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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 14 luglio 2026
711.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Cultura, scienza e istruzione (VII)
COMUNICATO
Pag. 150

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 14 luglio 2026. — Presidenza della vicepresidente Giorgia LATINI. – Interviene il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi.

  La seduta comincia alle 20.10.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Giorgia LATINI, presidente, avverte il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni ne dispone l'attivazione.

Pag. 151

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 3: Stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito per l'anno finanziario 2026.
Tabella n. 11: Stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca per l'anno finanziario 2026.
Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero della cultura per l'anno finanziario 2026.
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.

  Giorgia LATINI, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito (tabella n. 7), del Ministero dell'università e della ricerca (tabella n. 11) del Ministero della cultura (tabella n. 14), nonché – limitatamente alle parti di competenza di questa Commissione – del Ministero dell'economia e delle finanze (tabella n. 2) e del Ministero delle imprese e del made in Italy (tabella n. 3).
  Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle eventuali proposte emendative presentate nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
  Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
  Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda anzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l'entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
  Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
  È considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno Pag. 152di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
  È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale.
  Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
  Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricorda che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi, in quanto tali privi di compensazione finanziaria, riferiti alle predette parti di competenza.
  Gli emendamenti eventualmente approvati durante l'esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione Bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un loro successivo esame, quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione Bilancio, anche al solo fine di permetterne la ripresentazione in Assemblea.
  Sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione Bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la medesima Commissione sono da quest'ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio entrano a far parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell'esame in Assemblea.
  L'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
  Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione Bilancio.
  Segnala che, in ragione dell'organizzazione dei lavori sui provvedimenti definita da parte della Commissione Bilancio, che sta esaminando i provvedimenti in sede referente, l'esame in sede consultiva dovrà concludersi entro la giornata di mercoledì 22 luglio prossimo.
  Ricorda, infine, che gli emendamenti possono essere presentati anche direttamente presso la Commissione Bilancio e chiede fin d'ora se i rappresentanti dei gruppi siano disponibili a rinunciare alla fissazione del termine. Qualora i gruppi non concordino nel rinunciare alla presentazione di emendamenti, il termine sarà fissato nel corso della riunione dell'Ufficio di presidenza già convocata al termine delle sedute odierne.

  Alessandro AMORESE (FdI), relatore, rileva preliminarmente che il Rendiconto generale dello Stato è lo strumento con il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica (anno finanziario), adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria. In termini finanziari, attraverso l'approvazione con legge del risultato della gestione annuale del bilancio, viene fissato il flusso della gestione dei conti statali, anche al fine di consentire il passaggio dalla precedente legge di bilancio al futuro bilancio previsionale.
  Ricorda, altresì, che l'istituto dell'assestamento di bilancio dello Stato è invece previsto per consentire un aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio, anche in base alla consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente. Il disegno di legge di Pag. 153assestamento si connette funzionalmente con il rendiconto del bilancio relativo all'esercizio precedente: l'entità dei residui, attivi e passivi, sussistenti all'inizio dell'esercizio finanziario, che al momento dell'elaborazione e approvazione del bilancio di previsione è stimabile solo in misura approssimativa, viene, infatti, definita in assestamento sulla base delle risultanze del rendiconto.
  Passando all'illustrazione dei contenuti del disegno di legge recante «Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025» (C. 3005), osserva che lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito (MIM), contenuto nella legge di bilancio per il 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), recava previsioni iniziali di spesa pari a 56.961,5 milioni di euro in conto competenza e a 57.304,5 milioni di euro in conto cassa, variate, rispettivamente, in sede di previsioni definitive di spesa nel conto consuntivo, in 58.321,2 milioni di euro in conto competenza (con un incremento di 1.359,6 milioni di euro rispetto agli stanziamenti iniziali) e 59.169,6 milioni di euro in conto cassa (con un incremento di 1.865,1 milioni di euro rispetto agli stanziamenti iniziali). A consuntivo, gli impegni sono pari a 57.674,2 milioni di euro e i pagamenti sono pari a 57.627.7 milioni di euro.
  Le spese del Ministero riguardano principalmente la parte corrente (97,8 per cento in conto competenza). L'89,2 per cento della dotazione complessiva (in conto competenza) riguarda le spese per redditi da lavoro dipendente, pari, in assoluto, a 50.885,7 milioni di euro.
  Nel dettaglio, segnala che, nel 2025, sono presenti nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito 2 missioni:

   1) la missione «Istruzione scolastica» – che, a fronte di una previsione iniziale di competenza di 56.820,9 milioni di euro, vede attestarsi la sua previsione definitiva di competenza a 58.162,9 milioni di euro, con impegni totali a consuntivo di 57.721,7 milioni di euro, che costituiscono il 99,7 per cento delle spese del Ministero. Essa presenta i seguenti programmi: «Istruzione del primo ciclo», con previsioni definitive pari a 34.688,2 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 34.238,6 milioni di euro; «Istruzione del secondo ciclo», con previsioni definitive pari a 19.248,8 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 19.155,4 milioni di euro; «Sviluppo del sistema istruzione scolastica e promozione del diritto allo studio», con previsioni definitive pari a 249 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 228,4 milioni di euro; «Istituzioni scolastiche non statali», con previsioni definitive pari a 803,8 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 803,7 milioni di euro; «Programmazione e coordinamento dell'istruzione», con previsioni definitive pari a 817,9 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 808,6 milioni di euro; «Istruzione terziaria non universitaria e formazione professionale», con previsioni definitive pari a 56,6 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 55,8 milioni di euro; «Realizzazione degli indirizzi e delle politiche in ambito territoriale in materia di istruzione», con previsioni definitive pari a 620,2 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 587,9 milioni di euro; «Reclutamento e aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale scolastico per l'istruzione», con previsioni definitive pari a 436,1 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 414,4 milioni di euro; «Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole», con previsioni definitive pari a 1.242,3 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 1.239,2 milioni di euro;

   2) la missione «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche» – che, a fronte di una previsione iniziale di competenza di 140,6 milioni di euro, vede attestarsi la previsione definitiva di competenza a 157,9 milioni di euro, con impegni totali a consuntivo di 154,1 milioni di euro (che rappresentano lo 0,27 per cento delle spese del Ministero). Tale missione è suddivisa nei programmi «Indirizzo politico», che presenta una previsione definitiva di 23,5 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 11,2 milioni di euro, e «Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza», che presenta spese definitivePag. 154 per 134,4 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 127,9 milioni di euro.

  La consistenza dei residui alla fine dell'esercizio 2025 è pari a 4.279,6 (rispetto ai 4.598,7 milioni di euro del 2024). L'incidenza percentuale della spesa finale del Ministero dell'istruzione e del merito (con esclusione quindi del rimborso delle passività finanziarie), sul bilancio dello Stato 2025, è pari al 6,5 per cento.
  Passando allo stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca (MUR), contenuto nella legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), ricorda come questo recava previsioni iniziali di spesa pari a 14.041,1 milioni di euro in conto competenza e a 14.340,1 milioni di euro in conto cassa, variate, rispettivamente, in sede di previsioni definitive di spesa, in 14,276,6 milioni di euro in conto competenza (con un aumento di 235,5 milioni di euro rispetto agli stanziamenti iniziali) e 15.390,2 milioni di euro in conto cassa (con un aumento di 1.050,1 milioni di euro rispetto agli stanziamenti iniziali). A consuntivo, gli impegni sono pari a 14.177,2 milioni di euro e i pagamenti sono pari a 14.836,8 milioni di euro. Le spese del Ministero dell'università e della ricerca riguardano principalmente la parte corrente (il 79 per cento in conto competenza).
  Nel dettaglio, segnala che, nel 2025, sono presenti nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca 3 missioni:

   1) la missione «Ricerca e innovazione» – che, a fronte di una previsione iniziale di competenza di 2.394,6 milioni di euro, vede attestarsi la sua previsione definitiva a 2.513,4 milioni di euro, con impegni totali a consuntivo di 2.501,4 milioni di euro, che costituiscono il 17,6 per cento delle spese del Ministero. Essa presenta il solo programma «Ricerca scientifica e tecnologica di base e applicata»;

   2) la missione «Istruzione universitaria e formazione post-universitaria», che, a fronte di una previsione iniziale di competenza di 11.575,7 milioni di euro, vede attestarsi la sua previsione definitiva a 11.687,3 milioni di euro, con impegni totali a consuntivo di 11.615,5 milioni di euro, che costituiscono l'82% delle spese del Ministero. Essa è composta dei seguenti programmi: «Diritto allo studio e sviluppo della formazione superiore», che vede previsioni definitive di competenza pari a 857,6 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 851,5 milioni di euro; «Istituzioni dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica», con previsioni definitive di 734,2 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 681,2 milioni di euro; «Sistema universitario e formazione post-universitaria», con previsioni definitive di 9.754,3 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 9.753 milioni di euro; «Coordinamento e supporto amministrativo per le politiche della formazione superiore e della ricerca», con previsioni definitive di 12,3 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 4,7 milioni di euro; «Formazione superiore e ricerca in ambito internazionale», con previsioni definitive di 328,8 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 325,2 milioni di euro;

   3) la missione «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche» – che, a fronte di una previsione iniziale di competenza di 63,8 milioni di euro, presenta una previsione definitiva di competenza di 68,9 milioni di euro, con impegni totali a consuntivo di 60,3 milioni di euro, che rappresentando il restante 0,4 per cento delle spese del dicastero. Tale missione è suddivisa nei programmi «Indirizzo politico», che presenta una previsione definitiva di 9,4 milioni di euro e l'impegno a consuntivo di 6,9 milioni di euro, e «Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza», che presenta una previsione definitiva di 59,5 milioni di euro e spese definitive per 53,4 milioni di euro.

  La consistenza dei residui, alla fine dell'esercizio 2025, è pari a 2.870,8 milioni di euro (rispetto ai 3.368,5 milioni di euro del 2024). L'incidenza percentuale della spesa finale del Ministero dell'università e della ricerca (con esclusione quindi del rimborso delle passività finanziarie), sul bilancio dello Pag. 155Stato 2025, è pari all'1,6 per cento (come per il rendiconto 2024 e del 2023).
  Rileva poi come lo stato di previsione del Ministero della cultura (MIC), contenuto nella legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), recava previsioni iniziali di spesa pari a 3.104,3 milioni di euro in conto competenza e a 3.225,3 milioni di euro in conto cassa, variate, rispettivamente, in sede di previsioni definitive di spesa del conto consuntivo, in 3.258,4 milioni di euro in conto competenza (con un aumento di 154 milioni di euro rispetto agli stanziamenti iniziali) e 3.740,6 milioni di euro in conto cassa (con un aumento di 515,3 milioni di euro rispetto agli stanziamenti iniziali). A consuntivo, gli impegni totali sono pari a 3.047,9 milioni di euro e i pagamenti sono pari a 3.165,3 milioni di euro.
  Le spese del Ministero della cultura riguardano principalmente la parte corrente (il 62,4 per cento in conto competenza).
  Nel dettaglio, segnala che, nel 2025, sono presenti nello stato di previsione del Ministero della cultura 2 missioni:

   1) la missione «Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici» – che, a fronte di una previsione iniziale di competenza di 2.957 milioni di euro, vede attestarsi la sua previsione definitiva a 3.102,2 milioni di euro, con un impegno a consuntivo in termini di competenza pari a 2.882 milioni di euro – costituisce il 95 per cento delle spese del Ministero. Essa presenta i seguenti programmi: «Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo dal vivo», con previsioni definitive di competenza di 506,6 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 498,9 milioni di euro; «Vigilanza, prevenzione e repressione in materia di patrimonio culturale», con previsioni definitive di competenza per 11,5 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 9,5 milioni di euro; «Tutela dei beni archeologici», con previsioni definitive di competenza per 84,7 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 71,9 milioni di euro; «Tutela e valorizzazione dei beni archivistici», con previsioni definitive di competenza per 186 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 154,4 milioni di euro; «Tutela e valorizzazione dei beni librari, promozione e sostegno del libro e dell'editoria», con previsioni definitive di spesa di 271,8 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 256,3 milioni di euro; «Tutela delle belle arti e tutela e valorizzazione del paesaggio», con previsioni definitive di competenza per 237,2 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 196,8 milioni di euro; «Valorizzazione del patrimonio culturale e coordinamento del sistema museale», con previsioni definitive di competenza di 626,9 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 547,2 milioni di euro; «Programmazione e attribuzione delle risorse per la tutela del patrimonio culturale», con previsioni definitive di competenza di 805,3 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 785,5 milioni di euro; «Tutela e promozione dell'arte e dell'architettura contemporanea e delle periferie urbane», con previsioni definitive di competenza per 43 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 40,4 milioni di euro; «Sostegno, valorizzazione e tutela del settore cinema e audiovisivo», con previsioni definitive di competenza di 310,9 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 307,2 milioni di euro; «Coordinamento e attuazione interventi per la sicurezza del patrimonio culturale e per le emergenze», con previsioni definitive di competenza per 9,2 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 5,4 milioni di euro; «Promozione del patrimonio culturale nazionale all'estero», con previsioni definitive di competenza per 9 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 8,4 milioni di euro;

   2) la missione «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche» – che, a fronte di una previsione iniziale di competenza di 142,3 milioni di euro, presenta una previsione definitiva di 150,8 milioni di euro, con un impegno a consuntivo in termini di competenza pari a 139,1 milioni di euro. Tale missione è suddivisa nei programmi «Indirizzo politico», che presenta una previsione definitiva di 14,5 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 11,2 milioni di euro e «Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza», che presenta una previsione definitivaPag. 156 per 136,2 milioni di euro e un impegno a consuntivo di 127,9 milioni di euro.

  La consistenza dei residui alla fine dell'esercizio 2025 è pari a 1.836,6 milioni di euro (rispetto ai 2.069,7 milioni di euro del 2024).
  L'incidenza percentuale della spesa finale del Ministero della Cultura (con esclusione quindi del rimborso delle passività finanziarie), sul bilancio dello Stato 2025, è pari allo 0,34 per cento, risultando in linea con le percentuali di cui ai rendiconti relativi agli anni 2023 e 2024.
  Nell'ambito dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), segnala il programma «Sostegno al pluralismo dell'informazione» (10.2). La somma degli stanziamenti iniziali di tale programma, riportati nella legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), era pari a 282,8 milioni di euro sia in conto competenza sia in conto cassa.
  A consuntivo, le previsioni definitive registrano, per il 2025, spese per 214 milioni di euro in termini di competenza (con un decremento di 68,8 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali) e per 214,6 milioni di euro in termini di cassa (con una diminuzione di 68,2 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali). A consuntivo, gli impegni sono di 214 milioni di euro e i pagamenti sono pari a 214,4 milioni di euro.
  Nell'ambito dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze risultano altresì d'interesse i seguenti programmi:

   1) «Ricerca di base e applicata» (11.1), i cui stanziamenti iniziali, nella legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), erano pari a 1.506 milioni di euro sia in conto competenza sia in conto cassa. A consuntivo, le previsioni definitive registrano, per il 2025, spese per 1.521,5 milioni di euro in termini di competenza (con un incremento di 15,3 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali) e per 1.541,5 milioni di euro in termini di cassa (con un incremento di 35,3 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali). A consuntivo, gli impegni sono di 1.521,5 milioni di euro e i pagamenti sono pari a 1.540,5 milioni di euro;

   2) «Attività ricreative e sport» (18.1): il totale degli stanziamenti iniziali nel 2025 era pari a 702,5 milioni di euro sia in conto competenza sia in conto cassa. A consuntivo, si registrano, per il 2025, le previsioni di spesa definitive per 1.189,1 milioni di euro in termini di competenza (con un incremento di 486,6 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali) e per 1.193,4 milioni di euro in termini di cassa (con un incremento di 490,9 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali). A consuntivo, gli impegni sono di 1.188,2 milioni di euro e i pagamenti sono pari a 1.160,2 milioni di euro.

  Nell'ambito dello stato di previsione dell'attuale Ministero delle imprese e del made in Italy- MIMIT (ex Ministero dello sviluppo economico – MISE) segnala il programma «Servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali» (5.2), per il quale erano previsti stanziamenti iniziali, nel 2025, per 398,3 milioni di euro in conto competenza e 542,3 milioni di euro in conto cassa.
  Per il medesimo programma si registrano, per il 2025, previsioni definitive per 488,2 milioni di euro in conto competenza (con un incremento di 89,9 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali) e per 580,1 milioni di euro in conto cassa (con un incremento di 91,9 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali). A consuntivo, gli impegni sono pari a 482,1 milioni di euro e i pagamenti sono pari a 303,1 milioni di euro.
  Passando al disegno di legge recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026 (C. 3006), evidenzia che lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito per l'esercizio 2026, approvato con la legge 30 dicembre 2025, n. 199, recava previsioni iniziali di spesa pari a 57.947,5 milioni di euro in conto competenza (di cui, 56.469,1 milioni di euro di parte corrente e 1.478,4 milioni di euro in conto Pag. 157capitale) e a 58.067,4 milioni di euro in conto cassa (di cui 56.469 milioni di euro di parte corrente e 1.598,4 milioni di euro in conto capitale), suddivisi tra le seguenti 2 missioni: Istruzione scolastica e Servizi istituzionali e generali delle PA.
  La consistenza dei residui presunti al 1° gennaio 2026, quale risultante dal progetto di bilancio presentato al Parlamento, era pari a 3.773,1 milioni di euro (di cui 829,6 milioni di euro di parte corrente e 2.943,6 milioni di euro in conto capitale).
  Le previsioni iniziali sono state in parte già modificate, nel periodo gennaio-maggio 2026, in forza di atti amministrativi che derivano da intervenuti provvedimenti legislativi o da norme di carattere generale. In particolare, si è registrato un aumento delle dotazioni per 4.440,3 milioni di euro sia di competenza che di cassa.
  Alle variazioni introdotte in forza di atti amministrativi, si aggiungono quelle proposte con il disegno di legge di assestamento in esame, le quali comportano un aumento di 7,1 milioni di euro nelle previsioni di competenza (aumento dovuto interamente a spese di parte corrente) e un incremento di 321,9 milioni di euro delle autorizzazioni di cassa (incremento dovuto interamente a spese di parte corrente). Per quanto riguarda i residui, le variazioni proposte comportano un incremento di 553 milioni di euro (di cui 243,5 milioni di euro di parte corrente e 309,4 milioni di euro per spese in conto capitale), assestandosi a 4.326,1 milioni di euro.
  Per effetto delle variazioni già intervenute e di quelle proposte con il disegno di legge di assestamento, le previsioni iniziali di bilancio per l'esercizio 2026 vengono, quindi, assestate, in base alla nota illustrativa, come segue:

   Spese correnti in competenza 60.897,4 milioni di euro e 61.222,4 milioni di euro in cassa;

   Spese in conto capitale 1.497,6 milioni di euro in competenza e 1.607,2 milioni di euro in cassa.

  Passando allo stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca per l'esercizio 2026, approvato con la legge 30 dicembre 2025, n. 199, ricorda come esso recava previsioni iniziali di spesa pari a 13.907,1 milioni di euro in conto competenza (di cui, 11.113,1 milioni di euro di parte corrente, 2.789,3 milioni di euro in conto capitale e 4,7 milioni di euro di rimborso del debito pubblico) e a 14.010,1 milioni di euro in conto cassa (di cui, 11.216,1 milioni di euro di parte corrente, 2.789,3 milioni di euro in conto capitale e 4,7 milioni di euro di rimborso del debito pubblico).
  La consistenza dei residui presunti al 1° gennaio 2025, quale risultante dal progetto di bilancio presentato al Parlamento, era pari a 1.499 milioni di euro (di cui 230,7 milioni di euro per la parte corrente, 1.226,8 milioni di euro per spese in conto capitale e 41,4 milioni di euro per rimborso passività finanziarie).
  Le variazioni intervenute in forza di atti amministrativi nel periodo gennaio-maggio 2026, hanno registrato un aumento delle dotazioni per 56,6 milioni di euro, sia di competenza che di cassa.
  Alle variazioni introdotte in forza di atti amministrativi, si aggiungono quelle proposte con il disegno di legge di assestamento in esame, le quali comportano un aumento di 486,3 milioni di euro nelle previsioni di spesa, in termini di competenza (di cui un incremento di 629,8 milioni di euro di parte corrente e una riduzione di 143,5 milioni di euro in conto capitale), e di 879,8 milioni di euro in termini di cassa (di cui 629,8 milioni di euro di parte corrente e 250 milioni di euro in conto capitale).
  Per quanto riguarda i residui, le variazioni proposte comportano un incremento di 712,2 milioni di euro (di cui 580,8 milioni di euro di parte corrente, 131,1 milioni di euro per spese in conto capitale e 0,4 milioni di euro per rimborso del debito pubblico), assestandosi a 2.211,2 milioni di euro.
  Osserva che per effetto delle variazioni già intervenute e di quelle proposte con il disegno di legge di assestamento, le previsioni iniziali di bilancio per l'esercizio 2026 Pag. 158– articolate per missioni – vengono, quindi, assestate come segue:

   Ricerca e innovazione: 2.393,9 milioni di euro in competenza e 2.463,5 milioni di euro in cassa;

   Istruzione universitaria e formazione post-universitaria: 11.498,7 milioni di euro in competenza e 11.531,8 milioni di euro in cassa.

   Servizi istituzionali e generali delle P.A.: 71,6 milioni di euro in competenza e 71,4 milioni di euro in cassa per un totale complessivo delle missioni interessate pari a 13.964,2 milioni di euro delle dotazioni di competenza e di 14.067,6 milioni di euro delle dotazioni di cassa.

  Rammenta che lo stato di previsione del Ministero della cultura per l'esercizio 2026, approvato con la citata legge 30 dicembre 2025, n. 199, recava previsioni iniziali di spesa in conto competenza per complessivi 3.069,7 milioni di euro (di cui 1.888,9 milioni di euro di parte corrente, 1.177,6 milioni di euro di parte capitale e 3,1 milioni di euro di rimborso del debito pubblico) e in conto cassa per complessivi 3.275,7 milioni di euro (di cui 1.895 milioni di euro di parte corrente, 1.377,7 milioni di euro di parte capitale e 3,1 milioni di euro di rimborso del debito pubblico).
  La consistenza dei residui presunti al 1° gennaio 2026, quale risultante nel progetto di bilancio presentato al Parlamento, era pari a 1.658 milioni di euro (di cui 111,2 milioni di euro per la parte corrente e 1.546,8 milioni di euro in conto capitale).
  Le variazioni intervenute in forza di atti amministrativi nel periodo gennaio-maggio 2026 hanno comportato un incremento di 7,9 milioni di euro delle dotazioni di competenza e di 225,6 milioni di euro delle dotazioni di cassa (in cui sono ricompresi 217,6 milioni di euro in conto cassa per integrazioni delle dotazioni di cassa dei capitoli deficitari, con storno dall'apposito Fondo di riserva – Cap. 3002/Economia).
  Alle variazioni introdotte in forza di atti amministrativi, si aggiungono quelle proposte con il disegno di legge di assestamento in esame, le quali comportano – complessivamente – un aumento di 2,7 milioni di euro nelle previsioni di competenza (determinato da un aumento per 2,3 milioni di euro delle spese correnti e per 0,4 milioni di euro delle spese in conto capitale) e di 24,7 milioni di euro in quelle di cassa (determinato da un aumento per 24,3 milioni di euro delle spese correnti e per 0,4 milioni di euro delle spese in conto capitale).
  Per quanto riguarda i residui, le variazioni proposte comportano un aumento di 157,8 milioni di euro (di cui 57,5 milioni di euro di parte corrente e 100,3 milioni di euro per spese in conto capitale), assestandosi a 1.815,9 milioni di euro. Riferisce che per effetto delle variazioni già intervenute e di quelle proposte con il disegno di assestamento, le previsioni iniziali di bilancio per l'esercizio 2026 – articolate per missioni – vengono, quindi, assestate come segue:

   Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici: 2.897,4 milioni di euro delle dotazioni di competenza e 3.316,3 milioni di euro delle dotazioni di cassa;

   Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche: 182,8 milioni di euro delle dotazioni di competenza e 209,7 milioni di euro delle dotazioni di cassa, per un totale complessivo delle Missioni interessate pari a 3.080,2 milioni di euro di dotazioni di competenza e di 3.526 milioni di euro delle dotazioni di cassa.

  Con riferimento agli ulteriori stanziamenti di interesse della Commissione cultura, presenti all'interno dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero delle imprese e del made in Italy, già citati nella parte dedicata al rendiconto 2025, evidenzia in relazione all'assestamento 2026 che nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), il programma «Sostegno al pluralismo dell'informazione» (10.2), presentava stanziamenti iniziali, in termini Pag. 159di competenza, nel 2026, per 346,8 milioni di euro. Il dato assestato è di 356,8 milioni di euro, con un aumento di 10 milioni di euro.
  Un altro programma presente nell'ambito dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è quello relativo alla «Ricerca di base e applicata» (11.1), che presentava stanziamenti iniziali, in termini di competenza, nel 2026, per 1.476,6 milioni di euro. Anche le previsioni assestate per il corrente anno sono di 1.476,6 milioni di euro.
  Un ulteriore programma – presente all'interno dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze – di interesse per la Commissione cultura, è quello relativo ad «Attività ricreative e sport» (18.1). Esso presentava stanziamenti iniziali di competenza, per il 2026, per 919,9 milioni di euro: le previsioni assestate per il corrente anno sono di 923,4 milioni di euro, con un aumento rispetto alle previsioni iniziali di 3,5 milioni di euro.
  Nell'ambito dello stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy, il programma «Servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali» (5.2), presentava stanziamenti iniziali, nel 2025, per 287 milioni di euro in conto competenza, che si sono assestati in 287,4 milioni di euro, con un aumento di 0,4 milioni di euro.

  Giorgia LATINI, presidente, non essendoci richieste di intervento dichiara chiuso l'esame preliminare e rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata per la giornata di giovedì 16 luglio 2026.

  La seduta termina alle 20.15.

SEDE REFERENTE

  Martedì 14 luglio 2026. — Presidenza della vicepresidente Giorgia LATINI. – Interviene il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi.

  La seduta comincia alle 20.15.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Giorgia LATINI, presidente, avverte il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni ne dispone l'attivazione.

Dichiarazione di monumento nazionale del sistema bastionato della città di Treviso.
C. 2914 Marchetto Aliprandi.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Beatriz COLOMBO (FdI), relatrice, riferisce che la proposta si compone di 3 articoli e intende dare seguito alla risoluzione n. 8-00026, approvata il 5 ottobre 2023 dalla VII Commissione Cultura, con la quale si invitava il Ministero della cultura a istituire un vincolo di carattere monumentale per la tutela delle mura delle città bastionate.
  Passando al contenuto delle singole disposizioni, fa presente che l'articolo 1 è costituito da due commi. Il comma 1 reca la dichiarazione di monumento nazionale per il sistema bastionato della città di Treviso.
  Rileva che il successivo comma 2 reca gli effetti giuridici di tale dichiarazione, stabilendo che essa comporta l'attribuzione al sistema bastionato della città di Treviso della qualifica di bene culturale ai sensi dell'articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Il comma precisa che la dichiarazione produce altresì gli effetti della verifica o della dichiarazione dell'interesse culturale previsti dagli articoli 12 e 13 del medesimo codice, ove non già intervenuti.
  L'articolo 2, costituito da un unico comma, individua il sistema bastionato della città di Treviso con riferimento al tracciato delle mura, ai manufatti difensivi e alle aree funzionalmente connesse, quali risultantiPag. 160 dagli strumenti urbanistici vigenti e dagli atti di tutela adottati ai sensi del citato codice dei beni culturali e del paesaggio, nonché sulla base dei riferimenti contenuti nel catasto dei terreni del comune di Treviso – facendosi specialmente riferimento al codice catastale L407.
  Infine, segnala che l'articolo 3 reca la clausola di invarianza finanziaria.

  Giorgia LATINI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

DL 108/2026: Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l'efficacia del documento di identità.
C. 2988 Governo.
(Seguito esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 10 luglio 2026.

  Giorgia LATINI, presidente, ricorda che nella seduta di venerdì 10 luglio scorso sono state pronunciate le dichiarazioni di inammissibilità riferite alle proposte emendative presentate e, in relazione a tale pronuncia, sono pervenute alcune richieste di riesame.
  La Presidenza dopo aver valutato i ricorsi presentati avverso le valutazioni di inammissibilità, tenendo conto delle argomentazioni addotte nei ricorsi e di alcune finalità ricavabili dal testo del decreto-legge, ritiene di poter riammettere le seguenti proposte emendative: Mollicone 2.01, Zanella 6.05, Steger 7.09, Amorese 8.01, Mollicone 8.02.
  Quanto invece alla richiesta di riesame della valutazione di inammissibilità per estraneità di materia delle restanti proposte emendative, la Presidenza, effettuato un supplemento di istruttoria, conferma il giudizio di inammissibilità.
  Comunica che l'emendamento 5.3 Bicchielli è stato ritirato.
  Nessuno chiedendo di intervenire sul complesso degli emendamenti, invita il relatore ad esprimere il parere sulle proposte emendative riferite all'articolo 1.

  Gerolamo CANGIANO (FdI), relatore, esprime parere contrario sull'articolo premissivo Orrico 01.01, nonché sugli emendamenti Zaratti 1.1 e 1.2, Orrico 1.3 e Zaratti 1.5; propone l'accantonamento degli emendamenti Amato 1.6 e Zaratti 1.7. Esprime parere contrario sull'emendamento Zaratti 1.8 e invita al ritiro degli emendamenti Miele 1.9 e Bicchielli 1.10. Esprime parere contrario sull'emendamento Orrico 1.11 e invita al ritiro dell'emendamento Miele 1.12; esprime parere contrario sull'emendamento Orrico 1.13; propone l'accantonamento dell'emendamento Orrico 1.14. Invita al ritiro dell'emendamento Mollicone 1.15 ed esprime parere contrario sugli emendamenti Grippo 1.16 e 1.17.

  Il Ministro Andrea ABODI esprime parere conforme a quello del relatore.

  Giorgia LATINI, presidente, concorde il relatore e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento degli emendamenti Amato 1.6, Zaratti 1.7, Orrico 1.14. Comunica, quindi, che il deputato Berruto ha sottoscritto l'articolo premissivo Orrico 01.01 e l'emendamento Zaratti 1.1.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'articolo premissivo Orrico 01.01, gli emendamenti Zaratti 1.1 e 1.2, Orrico 1.3, Zaratti 1.5 e 1.8.

  Giorgia LATINI, presidente, chiede di accantonare l'emendamento Miele 1.9, di cui è cofirmataria. Concordi relatore e Governo, avverte che l'emendamento Miele 1.9 deve intendersi accantonato.

  Mauro BERRUTO (PD-IDP), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente come vi sia un trattamento differenziato tra gli emendamenti della maggioranza e quelli dell'opposizione.

  Giorgia LATINI, presidente, avverte che l'emendamento Bicchielli 1.10 è stato ritirato.

Pag. 161

  La Commissione respinge l'emendamento Orrico 1.11.

  Giorgia LATINI, presidente, chiede di accantonare l'emendamento Miele 1.12, di cui è cofirmataria. Concordi relatore e Governo, avverte che l'emendamento Miele 1.12 deve intendersi accantonato.

  La Commissione respinge l'emendamento Orrico 1.13.

  Alessandro AMORESE (FdI), ritira l'emendamento Mollicone 1.15 che sottoscrive.

  Giorgia LATINI, presidente, constata l'assenza della presentatrice degli emendamenti Grippo 1.16 e 1.17; si intende vi abbia rinunciato.

  Gerolamo CANGIANO (FdI), relatore, passando alle proposte emendative riferite all'articolo 2, esprime parere contrario sugli emendamenti Berruto 2.2 e 2.3, Amato 2.4, 2.5 e 2.6, Orrico 2.8, Berruto 2.9; invita al ritiro dell'emendamento De Palma 2.10. Esprime, inoltre, parere contrario sull'emendamento Grippo 2.11 e propone, infine, l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Mollicone 2.01.

  Il Ministro Andrea ABODI esprime parere conforme a quello del relatore.

  Giorgia LATINI, presidente, concorde il relatore e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Mollicone 2.01.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Berruto 2.2 e 2.3, Amato 2.4, 2.5 e 2.6, Orrico 2.8, Berruto 2.9.

  Rosaria TASSINARI (FI-PPE) chiede di accantonare l'emendamento De Palma 2.10.

  Giorgia LATINI, presidente, concorde il relatore e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento De Palma 2.10 e comunica che il deputato Berruto intende sottoscrivere l'emendamento Grippo 2.11.

  La Commissione respinge l'emendamento Grippo 2.11.

  Gerolamo CANGIANO (FdI), relatore, passando alle proposte emendative riferite agli articoli 4 e 5, propone l'accantonamento dell'emendamento Zinzi 4.1. Esprime parere contrario sull'emendamento Grippo 5.1; propone l'accantonamento degli emendamenti Mollicone 5.8, Amato 5.2 e Bicchielli 5.4. Esprime, infine, parere contrario sugli emendamenti Amato 5.5 e 5.6, nonché sull'emendamento Berruto 5.7.

  Il Ministro Andrea ABODI esprime parere conforme a quello del relatore.

  Giorgia LATINI, presidente, concorde il relatore e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento Zinzi 4.1, nonché degli emendamenti Mollicone 5.8, Amato 5.2 e Bicchielli 5.4. Constata, inoltre, l'assenza della presentatrice dell'emendamento Grippo 5.1; si intende vi abbia rinunciato.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Amato 5.5 e 5.6, nonché l'emendamento Berruto 5.7.

  Gerolamo CANGIANO (FdI), relatore, passando alle proposte emendative riferite all'articolo 6, esprime parere contrario sugli emendamenti Amato 6.4, Berruto 6.5 e 6.6, Piccolotti 6.7; invita al ritiro dell'emendamento Caiata 6.8. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Maffioli 6.9 e Berruto 6.10, nonché sull'articolo aggiuntivo Zanella 6.05.

  Il Ministro Andrea ABODI esprime parere conforme a quello del relatore.

  La Commissione respinge l'emendamento Amato 6.4.

  Mauro BERRUTO (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 6.5, a sua prima firma, lo illustra, evidenziando come esso, Pag. 162da un lato, proponendo la soppressione della lettera b), dell'articolo 6, comma 1, del provvedimento miri a lasciare inalterato il finanziamento alla Federazione italiana giuoco calcio previsto dall'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, dall'altro, inserendo nel testo del decreto una nuova disposizione, sia diretto a stanziare una somma – pari ad almeno 13 milioni di euro annui, derivanti dalla rideterminazione delle aliquote dell'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse – allo sviluppo del movimento calcistico femminile, non solo di livello professionale, ma comprensivo di tutti i settori, anche dilettantistici.
  Evidenzia che il Partito Democratico, come emerso anche durante il ciclo di audizioni, ha una posizione senz'altro favorevole al campionato professionistico di Serie A femminile; tuttavia ritiene che l'articolo in esame, nell'attuale formulazione, sopprimendo i finanziamenti alla Federazione italiana gioco calcio, per destinarli al campionato professionistico di Serie A femminile – che, peraltro, a suo avviso, nella prevalenza delle ipotesi ha dietro di sé la Serie A maschile – sottragga, al contempo, risorse al progetto delineato dalla riforma Zola.
  Invita, dunque, il Ministro e tutti i membri della Commissione a mutare il parere sull'emendamento.

  La Commissione respinge l'emendamento Berruto 6.5.

  Mauro BERRUTO (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a 6.6, sua prima firma, fa presente come esso costituisca un'alternativa all'emendamento 6.5, sempre a sua prima firma, testé respinto dalla Commissione. In particolare, esso stabilisce che lo sviluppo del movimento calcistico femminile – non solo professionale, ma anche dilettantistico – possa essere finanziato con le maggiori entrate derivanti dall'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate nell'ambito della lotta alla pirateria.
  Manifesta stupore per il parere contrario del Ministro, atteso che il ricorso ad una simile forma di finanziamento, legata ai diritti televisivi, si inscrive nella logica del provvedimento.

  Il Ministro Andrea ABODI, replicando alle considerazioni svolte dal deputato Berruto, garantisce anzitutto, ribadendo quanto chiarito in altre sedi, la copertura finanziaria del progetto Zola. Quanto alla natura delle risorse da destinare allo sviluppo calcio femminile, ritiene poco dignitoso l'utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'applicazione di sanzioni amministrative, sottolineando, al riguardo, come il calcio femminile – al pari di quello maschile – debba essere destinatario di una misura strutturale.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Berruto 6.6 e Piccolotti 6.7.

  Mauro BERRUTO (PD-IDP) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Caiata 6.8.

  Alessandro AMORESE (FdI) chiede al relatore di valutare l'accantonamento dell'emendamento Caiata 6.8.

  Gerolamo CANGIANO (FdI), relatore, accede all'invito di accantonare l'emendamento Caiata 6.8

  Giorgia LATINI, presidente, concorde il relatore e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento Caiata 6.8.

  Manuela MAFFIOLI (LEGA) chiede al relatore di valutare l'accantonamento dell'emendamento 6.9 a sua prima firma.

  Gerolamo CANGIANO (FdI), relatore, accede all'invito di accantonare gli identici emendamenti Maffioli 6.9 e Berruto 6.10.

  Giorgia LATINI, presidente, concorde il relatore e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti Maffioli 6.9 e Berruto 6.10.

Pag. 163

  La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Zanella 6.05.

  Giorgia LATINI, presidente, invita il relatore ad esprimere il parere sulle proposte emendative relative all'articolo 7.

  Gerolamo CANGIANO (FdI), relatore, passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 7, esprime parere contrario sulle proposte emendative Auriemma 7.1, Berruto 7.2, Caso 7.3, 7.4 e 7.5, Berruto 7.6 e 7.7, nonché sull'articolo aggiuntivo Steger 7.09.

  Il Ministro Andrea ABODI esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Auriemma 7.1, Berruto 7.2, Caso 7.3, 7.4 e 7.5, Berruto 7.6 e 7.7.

  Giorgia LATINI, presidente, constatata l'assenza dei presentatori dell'articolo aggiuntivo Steger 7.09, si intende vi abbiano rinunciato. Invita quindi il relatore ad esprimere il parere sulle proposte emendative relative agli articoli 8 e 9.

  Gerolamo CANGIANO (FdI), relatore, passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 8, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Cavandoli 8.1, Steger 8.2, Berruto 8.3, Amato 8.7 e Piccolotti 8.8; propone l'accantonamento degli identici emendamenti Mollicone 8.9 e Bruzzone 8.10; esprime parere contrario sugli emendamenti Amato 8.11, 8.12 e 8.13, nonché sugli identici emendamenti Cavandoli 8.14, Berruto 8.15 e Amato 8.16; propone l'accantonamento dell'emendamento Mollicone 8.17; esprime parere contrario sull'emendamento Amato 8.18, propone l'accantonamento degli emendamenti Mollicone 8.19 e Bruzzone 8.20; esprime parere contrario sugli identici emendamenti Cattoi 8.21 e Berruto 8.22; sugli identici emendamenti Bruzzone 8.23 e Berruto 8.24; sugli emendamenti Amato 8.25, 8.26 e 8.27; sugli identici emendamenti Cavandoli 8.28 e Berruto 8.29; sugli emendamenti Amato 8.30, Frassini 8.31, Amato 8.32, 8.33, Amato 8.34 e 8.35; propone l'accantonamento degli identici emendamenti Mollicone 8.36 e Cattoi 8.37; esprime parere contrario sugli emendamenti Amato 8.38, 8.39, Steger 8.40 e Amato 8.41; sugli identici emendamenti Frassini 8.42 e Berruto 8.43; sugli emendamenti Steger 8.45, Ravetto 8.46 e Amato 8.47; sugli identici emendamenti Cavandoli 8.48 e Berruto 8.49; sull'emendamento Amato 8.50; sugli identici emendamenti Cavandoli 8.51 e Berruto 8.52; sugli emendamenti Ziello 8.53 e Davide Bergamini 8.54; sugli identici emendamenti Bruzzone 8.55 e Berruto 8.56; sugli emendamenti Amato 8.57, 8.58, 8.59; propone l'accantonamento dell'emendamento Cattoi 8.60; esprime parere contrario sull'emendamento Amato 8.61; propone l'accantonamento dell'emendamento Cavandoli 8.62; esprime parere contrario sugli identici emendamenti Cattoi 8.63 e Berruto 8.64; sugli identici emendamenti Cavandoli 8.65 e Berruto 8.66, sull'emendamento Amato 8.67; propone l'accantonamento degli identici emendamenti Mollicone 8.68 e Cavandoli 8.69; esprime parere contrario sugli emendamenti Berruto 8.70, Amato 8.71; propone l'accantonamento degli emendamenti Frassini 8.72, Cavandoli 8.73, Berruto 8.74; esprime parere contrario sull'emendamento Amato 8.75; propone l'accantonamento degli emendamenti Cavandoli 8.76 e Mollicone 8.77, nonché degli articoli aggiuntivi Amorese 8.01 e Mollicone 8.02.
  Passando, infine, all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 9, esprime parere contrario sull'unico emendamento presentato, Berruto 9.1.

  Il Ministro Andrea ABODI esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.

  Giorgia LATINI, presidente concorde il relatore e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti Mollicone 8.9 e Bruzzone 8.10, dell'emendamento Mollicone 8.17, degliPag. 164 emendamenti Mollicone 8.19, Bruzzone 8.20, degli identici emendamenti Mollicone 8.36 e Cattoi 8.37, dell'emendamento Cattoi 8.60, dell'emendamento Cavandoli 8.62; degli identici emendamenti Mollicone 8.68 e Cavandoli 8.69; degli emendamenti Frassini 8.72, Cavandoli 8.73, Berruto 8.74; degli emendamenti Cavandoli 8.76, Mollicone 8.77, nonché degli articoli aggiuntivi Amorese 8.01 e Mollicone 8.02.

  Gaetano AMATO (M5S), intervenendo sull'emendamento 8.7, a sua prima firma, e sugli identici emendamenti, nel rilevare che si tratta di un emendamento soppressivo presentato anche da esponenti della maggioranza, deplora il fatto che Walter De Giusti, nel corso dell'attività conoscitiva in Commissione, ha ammesso di essere l'autore dell'articolo 8 del provvedimento in esame, rilevando, in proposito, come lo stesso non sia un soggetto privo di interessi di parte, ricoprendo attualmente il ruolo di Commissario straordinario dell'Unione italiana tiro a segno (UITS).
  In merito, invita i colleghi della Commissione a verificare la veridicità delle sue affermazioni, affermando altresì di ritenere vergognoso che le disposizioni riferite all'articolo 8 vengano introdotte, nell'ambito della decretazione d'urgenza, al solo fine di favorire gli interessi dell'avvocato De Giusti. Riferisce quindi che ben 267 Sezioni di tiro a segno nazionale hanno scritto al Ministro competente per allertarlo su quanto sta accadendo, anche alla luce del fatto che l'articolo in esame prevede, tra l'altro, l'esproprio dei beni mobili e immobili, di proprietà dei soci, e gli emolumenti per i Commissari, ponendo inoltre il tema della responsabilità, conseguente alla concessione di permesso di porto d'armi per la caccia o per uso personale.
  Tanto considerato, invita la Commissione a un supplemento di riflessione prima di procedere alla votazione dell'emendamento in commento, volto a sopprimere l'intero articolo 8.

  Mauro BERRUTO (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 8.3, a sua prima firma, e sugli identici emendamenti, nel constatare che la proposta emendativa si riferisce a una parte del decreto, a suo giudizio, inemendabile, si ritiene stupito della circostanza che relatore e Governo abbiano espresso parere contrario su tutte le proposte emendative presentate dai gruppi di minoranza, ad eccezione dell'emendamento Berruto 8.74 per il quale è stato proposto l'accantonamento, mentre gli stessi hanno proposto di accantonare tutte le proposte emendative a firma di esponenti della maggioranza.
  Nell'associarsi alle considerazioni già espresse dal collega Amato, anche con riguardo a quanto emerso nel corso dell'attività conoscitiva in Commissione, sostiene che, rispetto alle previsioni dell'articolo 8 del provvedimento in esame, relative al riordino dell'Unione italiana tiro a segno, emergono le chiare posizioni delle Sezioni di tiro a segno che, nella giornata odierna, hanno denunciato quanto sta accadendo su un organo di stampa nazionale.
  Osserva poi che il sistema delineato dal provvedimento in esame finisce per generare una sorta di «poltronificio», risultando tale strutturazione una realtà a metà tra federazione ed enti pubblici, il tutto promosso a meno di un anno dal termine della legislatura.
  Osserva, infine, come risulti singolare, la necessità di adottare una misura con decretazione d'urgenza per definire la posizione dell'avvocato De Giusti che, invero, ricopre ruoli dirigenziali all'interno dell'Unione italiana tiro a segno da ben dieci anni.
  Conclude affermando che, alla luce delle considerazioni espresse, si farà promotore di un'attenta azione di opposizione anche nel corso dei lavori in Assemblea.

  Laura CAVANDOLI (LEGA), intervenendo sull'emendamento 8.1, a sua prima firma, e sugli identici emendamenti, rileva che l'Unione italiana tiro a segno è in procinto di rinnovare i propri organi federali, avendo fissato le elezioni per il rinnovo dei predetti organi nei giorni 25 e 26 luglio 2026, in concomitanza quindi con l'esame del provvedimento in esame che dispone, tra l'altro, il riordino dell'Unione medesima.Pag. 165
  Osserva, quindi, che nella giornata odierna molte Sezioni di tiro a segno hanno manifestato, attraverso due giornali a tiratura nazionale, le loro recriminazioni in ordine alle disposizioni contenute nell'articolo 8 del provvedimento in esame.
  Nel sottolineare che occorre un'ulteriore e più ampia riflessione, da parte della Commissione, rispetto alle criticità evidenziate, chiede l'accantonamento dell'emendamento Cavandoli 8.1 e degli identici emendamenti, auspicando un riesame del parere espresso dal relatore e dal rappresentante del Governo.

  Giorgia LATINI, presidente, al fine di favorire una riflessione sulle istanze testé espresse e nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 20.55.

AVVERTENZA

  Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

ERRATA CORRIGE

  Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 709 del 10 luglio 2026:

   1) a pagina 35, seconda colonna, settima riga, sostituire le parole: «Frassini, Cavandoli, Bruzzone, Cattoi» con le seguenti: «Cavandoli, Bruzzone, Cattoi, Frassini».

   2) a pagina 36, prima colonna, trentatreesima riga, sostituire le parole: «Cavandoli, Bruzzone, Cattoi, Frassini» con le seguenti: «Frassini, Cavandoli, Bruzzone, Cattoi».