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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 15 luglio 2026
712.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
COMUNICATO
Pag. 261

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 15 luglio 2026. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 16.05.

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 3: Stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza). Pag. 262
Tabella n. 6: Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 9: Stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 11: Stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca per l'anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 16: Stato di previsione del Ministero del turismo per l'anno finanziario 2026.
(Relazione alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente e relatore, avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella n. 2) (limitatamente alle parti di propria competenza), allo stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy (Tabella n. 3) (limitatamente alle parti di propria competenza), allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Tabella n. 6) (limitatamente alle parti di propria competenza), allo stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (Tabella n. 9) (limitatamente alle parti di propria competenza), allo stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca (Tabella n. 11) (limitatamente alle parti di propria competenza) e allo stato di previsione del Ministero del turismo (Tabella n. 16).
  Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle proposte emendative eventualmente presentate nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
  Ricorda, altresì, che le proposte emendative sono di norma presentate presso la Commissione Bilancio.
  L'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza. Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione Bilancio.
  Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
  Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l'entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
  Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovarePag. 263 la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
  È considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
  È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa in conto capitale.
  Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
  Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricordo che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi, in quanto tali privi di compensazione finanziaria, riferiti alle predette parti di competenza.
  In qualità di relatore riferisce, quindi, sui disegni di legge in titolo all'esame congiunto. Richiama i dati più significativi e le informazioni più rilevanti con riguardo ai due disegni di legge, rinviando per tutti i dettagli alla documentazione predisposta dagli uffici e soffermandosi sulle parti di interesse della X Commissione, ossia: lo stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT); lo stato di previsione del Ministero del turismo (MITUR); con riguardo allo stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE) la missione «Energia»; con riguardo allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) le missioni «Competitività e sviluppo delle imprese» e «Ricerca e innovazione», nel cui programma «Ricerca di base e applicata» è iscritto il finanziamento dell'Agenzia spaziale italiana; con riguardo allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI), la missione «Commercio internazionale e internazionalizzazione del sistema produttivo»; con riguardo allo stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca (MUR), il programma «Ricerca scientifica e tecnologica di base», dove risultano iscritti i capitoli di spesa concernenti il PRORA e l'Agenzia spaziale europea.
  Quindi, relativamente al disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025, riferisce che per quanto riguarda il MIMIT il rendiconto indica stanziamenti definitivi di competenza pari a 15.553 milioni di euro, con una variazione in aumento del 4 per cento circa rispetto alle previsioni iniziali (14.955 milioni di euro).
  Al netto del rimborso delle passività finanziarie, pari a 12,4 milioni di euro, le previsioni iniziali di competenza del MIMIT ammontano nell'anno 2025 a 14.942,6 milioni di euro e le previsioni definitive ammontano a 15.540,6 milioni di euro. Nel corso della gestione 2025 vi è stato dunque un incremento delle previsioni di spesa finali di 598 milioni di euro.
  Rispetto alle previsioni finali in conto competenza del Ministero, l'impegnato nell'anno 2025 ammonta a 15.442 milioni e, dunque, la capacità di impegno del Ministero (consuntivo su stanziamenti) corrisponde al 99,4 per cento (in continuità con Pag. 264l'anno 2024, in cui era pari al 99,3 per cento).
  Il pagato (al netto del rimborso delle passività) ammonta a 13.163,5 milioni di euro. Dunque, il coefficiente di realizzazione della spesa del Ministero (pagato su stanziato) è circa dell'84,7 per cento (in diminuzione rispetto all'anno 2024, in cui era pari all'85,9 per cento).
  Il coefficiente di realizzazione degli impegni (pagato su impegnato) è pari a circa l'85,2 per cento (rispetto a circa l'86,4 per cento dell'anno 2024).
  La gestione dei residui chiude, nel 2025, evidenziando poste passive finali pari a 3.930 milioni (nel 2024 erano 3.863,6 milioni). Come evidenziato dalla Corte dei conti nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'anno 2025, rispetto all'anno 2024 si registra peraltro una riduzione sia dei residui di nuova formazione, passati da 1,58 miliardi a 1,41 miliardi, sia di quelli propri, ridottisi da circa 704 a 595,8 milioni.
  Quanto alla composizione della spesa, resta confermata, nel 2025, la forte prevalenza della spesa in conto capitale, pari a 14.817,8 milioni di euro, il 95,4 per cento della spesa finale del Ministero, a fronte di una spesa corrente pari a 722,8 milioni di euro (4,7 per cento).
  Venendo a un'analisi per missioni e programmi del MIMIT, nell'esercizio finanziario 2025 la sua struttura del bilancio si articola in 5 missioni e 13 programmi.
  La missione «Competitività e sviluppo delle imprese» – numerata missione 11 nel bilancio dello Stato e condivisa con il MEF – è la missione più consistente all'interno dello stato di previsione del Ministero. Su essa è iscritto, nell'anno 2025, il 95,3 per cento della spesa finale del Ministero. Anche nel biennio precedente, la missione in questione ha assorbito più del 90 per cento degli stanziamenti finali del Ministero (rispettivamente, il 95,7 per cento nel 2023 e il 93,6 per cento nel 2024).
  La missione 11 è anche quella maggiormente interessata dall'aumento di risorse disposto nel corso dell'anno 2025: essa è passata da uno stanziamento iniziale di 14.335,7 milioni di euro a uno stanziamento definitivo di 14.812,1 milioni, registrando quindi un incremento di 476,4 milioni. Tale incremento ha riguardato principalmente il programma «Politiche industriali, per la competitività, il made in Italy e gestione delle crisi d'impresa» (+321,3 milioni, di cui 250 milioni allocati sul capitolo di nuova istituzione dedicato ai crediti d'imposta del piano «Transizione 5.0») e il programma «Incentivazione del sistema produttivo» (+242 milioni, destinati principalmente ai contributi per l'erogazione di finanziamenti per contratti di sviluppo nel settore industriale), mentre il programma «Politiche industriali e programmi avanzati sulle nuove tecnologie» registra un decremento di 124 milioni di euro.
  Segnala, infine, che dal confronto fra l'esercizio 2025 e il 2024 emerge – come osservato dalla Corte dei conti – una generale contrazione degli stanziamenti definitivi del Ministero, passati da 18.178,7 a 15.553 milioni, legata alla riduzione delle autorizzazioni di spesa per tutte le missioni e, in particolare, per quelle «Competitività e sviluppo delle imprese», «Comunicazioni» (con risorse pari a 558,2 milioni, a fronte dei 949 milioni del 2024) e «Ricerca e innovazione».
  Il disegno di legge C. 3005, recante rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 indica, per quanto riguarda il MITUR, stanziamenti definitivi di competenza pari a 463,9 milioni di euro, con una variazione in aumento di circa il 9,2 per cento rispetto alle previsioni iniziali (+39,3 milioni in termini assoluti).
  Nel 2025, rispetto alle previsioni definitive in conto competenza del Ministero, l'impegnato ammonta a 434,8 milioni, e, dunque, la capacità di impegno del Ministero (impegnato su stanziamenti) corrisponde al 93,7 per cento.
  Il pagato ammonta a 124,6 milioni di euro. Dunque, il coefficiente di realizzazione della spesa del Ministero (pagato su stanziato) è circa il 26,9 per cento.
  Il coefficiente di realizzazione degli impegni (pagato su impegnato) è pari al 28,7 per cento.Pag. 265
  Nel precedente esercizio, la capacità di impegno era stata più bassa (89,5 per cento), così come anche il coefficiente di realizzazione della spesa del Ministero (17,5 per cento) e il coefficiente di realizzazione degli impegni (19,6 per cento).
  Al termine dell'esercizio 2025, i residui complessivi – quelli rimasti da pagare relativi agli esercizi precedenti più quelli di nuova formazione nell'anno – ammontano a circa 591,9 milioni, in aumento del 23,9 per cento rispetto all'anno 2024 (in cui erano 477,6 milioni). I residui sono prevalentemente concentrati nella missione «Turismo» (588 milioni), di cui il 91 per cento rientra nel programma «Promozione e valorizzazione strategica dell'offerta turistica nazionale e innovazione». In merito, la Corte dei conti, nella citata relazione sul rendiconto generale dello Stato, rileva la necessità di smaltire i residui provenienti dai pregressi esercizi e di evitarne la formazione di nuovi, anche tramite gli aggiornamenti dei cronoprogrammi e il miglioramento della programmazione della spesa.
  Passando a un'analisi per missioni e programmi, nell'esercizio finanziario 2025 la struttura del bilancio del MITur si articola in 2 missioni e in 6 programmi di spesa.
  La missione «Turismo» – numerata missione 31 nel bilancio dello Stato – è la missione sulla quale è iscritto, nell'anno 2025, il 95,6 per cento della spesa finale del Ministero (nell'anno precedente, il 95,8 per cento).
  La missione «Turismo» è quella maggiormente interessata dagli incrementi di risorse disposti nel corso dell'anno 2025, registrando una variazione in aumento di 38,8 milioni in corso di gestione (lo stanziamento definitivo, pari a 443,4 milioni, risulta peraltro superiore di 68,1 milioni rispetto a quello del 2024). L'incremento ha riguardato principalmente il programma «Promozione e valorizzazione strategica dell'offerta turistica nazionale e innovazione» (+23,5 milioni) e il programma «Vigilanza, regolamentazione delle professioni turistiche» (+11,0 milioni).
  Riguardo agli impegni di competenza, la Corte dei conti evidenzia, in continuità con le annualità precedenti, una bassa capacità di impegno per i programmi «Promozione e valorizzazione strategica dell'offerta turistica nazionale e innovazione» e «Coordinamento ed indirizzo delle politiche del turismo», riconducibile a una serie di fattori, tra cui la complessità delle procedure, la diversificazione degli interventi finanziabili e le carenze di organico (in via di superamento).
  Il rendiconto 2025, nell'ambito dello stato di previsione del MASE, con riguardo alla missione «Energia e diversificazione delle fonti energetiche», registra anzitutto una riduzione degli stanziamenti rispetto all'anno precedente, con una diminuzione nelle previsioni iniziali da 1,1 miliardi nel 2024 a 908,2 milioni nel 2025. Nel corso della gestione, la missione ha però registrato una variazione in aumento di circa 838 milioni (pari al 92,3 per cento degli stanziamenti iniziali), attestandosi su previsioni definitive pari a 1.746,7 milioni.
  L'incremento ha interessato quasi interamente il programma «Promozione dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili e regolamentazione del mercato energetico» (+814,4 milioni), che assorbe la quasi totalità delle risorse della missione: in tale ambito, con riferimento al Fondo per la transizione energetica nel settore industriale, nel corso del 2025 sono state liquidate risorse pari a 613,5 milioni di euro in favore di 262 imprese beneficiarie, all'esito dell'apposito avviso pubblico.
  Il programma «Innovazione, reti energetiche, sicurezza in ambito energetico e di georisorse» ha registrato un lieve incremento (+24,1 milioni); in merito, segnala che il capitolo relativo agli investimenti dedicati alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione delle tecnologie energetiche pulite, connessi agli impegni assunti con l'iniziativa Mission Innovation del 2015, presenta stanziamenti definitivi pari a 52,95 milioni e residui per 206,83 milioni, scaturiti, secondo il Ministero, dal ritardo accumulato nelle fasi operative e procedurali.
  Il rendiconto 2025, nell'ambito dello stato di previsione del MEF, alla missione 11, condivisa con il MIMIT, «Competitività e sviluppo delle imprese», indica previsioni Pag. 266definitive pari a 70.408,2 milioni di euro, a fronte di stanziamenti iniziali di 63.963,6 milioni. Il programma «Incentivi alle imprese per interventi di sostegno» non registra variazioni in corso di gestione (2.550 milioni), mentre il programma «Interventi di sostegno tramite il sistema della fiscalità» – che riguarda interventi per lo più connessi allo strumento del credito d'imposta, rivolti al settore agricolo, turistico e alberghiero, del cinema, della musica e dell'editoria, per la ricerca e lo sviluppo e per le attività manifatturiere – registra un sensibile aumento degli stanziamenti iniziali di 6,4 miliardi di euro, principalmente ascrivibile alla variazione in aumento del capitolo relativo al reintegro dei minori versamenti conseguenti alla fruizione dei crediti d'imposta per il cinema (+1,8 miliardi di euro) e del capitolo relativo ai crediti d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite del Mezzogiorno (+4,5 miliardi di euro).
  Rispetto alla dotazione finanziaria del MEF nel suo complesso – pari a 825,95 miliardi di euro nel 2025 (previsioni definitive) – la missione 11 iscritta presso il medesimo Ministero assorbe l'8,5 per cento delle relative risorse.
  Il rendiconto 2025, nell'ambito dello stato di previsione del MAECI, indica, con riguardo alla missione «Commercio internazionale e internazionalizzazione del sistema produttivo» – avente un unico programma, «Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy» – lievi variazioni in aumento, pari a circa 0,8 milioni di euro (da 377,4 a 378,3 milioni).
  Infine, il rendiconto 2025, nell'ambito dello stato di previsione del MUR, all'interno della missione «Ricerca e innovazione», programma «Ricerca scientifica e tecnologica di base», non riporta variazioni agli stanziamenti previsti per il Programma nazionale di ricerche aerospaziali (PRORA), pari a 22,9 milioni, e per la partecipazione ai programmi dell'Agenzia spaziale europea. Al riguardo, rammenta che il capitolo relativo alla spesa per la partecipazione italiana ai programmi dell'Agenzia spaziale europea (ESA) e per i programmi spaziali nazionali di rilevanza strategica, con uno stanziamento iniziale di 15,5 milioni di euro, non ha subito variazioni in corso d'anno 2025.
  Rammenta, inoltre, che nello stato di previsione del MEF, missione «Ricerca e innovazione», programma «Ricerca di base e applicata», è iscritto il Fondo per il finanziamento dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), dotato di 450,3 milioni nell'anno 2025, le cui risorse sono destinate a essere trasferite sul bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri per la copertura delle spese di funzionamento e gestione dell'ASI, comprese quelle di svolgimento dei programmi in collaborazione con l'ESA. Nello stesso programma, le somme da assegnare alla valorizzazione dell'Istituto italiano di tecnologia (IIT), con uno stanziamento iniziale di 87,8 milioni (in diminuzione rispetto ai 103,6 milioni del 2024), non hanno subito variazioni in corso d'anno.
  Riferisce quindi che il disegno di legge C. 3006 reca invece disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
  Relativamente allo stato di previsione del MIMIT (Tabella 3, limitatamente alle parti di competenza), prevede, rispetto a quanto previsto dalla legge n. 199 del 2025 (legge di bilancio per il 2026), una variazione in aumento di circa 241,2 milioni di euro rispetto alla dotazione di competenza iniziale (che era di complessivi 9.383,7 milioni di euro) (+2,6 per cento).
  Gli stanziamenti di cassa iscritti a legge di bilancio per lo stato di previsione del MIMIT ammontano invece a 9.383,5 milioni di euro e quelli assestati ammontano a 10.082,2 milioni di euro (+698,7 milioni).
  I residui presunti, con il disegno di legge di assestamento in esame, vengono allineati a quelli risultanti dal rendiconto generale dello Stato al 31 dicembre 2025, tenuto conto delle eventuali variazioni compensative nel frattempo intervenute nel conto dei residui medesimi in relazione all'attuazione di particolari disposizioni legislative. I residui pertanto passano dagli iniziali Pag. 2673.145,3 milioni di euro a 3.930 milioni di euro (+784,7 milioni).
  Le variazioni alle previsioni iniziali di spesa sono riconducibili a due ordini di fattori. Il primo riguarda tutte le variazioni introdotte in bilancio in forza di atti amministrativi nel periodo gennaio-maggio 2026 (pari complessivamente a +240,3 milioni di euro in termini di competenza e a +376,3 milioni in termini di cassa). Il secondo si riferisce alle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame, che consistono in un aumento di circa 1 milione in termini di competenza e di 322,4 milioni in termini di cassa. La maggior parte delle variazioni attengono alla missione «Competitività e sviluppo delle imprese» (11).
  Nel disegno di legge di assestamento 2026, nello stato di previsione del MIMIT, sono poi proposte rimodulazioni di fattori legislativi, ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge di contabilità n. 196 del 2009, esposte in appositi prospetti allegati allo stato di previsione. In particolare, il capitolo di spesa relativo ai contributi per l'erogazione di finanziamenti per contratti di sviluppo nel settore industriale registra un complessivo incremento, per l'anno 2026, di 35 milioni di euro, arrivando così a uno stanziamento assestato per l'anno di 1.075 milioni di euro. Si tratta della misura che subisce maggiormente «i benefici» della rimodulazione; vengono inoltre incrementate le risorse da destinare alla costituzione della Fondazione Enea Tech (+10 milioni) e le spese per le attività di monitoraggio, controllo e valutazione sui progetti finanziati ai sensi della legge n. 808 del 1985 (+850 mila euro), mentre subiscono una riduzione il Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica (-10 milioni di euro), il contributo per i rottami ferrosi previsto dalla legge di bilancio 2026 (-35 milioni di euro) e il Fondo per il potenziamento dell'attività di attrazione degli investimenti esteri (-850 mila euro).
  Tra le variazioni derivanti dall'effettivo svolgimento della gestione, segnala, infine, l'incremento di 1 milione di euro del contributo annuo forfettario agli organismi di normalizzazione italiani, nell'ambito della missione «Regolazione dei mercati».
  Relativamente allo stato di spesa del Ministero del turismo (MITUR) (Tabella 16), il disegno di legge di assestamento prevede una variazione in aumento di circa 0,5 milioni di euro rispetto alla dotazione di competenza iniziale (di 273,1 milioni di euro) (+0,2 per cento).
  Gli stanziamenti di cassa iscritti a legge di bilancio 2026 per lo stato di previsione del MITUR ammontano parimenti a 273,1 milioni di euro e quelli assestati ammontano a 398,5 milioni (+125,4 milioni).
  I residui presunti, con il disegno di legge di assestamento, vengono allineati a quelli risultanti dal rendiconto generale dello Stato al 31 dicembre 2025, tenuto conto delle eventuali variazioni compensative nel frattempo intervenute nel conto dei residui medesimi. I residui pertanto passano da un importo iniziale di 464,5 milioni di euro a 591,9 milioni di euro (+127,4 milioni).
  Anche in questo caso, le variazioni alle previsioni iniziali di spesa sono riconducibili a due ordini di fattori: le variazioni introdotte in bilancio in forza di atti amministrativi nel periodo gennaio-maggio 2026 (pari complessivamente a circa 1,4 milioni di euro in termini di competenza e a circa 16,4 milioni in termini di cassa, e interessanti entrambe le missioni, «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche», e «Turismo») e le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame, che consistono in una riduzione di circa 1 milione di euro in termini di competenza e in un aumento di 109 milioni di euro in termini di cassa. Secondo quanto emerge dalla nota illustrativa, le variazioni alla competenza e alla cassa sono connesse alle esigenze emerse dall'effettivo svolgimento della gestione, tenuto altresì conto della situazione della finanza pubblica.
  Procedendo a una più approfondita analisi delle variazioni proposte, e per quanto qui interessa, rileva che: nella missione «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche», il programma «Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza» registra un decrementoPag. 268 di circa 0,9 milioni di euro, ascrivibile alla rimodulazione di –984.555 euro sul cap. 3200, relativo al Fondo risorse decentrate (rimodulazione di spese predeterminate per legge, esposta in allegato allo stato di previsione del MITUR); per quanto riguarda la missione «Turismo», il provvedimento non reca variazioni in termini di competenza e prevede un incremento di 1,1 milioni in termini di cassa per il programma «Promozione e valorizzazione strategica dell'offerta turistica nazionale e innovazione», in particolare sul capitolo relativo alle somme destinate ai contratti di sviluppo per il turismo.
  Con riguardo ai programmi della missione «Competitività e sviluppo delle imprese» di competenza del MEF (Tabella 2, limitatamente alle parti di competenza), la missione, che esponeva a legge di bilancio 2026 una dotazione di competenza pari a 65.813,6 milioni di euro, ha subito esclusivamente variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento in esame (-150,8 milioni di euro) e reca, pertanto, per il 2026 previsioni assestate pari a 65.662,8 milioni di euro. Il programma interessato dalle variazioni è stato il programma «Interventi di sostegno tramite il sistema della fiscalità», e in particolare il capitolo relativo alla restituzione degli oneri gravanti sugli autotrasportatori di merci per effetto degli incrementi di accisa sul gasolio per autotrazione (-150,8 milioni di euro).
  Per quanto di competenza della X Commissione, segnala altresì che nella missione 17 «Ricerca e Innovazione» (che vede coinvolti il MUR e il MEF), all'interno del programma «Ricerca scientifica e tecnologica di base», il capitolo relativo al contributo dello Stato per la ricerca scientifica – sul quale sono iscritte le spese di gestione del PRORA (19,5 milioni di euro per il 2026) – e il capitolo relativo alle spese per la partecipazione italiana ai programmi dell'Agenzia spaziale europea (ESA) e per i programmi spaziali nazionali di rilevanza strategica (23,4 milioni di euro) non subiscono variazioni in conto competenza, né in dipendenza di atti amministrativi né per effetto del disegno di legge di assestamento.
  Parimenti invariati risultano, nello stato di previsione del MEF, programma «Ricerca di base e applicata», il Fondo per il finanziamento dell'Agenzia spaziale italiana (450,3 milioni per il 2026) e le somme da assegnare alla valorizzazione dell'Istituto italiano di tecnologia (IIT) (1,2 milioni).
  La missione «Energia e diversificazione delle fonti energetiche», iscritta presso il MASE (Tabella 9, limitatamente alle parti di competenza), registra, a disegno di legge di assestamento 2026, variazioni per atti amministrativi pari a +196,7 milioni. Conseguentemente, la missione, che esponeva a legge di bilancio 2026 una dotazione di competenza pari a 1.047,2 milioni di euro, passa a una dotazione assestata di 1.246,1 milioni.
  Le variazioni interessano principalmente il programma «Promozione dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili e regolamentazione del mercato energetico» (+160,7 milioni di euro) e, in particolare, all'interno di esso: il capitolo relativo al Fondo da assegnare per la realizzazione di progetti finalizzati alla promozione e al miglioramento dell'efficienza energetica (+82,8 milioni di competenza) e il capitolo relativo al trasferimento di somme alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) per l'erogazione di incentivi alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica (+67,3 milioni).
  La missione «Commercio internazionale e internazionalizzazione del sistema produttivo», iscritta nello stato di previsione del MAECI (Tabella 6, limitatamente alle parti di competenza), registra, a disegno di legge di assestamento 2026, variazioni per atti amministrativi pari a –7,7 milioni. Conseguentemente, la missione, che esponeva a legge di bilancio 2026 una dotazione di competenza pari a circa 647,0 milioni di euro, ha una dotazione a previsioni assestate pari a 639,3 milioni.
  Fa notare che, tra le variazioni proposte con il disegno di assestamento 2026, rientrano anche le operazioni di rimodulazione tra le dotazioni finanziarie a legislazione vigente, che interessano il programma «Sostegno all'internazionalizzazione delle impresePag. 269 e promozione del made in Italy» (16.5). In virtù di tali rimodulazioni e delle variazioni per atti amministrativi, il capitolo relativo alle «Spese in Italia e all'estero per iniziative relative all'internazionalizzazione del sistema Paese» registra un incremento dello stanziamento di competenza per il 2026: lo stanziamento iniziale, pari a 3,9 milioni di euro, è incrementato di 3,3 milioni per effetto di atti amministrativi e di ulteriori 8.069 euro con il provvedimento in esame, raggiungendo una previsione assestata di 7,2 milioni di euro.
  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 16.10.

ATTI DEL GOVERNO

  Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 16.10.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni e che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828.
Atto n. 426.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, ricorda che il termine per l'espressione del parere al provvedimento scadrà il 18 agosto 2026.

  Giorgio LOVECCHIO (FI-PPE), relatore, espone in sintesi il contenuto dello schema di decreto, deliberato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 2 luglio 2026 e trasmesso alle Camere il 9 luglio 2026, che dà attuazione a una direttiva che mira a promuovere un consumo più sostenibile incoraggiando la riparazione dei beni acquistati dai consumatori, sia nel quadro sia al di fuori della responsabilità del venditore per difetto di conformità. La direttiva, in vigore dal 30 luglio 2024, è assistita da una clausola di armonizzazione piena (che preclude agli Stati membri di mantenere o adottare disposizioni divergenti) e fissa al 31 luglio 2026 il termine per il recepimento e per l'applicazione delle misure nazionali.
  Segnala che con il presente schema il Governo esercita la delega conferita dagli articoli 1 e 4 della legge 17 marzo 2026, n. 36 (legge di delegazione europea 2025): la direttiva è ricompresa nell'allegato A e l'articolo 4 detta, in aggiunta ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, criteri specifici per il recepimento. Tra questi ricorda, in particolare: le modalità di adesione alla sezione nazionale della piattaforma online europea; l'individuazione del punto di contatto nazionale; il quadro di rimedi per il caso in cui il riparatore non esegua il servizio dopo l'accettazione del modulo; l'individuazione dell'autorità competente e la definizione del quadro sanzionatorio.
  Lo schema si compone di quattro articoli e di due allegati (A e B).
  La tecnica prescelta è quella della novellazione del codice del consumo (decreto legislativo n. 206 del 2005): vi si inserisce un nuovo titolo II-bis della parte IV, «Della riparazione dei beni» (articoli da 127-bis a 127-undecies), con contestuale modifica della disciplina della garanzia legale di conformità e introduzione di nuovi allegati.
  Venendo al contenuto, illustra anzitutto l'articolo 1, che costituisce il cuore del provvedimento. La lettera a) del comma 1 introduce il nuovo titolo II-bis, del quale richiama i contenuti essenziali.
  Sul piano dell'ambito e delle definizioni, l'articolo 127-bis circoscrive l'applicazione del nuovo titolo alla riparazione dei beni in caso di difetto che si verifica o si manifesta al di fuori della responsabilità del venditore, mentre l'articolo 127-ter reca le definizioni, in larga parte mediante rinvio dinamico al regolamento (UE) 2024/1781 (regolamento ESPR) e, per le nozioni di consumatore, venditore e supporto durevole, Pag. 270alle definizioni già recate dal codice del consumo.
  L'articolo 127-quater disciplina il modulo europeo di informazioni sulla riparazione, che i riparatori possono fornire al consumatore su supporto durevole: il modulo è gratuito – salvo l'eventuale costo del servizio di diagnostica, previamente comunicato – e ne fissa le condizioni (prezzo, tempi, beni sostitutivi, periodo di validità), che il riparatore non può modificare per trenta giorni e alle quali resta vincolato in caso di accettazione. Il comma 6 riconosce al consumatore, ove il servizio non sia eseguito dopo l'accettazione, il diritto al rimborso dei costi di diagnostica.
  L'articolo 127-quinquies introduce l'obbligo di riparazione in capo al fabbricante per i beni per i quali gli atti dell'UE elencati nell'allegato II-decies prevedono specifiche di riparabilità, a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole ed entro un tempo ragionevole (con obbligo, per i fabbricanti extra-UE, gravante in via successiva su rappresentante autorizzato, importatore o distributore). La disposizione impone altresì: l'offerta di parti di ricambio a un prezzo che non scoraggi la riparazione; la pubblicazione dei prezzi indicativi; il divieto di clausole o soluzioni tecniche che impediscano la riparazione; il divieto di rifiutarla per il solo fatto che il bene sia già stato riparato da altri, ferma restando la libertà del consumatore di rivolgersi a qualsiasi riparatore.
  L'articolo 127-sexies impone di rendere disponibili gratuitamente informazioni chiare e accessibili sui servizi di riparazione.
  Quanto agli strumenti di sistema, gli articoli 127-septies e 127-octies attuano la disciplina della piattaforma online europea per la riparazione: alla sezione nazionale – il cui utilizzo è gratuito per i consumatori – possono registrarsi i riparatori e, in esercizio dell'opzione consentita dalla direttiva, i venditori di beni ricondizionati, gli acquirenti di beni difettosi a fini di ricondizionamento e le iniziative di riparazione partecipative; il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) è individuato quale punto di contatto nazionale.
  L'articolo 127-novies prevede infine la pubblicazione, sui siti del MIMIT, del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE) e dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e sul portale del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, di apposite sezioni informative sui diritti dei consumatori.
  Sul versante della tutela, l'articolo 127-decies sancisce il carattere imperativo delle disposizioni del titolo, comminando la nullità di protezione dei patti in danno del consumatore, mentre l'articolo 127-undecies reca l'apparato sanzionatorio: salvo che il fatto costituisca reato o pratica commerciale scorretta, la violazione degli obblighi è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro per ciascuna violazione, con raddoppio nei casi di particolare gravità o recidiva. L'accertamento è affidato all'AGCM e i proventi sono riassegnati, nella misura del 50 per cento, a un apposito fondo del MIMIT.
  Sempre l'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto in esame, con le lettere da b) a i) modifica poi la disciplina della garanzia legale di conformità, in attuazione dell'articolo 16 della direttiva. In sintesi: la lettera b) include la riparabilità tra le caratteristiche di conformità del bene (incidendo sull'articolo 129 del codice del consumo); la lettera c) introduce all'articolo 133 del codice il comma 1-bis, che estende di dodici mesi, una sola volta, il periodo di responsabilità del venditore in caso di riparazione; la lettera d) impone al venditore di informare il consumatore del diritto di scegliere tra riparazione e sostituzione (articolo 135-bis); la lettera e) riformula l'articolo 135-ter del codice, confermando la gratuità dei rimedi e prevedendo il bene sostitutivo in prestito e la sostituzione con bene ricondizionato su richiesta del consumatore.
  Le lettere f), g), h) e i) completano l'intervento: la lettera f) introduce nel codice del consumo l'articolo 135-vicies quater, che attribuisce all'AGCM l'accertamento delle violazioni in materia di garanzie post-vendita; la lettera g) abroga conseguentemente l'articolo 144-bis, comma 1, lettera c), che radicava le corrispondenti funzioni Pag. 271in capo al MIMIT; la lettera h) integra l'allegato II-septies ai fini delle azioni rappresentative; la lettera i) introduce infine gli allegati II-novies (modello del modulo europeo di informazioni) e II-decies (elenco degli atti dell'Unione recanti specifiche di riparabilità – tra cui lavatrici, lavastoviglie, apparecchi di refrigerazione, display elettronici, aspirapolvere, telefoni cellulari e tablet).
  L'articolo 2 dello schema di decreto istituisce presso il MIMIT, senza oneri per la finanza pubblica e fino al riesame della direttiva previsto per il 2031, l'Osservatorio nazionale sulla riparazione, con compiti di raccolta dei dati sul settore, analisi e diffusione delle buone pratiche. Vi partecipano rappresentanti di MIMIT, MASE, AGCM, Unioncamere, ENEA, ISTAT e ISPRA, oltre a rappresentanti del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti e delle organizzazioni maggiormente rappresentative di artigianato, PMI, distribuzione e produzione. L'Osservatorio si riunisce almeno una volta l'anno e la partecipazione non dà diritto a compensi, gettoni o rimborsi; esso costituisce, secondo il Governo, la misura di accompagnamento adottata in recepimento dell'articolo 13 della direttiva.
  L'articolo 3 reca le disposizioni transitorie e finali: le modifiche alla garanzia legale (articoli 129, 133, 135-bis e 135-ter) si applicano ai contratti conclusi a decorrere dal 31 luglio 2026 e, in via generale, le disposizioni dell'articolo 1 si applicano dalla medesima data. È inoltre demandato a un decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy l'adeguamento dell'allegato II-decies alle successive modifiche dell'allegato II della direttiva.
  L'articolo 4, infine, reca la clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che le amministrazioni interessate provvedano agli adempimenti derivanti dal decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 16.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 15 luglio 2026.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.15 alle 16.20.