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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 15 luglio 2026
712.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Finanze (VI)
COMUNICATO
Pag. 196

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Lucia Albano.

  La seduta comincia alle 15.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato economico interinale tra la Costa d'Avorio, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, con Allegati, fatto ad Abidjan, il ventisei novembre 2008, e a Bruxelles, il ventidue gennaio 2009, rispettivamente.
C. 2956 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Nicole MATTEONI (FDI), relatrice, nell'illustrare i contenuti del provvedimento, ricorda anzitutto, come evidenziato anche dalla relazione illustrativa, che l'Accordo di partenariato economico (APE) in esame si inserisce nel quadro delineato dall'Accordo di Cotonou – l'Accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 e modificato a Lussemburgo il 25 giugno 2005 – volto a garantire flessibilità nella definizione di relazioni commerciali fra l'Unione e i 79 Paesi coinvolti, nelle more della conclusione di un accordo di natura regionale.
  In particolare, l'Accordo di Cotonou prevede la stipula di Accordi di partenariato economico (APE), quali intese finalizzate a sostenere i diversi Paesi ACP, le loro economie e la loro partecipazione al commercio internazionale, garantendo altresì il rispetto di quanto stabilito in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
  L'Unione europea ha adottato una soluzione a geometria variabile per le diverse regioni, al fine di permettere ai Paesi più disponibili di giungere rapidamente ad un'intesa con l'UE.
  Nello specifico, l'Accordo in via di ratifica, frutto di un lungo iter negoziale, intende supportare le basi di uno sviluppo sostenibile della Costa d'Avorio, garantendo a quest'ultimo Paese un accesso privilegiato al mercato europeo, anche in vista di un consolidamento della relazione economica e commerciale complessiva dell'UE con l'intera regione dell'Africa occidentale.
  Il testo dell'Accordo si compone di 82 articoli, distinti in sette Titoli, nonché di due Appendici, due Allegati e un Protocollo.
  Per quanto riguarda le disposizioni di competenza della Commissione Finanze, evidenzia che il Titolo III disciplina gli aspetti tecnici relativi al regime commerciale per le merci, con riferimento ai dazi doganali e alle misure non tariffarie, agli strumenti di difesa commerciale, al regime doganale e all'agevolazione degli scambi commerciali, agli ostacoli tecnici al commercio e alle misure sanitarie e fitosanitarie.
  Le due Appendici al testo riguardano, rispettivamente, i prodotti prioritari per l'esportazione dalla Costa d'Avorio e le autorità competenti delle Parti per l'applicazione dell'Accordo. A loro volta, i due Allegati dispongono in ordine ai dazi sui prodotti originari della Costa d'Avorio e della parte europea; il Protocollo, infine, disciplina gli aspetti correlati all'assistenza amministrativa reciproca in materia doganale.
  Inoltre, con successiva decisione del Comitato APE, l'Accordo è stato emendato al fine di includervi un ulteriore Protocollo relativo alla definizione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa, composto da 46 articoli, undici Allegati e due Dichiarazioni comuni con cui la Costa d'Avorio accetta come prodotti originari dell'Unione europea i prodotti originari del Principato di Andorra e della Repubblica di San Marino.
  Formula, in conclusione, una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

Pag. 197

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dalla relatrice.

DL 107/2026: Disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti.
C. 2987 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Giulio CENTEMERO (LEGA), relatore, illustra il provvedimento, evidenziando anzitutto che esso si compone di 16 articoli distinti in tre Capi: il Capo I reca disposizioni urgenti in materia di interventi infrastrutturali (articoli da 1 a 7); il Capo II riguarda disposizioni urgenti per l'attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e della direttiva (UE) 2024/1265 in materia di requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri (articoli da 8 a 13). Infine, il Capo III interviene in materia di disposizioni finanziarie urgenti (articoli da 14 a 16) e dispone l'entrata in vigore del provvedimento al 27 giugno 2026.
  Soffermandosi sulle disposizioni di competenza della Commissione Finanze, segnala che l'articolo 15 prevede la disapplicazione, fino al 1° ottobre 2026, del contributo amministrativo di 2 euro destinato alla copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali relativi alle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi terzi, istituito dalla legge di bilancio 2026 (articolo 1, comma 126 della legge n. 199 del 2025).
  Fa presente che, per effetto del decreto-legge n. 38 del 2026, tale contributo era stato già disapplicato per i beni importati anteriormente alla data del 1° luglio 2026.
  Ricorda che la norma introdotta in Italia con la Legge di bilancio 2026 ha anticipato per certi versi l'azione europea: l'11 febbraio 2026, infatti, è stato adottato il regolamento 2026/382(UE), il quale ha disposto l'abrogazione della soglia di esenzione daziaria per le importazioni di valore non superiore a 150 euro e l'introduzione di un dazio doganale semplificato forfettario di 3 euro sulle spedizioni il cui valore intrinseco non superi un totale di 150 euro, che è applicabile dal 1° luglio 2026 fino al 1° luglio 2028. Una volta che il nuovo centro doganale digitale dell'UE sarà operativo, il dazio provvisorio sarà sostituito dalle normali tariffe doganali.
  Rammenta, inoltre, che, nell'ambito della proposta di riforma doganale dell'UE, è prevista l'introduzione di una nuova tariffa di gestione (handling fee) per coprire i costi amministrativi legati alle nuove dichiarazioni doganali dei piccoli pacchi importati nell'Unione, in particolare attraverso il commercio elettronico. La misura, emersa nel quadro della comunicazione della Commissione sul commercio elettronico del febbraio 2025 e inserita nel negoziato sulla riforma doganale, dovrebbe applicarsi entro il 1° novembre 2026. L'importo sarà definito mediante atto delegato della Commissione. Il Parlamento europeo e il Consiglio il 26 marzo 2026 hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla riforma del quadro doganale.
  Tanto considerato, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 1: Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2026.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2026.
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

Pag. 198

  La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.

  Marco OSNATO, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2026 (Tabella n. 1) nonché – limitatamente alle parti di propria competenza – allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2026 (Tabella n. 2).
  Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle proposte emendative presentate nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
  Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
  Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l'entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
  Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
  È considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
  È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale.
  Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
  Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricorda che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi, in quanto tali privi di compensazione finanziaria, riferiti alle predette parti di competenza.
  Fa presente che tutte le citate tipologie di emendamenti possono essere altresì presentate anche direttamente presso la Commissione Bilancio.Pag. 199
  Gli emendamenti approvati durante l'esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione Bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un loro successivo esame, quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione Bilancio, anche al solo fine di permetterne la ripresentazione in Assemblea.
  Precisa che sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione Bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la medesima Commissione sono da quest'ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio entrano a far parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell'esame in Assemblea.
  L'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
  Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione Bilancio.

  Mariangela MATERA (FDI), relatrice, avverte che illustrerà, sinteticamente, i contenuti dei due disegni di legge, per soffermarsi, successivamente, sui profili di interesse per la Commissione Finanze.
  Fa presente, anzitutto, che il disegno di legge C. 3005, di approvazione del rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 è composto da sette articoli, suddivisi in due Titoli, riferiti rispettivamente al rendiconto generale dello Stato e alla sua approvazione.
  Gli articoli 1, 2 e 3 del rendiconto espongono i risultati complessivi relativi alle amministrazioni dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e sono riferiti rispettivamente alle entrate, alle spese e alla gestione finanziaria di competenza, intesa come differenza tra il totale di tutte le entrate accertate e il totale di tutte le spese impegnate.
  In particolare, l'articolo 1 illustra i risultati di gestione concernenti le entrate di competenza dell'esercizio 2025 accertate, distinguendo tra quelle versate, rimaste da versare e da riscuotere ed evidenziando un totale di accertamenti di entrate per 1.188,1 miliardi di euro.
  L'articolo 2 riporta i risultati di gestione sulle spese impegnate nell'esercizio finanziario 2025, pagate e rimaste da pagare, registrando un valore complessivo di impegni di spese per 1.170,9 miliardi di euro.
  L'articolo 3 evidenzia quindi un avanzo della gestione di competenza nel Rendiconto dell'esercizio 2025 di 17,2 miliardi di euro.
  L'articolo 4 espone la situazione finanziaria del conto del Tesoro. Nel Rendiconto 2025 essa presenta un disavanzo di 437,5 miliardi.
  L'articolo 5 reca l'approvazione dell'Allegato n. 1, contenente l'elenco dei decreti con i quali sono stati effettuati prelevamenti dal «Fondo di riserva per le spese impreviste».
  L'articolo 6 espone la situazione patrimoniale dello Stato. Nell'esercizio 2025 il conto espone attività per un totale di 1.083,6 miliardi e passività per 4.144,6 miliardi, con una eccedenza passiva al 31 dicembre 2025 di 3.060,5 miliardi di euro.
  L'articolo 7 dispone, infine, l'approvazione del Rendiconto secondo le risultanze indicate negli articoli precedenti.
  In relazione ai saldi del bilancio dello Stato registrati a consuntivo nel 2025, in termini di competenza, si osserva, in valori assoluti, un lieve miglioramento tra le previsioni iniziali e le previsioni definitive dei principali saldi, a confronto con le previsioni iniziali di bilancio e con le previsioni definitive, nonché con i saldi relativi all'esercizio precedente. Guardando ai dati di consuntivo, il livello dei saldi nel 2025 evidenzia un netto miglioramento rispetto sia alle previsioni definitive che a quelle iniziali.
  Tanto evidenziato, per quanto specificamente di competenza della Commissione Finanze, segnala che la gestione di competenzaPag. 200 del bilancio 2025 ha registrato accertamenti per entrate finali pari a circa 783,1 miliardi, con una diminuzione a consuntivo dello 0,1 per cento rispetto al dato riferito al 2024 (- 675 milioni di euro).
  Rispetto alle previsioni definitive, gli accertamenti relativi alle entrate finali sono risultati in aumento per 28,5 miliardi, mentre per le entrate complessive la corrispondente variazione è risultata in diminuzione di 40 miliardi.
  Per quanto riguarda le entrate tributarie, che rappresentano oltre l'84 per cento dell'ammontare complessivo delle entrate finali, si registra rispetto alle previsioni definitive un aumento degli accertamenti per complessivi 9,9 miliardi di euro, derivante dagli incrementi registrati sia per le imposte dirette per 5,5 miliardi, sia per le imposte indirette per 4,4 miliardi.
  Sulla base di un sintetico confronto con l'esercizio precedente, si evidenzia come le entrate tributarie facciano registrare un aumento degli accertamenti che comporta una variazione positiva per circa 8 miliardi (+1,2 per cento).
  Analizzando l'aggregato delle entrate tributarie si nota che oltre la metà del gettito proviene dalle imposte sul patrimonio e sul reddito (56 per cento). Le tasse e le imposte sugli affari contribuiscono per il 36 per cento, mentre le imposte sulla produzione e sui consumi si attestano al 5 per cento del totale delle entrate tributarie.
  Analizzando le principali imposte, si osserva che l'IRPEF ha mostrato una diminuzione del 3 per cento rispetto ai valori del 2024 (da 249,4 a 242,2 miliardi). L'accertato IRES registra invece una crescita del 4 per cento, passando da 62,3 a 65,1 miliardi. Si è registrato, inoltre, un aumento significativo del gettito derivante da imposte sostitutive di imposte sui redditi, sia ricorrenti sia non ricorrenti (+ 20 per cento).
  Il gettito IVA registra una diminuzione dell'1 per cento attestandosi come accertamento alla quota di 206,5 miliardi. Tra le altre imposte indirette si osserva come il gettito derivante dall'imposta di registro e dall'imposta di bollo registri una crescita del 17 per cento (da 15,1 miliardi nel 2024 a 17,7 miliardi nell'anno successivo). Sono aumentate le entrate generate dalle altre tasse imposte sugli affari (+12 per cento, +1.458 milioni di euro) e dalle accise sui prodotti energetici, energia elettrica e gas naturale (+4 per cento, +1.363 milioni di euro).
  Rammenta, per quanto riguarda i risultati della gestione di cassa – cui concorrono i risultati della gestione di competenza e la gestione dei residui – che essa è rappresentata, per la parte di entrata, dagli incassi e, per la parte di spesa, dai pagamenti. A livello di operazioni finali, rispetto ai corrispondenti dati dell'anno 2024, si registra una crescita sia delle entrate sia delle spese.
  In particolare, gli incassi finali evidenziano un aumento di 16 miliardi rispetto al 2024, attestandosi a 741 miliardi a fronte di 725 miliardi registrati l'anno precedente. Tale aumento è guidato dalla crescita delle entrate tributarie (+22,6 miliardi), compensato in parte dal calo delle entrate extratributarie (-3 miliardi) e delle entrate per alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e riscossione di crediti (-3,5 miliardi). Si segnala che gli incassi finali hanno superato del 3,6 per cento le corrispondenti previsioni definitive, e hanno coperto il 73,5 per cento della relativa massa acquisibile, in lieve calo rispetto al 74 per cento registrato nel 2024.
  Per quanto invece concerne il disegno di legge C. 3006, di assestamento, rammenta anzitutto che esso ha la funzione di consentire a metà esercizio un aggiornamento degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente.
  Le previsioni di bilancio, formulate a legislazione vigente, sono pertanto adeguate: per quanto riguarda le entrate, in relazione all'eventuale revisione delle stime del gettito, determinata dall'evoluzione della base imponibile e dagli effetti derivanti dall'applicazione della normativa vigente; per quanto riguarda le spese aventi carattere discrezionale, in relazione ad esigenze sopravvenute; per quanto riguarda le autorizzazioniPag. 201 di pagamento, in termini di cassa, in relazione alla consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell'esercizio precedente. Le variazioni di bilancio proposte con il provvedimento di assestamento, insieme con quelle apportate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 22 giugno con atti amministrativi registrati dalla Corte dei conti, definiscono le previsioni assestate per l'anno 2026.
  Per quanto riguarda il contenuto del provvedimento, esso si compone di un solo articolo che modifica la Sezione II della legge di bilancio per il 2026.
  In relazione alle proposte di variazioni alle entrate del bilancio dello Stato, il disegno di legge di assestamento reca una proposta di aumento di 9.352 milioni per le entrate finali in termini di competenza.
  Le variazioni proposte con il provvedimento sono state elaborate per tenere conto del quadro macroeconomico definito nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) di aprile 2026, assunto a base per l'aggiornamento delle stime per l'anno 2026, nonché dell'andamento effettivo del gettito registrato nei primi mesi dell'anno in corso.
  La proposta di incremento delle entrate è principalmente dovuta all'evoluzione positiva delle entrate tributarie, con un aumento di 5.296 milioni di euro, cui si aggiungono gli effetti di miglioramento del gettito previsto per le entrate extratributarie (+4.083 milioni).
  La relazione al disegno di legge chiarisce che, rispetto alle previsioni iniziali, la variazione delle entrate tributarie è riconducibile al risultato positivo, per complessivi 1.792 milioni di euro, delle ritenute sui redditi da lavoro dipendente, attribuibile sia a quelle del settore pubblico, sia a quelle del settore privato, in relazione alla dinamica delle basi imponibili e dei versamenti più sostenuta rispetto al profilo incorporato nelle previsioni del DFP. Ulteriori effetti positivi sono associati agli andamenti favorevoli dell'imposta sostitutiva sui redditi di capitale e sulle plusvalenze (+2.551 milioni di euro) e dell'imposta sostitutiva sul valore attivo dei fondi pensione ed altre forme pensionistiche complementari (+1.726 milioni di euro).
  Con riferimento alle imposte indirette, si evidenzia l'incremento dell'IVA (+2.255 milioni di euro) prevalentemente riconducibile alla componente connessa agli scambi interni.
  Si registra, invece, una diminuzione dell'andamento sia del gettito dell'IRES (-2.594 milioni di euro), sia dell'imposta sostitutiva sui redditi nonché sugli interessi e altri redditi di capitale (-792 milioni di euro).
  Per le entrate extratributarie, le proposte indicano, nel complesso, come visto, un incremento di 4.083 milioni di euro in termini di competenza, dovuto, principalmente, ai versamenti da parte dell'Unione Europea dell'ottava rata del PNRR (+2.746 milioni, a titolo di contributi a fondo perduto), ai maggiori introiti relativi ai dividendi delle società partecipate (+600 milioni), ai proventi del settore giochi e scommesse (+807 milioni), nonché alle maggiori entrate derivanti dalle risorse proprie tradizionali riscosse per conto dell'Unione europea (+300 milioni).
  Contribuiscono, in sottrazione, le proposte legate ai minori introiti da ruoli relativi a sanzioni e interessi tributari (-381 milioni di euro) e da minori utili versati da Banca d'Italia (-228 milioni di euro).
  Le entrate da alienazione, ammortamento e riscossione dei crediti registrano un decremento di 26 milioni.
  Passando ad un confronto con il dato iniziale del bilancio 2026, le entrate finali – per effetto sia delle variazioni proposte con il provvedimento di assestamento, di cui si è detto sopra, che delle variazioni apportate con gli atti amministrativi adottati in corso di gestione – risultano pari a 781 miliardi di euro in termini di competenza, presentando, rispetto alle previsioni iniziali, una crescita di 12,2 miliardi di euro complessivi.
  In particolare, il gettito delle entrate tributarie nel provvedimento assestato risulta pari a 680,6 miliardi di euro, con un aumento di 5,3 miliardi di euro complessivi.
  Le entrate extratributarie si assestano a 100,2 miliardi, presentando un incremento complessivo di circa 7 miliardi.Pag. 202
  Le entrate da alienazioni, ammortamento e rimborso crediti registrano una variazione in negativo in termini di competenza di 26 milioni di euro, con previsioni assestate a 226 milioni di euro.
  Le variazioni per atti amministrativi, in particolare, determinano una riduzione delle entrate tributarie (-12 milioni) e un aumento di quelle extratributarie (+2.892 milioni).
  Guardando alle principali imposte, le variazioni da atti amministrativi e per le proposte di assestamento determinano una previsione in aumento del gettito dell'IRPEF nel 2026 rispetto alle previsioni a legislazione vigente (+0,9 per cento, equivalente a 2.325 milioni di euro circa), attestandosi a 250.425 milioni di euro, nonché una previsione in aumento del gettito di imposte sostitutive sui redditi, di 3.790 milioni di euro rispetto alla legislazione vigente (+7,9 per cento), assestandosi a 51.763 milioni di euro. Anche il gettito dell'IVA è previsto in aumento, di 2.197 milioni di euro rispetto alla legislazione vigente (+1,0 per cento), assestandosi a 219.335 milioni di euro.
  In riduzione è indicato il gettito dell'IRES rispetto al dato iniziale, di –2.599 milioni di euro (-3,9 per cento), che si assesta a 63.831 milioni di euro, nonché il gettito delle accise di prodotti energetici, energia elettrica e gas naturale che, rispetto al dato iniziale, si riduce di –971 milioni di euro (-3,0 per cento), assestandosi a 31.879 milioni di euro.
  Con riferimento alla Tabella n. 2 del disegno di legge di assestamento, concernente il Ministero dell'economia e delle finanze, le variazioni introdotte per atto amministrativo (in quanto derivanti da modifiche legislative o norme di carattere generale) che, ricordo, non formano oggetto di deliberazione parlamentare, sono pari a circa 2.880 milioni di euro in termini di competenza e a 2.881 milioni in termini di cassa.
  Quanto alle variazioni oggetto di deliberazione parlamentare proposte con il disegno di legge di assestamento, gli incrementi di spesa proposti concernono le spese correnti per un totale di 2.460.056.014 euro, mentre si propone la riduzione delle spese in conto capitale per 28.890.490 euro e di rimborso delle passività finanziarie per 13 miliardi di euro. Nella tabella si segnala come le variazioni proposte con l'assestamento sono il risultato di una rigorosa valutazione delle richieste delle Amministrazioni e riguardano l'integrazione di spese indifferibili o inderogabili.
  Nell'ambito del programma 1.1 – Regolazione e coordinamento del sistema della fiscalità, si propongono maggiori spese di competenza e cassa per 16.321.621 euro, e una variazione positiva di 40 milioni di euro di residui con riguardo alla realizzazione del sistema integrato delle banche dati in materia tributaria e fiscale; un aumento di 8 milioni di euro in termini di competenza e cassa per la gestione di tributi speciali e di 2 milioni di euro degli oneri finanziari per il rimborso di imposte (cui si accompagna una variazione negativa dei residui di 3.060.077 euro).
  Con riferimento al programma 1.2, concernente la prevenzione e repressione delle violazioni in materia economico finanziaria, si propone un incremento di spesa in termini di competenza pari a 14.991.795 euro (in termini di cassa pari a 22.549.027 euro) la quota più significativa del quale è rappresentata dall'incremento di 11.729.219 euro delle spese per la gestione e assistenza del personale del Corpo della Guardia di finanza.
  Per quanto riguarda il programma 1.3 – Regolazione vigilanza del settore finanziario, si propone una modesta variazione, pari a 1.181.500 milioni di euro, relativa a spese di personale per il programma.
  Le proposte di modifica più significative concernono il programma 1.4 – Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d'imposta, per il quale si propone un aumento di spesa per 1.873.960.211, in massima parte riconducibile a rimborsi d'imposte e restituzioni (1.317.910.211 in termini di competenza e cassa) e vincite su giochi e lotterie (394.500.000 euro). A questi importi si aggiungono 146.550.000 di aggi su giochi e lotterie e 15 milioni di euro di aggi su scommesse ippiche (entrambi in termini di competenza e cassa).Pag. 203
  Con riferimento al programma 1.8 – Accertamento e riscossione delle entrate e gestione dei beni immobiliari dello Stato, si propone una riduzione di spesa per 1.637.340 euro derivante tuttavia da una riduzione di 22.185.805 euro per i servizi di riscossione dei tributi e un aumento di spesa per 9.579.712 euro per la gestione razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio dello Stato svolte dall'Agenzia del demanio.
  Evidenzia, infine, che per il programma 7.2 – Interventi di sostegno tramite il sistema della fiscalità, si propone una riduzione di 150.800.000 euro, riconducibili al settore dell'autotrasporto.

  Marco OSNATO, presidente, avverte che il termine per la presentazione di proposte emendative sarà fissato nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, convocata al termine della seduta odierna.
  Non essendovi richieste di intervento, dichiara chiuso l'esame preliminare e rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.10.

ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Lucia Albano.

  La seduta comincia alle 15.10.

Schema di decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di adempimenti e accertamento.
Atto n. 414.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 1° luglio 2026.

  Marco OSNATO, presidente, nel ricordare che il termine per l'espressione del parere è fissato al 23 luglio 2026, avverte che, essendo stata trasmessa l'intesa sancita in sede di Conferenza Unificata, di cui l'Atto non era inizialmente corredato, la Commissione può ora concludere l'esame del provvedimento.

  Vito DE PALMA (FI-PPE), relatore, alla luce dell'illustrazione dei contenuti del provvedimento svolta nella seduta del 1° luglio scorso, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 3), che illustra.

  Angela RAFFA (M5S) annuncia il voto contrario del Movimento 5 Stelle sulla proposta di parere favorevole testé illustrata. Evidenzia, in particolare, che la posizione del proprio gruppo non è motivata da un pregiudizio sull'operato del Governo, bensì dalla circostanza secondo cui, in sede di redazione del testo unico in esame, l'Esecutivo non si è limitato ad un mero coordinamento delle disposizioni, ma ha effettuato precise scelte politiche. Ciò emerge, anzitutto, dal fatto che all'interno dello schema di decreto è collocata anche la disciplina del concordato preventivo biennale, che – diversamente da quanto emerge dagli intendimenti del Governo – non dovrebbe essere inteso quale strumento di contrasto dell'evasione fiscale, bensì, più correttamente, come una forma di ravvedimento speciale, tale da determinare una riduzione della capacità fiscale dello Stato, configurandosi in ultima analisi come un condono.
  Altra criticità risiede nella previsione dell'entrata in vigore del testo unico a partire dal 1° gennaio 2027. Osserva, infatti, che analoga data è stabilita per l'entrata in vigore del nuovo articolato della proposta di testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi; tale coincidenza di date determina, a suo avviso, evidenti difficoltà di coordinamento tra i due provvedimenti, con effetti estremamente negativi sul principio della certezza del diritto.
  Inoltre, ritiene che ulteriori disposizioni dello schema di decreto si collochino al di Pag. 204là di un'attività di mero coordinamento. Si tratta in particolare delle disposizioni, anche richiamate nella documentazione predisposta dagli uffici, relative al valore catastale degli immobili e ai relativi moltiplicatori catastali, ai corrispettivi telematici e al recupero dei contributi erogati per sostenere i soggetti colpiti dall'emergenza epidemiologica da Covid-19; sono, inoltre, espunte le disposizioni non più attuali.
  Alla luce di tali considerazioni ribadisce la posizione contraria del proprio gruppo.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.

  La seduta termina alle 15.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 15 luglio 2026.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.15 alle 15.20.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Lucia Albano.

  La seduta comincia alle 15.20.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Marco OSNATO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.

5-05624 Congedo: Riconoscimento dell'esenzione IMU in assenza di tempestivo trasferimento della residenza anagrafica durante l'emergenza da Covid-19.

  Mariangela MATERA (FDI), in qualità di cofirmataria, illustra l'interrogazione in titolo.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

  Mariangela MATERA (FDI), nel ringraziare la rappresentante del Governo per la risposta fornita, auspica che il Ministero possa pervenire ad una rapida definizione della questione posta, anche al fine di prevenire ulteriori contenziosi.

5-05625 Alifano: Misure volte a ridurre l'impatto sul bilancio pubblico delle entrate derivanti dal gioco d'azzardo.

  Enrica ALIFANO (M5S) illustra l'interrogazione in titolo.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

  Enrica ALIFANO (M5S), replicando, dichiara di non potersi ritenere soddisfatta dalla risposta dell'Esecutivo, che conferma l'assenza di un serio impegno del Governo nella predisposizione di politiche di contrasto al gioco d'azzardo. Ciò è testimoniato, a suo avviso, da numerose evidenze, tra le quali cita, a titolo di esempio, la soppressione da parte della legge di bilancio per il 2025 sia dell'Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave che del Fondo dedicato per la prevenzione, la cura e la riabilitazione del disturbo da gioco d'azzardo.
  Rileva, inoltre, come il gioco d'azzardo induca a diversi comportamenti errati, quali, ad esempio, il ricorso a prestiti usurari, circostanza che aggrava ulteriormente la responsabilità di un Governo che non ha saputo predisporre concrete politiche di contrasto del fenomeno.
  Ribadisce, pertanto, come la risposta fornita dalla sottosegretaria sia altamente insufficiente.

5-05626 Merola: Nomina del presidente della Consob.

  Virginio MEROLA (PD-IDP) illustra l'interrogazione in titolo, evidenziando che, Pag. 205secondo quanto diffuso nella giornata di ieri da alcune agenzie di stampa, sarebbe stata raggiunta un'intesa sul nuovo presidente della Consob. Sottolinea tuttavia il ritardo anomalo, peraltro rilevato dallo stesso Ministro Giorgetti, con il quale il Governo ha proceduto alla delibera in questione; chiede pertanto alla rappresentante del Governo di chiarire i tempi di perfezionamento della procedura di nomina.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 6).

  Virginio MEROLA (PD-IDP) prende atto della risposta fornita.

5-05627 Centemero: Chiarimenti circa l'esenzione dall'Iva per le operazioni di destocking e cartolarizzazione dei crediti.

  Giulio CENTEMERO (LEGA) illustra l'interrogazione in titolo.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 7).

  Giulio CENTEMERO (LEGA), replicando, sottolinea l'utilità della risposta del Governo, che consente di fare luce sulle questioni oggetto dell'interrogazione.

  Marco OSNATO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 15.35.