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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 29 aprile 2026
672.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
COMUNICATO
Pag. 239

INCONTRI CON DELEGAZIONI
DI PARLAMENTI ESTERI

  Mercoledì 29 aprile 2026.

Incontro con una delegazione della Commissione lavoro e affari sociali del Bundestag.

  L'incontro informale si è svolto dalle 14 alle 14.50.

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 29 aprile 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO. – Interviene la Viceministra del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.

  La seduta comincia alle 14.55.

Documento di finanza pubblica 2026.
Doc. CCXL, n. 2, e Allegati.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 28 aprile 2026.

Pag. 240

  Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che nella precedente seduta il relatore, onorevole Malagola, ha svolto la relazione introduttiva e che nella seduta odierna la Commissione procederà all'espressione del parere di competenza.
  Invita, quindi, il relatore, a formulare la sua proposta di parere.

  Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

  Walter RIZZETTO, presidente, avverte che i gruppi del M5S e del PD-IDP hanno presentato proprie proposte alternative di parere (allegati 2 e 3) che saranno poste in votazione solo qualora fosse respinta la proposta di parere del relatore.

  Arturo SCOTTO (PD-IDP), nel comunicare che, alla luce delle considerazioni scaturite dall'audizione del Ministro dell'economia e delle finanze in occasione dell'attività conoscitiva preliminare all'esame del Documento di finanza pubblica 2026, il proprio gruppo ha presentato una proposta alternativa di parere, sottolinea come il Paese si trovi in una delicata fase economica e che la crisi dell'area del Medioriente delinei un quadro preoccupante anche per l'Italia. In proposito, evidenzia la stagnazione del potere d'acquisto dei lavoratori, nonostante la riduzione della quota dei contratti a termine – non determinata da una strategia di contrasto alla precarietà nel mondo del lavoro – e la stagnazione dei comparti economici, in particolare quello industriale, a cui sono esposti i lavoratori con contratti a termine.
  Osserva la mancanza di un quadro di sviluppo delle imprese italiane e la perdita di asset strategici, tanto che la politica ha finito per dimenticare il caso ILVA, e che, al contrario, si prospetta un sistema delle imprese verso la nazionalizzazione.
  Rispetto all'annunciata riforma della previdenza da parte del Governo, reputa che si sia trattato solo di promesse non mantenute.
  Fa presente le preoccupanti parole del Ministro dell'economia e delle finanze, che ha annunciato un periodo doloroso sul piano delle scelte da effettuare, e che la maggioranza si è impegnata a firmare un patto di stabilità che consente una deroga a cui però l'Unione europea non ha fornito risposte positive.
  Ricorda l'impegno, assunto dal Governo, su richiesta dal Presidente degli Stati Uniti Trump, per il raggiungimento del 5 per cento del PIL per spese per armamenti, che tuttavia giudica impraticabile. In merito, afferma che non vi sia, da parte delle forze di opposizione, una preclusione ideologica rispetto alla deroga al patto di stabilità, tuttavia ritiene necessario individuare preliminarmente e in maniera condivisa dove indirizzare le scelte politiche, scegliendo se aggredire il costo dei carburanti o favorire la transizione energetica, quest'ultima avversata dalle forze di maggioranza.
  Ritiene, quindi, necessaria una riflessione sui temi sollecitati. Rileva che la situazione nello Stretto di Hormuz, più piccolo del Canale di Sicilia, sta determinando una crisi dell'economia mondiale e che il problema dei livelli dei consumi e del modello di sviluppo necessita una risposta rispetto a come sostenere le imprese, anche tenuto conto delle scelte da effettuare sul fossile o sulle energie rinnovabili, temi non all'ordine del giorno dell'attuale maggioranza.
  Afferma, in proposito, che in questa congiuntura il Paese risulta dipendente dalle energie fossili e che la maggioranza demonizza il Green New Deal, avendo finito per affossarlo.
  Ritiene che se c'è una scelta di scostamento di bilancio e una scelta per la deroga al patto di stabilità, occorre fare fronte comune al cospetto dell'Unione europea e capire quali misure promuovere in tema di protezione sociale, sanità, scuola, previdenza, qualità del lavoro, dell'impresa e della transizione ecologica e digitale, piuttosto che scegliere di distribuire, prima della prossima campagna elettorale, qualche bonus a microimprese e provare a mantenere gli impegni assunti con il Presidente USA Trump.Pag. 241
  Sostiene che il DFP appare rinunciatario e restituisce l'immagine di un Governo che in quattro anni ha portato il Paese a crescita zero nonostante la disponibilità delle svariate centinaia di miliardi di euro del PNRR da investire.
  Tanto premesso, chiede che venga messa in votazione la proposta alternativa di parere presentata dal gruppo del PD-IDP, ritenuta più idonea ad affrontare la crisi in corso.

  Mauro Antonio Donato LAUS (PD-IDP), nell'associarsi alle considerazioni espresse dal collega Scotto, afferma che dall'analisi del DFP emerge la mancanza di una precisa linea politica e della responsabilità del Governo. Giudica, infatti, il suddetto documento protettivo nei confronti dell'azione di Governo, ritenendolo una sorta di memoria difensiva che si limita a descrivere la situazione internazionale, senza tuttavia indicare come reagire dal punto di vista politico, mancando altresì una prospettiva, in termini strutturali, in merito al ricambio generazionale o alla formazione.
  Chiede alla rappresentante del Governo, che non ritiene certamente responsabile del problema della denatalità in Italia, di partire dai dati, riferiti a 40 anni di storia, per definire una riforma previdenziale. Osserva infatti che se manca la pianificazione per i prossimi dieci anni, non è possibile stabilire quale sia il flusso d'entrata e di uscita, dal punto di vista previdenziale e che se le forze di maggioranza e opposizione non lavorano allo stesso documento, con i relativi dati, qualsiasi politica, industriale, sociale o ambientale, la discussione finisce su un binario morto.
  Ricorda il motivo per cui un mese fa, insieme alle altre forze di opposizione, si è richiesta la comunicazione della Ministra del lavoro e delle politiche sociali in aula, non per ascriverle delle responsabilità, ma per favorire un accordo sulla lettura dei dati, almeno nel medio-termine.
  Riferisce quindi che non si tratta solo di valutare l'entità dei compensi dei lavoratori che hanno redditi bassi e precari o lavoro saltuario o a intermittenza, ma anche dei lavoratori con reddito stabile e dignitoso, chiedendosi che futuro spetterà tra quindici-venti anni per questi ultimi lavoratori.
  Inoltre, se alle suddette considerazioni si aggiunge il tema del salario minimo, del lavoro a intermittenza e della precarietà, la preoccupazione emersa finisce per aggravarsi, rendendo non comparabile con quei dati qualsiasi soluzione proposta dal Governo.
  Si chiede come possa un cittadino comune dare credibilità a una proposta previdenziale se, ad esempio, non si è in grado di definire la situazione delle casse previdenziali per i prossimi anni.
  Conclude sostenendo che il suo intervento è teso a motivare la richiesta rivolta alla Ministra del lavoro e delle politiche sociali di riferire in aula e, in attesa, si rimette al senso di responsabilità del Governo.

  Davide AIELLO (M5S), rileva che dall'esame del DFP, approvato lo scorso 22 aprile dal Consiglio dei ministri, sono emerse alcune criticità. Afferma preliminarmente che, nel quadro di economia di guerra e resilienza strutturale delineato dal Ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Giorgetti, il Governo non ha avuto alcun ruolo diplomatico per la risoluzione pacifica della crisi, che ha generato una crescente stagflazione, dovuta al rialzo dei costi energetici, e imposto una revisione al rialzo dell'inflazione e una correzione al ribasso della crescita del PIL fino al 2028.
  Rileva quindi che il deficit dell'anno 2025 si attesta al 3,1 per cento e, per il 2026, viene confermato il percorso di rientro sotto la soglia del 3 per cento, con l'obiettivo di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nell'anno 2027.
  Osserva poi come il Governo abbia ammesso uno sforamento del limite massimo fissato nel Piano strutturale di bilancio di medio termine (PSBMT) e come la causa sia stata pretestuosamente individuata nella misura dei crediti edilizi (superbonus), omettendo di rilevare le ingenti risorse destinate alle spese militari, pari a 12 miliardi di euro, per il Ponte sullo Stretto, pari a 14 miliardi di euro, o al centro di reclusione in Albania, pari a 1 miliardo di euro.Pag. 242
  Nel rilevare che il DFP mostra un quadro allarmante con riguardo alle politiche del lavoro e della previdenza, sostiene che il Governo abbia delineato una strategia, socialmente pericolosa, che sacrifica i diritti dei lavoratori e dei pensionati.
  Osserva, inoltre, che il Governo ha rivendicato la scelta di non aver prorogato le misure di flessibilità in uscita, facendo riferimento a politiche volte al prolungamento dell'età lavorativa con il ripristino del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita.
  Si sofferma quindi sull'impatto dell'inflazione sulla rivalutazione delle pensioni e al potere d'acquisto dei pensionati, al tramonto degli istituti pensionistici Opzione donna e Quota 103.
  Fa presente che il DFP ammette che l'occupazione cresce in modo significativo tra gli over 50, con il + 4,2 per cento, per effetto dell'invecchiamento demografico e del forzato allungamento della vita lavorativa mentre, al contrario, l'occupazione tra i giovani è in pericolosa contrazione.
  Quanto al lavoro nero in agricoltura, sostiene che rendere strutturale il lavoro occasionale fino a 45 giorni per pensionati e disoccupati è una forma di legalizzazione del lavoro povero, e che anche la patente a crediti per l'edilizia appare come un debole palliativo normativo a fronte delle frequenti morti nei cantieri.
  Per le altre considerazioni rinvia alla proposta alternativa di parere.

  Dario CAROTENUTO (M5S) sostiene che, a suo giudizio, il dato che certifica il fallimento del DFP è il fatto che l'Italia, nei quattro anni del Governo Meloni, è cresciuta come la Spagna nel solo 2025 e che la narrazione presentata dai mezzi di informazione, che parlano di un'Italia resiliente, è invece smentita dalla realtà, in considerazione del fatto che il Paese paga lo scotto delle criticità legate agli anni di lavoro in più per giungere alla pensione e che al contrario di altri Paesi non sia stata introdotta la settimana di lavoro corta, proposta dalle forze di opposizione ma affossata dalle forze di maggioranza.
  Rileva che il DFP prospetta come risolutivo dei problemi della previdenza il ricorso alla previdenza complementare, scommettendo sulla finanza, che sembra dover sempre governare i processi di sviluppo, principio che, a suo giudizio, occorre ribaltare.
  Rileva altresì che il DFP attesta che il mercato del lavoro cresce solo per gli over 50 e con salari bassi e che meno persone cercano lavoro perché, teme, hanno smesso di sperare.
  Quanto alle misure di welfare, stigmatizza la riduzione delle risorse, l'eliminazione del reddito di cittadinanza e l'aumento della povertà, rilevando come il Governo abbia chiesto sacrifici agli italiani e che, contestualmente, si sia sottomesso a Trump e agli accordi per il finanziamento di armi, pari a 12 miliardi di euro all'anno, abbia investito sul Ponte sullo Stretto, per 14 miliardi di euro, o sul centro di reclusione in Albania, per 1 miliardo di euro.
  Reputa, quindi, che la maggioranza non badi a spese per la propaganda, mentre non mostri aperture significative sui diritti dei lavoratori, osservando che si tratta di precise scelte politiche e non un problema di insufficienza delle risorse.
  Ritiene, infine, che il DFP non programma la crescita del Paese ma si trova a gestire la precarietà del presente senza prospettare soluzioni per il futuro, senza ridistribuire le ricchezze, come richiesto dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell'ONU, ma intervenendo solo sui sacrifici dei lavoratori.
  Ciò posto, preannuncia il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Walter RIZZETTO, presidente, nel replicare al deputato Carotenuto, rileva come dal dopoguerra in avanti, anche in periodi drammatici della storia, i diversi governi che si sono succeduti, di vario orientamento politico, abbiano sempre celebrato il Patto atlantico, mantenendo ottimi rapporti con le amministrazioni degli Stati Uniti d'America.

  Marta SCHIFONE (FDI) si associa, in quanto condivisibili, alle considerazioni espresse dal presidente Rizzetto.

Pag. 243

  Riccardo TUCCI (M5S) rileva come dalle premesse al DFP del Ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Giorgetti, si cerchi di sviare l'attenzione sui fallimenti del Governo in materie economiche e del lavoro, adducendo come giustificazione l'inatteso incremento del debito legato ai bonus edilizi negli ultimi mesi di applicazione della misura.
  Si chiede se il Ministro Giorgetti scaricando il fallimento dell'operato del Governo sul superbonus non finisca per scaricarlo su sé stesso, atteso che il Ministro ricopre un ruolo nel Governo da sei anni ed è, quindi, responsabile anche delle proroghe del superbonus disposte nel tempo.
  Quanto all'affermazione della Presidente del Consiglio, che ha dichiarato che il superbonus incide sul debito per 40 miliardi di euro annui, si chiede dove abbia tratto tali cifre, atteso che nel DFP non vi è nessun riscontro.
  Chiede, poi, quali siano state le misure alternative al superbonus, poste in essere dal Governo, che hanno incrementato i posti di lavoro non legati alla realizzazione del PNRR.
  Precisa che il Decreto Rilancio, del giugno 2020, aveva fissato la scadenza del superbonus al 31 dicembre 2021, con proroga a giugno 2022 per gli interventi in corso di realizzazione. In proposito, chiede come sia possibile imputare le inefficienze legate al superbonus al Governo Conte II.
  Afferma che il superbonus è una misura che ha prodotto dei benefici notevoli, in un momento storico peculiare, e pertanto funzionale a provocare un rilancio dell'economia danneggiata dalla pandemia da Covid-19, su cui tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, si sono trovate d'accordo, tanto che i partiti dell'attuale maggioranza, nel corso delle precedenti legislature, hanno anche presentato emendamenti per estenderne gli effetti o per chiederne la proroga, aumentando la portata degli incentivi.
  Conclude rilevando che le misure economiche dell'attuale Governo hanno prodotto un fallimento, senza nemmeno riuscire, nonostante le politiche di austerità attente solamente alla stabilità dei conti, a mantenere il rapporto deficit/PIL nella soglia del 3 per cento.
  Tanto considerato, stigmatizza il tentativo del Governo di scaricare sul superbonus le responsabilità politiche del suo fallimento.

  Walter RIZZETTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, pone in votazione la proposta di parere del relatore, avvertendo che, se questa risulterà approvata, saranno precluse le proposte alternative di parere presentate dai gruppi del M5S e del PD-IDP.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

  La seduta termina alle 15.30.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 29 aprile 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO. – Interviene la Viceministra del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.

  La seduta comincia alle 15.30.

Disposizioni per la valorizzazione della fraternità umana nei luoghi di lavoro.
C. 2554 CNEL.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 3 febbraio 2026.

  Walter RIZZETTO, presidente e relatore, fa presente che la Commissione prosegue oggi l'esame in sede referente della proposta di legge C. 2554 del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), recante disposizioni per la valorizzazione della fraternità umana nei luoghi di lavoro.
  Avverte che nella seduta odierna sarà avviato l'esame delle proposte emendative.
  Comunica che è stato presentato un ricorso relativo alla declaratoria di inammissibilità dell'emendamento Scotto 1.43.Pag. 244
  La presidenza ritiene di confermare l'inammissibilità per estraneità di materia della predetta proposta emendativa, volta a prevedere misure finalizzate al rispetto dell'ambiente e al risparmio energetico e iniziative per il conseguimento dell'utilità sociale della proprietà privata, di cui all'articolo 41 della Costituzione, poiché tali misure esorbitano dalle finalità del provvedimento, che ha la precipua finalità di favorire il consolidamento di iniziative per la tutela dei lavoratori sul piano personale ed economico e per il miglioramento della condizione dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
  Nessuno chiedendo di intervenire, passa ad esprimere i pareri sulle proposte emendative presentate.
  Esprime parere contrario sugli emendamenti Mari 1.1 e 1.2, parere favorevole sull'emendamento Scotto 1.3, parere contrario sull'emendamento Aiello 1.4, parere favorevole sull'emendamento Tucci 1.5 e sugli identici emendamenti Mari 1.6 e Carotenuto 1.7. Dispone quindi l'accantonamento dell'emendamento Tenerini 1.8, che risulterebbe assorbito dalla approvazione dell'emendamento 1.31, come riformulato secondo quanto proporrà in seguito. Esprime parere contrario sull'emendamento Mari 1.9, parere favorevole sull'emendamento Scotto 1.10 e sugli identici emendamenti Mari 1.11 e Barzotti 1.12, parere contrario sull'emendamento Scotto 1.13, parere favorevole sull'emendamento Scotto 1.14. Esprime inoltre parere contrario sull'emendamento Mari 1.15, parere favorevole sull'emendamento Tenerini 1.17, parere favorevole sugli emendamenti Aiello 1.16 e Tucci 1.18 se riformulati nell'identico testo dell'emendamento Tenerini 1.17, parere favorevole su gli emendamenti Scotto 1.19 e 1.20. Esprime parere contrario sull'emendamento Carotenuto 1.22, dispone l'accantonamento dell'emendamento Gribaudo 1.23, esprime parere favorevole sull'emendamento Carotenuto 1.24, parere contrario sugli emendamenti Carotenuto 1.25 e Aiello 1.26. Esprime parere favorevole sull'emendamento Barzotti 1.27, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Esprime altresì parere favorevole sull'emendamento Barzotti 1.28, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Invita il presentatore al ritiro dell'emendamento Sportiello 1.29 ed esprime parere favorevole sull'emendamento Barzotti 1.30, purché riformulato nell'identico testo dell'emendamento Scotto 1.14. Esprime parere favorevole sull'emendamento Tenerini 1.31, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5), dalla cui approvazione risulterebbe assorbito l'emendamento Tenerini 1.8. Esprime parere contrario sull'emendamento Mari 1.32 e parere favorevole sull'emendamento Tucci 1.33, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Esprime parere favorevole sull'emendamento Scotto 1.34, parere contrario sull'emendamento Scotto 1.35, parere favorevole sull'emendamento Carotenuto 1.36, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5), parere favorevole sull'emendamento Barzotti 1.37, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Esprime parere favorevole sugli emendamenti Carotenuto 1.38 e Barzotti 1.39, purché riformulati in un identico testo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Esprime parere contrario sugli emendamenti Carotenuto 1.40 e 1.41, Tucci 1.42, ed esprime parere favorevole sull'emendamento Tenerini 1.44. Esprime parere favorevole sull'emendamento Tenerini 1.45, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Esprime parere contrario sull'emendamento Mari 1.46, parere favorevole sull'emendamento Tenerini 1.47, parere contrario sull'emendamento Mari 1.48. Esprime parere favorevole sull'emendamento Aiello 1.49, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Esprime parere contrario sugli emendamenti Tucci 1.50, Mari 1.51, Tucci 1.52, Carotenuto 1.53. Esprime parere favorevole sull'emendamento Tucci 1.54 e parere favorevole sull'emendamento Aiello 1.55, purché riformulatoPag. 245 nell'identico testo dell'emendamento Tucci 1.54. Esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Scotto 1.01 e parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Tenerini 1.02, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Infine invita al ritiro delle proposte emendative Scotto Tit.1., Tit.2 e Tit.3.

  La Viceministra Maria Teresa BELLUCCI concorda con i pareri espressi dal relatore.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mari 1.1 e 1.2, approva l'emendamento Scotto 1.3 (vedi allegato 4), respinge l'emendamento Aiello 1.4, approva l'emendamento Tucci 1.5 e gli identici emendamenti Mari 1.6 e Carotenuto 1.7 (vedi allegato 4), respinge l'emendamento Mari 1.9, approva l'emendamento Scotto 1.10 e gli identici emendamenti Mari 1.11 e Barzotti 1.12 (vedi allegato 4).

  Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sul suo emendamento 1.13, invita il relatore e il Governo a rivedere il relativo parere contrario, poiché il principio che si intende introdurre, volto a favorire processi di riavvicinamento tra le remunerazioni degli amministratori delle società e i salari aziendali minimi, a suo avviso, non è distonico rispetto alle finalità enunciate nel provvedimento e alle iniziative previste per darvi attuazione.
  Rimarca che la disparità tra le retribuzioni degli amministratori di società quotate rispetto ai salari dei dipendenti è molto cresciuta nel corso dei decenni, se si tiene conto che negli anni sessanta del secolo scorso un amministratore delegato della FIAT guadagnava circa 10 volte di più rispetto agli operai della stessa azienda, mentre attualmente un top manager può arrivare a guadagnare anche più di 100 volte rispetto ad un dipendente della stessa azienda.
  Non comprende quindi la contrarietà di relatore e Governo ad introdurre nel provvedimento il principio di cui all'emendamento in oggetto.

  Walter RIZZETTO, presidente e relatore, replicando al deputato Scotto, ribadisce di non condividere il contenuto dell'emendamento, anche tenendo conto delle sue difficoltà applicative e delle problematiche che potrebbe determinare. Facendo presente che le retribuzioni dei lavoratori sono rimesse prevalentemente alla contrattazione collettiva, evidenzia che il principio che si intende introdurre non sarebbe cogente e potrebbe prestarsi ad ambiguità nelle modalità applicative. Peraltro se l'intenzione fosse di porre un tetto alle retribuzioni degli amministratori di società, ciò – a prescindere da eventuali profili di incostituzionalità – potrebbe determinare una selezione avversa sul mercato.

  Arturo SCOTTO (PD-IDP) fa presente che anche gli altri principi recati dal comma 2 dell'articolo 1 non sono affatto cogenti, cercando di sollecitare delle iniziative aziendali senza alcuna percettività. Non comprende pertanto la contrarietà ad inserire anche il principio recato dalla sua proposta emendativa.

  Dario CAROTENUTO (M5S), nel sottoscrivere l'emendamento Scotto. 1.13, rileva che non è giustificabile sul piano dell'equità sociale una discrepanza tra livelli retributivi come quella riscontrabile oggi in alcuni casi e che pertanto occorre intervenire per attenuare queste inaccettabili disparità retributive.

  Marcello COPPO (FDI) ritiene che non vi sia alcun motivo per non retribuire adeguatamente gli amministratori che fanno crescere e prosperare le società per cui lavorano, con benefici a cascata anche per i dipendenti e per l'economia del Paese. Fa presente quindi che un eventuale dirigismo che intervenisse con paletti sulle retribuzioni degli amministratori si attaglierebbe ad altri sistemi che nulla hanno a che vedere con quelli liberali.

Pag. 246

  Mauro Antonio Donato LAUS (PD-IDP), pur ritenendo non prive di fondamento le affermazioni del collega Coppo, fa presente come il principio che intende introdurre l'emendamento Scotto 1.13 – apprezzabile nel cercare di avvicinare il livello delle retribuzioni degli amministratori e dei dipendenti – non abbia carattere di cogenza, per cui potrebbe essere introdotto al comma 2 del provvedimento senza determinare alcuna criticità.
  Invita quindi ad accantonare la proposta emendativa in oggetto.

  Riccardo TUCCI (M5S), nel sottoscrivere l'emendamento Scotto. 1.13, non comprende la contrarietà del relatore e del Governo sull'emendamento in oggetto, giudicando pretestuose le motivazioni addotte per non recepirlo. Peraltro la proposta emendativa non implicherebbe necessariamente la compressione delle retribuzioni degli amministratori delle società, bensì potrebbe favorire iniziative volte ad un innalzamento degli stipendi dei dipendenti. Ricorda che comunque che la maggioranza non è sensibile al tema in oggetto, come dimostra la sua contrarietà all'introduzione del salario minimo.

  Walter RIZZETTO, presidente e relatore, facendo presente come la questione del salario minimo non abbia alcuna attinenza con la proposta emendativa in oggetto, ribadisce di non condividere il principio che la stessa intende introdurre, che si presterebbe ad ambiguità interpretative e a criticità applicative. Accede tuttavia alla richiesta di accantonamento della stessa proposta emendativa.
  Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 16.

AUDIZIONI INFORMALI

  Mercoledì 29 aprile 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.

Audizione informale di rappresentanti di Ferrara Expo, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 2733 Rizzetto e C. 2840 Aiello, recanti disposizioni in materia di servizi di supporto alla ricollocazione professionale dei lavoratori nei casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, processi di riorganizzazione aziendale e delocalizzazione dell'attività produttiva.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 16 alle 16.10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 29 aprile 2026.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.10 alle 16.15.