UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 15 luglio 2026.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.30 alle 14.45.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI.
La seduta comincia alle 14.45.
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 6: Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2026.
(Parere alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).
La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.
Paolo FORMENTINI (LEGA), presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e il disegno di legge recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2026 (Tabella n. 6).
Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle proposte emendative eventualmente presentate, nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore, con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l'entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
Fa presente che è considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzionePag. 75 di stanziamenti di spesa di conto capitale.
Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa, precisa che deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricorda che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi, in quanto tali privi di compensazione finanziaria, riferiti alle predette parti di competenza.
Fa presente che tutte le citate tipologie di emendamenti possono essere altresì presentate anche direttamente presso la Commissione Bilancio.
Evidenzia, quindi, che gli emendamenti approvati durante l'esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione Bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un loro successivo esame, quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione Bilancio, anche al solo fine di permetterne la ripresentazione in Assemblea.
Sottolinea che sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione Bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la medesima Commissione sono da quest'ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio entrano a far parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell'esame in Assemblea.
Avverte che l'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
Da ultimo, comunica che le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione Bilancio.
Salvatore CAIATA (FdI), relatore, per quanto riguarda il Rendiconto, rileva come la Nota integrativa sottolinei che anche nel 2025 l'impegno prioritario della Farnesina si è focalizzato sulla promozione della pace e della sicurezza internazionale, declinata nel sostegno all'Ucraina e nell'azione per la stabilizzazione del Mediterraneo allargato; inoltre, l'Africa ha continuato, nel quadro del Piano Mattei e del Processo di Roma, ad essere al centro di una strategia italiana complessiva, che mette a sistema tutti gli strumenti politici ed economici nazionali e favorisce sinergie con quelli europei e internazionali.
Osserva che in ambito multilaterale, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha lavorato nel 2025 per assicurare la partecipazione attiva dell'Italia agli appuntamenti del G7 sotto presidenza canadese e del G20 a guida sudafricana. Il lavoro dell'Italia nelle principali istituzioni multilaterali si è altresì intensificato, a cominciare dalle Nazioni Unite, nel quadro del processo di riforma dell'ONU.
Inoltre, durante il 2025, il Ministero ha intensificato l'azione di promozione e tutela dei nostri comparti produttivi sui mercati esteri, incrementando sia le iniziative di coordinamento e di impulso esercitate sulle diverse componenti del sistema Paese operanti in campo internazionale, sia l'attrattività dell'Italia per gli investimenti provenienti dall'estero.
Sul piano dei servizi, evidenzia che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha operato per la semplificazione amministrativa, la digitalizzazione e l'innovazione, con l'obiettivo di assicurare risparmi significativi ed erogare Pag. 76servizi efficaci anche a distanza. In particolare, la Farnesina ha migliorato il portale dei servizi consolari Fast It, che nel 2025 è arrivato a registrare oltre 2,6 milioni di utenti iscritti.
Sul piano finanziario, si sofferma in particolare sulla Tabella n. 6, che dà conto della gestione delle risorse del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Al riguardo, osserva che le risorse finanziarie assegnate al Ministero ammontano, in termini di stanziamenti iniziali (legge di bilancio 2025), a 3,38 miliardi di euro (in diminuzione rispetto allo stanziamento iniziale del 2024, pari a 3,5 miliardi), per attestarsi a 3,82 miliardi a fine gestione (stessa cifra registrata nell'esercizio 2024). La gestione dei residui vede, nel 2025, un dato finale pari a 134,6 milioni (in calo rispetto ai 288,4 milioni del 2024).
Precisa che tale riduzione è legata principalmente alle misure di spending review adottate ai fini del raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nel Piano strutturale del bilancio 2025-2029, che hanno comportato per il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale una riduzione complessiva delle dotazioni di competenza e di cassa per l'importo di 69,4 milioni di euro per il 2025. Fa presente che il programma con la riduzione più rilevante è stato quello relativo alla «Cooperazione allo sviluppo» (-47,8 milioni di euro nel 2025).
Per quanto riguarda i contributi obbligatori a favore di organismi internazionali, sottolinea che è stata prevista una riduzione della quota di partecipazione dell'Italia al Fondo europeo di sviluppo – FES (-112 milioni di euro), mentre sono state incrementate le autorizzazioni di spesa relative alla partecipazione allo Strumento europeo per la pace (European Peace Facility-EPF): da 303 milioni di euro nel 2024 a 461 milioni nel 2025.
Segnala, quindi, che la dotazione finanziaria del Ministero è declinata in tre missioni e quattordici programmi, e conferma la preminenza, in termini numerici, delle risorse assegnate alla missione 4 «Italia in Europa e nel mondo», suddivisa in undici programmi: la dotazione iniziale di 2,8 miliardi di euro si attesta a 3,3 miliardi a fine esercizio, e rappresenta l'86 per cento circa del bilancio del Ministero. Segue la missione 16 «Commercio internazionale e internazionalizzazione del sistema produttivo», che a fine esercizio si attesta a 378,3 milioni di euro (il 9,8 per cento del bilancio del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale); ed infine, la missione 32 «Servizi istituzionali e generali», con 122,9 milioni di risorse assegnate (che rappresentano il restante 4,2 per cento del bilancio del Ministero).
Tra i programmi di maggiore impatto della missione 4 «Italia in Europa e nel mondo» conferma la preminenza della cooperazione allo sviluppo, che riceve il 31,4 per cento – pari a poco più di 1 miliardo di euro – delle risorse della missione (in lieve decremento rispetto agli 1,20 miliardi del 2024). Segue il programma «Promozione della pace e sicurezza internazionale» con uno stanziamento definitivo di circa 887,4 milioni (erano 805 milioni nel 2024).
Osserva che il programma «Rappresentanza all'estero e servizi ai cittadini e alle imprese» registra uno stanziamento definitivo di quasi 773 milioni (erano 774 milioni nel 2024).
Fa presente che il programma «Italiani nel mondo e politiche migratorie», che riguarda i servizi resi all'estero a cittadini e imprese, ha beneficiato di una assegnazione di risorse per 82 milioni (erano 75,3 milioni nel 2024).
Per quanto riguarda il programma «Diplomazia pubblica e culturale», rileva che esso è stato finanziato, nel 2025, con uno stanziamento di 193,9 milioni (in leggero aumento rispetto ai 184 milioni stanziati al 2024).
Ai fini dell'attività della Commissione affari esteri, sottolinea la rilevanza della Relazione sull'utilizzo degli stanziamenti per le politiche di cooperazione allo sviluppo, prevista dall'articolo 14, comma 2, della legge n. 125 del 2014, allegata al Rendiconto generale dello Stato, che consente una lettura complessiva delle politiche di cooperazione allo sviluppo adottate Pag. 77dal nostro Paese nel corso dell'esercizio finanziario trascorso.
Al riguardo, segnala che, secondo i dati preliminari nel 2025, l'Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) italiano ha raggiunto complessivamente i 6,5 miliardi, pari allo 0,30 per cento del Reddito Nazionale Lordo, un dato che conferma la tendenza di crescita, seppur modesta, registrata negli ultimi anni. Nel 2024, infatti, l'APS si attestava a 6,31 miliardi, corrispondenti allo 0,29 per cento del Reddito Nazionale Lordo. Il risultato conseguito nel 2025 assume particolare rilievo nel contesto internazionale: a fronte di una marcata contrazione dell'APS a livello globale, l'Italia risulta l'unico Paese del G7 ad aver mantenuto, e non ridotto, le risorse destinate all'assistenza. La percentuale dello 0,30 per cento rispetto al Reddito Nazionale Lordo è inoltre superiore alla media dei Paesi membri del OCSE-DAC nello stesso anno, pari allo 0,26 per cento.
Evidenzia che anche per il 2025 il maggiore contribuente dell'APS italiano, in termini di esborso di risorse, è il Ministero dell'Economia e delle finanze (MEF). Con erogazioni pari a circa 3,1 miliardi di euro, il Ministero dell'economia e delle finanze contribuisce al 48 per cento per cento dell'APS complessivo. Precisa che il dato comprende anche gli importi di competenza di Cassa depositi e prestiti, in particolare quelli relativi al Fondo rotativo per la cooperazione allo sviluppo gestiti di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, quelli di competenza di SACE, la quota parte del contributo al bilancio dell'Unione europea destinato a interventi di cooperazione allo sviluppo (per oltre 2,3 miliardi di euro), nonché i contributi a Banche multilaterali e Fondi di sviluppo.
Osserva che, a seguire, il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale unitamente all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo registrano risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo aumentate rispetto al 2024, superando 1,5 miliardi di euro, pari al 24 per cento dell'APS. La crescita si è concentrata soprattutto nei fondi erogati dall'Agenzia, che sono aumentati di quasi 300 milioni di euro, mentre sono diminuiti di circa 80 milioni di euro quelli riconducibili a contributi obbligatori ad organizzazioni internazionali e per il finanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo – FES.
Fa presente che il Ministero dell'Interno è in terza posizione, con una quota pari al 21 per cento dell'APS totale, corrispondente ad erogazioni di circa 1,3 miliardi di Euro, destinate quasi integralmente all'assistenza temporanea in Italia dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
Il restante 7 per cento dell'APS italiano, equivalente a circa 450 milioni di Euro, è diviso tra le altre Amministrazioni centrali, nonché tra le Università, enti per il diritto allo studio, enti di ricerca e le confessioni religiose beneficiarie di una parte del gettito fiscale (destinatarie dell'8 per mille), ove finalizzate a interventi di cooperazione allo sviluppo.
Con riferimento ai canali di intervento, precisa che il multilaterale rappresenta il 52 per cento dell'APS complessivo mentre l'aiuto bilaterale rappresenta il 48 per cento.
Per quanto riguarda la distribuzione geografica dell'assistenza di tipo bilaterale, sottolinea che il 57 per cento dei fondi sono stati destinati all'Africa, per un ammontare di circa 800 milioni di Euro. I dati relativi all'Europa Orientale e ai Balcani sono risaliti al 13 per cento dell'APS ripartibile, trainati dai nuovi impegni verso l'Ucraina dopo gli accordi firmati dall'Italia nel corso del 2025 per la ricostruzione.
Segnala, altresì, che circa 1,6 miliardi di Euro sono stati destinati a progetti e iniziative non ripartibili geograficamente. In tale categoria sono compresi anche i costi per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo.
La quota restante è stata destinata ad iniziative con finalità di cooperazione allo sviluppo realizzate in Italia oppure su più Paesi non individuabili singolarmente.
Venendo sinteticamente ai contenuti del disegno di legge di assestamento, ricorda che tale istituto è previsto per consentire un aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi Pag. 78accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente.
Ricorda, altresì, che la legge di bilancio 2026-2028 autorizza, per lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, spese finali, in termini di competenza, pari a 3,83 miliardi di euro, di cui 3,79 miliardi di parte corrente e 37,6 milioni in conto capitale.
La consistenza dei residui presunti risulta valutata, al 1° gennaio 2025, in 199,9 milioni di euro di euro, di cui 138,4 per la parte corrente e 61,5 per il conto capitale. La massa spendibile (competenza più residui) ammonta quindi a 4,02 miliardi, con un coefficiente di realizzazione (rapporto tra autorizzazioni di cassa e massa spendibile) che si attesta al 95,2 per cento.
Precisa che Il disegno di legge di assestamento del bilancio interviene sulle previsioni iniziali, sia per l'incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2026 (92,6 milioni di euro per competenza e per cassa), che hanno già prodotto i loro effetti sulle poste di bilancio, sia per le variazioni contenute nel disegno di legge in esame (-141,7 milioni di euro per competenza e –68,7 milioni per cassa).
Segnala, in particolare, che la variazione proposta con il disegno di legge di assestamento – 141,7 milioni di euro – è dovuta principalmente alla variazione della Missione 4 «L'Italia in Europa e nel mondo» (-140,5 milioni) ed in particolare al programma relativo alla cooperazione allo sviluppo.
In conclusione, evidenzia che le previsioni per il bilancio 2026 pari a 3,83 miliardi di euro vengono ad assestarsi in 3,78 miliardi, per la competenza, con una riduzione complessiva di 49,2 milioni. Le previsioni iniziali di cassa, pari a 3,83 miliardi di euro, si assestano in 3,85 miliardi (+23,8 milioni), e le previsioni iniziali per i residui, pari a 199,9 milioni, si assestano in 134,6 milioni (-65,3 milioni di euro).
In conclusione, preannuncia la presentazione di una proposta di relazione favorevole per entrambi i disegni di legge, che terrà conto naturalmente delle eventuali osservazioni che emergeranno in sede di dibattito.
Paolo FORMENTINI (LEGA), presidente, nessuno chiedendo di intervenire, segnala che il termine per la presentazione di proposte emendative è fissato alle ore 13 del 17 luglio 2025.
Rinvia quindi il seguito dell'esame congiunto ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI.
La seduta comincia alle 15.
Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023.
C. 2958 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Paolo FORMENTINI (LEGA), presidente e relatore, in premessa, sottolinea che, come altre intese simili ratificati nel corso della legislatura, gli accordi in questione sono finalizzati a migliorare la cooperazione giudiziaria con il Vietnam e a rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità e il reinserimento sociale dei condannati.
Rileva che l'Accordo di estradizione – composto da 26 articoli –, prevede, come di consueto, che l'estradizione sia concessa quando il fatto per cui si procede o si è proceduto nello Stato richiedente è previsto come reato anche dalla legislazione dello Stato richiesto, secondo il cosiddetto principio della doppia incriminazione, anche in caso di eventuale diversa qualificazione giuridica del fatto.Pag. 79
Per l'estradizione processuale l'Intesa prevede un limite di pena non inferiore a un anno di detenzione nel massimo edittale; mentre per quella esecutiva il limite di pena è pari a sei mesi, quale minimo residuo da scontare. Il testo contempla le ipotesi di diniego dell'estradizione nei casi previsti dal diritto internazionale, nonché quando sia intervenuta una causa di estinzione del reato o della pena, e disciplina i motivi di rifiuto facoltativi.
Osserva, quindi, che ulteriori disposizioni riguardano, fra le altre cose, le modalità per la formulazione delle domande di estradizione e per l'applicazione del «principio di specialità» in favore della persona estradata, secondo cui essa non potrà essere in nessun modo perseguita o arrestata dallo Stato richiedente, né estradata ad una parte terza, per fatti diversi da quelli oggetto della richiesta di estradizione; altre norme concernono la consegna della persona richiesta e l'estradizione semplificata.
Con riferimento al Trattato sul trasferimento delle persone condannate, composto da 27 articoli, osserva che esso consente, in linea di principio, che il cittadino di uno degli Stati contraenti che abbia riportato nell'altro Stato una condanna definitiva a pena privativa della libertà personale sia trasferito in vista dell'esecuzione di detta sentenza nel proprio Paese di origine. La finalità è evidentemente di favorire il reinserimento sociale della persona condannata, facendole scontare la pena nel luogo in cui ha solidi legami sociali e familiari.
Fa presente che il testo prevede che il trasferimento possa avvenire soltanto se il condannato sia cittadino dell'altro Stato, la sentenza di condanna sia passata in giudicato, la parte della condanna ancora da espiare sia pari almeno a un anno, il fatto che abbia dato luogo alla condanna costituisca un reato anche per la legge dello Stato in cui il detenuto deve essere trasferito e, infine, lo Stato di condanna e lo Stato di esecuzione siano d'accordo sul trasferimento.
Precisa che affinché si possa provvedere al trasferimento occorre, altresì, che il detenuto presti il proprio consenso, con piena consapevolezza delle conseguenze giuridiche che ne derivano, che dovranno a tal fine essere comunicate alla persona interessata. Ulteriori articoli disciplinano, fra l'altro, i documenti richiesti per dare luogo al trasferimento, le modalità di consegna della persona trasferita e le modalità di esecuzione della condanna nel Paese che riceve la persona.
Infine, riguardo al Trattato sull'assistenza giudiziaria – composto da 24 articoli – sottolinea che esso è volto a migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e a rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto alla criminalità, adeguando il settore dell'assistenza giudiziaria penale all'evoluzione dell'attuale realtà sociale, caratterizzata da sempre più frequenti ed estese relazioni tra i due Stati, il cui progressivo intensificarsi favorisce anche lo sviluppo di fenomeni criminali transnazionali.
Rileva, infatti, che le Parti si impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in molteplici settori, tra i quali: l'acquisizione e la trasmissione di atti; l'assunzione di dichiarazioni; il trasferimento di persone condannate e detenute per attività di indagine; perquisizioni e sequestri; confische; scambio di informazioni riguardanti rapporti bancari e finanziari, e, in generale, ogni altra forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione della Parte Richiesta.
Precisa che i successivi articoli individuano nel Ministero della giustizia italiano e nella Procura suprema del popolo le Autorità centrali designate, stabiliscono forma e contenuto della richiesta di assistenza, le modalità per opporvi un rifiuto o un differimento e le modalità di esecuzione delle richieste.
Quanto al disegno di legge di ratifica, osserva che esso si compone di quattro articoli; in particolare, l'articolo 3, quantifica gli oneri complessivi in 125.411 euro annui a decorrere dal 2026, di cui circa 31 mila per il trattato di estradizione, oltre 21 mila per il trattato sul trasferimento delle persone condannate e circa 73 mila per il trattato di assistenza giudiziaria penale.Pag. 80
Nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare. Avverte che si intende si sia rinunciato al termine per la presentazione degli emendamenti e che il provvedimento verrà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione dei pareri. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
Ratifica ed esecuzione del Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra la Repubblica italiana e la Repubblica del Paraguay, fatto ad Assunzione il 7 luglio 2023.
C. 2959 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Paolo FORMENTINI (LEGA), presidente e relatore, in premessa, segnala che, come altri trattati recentemente ratificati, il Trattato in esame si inserisce tra gli strumenti volti all'implementazione dei rapporti tra l'Italia e i Paesi extra-UE in materia di cooperazione giudiziaria internazionale. La scelta di disciplinare la materia attraverso un'apposita convenzione bilaterale è dettata dalla mancanza di altri strumenti giuridici applicabili al caso, non avendo il Paraguay aderito alla Convenzione del marzo 1983 del Consiglio d'Europa sul trasferimento delle persone condannate, che è lo strumento giuridico di più ampia applicazione in materia.
Sottolinea che l'Accordo è finalizzato a consentire il trasferimento nel proprio Stato dei cittadini o residenti detenuti nel territorio dell'altro Stato, in modo da permettere loro di scontare la pena, irrogata in via definitiva, nel proprio Paese di origine, anche al fine di favorirne il reinserimento sociale.
Evidenzia che l'Intesa – composta da 26 articoli –, dopo aver individuato nei Dicasteri della Giustizia dei due Paesi le autorità centrali competenti a ricevere e inoltrare le richieste di trasferimento, disciplina le condizioni per dar luogo al trasferimento. Seguono le modalità per richiederlo – inclusi gli obblighi informativi e lo scambio di documentazione – e per adottare la decisione.
Rileva che si prevede che il detenuto presti il proprio consenso al trasferimento, consapevole delle conseguenze giuridiche che ne derivano, salvo il caso che nei suoi confronti sia stato emanato un provvedimento di espulsione.
Ulteriori disposizioni riguardano la consegna della persona condannata, le modalità di esecuzione della condanna, la possibilità di revisione della sentenza, le modalità di cessazione dell'esecuzione e il divieto di doppia incriminazione della persona trasferita.
Osserva che l'Accordo disciplina, altresì, gli obblighi di informazione gravanti sullo Stato di esecuzione della condanna, i casi di fuga della persona condannata dallo Stato di condanna, le condizioni per il trasferimento di una persona condannata destinataria di un provvedimento di espulsione, le condizioni per il transito delle persone condannate destinate ad uno Stato terzo nel territorio di uno dei due Paesi contraenti e le modalità per la suddivisione delle spese.
Da ultimo, fa presente che il testo reca disposizioni relative alla protezione della riservatezza, ai limiti d'uso di ogni informazione utilizzata nella procedura di trasferimento, al trattamento dei dati personali, ai rapporti con altri Accordi internazionali, alla composizione di eventuali controversie applicative o interpretative fra le Parti, nonché all'entrata in vigore, alla modifica, alla durata e alla denuncia del Trattato.
Quanto al disegno di legge di ratifica, evidenzia che esso si compone di quattro articoli; in particolare, l'articolo 3 quantifica gli oneri finanziari in 20.654 euro annui a decorrere dal 2026, ascrivibili essenzialmente alle spese per il trasferimento delle persone condannate e per le missioni dei loro accompagnatori.
Nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare. Avverte che si intende si sia rinunciato al termine per la presentazione degli emendamenti e che il provvedimento verrà trasmesso alle Commissioni competenti per Pag. 81l'espressione dei pareri. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.10.
RISOLUZIONI
Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI.
La seduta comincia alle 15.10.
7-00368 Provenzano: Sulle iniziative in sede bilaterale e multilaterale per il sostegno alla popolazione di Cuba.
7-00398 Fratoianni: Sulle iniziative a sostegno alla popolazione di Cuba e per la sospensione delle misure di embargo su farmaci e forniture essenziali imposte dagli Stati Uniti.
7-00399 Formentini: Sulle iniziative da adottare in sede bilaterale ed europea per contrastare le politiche del Governo cubano e rispondere alla crisi umanitaria a Cuba.
7-00400 Francesco Silvestri: Sulle iniziative a sostegno alla popolazione di Cuba e per la sospensione delle misure di embargo imposte dagli Stati Uniti.
(Seguito della discussione congiunta e rinvio).
La Commissione prosegue la discussione, rinviata, da ultimo, nella seduta dell'8 luglio 2026.
Paolo FORMENTINI, presidente, ricorda che la discussione è stata rinviata, da ultimo, nella seduta dell'8 luglio scorso.
Ricorda, altresì, che in tale occasione, il rappresentante si era riservato di presentare in una successiva seduta alcune proposte di riformulazione sul nuovo testo della risoluzione 7-00368 Provenzano e che sono successivamente state presentate le risoluzioni 7-00398 Fratoianni, 7-00399 Formentini e 7-00400 Francesco Silvestri.
La Commissione dovrebbe a questo punto valutare se procedere alla votazione in una prossima seduta oppure proseguire un confronto sui testi.
Laura BOLDRINI (PD-IDP) stigmatizza l'assenza del rappresentante del Governo, di cui sarebbe necessario acquisire l'avviso sui contenuti degli atti di indirizzo in discussione.
Paolo FORMENTINI, presidente, precisa che la seduta è stata convocata senza prevedere votazioni, per consentire di svolgere un confronto tra i gruppi e sottolinea che risultano assenti alcuni dei presentatori delle risoluzioni in discussione.
Laura BOLDRINI (PD-IDP), ribadendo la necessità di concludere in tempi rapidi la discussione, evidenzia che la risoluzione 7-00399 Formentini non è assimilabile agli altri atti di indirizzo, essendo incentrata sulla valutazione delle politiche del Governo cubano più che non sul tema della drammatica condizione umanitaria della popolazione cubana, che è al centro delle altre risoluzioni in discussione. Peraltro, tale risoluzione non menziona in alcun modo gli effetti degli ordini esecutivi firmati dal Presidente Donald Trump il 29 gennaio e il 1° maggio 2026, che hanno determinato conseguenze umanitarie, economiche e sociali devastanti su una società e una popolazione già stremate.
Paolo FORMENTINI, presidente, per le ragioni già esposte, ribadisce la proposta di rinviare l'esame: anziché confrontarsi sul merito delle risoluzioni, sarebbe importante che i gruppi raggiungessero un accordo sulla tempistica del seguito della discussione.
Giuseppe PROVENZANO (PD-IDP) sottolinea la difficoltà di impostare un dialogo costruttivo e proficuo, vista le evidenti difformità tra le risoluzioni dei gruppi di opposizione, focalizzate sull'emergenza umanitaria, e quella a prima firma Formentini, incentrata sulla condanna del Governo cubano.
Pag. 82Paolo FORMENTINI, presidente, pur consapevole di queste diversità, ritiene che ci siano le condizioni per procedere con la discussione congiunta, in attesa che il Governo esprima il parere sui testi presentati.
Giuseppe PROVENZANO (PD-IDP) ribadisce l'impossibilità di addivenire alla redazione di un testo unitario di risoluzione, dal momento che la risoluzione 7-00399 Formentini pone in secondo piano l'emergenza umanitaria in corso a Cuba, ampiamente illustrata nel corso dell'audizione dell'Ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia, svoltasi il 10 giugno scorso.
Paolo FORMENTINI, presidente, concorda sull'oggettiva difficoltà di addivenire all'approvazione di un testo unitario, che tuttavia non esclude la prosecuzione della discussione congiunta degli atti di indirizzo.
Giuseppe PROVENZANO (PD-IDP) aggiunge che il confronto con la Farnesina dovrebbe concentrarsi sul supporto umanitario – immediato e concreto – che l'Italia deve assicurare alla popolazione cubana.
Paolo FORMENTINI, presidente, tenuto conto che il Governo deve ancora esprimersi sui testi in esame, ritiene ragionevole che l'iter possa concludersi entro la pausa estiva.
Laura BOLDRINI (PD-IDP) ribadisce le proprie critiche per l'assenza di un rappresentante del Governo alla seduta odierna: a suo avviso, il presidente Tremonti dovrebbe farsi carico di rappresentare al Ministro degli affari esteri la necessità di garantire sempre la presenza di un sottosegretario nelle sedute in cui si discutono atti di indirizzo.
Paolo FORMENTINI, presidente, si impegna a trasmettere al presidente Tremonti la sollecitazione della collega Boldrini.
Francesco SILVESTRI (M5S), associandosi alle considerazioni dell'onorevole Boldrini, illustra la risoluzione a sua firma. Richiamando gli esiti della citata audizione dell'Ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia, ritiene grave che la maggioranza e il Governo subordinino il sostegno umanitario alla realizzazione di riforme politiche e sociali da parte delle autorità di Cuba. Anche a suo avviso, su queste basi non è possibile convergere su un testo unitario di risoluzione.
Fabio PORTA (PD-IDP) dichiara di voler sottoscrivere la risoluzione 7-00398 Fratoianni. Associandosi alle osservazioni dei colleghi di opposizione, giudica grave che l'Esecutivo non abbia partecipato al dibattito, svoltosi il 7 luglio scorso, in sede Assemblea Generale ONU, nel corso del quale è stata ribadita la condanna dell'embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba. Tale decisione denota un cambiamento radicale nella postura tradizionale dell'Italia nei riguardi di Cuba.
Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) chiede di fissare in tempi brevi una seduta in cui procedere alla votazione degli atti di indirizzo in discussione.
Paolo FORMENTINI (LEGA), precisa che, prima di procedere al voto gli atti di indirizzo, occorrerà comunque acquisire i pareri e le eventuali proposte di riformulazione del Governo, da sottoporre all'attenzione dei presentatori delle risoluzioni.
Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) ritiene che tali adempimenti procedurali possano essere svolti in un'unica seduta da convocare in tempi ragionevolmente brevi, senza ulteriori dilazioni.
Paolo FORMENTINI, presidente, ritiene che tale seduta potrebbe essere convocata per mercoledì 22 luglio.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.30.
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI.
La seduta comincia alle 15.30.
Sugli esiti della missione svolta in Grecia (30 giugno-2 luglio 2026).
Paolo FORMENTINI, presidente, ricorda che dal 30 giugno al 2 luglio scorsi, una delegazione della III Commissione, composta da lui stesso e dall'onorevole Calovini, ha effettuato una missione in Grecia.
Comunica che, in esito a tale missione, è stata predisposta una relazione, che sarà pubblicata in allegato al resoconto della presente seduta (vedi allegato).
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle 15.35.