quindi porre il tema della necessità di reperire risorse per evitare che un provvedimento di così grande importanza che attiene al futuro dei minori possa diventare un mero strumento di propaganda, come fa sospettare la circostanza che la Presidente Meloni nel suo ultimo intervento alla Camera dei deputati l'ha espressamente citata. Ove la maggioranza e il Governo lo ritenessero effettivamente importante bisognerebbe conseguire un impegno solenne a individuare i mezzi economici necessari per fare effettivamente funzionare questa legge.

  Rachele SCARPA (PD-IDP) si associa alle considerazioni della collega D'Orso, evidenziando come, soprattutto alla luce della volontà della maggioranza di ampliare l'ambito di applicazione della normativa in esame, occorre reperire adeguate risorse, pena lo svuotamento e la neutralizzazione della proposta.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento D'Orso 12.01 e approva l'emendamento Gianassi Tit.1 (vedi allegato 2).

  Ciro MASCHIO, presidente, dichiara quindi assorbito l'emendamento Ascari Tit. 2.
  Avverte, quindi, che il testo, come modificato dalle proposte emendative e subemendative approvate, sarà trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva.
  Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento forense.
C. 2629 Governo, C. 594 D'Orso, C.735 Gribaudo, C. 751 D'Orso, C. 867 Calderone, C. 2432 Pittalis, C. 2633 Dori e petizione n. 84.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 14 aprile 2026.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, ricorda che nella seduta del 14 aprile è stato esaminato, da ultimo, l'emendamento Gianassi 2.103.Pag. 99
  Rammenta che nella medesima seduta è stato altresì presentato l'emendamento 2.152 dei relatori, al quale non sono stati presentati subemendamenti.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sul 2.104, chiarisce che esso è volto a impegnare il Governo nell'esercizio della delega a prevedere che il Consiglio nazionale forense senta i consigli territoriali e le associazioni forense maggiormente rappresentative nell'esercizio dei poteri regolamentari attribuitigli.

  La Commissione respinge emendamento D'Orso 2.104.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.105 a sua prima firma, esprime preoccupazione sul testo attuale dell'articolato, nella parte in cui consente al Consiglio nazionale forense attività che non rientrano assolutamente nel suo ruolo istituzionale, quale, ad esempio, la partecipazione a fondazioni e associazioni non meglio identificate.

  Mario PERANTONI (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.105, ribadisce come, a suo avviso, esso vada nella direzione non già di indebolire, ma anzi di rafforzare il prestigio e il ruolo istituzionale del Consiglio nazionale forense.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.105.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.106, a sua prima firma, evidenzia come esso costituisca una misura di buon senso che discende naturalmente dall'impostazione proposta in numerosi altri emendamenti volta ad articolare in due sezioni il Consiglio nazionale forense, una delle quali con funzioni amministrative.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.106.

  Rachele SCARPA (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Gianassi 2.108, ne esplicita la finalità di assicurare massima trasparenza del procedimento elettorale e delle ineleggibilità e incompatibilità.

  La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.108.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.109 a sua prima firma, esplicita che esso si colloca, analogamente ai precedenti, tra quelli immaginati nella proposta volta ad articolare in due sezioni il Consiglio nazionale forense, una con funzioni amministrative e una giurisdizionale.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.109.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento Ascari 2.110, ribadendo quanto già detto nella scorsa seduta, in occasione della presentazione dell'emendamento 2.152 dei relatori. Non si comprende, infatti, il perché di una tale iniziativa tardiva, quando invece tempestivamente il suo gruppo, con la collega Ascari – particolarmente sensibile al tema della parità di genere –, aveva già presentato adeguate proposte emendative che eventualmente potevano essere riformulate in un'ottica di maggiore condivisione.

  La Commissione respinge l'emendamento Ascari 2.110.

  Ciro MASCHIO, presidente, prende atto che l'emendamento Matone 2.111 è ritirato dai presentatori.

  Valentina D'ORSO (M5S) esprime rammarico per il ritiro dell'emendamento Matone 2.111 che, non a caso, era identico al suo emendamento 2.112. Infatti, anche lei aveva voluto recepire una sollecitazione proveniente dal mondo dell'avvocatura e volto a conferire maggiore dignità all'organismo congressuale forense, che sarebbe meritevole di un ruolo di maggiore prestigio, essendo il vero cuore democratico del mondo professionale di riferimento.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.112.

Pag. 100

  Ciro MASCHIO, presidente, tenuto conto dell'imminente avvio dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame all'odierna seduta pomeridiana già convocata per le ore 16.45.

  La seduta termina alle 16.15.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 15 aprile 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il Vice Ministro della giustizia Francesco Paolo Sisto.

  La seduta comincia alle 17.10.

Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento.
C. 632 Enrico Costa e C. 2328 Matone.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 9 aprile 2026.

  Ciro MASCHIO, presidente, ricorda che la discussione generale del provvedimento in Assemblea è prevista il 20 aprile.
  Comunica che nella giornata di ieri è stato depositato l'emendamento 1.32 del relatore (vedi allegato 5), al quale sono stati presentati 7 subemendamenti (vedi allegato 5).

  Enrico COSTA (FI-PPE), relatore, desidera preliminarmente ringraziare i colleghi per la stima e la collaborazione dimostrata fin da quando ha assunto la carica di vicepresidente di Commissione, dalla quale intende dimettersi in ragione dell'assunzione del suo nuovo incarico di presidente del gruppo di Forza Italia. Auspica, peraltro, di continuare a far parte della Commissione.
  Passando al provvedimento in esame, ritiene che il suo emendamento così come i subemendamenti dei relatori mettano in evidenza la possibilità di giungere a breve ad una sintesi condivisa. Tuttavia, tenuto conto dei limitati tempi a disposizione della Commissione, ritiene necessario promuovere la richiesta di un rinvio dell'esame del provvedimento in Commissione e, conseguentemente, dell'avvio della discussione generale in Assemblea, attualmente previsto per lunedì 20 aprile.

  Ciro MASCHIO, presidente, non essendovi obiezioni, preannuncia che sarà sua cura richiedere al Presidente della Camera un rinvio dell'avvio dell'esame del provvedimento in Assemblea.
  Nel congratularsi con il collega Enrico Costa per la nomina a presidente di gruppo parlamentare, sottolinea come, pur specificando che la richiesta riguarda il rinvio di una settimana, sarà comunque la Conferenza dei presidenti di gruppo, di cui il collega ora farà parte, a prevedere una nuova collocazione del provvedimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO si associa alle congratulazioni al collega Enrico Costa, al quale augura di ottenere i migliori risultati, nell'interesse e della Camera dei deputati e del gruppo di Forza Italia.
  Invita dunque il collega Costa a farsi promotore in prima persona, in seno alla Conferenza dei presidenti di gruppo, di una rapida nuova calendarizzazione del provvedimento, che, attenendo al principio della presunzione di non colpevolezza, è particolarmente caro alla sua parte politica.

  Ciro MASCHIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento forense.
C. 2629 Governo, C. 594 D'Orso, C.735 Gribaudo, C. 751 D'Orso, C. 867 Calderone, C. 2432 Pittalis, C. 2633 Dori e petizione n. 84.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella precedente seduta odierna.

Pag. 101

  Federico GIANASSI (PD-IDP) illustra l'emendamento a sua prima firma 2.113, che propone di riconoscere il Congresso nazionale forense quale massima assise dell'avvocatura italiana, di prevedere che il Consiglio nazionale forense dia attuazione alle deliberazioni congressuali e che lo stesso Congresso deliberi autonomamente le proprie norme regolamentari e statutarie.
  L'emendamento è altresì volto a sopprimere la previsione per cui i componenti del Congresso nazionale forense siano ineleggibili dopo lo svolgimento di tre mandati consecutivi, salva disciplina ad hoc del Consiglio nazionale forense.

  La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.113.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 2.114, il primo di una serie di proposte emendative che trattano il tema del tirocinio e dell'esame di abilitazione alla professione forense.
  L'emendamento in esame propone in particolare di prevedere che la frequenza alle scuole di preparazione all'esame di abilitazione sia facoltativa e non più obbligatoria. Riferendo i risultati dei lavori di un convegno organizzato dall'università di Bologna, in collaborazione con il competente consiglio dell'ordine degli avvocati, evidenzia come i praticanti avvocati nutrano sempre più l'aspettativa di ricevere una formazione in campo pratico più che in campo teorico. Quest'ultima, in effetti, la si dovrebbe apprendere all'università, mentre il periodo di tirocinio dovrebbe essere destinato all'acquisizione di competenze pratiche e professionali.
  È sotto questa luce che deve intendersi l'eliminazione dell'obbligo di frequenza delle scuole di formazione – che comunque continuerebbero a offrire servizi a chi li richieda – e dunque la possibilità di dedicare maggior tempo all'effettiva pratica professionale.
  Accogliere l'emendamento in esame significa, a suo avviso, evitare che la delega, almeno da questo punto di vista, sconti di un'impostazione ormai anacronistica.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.114.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP) interviene sull'emendamento Gianassi 2.115, composto da una parte principale, che porta da diciotto a dodici, il periodo di formazione obbligatoria presso le scuole forensi, e da una parte consequenziale, che incide sulla modalità di verifica delle competenze.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO, si dichiara disponibile a modificare il suo precedente orientamento contrario e a formulare un parere favorevole ove l'emendamento sia riformulato nei medesimi termini del successivo emendamento Dori 2.116, sul quale esprime parere favorevole.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, a rettifica del precedente parere espresso, esprime, anche a nome degli altri relatori, parere conforme a quello del Governo sull'emendamento Gianassi 2.115, ove riformulato nei medesimi termini del successivo Dori 2.116.

  Federico GIANASSI (PD-IDP), pur dichiarando che avrebbe auspicato un parere favorevole sull'intero emendamento, accetta la riformulazione testé proposta.

  Devis DORI (AVS), nel ringraziare i relatori e il rappresentante del Governo per aver rivisto il proprio parere, evidenzia come la modifica proposta costituisca un grande passo in avanti per la posizione dei tirocinanti: una durata di dodici mesi della scuola forense obbligatoria, infatti, eliminerà una difficoltà operativa attualmente presente nella normativa e consentirà di meglio coordinare la frequenza della scuola con l'attività di pratica forense.

  La Commissione approva gli identici emendamenti Gianassi 2.115, come riformulato, e Dori 2.116 (vedi allegato 3).

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO, a rettifica del precedente parere espresso, esprime parere favorevole sugli emendamenti Dori 2.117 e 2.118, nonché sugli emendamenti Matone 2.119 e D'Orso 2.120, ove riformulati, in identico testo, nei termini riportati in allegato.

Pag. 102

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, a rettifica del precedente parere espresso, esprime, anche a nome degli altri relatori, parere conforme a quello del Governo.

  Devis DORI (AVS) illustra il suo emendamento 2.117, che, prevedendo la gratuità delle scuole forensi a determinate condizioni reddituali, costituisce una misura importante per venire incontro ai praticanti avvocati, i quali, notoriamente, percepiscono sovente una retribuzione molto esigua e talvolta non la percepiscono affatto.

  La Commissione approva l'emendamento Dori 2.117 (vedi allegato 3).

  Devis DORI (AVS), ringraziando nuovamente i relatori e il rappresentante del Governo per aver modificato il proprio parere, illustra il suo emendamento 2.118. Esso si è reso necessario a causa di un'ormai consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione che ha interpretato l'attuale legge forense nel senso di limitare l'accesso al tirocinio anticipato – ovvero quello svolto, nei limiti di sei mesi, durante l'ultimo anno di università – ai soli studenti che non risultino fuori corso.
  La proposta emendativa, invece, estende opportunamente la possibilità di accedere a tale forma di tirocinio anche agli studenti fuori corso, a condizione che abbiano completato tutti gli esami previsti dal corso di studio.

  La Commissione approva l'emendamento Dori 2.118 (vedi allegato 3).

  Valentina D'ORSO (M5S) dà lettura dell'articolo 41, comma 11, dell'attuale legge forense, che recita che «al praticante avvocato è sempre dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio presso il quale svolge il tirocinio». Sottolinea dunque come la formulazione testé avanzata dal rappresentante del Governo appaia addirittura un arretramento sul fronte del riconoscimento delle spese sostenute dai praticanti avvocati. Non ritiene quindi adeguata la riformulazione proposta, che non accetta.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO, anche alla luce della propria esperienza personale, sia nelle vesti di praticante sia nelle vesti di dominus, fa presente alla collega D'Orso che la formulazione da lui proposta non rappresenta affatto un arretramento nella tutela.
  Introdurre il riconoscimento delle spese «autorizzate» farà sì che il praticante non sarà più costretto ad anticipare a proprio rischio e pericolo ogni spesa occorrente per la propria attività, bensì solo quelle rispetto alle quali è stato preventivamente autorizzato e che dunque potrà avere certamente rimborsate.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, prende atto che la riformulazione dell'emendamento Matone 2.119 viene accettata dai suoi presentatori, mentre non viene accettata quella riferita all'emendamento D'Orso 2.120.

  La Commissione approva l'emendamento Matone 2.119, come riformulato (vedi allegato 3).

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, avverte che dall'approvazione dell'emendamento Matone 2.119 discende la preclusione parziale dell'emendamento D'Orso 2.120.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.120, per la parte non preclusa dall'approvazione dell'emendamento Matone 2.119, come riformulato.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri, formula un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Dori 2.121.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Devis DORI (AVS) ritira l'emendamento 2.121 a sua firma.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima 2.122, volto a Pag. 103rafforzare il ruolo dei consiglieri degli ordini forensi nella formazione dei praticanti avvocati tramite precise attività di tutoraggio. A suo avviso, la previsione di una relazione finale – in cui si certificano le conoscenze e le esperienze maturate nello svolgimento della pratica – si rende particolarmente opportuna per una migliore consapevolezza nell'apprendimento del praticante avvocato. Altro effetto positivo dell'emendamento sarebbe poi il rafforzamento del rapporto tra avvocati e istituzione forense, che si instaurerebbe sin dal periodo del praticantato.
  Infine, dichiara di aver già interpellato alcuni avvocati consiglieri di ordini circondariali e di aver ricevuto diverse rassicurazioni circa la fattibilità tecnica di una tale proposta, anche e soprattutto in considerazione del fatto che il numero degli iscritti ai registri dei praticanti è negli ultimi anni in costante calo.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti D'Orso 2.122 e Dori 2.123.

  Devis DORI (AVS), intervenendo sugli identici emendamenti D'Orso 2.124 e Dori 2.125, ricorda che le modalità di esame di abilitazione della prossima sessione sono tutt'altro che definite. Invita dunque il rappresentante del Governo a farsi carico della questione, che investe migliaia di giovani, che seguono con grande attenzione i relativi sviluppi.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra la proposta contenuta negli emendamenti in esame, che – ricorda – aveva trovato la piena condivisione nell'ambito dei lavori prodromici al presente disegno di legge.
  Si tratta di prevedere un esame composto da una sola prova scritta che coniughi profili di diritto sostanziale e profili di diritto processuale in una materia a scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale e il diritto amministrativo. Essa si pone quindi perfettamente in linea con la tendenza di puntare su di una sola specializzazione professionale sin dalle prime fasi della carriera di ogni avvocato.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli identici emendamenti D'Orso 2.124 e Dori 2.125 e l'emendamento Dori 2.126.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.127, volto a inserire una gamma di materie – attualmente non previste, ma molto in uso nella pratica professionale – tra le possibili materie della prova orale dell'esame di abilitazione.
  Il parere contrario su tale proposta emendativa la porta a constatare, con rammarico, che questa maggioranza non ha alcuna visione di rilancio della professione, ma che, anzi, continua ad avere una visione ancorata a logiche del passato.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.127.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, anche a nome degli altri relatori, esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Cavo 1.128 e Gianassi 1.129, nonché sull'emendamento Dori 2.130, ove riformulato in identico testo (vedi allegato 3).

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Devis DORI (AVS) accetta la riformulazione dell'emendamento 2.130 a sua firma.

  Federico GIANASSI (PD-IDP), nel ringraziare i relatori e il Vice Ministro per aver espresso parere favorevole, sottolinea come sia assolutamente opportuno valorizzare la preparazione del candidato avvocato nel campo del diritto internazionale.

  La Commissione approva gli identici emendamenti Cavo 2.128 e Gianassi 2.129, nonché l'emendamento Dori 2.130, come riformulato in identico testo rispetto ai medesimi emendamenti (vedi allegato 3).

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori, formula un invito Pag. 104al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Dori 2.131.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello dei relatori.

  La Commissione respinge l'emendamento Dori 2.131.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.132, volto a prevedere determinati requisiti di esperienza per i componenti delle commissioni di esame e per i relativi presidenti.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti D'Orso 2.132, Dori 2.133 e Gianassi 2.134.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.135, che vuole modificare la norma governativa che dispone un limite di tre mandati consecutivi – in luogo degli attuali due – per la carica di componente del consiglio distrettuale di disciplina.
  Dichiara la contrarietà del proprio gruppo nel rivedere i limiti di durata delle diverse cariche previste nel testo per almeno un duplice ordine di ragioni. Da un lato, tale impostazione esula dai temi concordati in sede di dibattito sulla riforma della legge forense, ove invero si era deciso di confermare il limite dei due mandati; dall'altro lato, come anche testimoniati dai diversi soggetti auditi, essa è destinata ad ostacolare un naturale avvicendamento e un ricambio generazionale negli organi di vertice.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.135.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.136, che intende inserire tra requisiti di eleggibilità quello di non aver riportato una condanna penale per reati dolosi puniti con una pena nel massimo non inferiore a tre anni.
  La precisazione le pare tanto ovvia da sospettare che la sua assenza possa derivare da una mera svista in sede di costruzione del disegno di legge.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.136.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 2.137, evidenziando come non si tratti di una disciplina di dettaglio, bensì di una norma di principio e, perciò, particolarmente adatta nel contesto di una delega legislativa.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.137.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 2.138, riguardante l'esercizio del potere disciplinare, che è stato attenzionato in maniera particolare dai contributi dei soggetti che sono stati auditi sul testo del provvedimento.
  In particolare, l'emendamento in esame, in linea con tali contributi, tenta di razionalizzare il previsto riparto delle attribuzioni tra le sezioni giudicanti e l'adunanza plenaria, atteso che, attualmente, le prime sembrano trattare le questioni più complesse e la seconda, paradossalmente, le questioni più semplici, con evidenti ricadute, peraltro, sull'efficienza e la celerità del procedimento.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.138.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 2.139, volto a introdurre il riferimento al richiamo formale.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.139.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 2.140, che oltre a dettagliare il riferimento alle «cariche istituzionali» è teso a sopprimere la disposizione per cui l'azione disciplinare nei Pag. 105confronti dei consiglieri nazionali si svolge innanzi al Consiglio nazionale forense.
  Sottolinea, infatti, che il consigliere nazionale, al pari di tutti gli altri avvocati, è iscritto ad un preciso ordine territoriale; non è dunque giustificabile il diverso trattamento che gli viene riservato. Anzi, a suo avviso, a meno che il Governo non ritenga impossibile sottoporre un consigliere nazionale a procedimento disciplinare – ma in tal caso sarebbe in palese malafede – una simile previsione appare financo in violazione del dettato costituzionale. Ciò in quanto verrebbe meno per l'avvocato consigliere nazionale la possibilità – costituzionalmente doverosa – di avere un secondo grado di giudizio.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti D'Orso 2.140, 2.141, 2.142, 2.143, 2.144 e 2.145.

  Carla GIULIANO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.146, volto a ribaltare, in un'ottica di tutela della clientela, il meccanismo previsto in caso di irrogazione di molteplici sanzioni. Si propone infatti di applicare prioritariamente la sanzione più grave e non quella – come attualmente previsto nel testo – che sia divenuta esecutiva per prima.

  La Commissione respinge l'emendamento Giuliano 2.146.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.150, che introduce una disciplina transitoria in materia di durata in carica dei vari consigli previsti nell'articolato. In particolare, si prevede che le nuove regole – sulle quali ha già espresso nei precedenti interventi la contrarietà del proprio gruppo – trovino applicazione solo rispetto ai componenti e agli organismi eletti in epoca successiva alla entrata in vigore dei decreti legislativi di attuazione della legge di delega.
  Evidenzia come ciò si renda particolarmente opportuno sia in un'ottica di certezza del diritto – prevenendo così anche probabili futuri contenzioni sull'interpretazione della disposizione – sia per evitare che non possano approfittare della nuova disciplina gli stessi soggetti che l'hanno ideata.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.150.

  Rachele SCARPA (PD-IDP) illustra l'emendamento Gianassi 2.151, volto a valorizzare il ruolo delle associazioni forensi maggiormente rappresentative al livello territoriale.

  La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.151.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 2.01, che affronta il tema del riassetto del percorso di studi nelle materie giuridiche, considerato particolarmente urgente a causa della notoria perdita di attrattiva della facoltà di giurisprudenza.
  L'emendamento – che trae origine da una proposta di legge a sua firma – propone una norma di delega e dunque compie quello che la stessa non esita a definire «un atto di fiducia» nei confronti del Governo, che la dovrebbe attuare.
  La proposta va nel senso di distinguere due diversi percorsi universitari: uno che abiliti all'iscrizione dei vari concorsi pubblici per i quali è attualmente richiesta la laurea in giurisprudenza; e un altro, altamente qualificato, che consenta l'accesso alle professioni forensi.
  Quest'ultimo percorso viene costruito mutuando dall'ordinamento tedesco, in particolar modo per quel che concerne le modalità di svolgimento degli esami fondamentali, ove viene prevista una prima prova, scritta, propedeutica allo svolgimento di seconda prova, orale.
  Inoltre, si propone di propone di fissare un numero massimo di tentativi, allo scopo di valutare, oltre che le competenze acquisite, anche il grado di impegno tenuto da ogni studente. Ciò muove dalla convinzione che la preparazione alle professioni forense, alla luce della delicatezza del mestiere, non possa prescindere da un percorso universitario fortemente selettivo, che Pag. 106potrebbe portare, tra l'altro, a ridurre gli ostacoli alla successiva abilitazione professionale.

  La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo D'Orso 2.01.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, essendosi concluso l'esame degli emendamenti secondo l'ordine contenuto nel fascicolo, invita adesso i colleghi ad avviare l'esame delle proposte emendative precedentemente accantonate.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sugli identici emendamenti D'Orso 2.19 e Gianassi 2.20, evidenzia come essi costituiscano un punto di equilibrio tra la necessità di tutelare la clientela e la legittima possibilità per l'avvocato di poter svolgere pubblicità informativa sulla propria attività professionale.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti D'Orso 2.19 e Gianassi 2.20.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.26 a sua prima firma, evidenzia come esso costituisca una norma di coordinamento volta a colmare una lacuna inserendo anche il riferimento alle società tra professionisti nel principio e criterio direttivo attinente alle modalità di svolgimento della professione forense in forma collettiva.

  Mario PERANTONI (M5S), intervenendo sull'emendamento D'Orso 2.26, ritiene che non sia comprensibile l'esclusione delle società tra professioni.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.26.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, anche a nome degli altri relatori, esprime parere favorevole sull'emendamento Cerreto 2.27, ove riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Il Viceministro della giustizia Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, prende atto che il presentatore accetta la proposta di riformulazione dell'emendamento Cerreto 2.27.

  La Commissione approva l'emendamento Cerreto 2.27 come riformulato (vedi allegato 3)

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sugli identici emendamenti D'Orso 2.28 e Gianassi 2.29, rileva che essi favoriscono ed incentivano le reti tra avvocati, rispondendo alla necessità che la professione di avvocato si innovi per essere al passo con i tempi. La ratio pertanto sarebbe quella di liberare energie e dare maggiore flessibilità per incentivare la collaborazione ed incentivare aggregazione e non la competizione tra professionisti.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli identici emendamenti D'Orso 2.28 e Gianassi 2.29 e l'emendamento Gianassi 2.30.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, anche a nome degli altri relatori, esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Pellicini 2.36, Matone 2.37 e Serracchiani 2.38.
  Invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli emendamenti D'Orso 2.46 e 2.47.
  Prende atto che i presentatori ritirano gli emendamenti Matone 2.45 e Matone 2.48.

  Il Viceministro della giustizia Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello dei relatori.

  La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti Pellicini 2.36, Matone 2.37 e Serracchiani 2.38 (vedi allegato 3) e respinge gli emendamenti Serracchiani 2.39 e Gianassi 2.40.

Pag. 107

  Valentina D'ORSO (M5S) intervenendo sull'emendamento 2.43 a sua firma, evidenzia come esso costituisca una rielaborazione della sua proposta di legge in materia di monocommittenza, una delle sue prime proposte di legge presentate in questa legislatura. Sottolinea come tale proposta di legge riproduca il contenuto di una mozione unitaria del Congresso nazionale forense e costituisca una disciplina adeguata della monocommittenza, anche sotto il profilo della necessità di tutela delle donne, che in numero maggiore ricorrono a tale modalità di svolgimento della professione forense, in quanto maggiormente compatibile con i compiti di cura rispetto alla famiglia che la società continua a riconoscere loro in misura prevalente.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti D'Orso 2.43 e Gianassi 2.44.

  Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento 2.46 a sua prima firma, evidenziando come esso sia volto ad integrare in modo adeguato la disciplina sulla monocommittenza recata dal provvedimento in esame. Ritenendo troppo vago quanto previsto dal Governo nel disegno di legge, evidenzia come sia necessario prevedere, tra l'altro, che il contratto di monocommittenza sia stipulato in forma scritta e che contenga alcuni elementi essenziali come la durata, il compenso, tempi di pagamento, il rimborso delle spese e la disciplina dell'eventuale periodo di prova. Inoltre, ritiene che sia essenziale prevedere adeguate forme di tutela della maternità e in caso di infortuni o malattie. Ritenendo che, a suo avviso, gli elementi contenuti nella proposta emendativa costituiscano un nucleo essenziale non negoziabile per disciplinare adeguatamente tale modalità di esercizio della professione forense, ricorda come sia stato lo stesso Consiglio nazionale forense ad aver richiesto un intervento più incisivo e completo su tale materia.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.46.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.47 a sua prima firma, alla luce di quanto già detto in precedenza con riferimento all'insoddisfacente disciplina della monocommittenza recata dal provvedimento in esame, ritiene sia opportuno espungere da tale disciplina i casi di collaborazione continuativa tra avvocati, ritenendo che essa possa costituire un aggravio e un appesantimento di alcuni rapporti lavorativi tra avvocati.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.47.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Romano 2.49: si intende che vi abbia rinunciato.
  Anche a nome degli altri relatori, formula l'invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Gianassi 2.53 e, a rettifica del precedente parere espresso, esprime parere favorevole sull'emendamento Matone 2.54, ove riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Il Viceministro della giustizia Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello dei relatori.
Esprime, altresì, parere favorevole, conformemente a quello espresso dai relatori nella seduta dell'11 marzo, sull'emendamento Tremaglia 2.66.

  La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.53.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, prende atto che i presentatori accettano la proposta di riformulazione dell'emendamento Matone 2.54.

  La Commissione approva l'emendamento Matone 2.54, come riformulato (vedi allegato 3).

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.55 a sua prima firma, evidenzia come costituisca una disposizione irragionevole ed eccessivamente di favore quella che prevede l'esenzione dall'obbligo di formazione continua degli avvocati professori universitari nel caso siano collocati fuori ruolo o a riposo.

Pag. 108

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.55.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.56, sottolinea come ponga rimedio ad una formulazione assai incoerente ed illogica del testo in esame, il quale attribuisce un ruolo troppo penetrante al Consiglio nazionale forense in merito alla gestione e alla formazione dell'attività di formazione e di aggiornamento professionale.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.56.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.62 a sua prima firma, evidenzia come esso tenti di disciplinare in modo adeguato il tema dell'incompatibilità all'esercizio della professione forense.
  Difatti, oltre a due fattispecie puntuali, l'emendamento introduce una clausola da cui ricavare un principio generale al fine di valutare in concreto ulteriori cause di incompatibilità con l'esercizio della professione forense. Si prevede dunque in via generale l'incompatibilità di qualsiasi attività che comporti un effettivo conflitto di interessi con attività di difesa, consulenza o assistenza. Tale approccio risulta essere diametralmente opposto a quello della maggioranza che, invece, preferisce introdurre singole fattispecie derogatorie per cui è prevista la compatibilità con l'esercizio della professione forense, come ad esempio quella riferita ai «professionisti della montagna», su cui la Commissione sarà chiamata ad esprimersi a breve.
  Si domanda, quindi, quanto sia opportuno disciplinare con l'introduzione di singole eccezioni, peraltro dalla portata applicativa assai dubbia e probabilmente discriminatoria, il tema della incompatibilità con l'esercizio della professione forense, piuttosto che dettare una disciplina generale e di buon senso.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti D'Orso 2.62 e Gianassi 2.63, approva l'emendamento Tremaglia 2.66 (vedi allegato 3) e respinge gli emendamenti Gianassi 2.70 e Gianassi 2.72.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo su emendamento 2.75 a sua prima firma, evidenzia come esso abbia la finalità di trasformare da triennale in quadriennale la durata in carica dei consigli degli ordini circondariali.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti D'Orso 2.75 e Gianassi 2.76.

  Mario PERANTONI (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.77 a sua prima firma, evidenzia come diversi soggetti auditi nel corso del ciclo di audizione abbiano ritenuto opportuno che il Consiglio nazionale forense si insedi dal primo gennaio successivo dallo svolgimento delle elezioni forensi.

  La Commissione respinge l'emendamento Perantoni 2.77.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, anche a nome degli altri relatori, esprime parere favorevole sugli emendamenti Lucaselli 2.78 e Morrone 2.79, ove riformulati in identico testo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Il Viceministro della giustizia Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello dei relatori.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, prende atto che i presentatori accettano la proposta di riformulazione degli emendamenti Lucaselli 2.78, sottoscritto anche dal deputato La Salandra, e Morrone 2.79.

  La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Lucaselli 2.78 e Morrone 2.79, riformulati in identico testo (vedi allegato 3) e respinge l'emendamento D'Orso 2.81.

  Valentina D'ORSO (M5S), illustrando l'emendamento 2.82 a sua prima firma, evidenzia come esso non preveda l'ineleggibilitàPag. 109 a vita di chi ha già ricoperto due mandati consecutivi nei consigli dell'ordine circondariali, ma preveda che essa operi soltanto per i due mandati immediatamente successivi.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.82.

  Mario PERANTONI (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.85 a sua prima firma, premettendo di non aver potuto seguire integralmente l'iter del provvedimento sin dalle sue fasi iniziali, ritiene che il disegno complessivo che emerge dall'esame sin qui condotto sia quello di un forte accentramento dei poteri in capo al Consiglio nazionale forense. Al contrario, evidenzia come l'avvocatura avrebbe avuto bisogno di una riforma improntata ad una visione più democratica.
  Pertanto, con l'emendamento in esame il proprio gruppo ha provato a dare un'impostazione diversa alla riforma seguendo tale traiettoria, prevedendo, ad esempio, che il Consiglio nazionale forense sia composto da membri in carica per massimo due mandati della durata di quattro anni ciascuno e che esso sia suddiviso in due sezioni, una amministrativa e una giurisdizionale, con competenze ben definite.
  Sottolinea come tale visione sia radicalmente opposta a quella del Governo, ma sicuramente condivisa da parte dell'avvocatura, che di certo non sostiene in maniera unitaria e granitica il testo in discussione. Proprio per tale ragione, il Governo avrebbe dovuto tenere in considerazione anche le altre posizioni presenti nel mondo dell'avvocatura.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Perantoni 2.85 e Gianassi 2.88.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, prende atto che l'emendamento Matone 2.89 è ritirato dai presentatori.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti D'Orso 2.91, D'Orso 2.92 e Gianassi 2.93.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, dopo aver ricordato che gli emendamenti Matone 2.94, Palombi 2.95 e Romano 2.96 restano accantonati, comunica il ritiro dell'emendamento Palombi 2.107. Comunica, inoltre, che i relatori hanno presentato l'emendamento 2.153 (vedi allegato 4).
  Fissa quindi il termine per la presentazione di subemendamenti all'emendamento 2.153 dei relatori a domani, giovedì 16 aprile, alle ore 10.30.
  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 19.20.

AVVERTENZA

  Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI