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Resoconti delle Giunte e Commissioni

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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 17 giugno 2026
697.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (II e VI)
COMUNICATO
Pag. 13

ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 17 giugno 2026. — Presidenza del presidente della II Commissione, Ciro MASCHIO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Sandra Savino.

  La seduta comincia alle 15.20.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all'articolo 19-bis della legge 5 marzo 2024, n. 21, per la riforma organica e il riordino del sistema sanzionatorio e di tutte le procedure sanzionatorie recati dal testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
Atto n. 384.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).

  Le Commissioni proseguono l'esame dello schema di decreto legislativo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 13 maggio 2026.

  Ciro MASCHIO, presidente, rammenta che il termine per l'espressione del parere è scaduto lo scorso 9 maggio 2026 e che il rappresentante del Governo, nella seduta del 13 maggio 2026, ha manifestato la disponibilità dell'Esecutivo ad attendere l'espressione del parere parlamentare anche oltre la richiamata scadenza.
  Invita, quindi, i relatori, deputata Dondi per la II Commissione e deputato Centemero per la VI Commissione, a formulare una proposta di parere sul provvedimento.

  Daniela DONDI (FDI), relatrice per la II Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione, deputato Centemero, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1), che illustra.

  Ciro MASCHIO, presidente, comunica che il gruppo PD-IDP ha depositato una proposta alternativa di parere (vedi allegato 2), che sarà posta in votazione solo ove fosse respinta la proposta di parere formulata dai relatori.

Pag. 14

  Angela RAFFA (M5S) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dai relatori.
  Evidenzia in primo luogo che l'Esecutivo ha presentato il provvedimento in esame come una riforma di grande importanza, volta a razionalizzare il sistema sanzionatorio dei mercati finanziari conferendogli più efficienza e proporzionalità e, al contempo, riducendo il contenzioso. A suo parere, invece, lo schema di decreto non reca una riforma organica, ma costituisce un'occasione mancata.
  Ritiene che la delega al Governo non sia stata attuata, in particolare riferendosi al mancato adeguamento della disciplina degli abusi di mercato al principio del ne bis in idem, come indicato invece dalla Corte costituzionale e dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, principio neppure menzionato dalla relazione illustrativa. Reputa che si tratti di una scelta deliberata del Governo, che lascia la disciplina degli abusi di mercato in uno stato di incertezza costituzionale, ritenuto inaccettabile dal suo gruppo.
  Ricorda poi che l'articolo 196-quater del TUF, come introdotto dal provvedimento in esame, disciplina l'istituto dell'applicazione concordata delle sanzioni – il cosiddetto settlement – grazie al quale è possibile concordare con le Autorità di vigilanza una riduzione delle sanzioni rinunciando al contenzioso. A suo avviso l'istituto, per come è disciplinato dallo schema di decreto in esame, difficilmente potrà essere esperito dai risparmiatori, rischiando invece di restare appannaggio dei soli grandi intermediari finanziari, unici soggetti in grado di esercitare un adeguato potere contrattuale. Sotto un diverso profilo, rammenta che tale meccanismo richiede all'interessato di rinunciare preventivamente alla tutela giurisdizionale, quale condizione per applicare la riduzione sanzionatoria; si tratta, a suo parere, di una sostanziale compressione del diritto di difesa sancito dall'articolo 24 della Costituzione.
  Evidenzia poi che lo schema di decreto lascia ampi margini regolamentari alle Autorità di vigilanza, di fatto esautorando il Parlamento dall'implementazione della riforma. Ciò appare di particolare gravità con riferimento ad alcuni punti nodali del provvedimento, tra cui il criterio di rilevanza delle violazioni e i termini del procedimento. Non esita a definire questa tecnica normativa una delega in bianco, in contrasto con il principio di legalità modulato dagli articoli 23 e 25 della Costituzione.
  Rileva inoltre che, nella documentazione prodotta dagli uffici, sono stati chiesti al Governo dati utili per la valutazione degli effetti finanziari del provvedimento, in particolare il numero di sanzioni irrogate e l'effetto stimato del settlement sulla finanza pubblica; l'Esecutivo ha ribadito la neutralità finanziaria dello schema senza addurre, tuttavia, elementi sufficienti a sua riprova.
  Conclude sottolineando che lo schema di decreto legislativo in esame non tutela il diritto dei risparmiatori alla repressione efficace e certa degli abusi di mercato, compromesso anche dalla riduzione delle sanzioni per i soggetti in posizione di superiorità economica e contrattuale. Ritiene che il provvedimento non consenta di reprimere efficacemente le violazioni più gravi e svilisca il ruolo del Parlamento. Per i predetti motivi, ribadisce il voto contrario del suo gruppo.

  Virginio MEROLA (PD-IDP), intervenendo per illustrare la proposta alternativa di parere presentata dal suo gruppo, annuncia il voto contrario del PD sulla proposta di parere favorevole formulata dai relatori, che reca mere osservazioni, non risolutive dei problemi emersi nel corso dell'esame del provvedimento. In particolare, evidenzia come la proposta di parere contrario formulata dal proprio gruppo intenda stigmatizzare l'incertezza applicativa e i numerosi profili critici che caratterizzano le nuove disposizioni. Tra questi, cita l'inidoneità della riforma ad incidere sui nodi strutturali dell'apparato sanzionatorio sostanziale e il rischio che si realizzi una compressione delle garanzie del contraddittorio e della tutela giurisdizionale. In conclusione, ritiene necessaria una profonda revisione del testo.

Pag. 15

  Devis DORI (AVS) dichiara il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dai relatori.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, le Commissioni approvano la proposta di parere favorevole, con osservazioni, formulata dai relatori.

  Ciro MASCHIO, presidente, comunica che, a seguito dell'approvazione della proposta di parere dei relatori, risulta preclusa la proposta alternativa di parere formulata dal gruppo PD-IDP, che non sarà pertanto posta in votazione.

  La seduta termina alle 15.30.

ERRATA CORRIGE

  Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 632 del 17 febbraio 2026, a pagina 30, seconda colonna, alla settima riga il numero: «17» è sostituito dal seguente: «30» e alla nona riga il numero: «13» è sostituito dal seguente: «19».