SEDE CONSULTIVA
Martedì 21 luglio 2026. — Presidenza della vicepresidente Monica CIABURRO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'istruzione e il merito Paola Frassinetti.
La seduta comincia alle 13.30.
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 12: Stato di previsione del Ministero della difesa per l'anno finanziario 2026.
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e conclusione – Relazioni favorevoli).
La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.
Monica CIABURRO, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero della difesa (Tabella n. 12).
Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle proposte emendative eventualmente presentate.
Fa presente peraltro che tutti i Gruppi, consultati per le vie brevi, hanno convenuto Pag. 70di rinunciare alla fissazione del termine per la presentazione di emendamenti.
Fa presente altresì che la Commissione procede all'esame delle relazioni predisposte dal relatore con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
Ricorda che l'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza. Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione bilancio.
Invita, quindi, il relatore, onorevole Malaguti, a illustrare il contenuto dei provvedimenti.
Mauro MALAGUTI (FDI), relatore, con riferimento al rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2025, osserva come lo stato di previsione del Ministero della difesa (Tabella n. 12) contenuto nella legge di bilancio 2025 (legge n. 207 del 2024) quantificava, in via previsionale, le spese finali in circa 31 miliardi di euro (più precisamente, in 31.298,4 milioni di euro). Le previsioni definitive del rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 risultano aumentate a 35.519,1 milioni di euro, con una variazione in aumento di circa 4,2 miliardi di euro (+4.220,9 milioni di euro); tale incremento riguarda sia le spese correnti (+3.938,1 milioni) che quelle in conto capitale (+282,6 milioni). Dunque, le spese finali definitive del Ministero della difesa ammontano a circa il 2,9 per cento (in aumento rispetto al 2.5 per cento dell'anno precedente) della spesa finale definitiva del Rendiconto dello Stato per il 2025. Rispetto ai valori previsionali, i dati a consuntivo risultanti dalla gestione (esposti nell'ultima colonna e pari a 34.247,6 milioni di euro) sono risultati inferiori rispetto alle previsioni definitive, ma superiori rispetto alle previsioni iniziali. Con riferimento alle previsioni definitive, rileva come la spesa del Ministero della difesa sia prevalentemente di parte corrente (25.605,1 milioni di euro, cifra in aumento rispetto ai 23.505,4 del rendiconto 2024). Esse incidono sugli stanziamenti complessivi per il 72,1 per cento, mentre quelle in conto capitale per il 27,9 per cento (9.913,9 milioni di euro).
Evidenzia come, nel 2025, lo stato di previsione del Ministero della difesa risulti articolato in tre missioni e undici programmi.
Ricorda infatti che, a far data dalla legge di bilancio 2025-2027, è stato istituito il nuovo «Programma 10» che riguarda le attività di: pianificazione generale, direzione e coordinamento di vertice dell'area tecnico-industriale; promozione e coordinamento della ricerca tecnologica nel settore della difesa; ammodernamento, rinnovamento e sostegno delle capacità dello Strumento Militare; formazione, aggiornamento, specializzazione e qualificazione del personale dell'Area interforze tecnico-industriale; approvvigionamenti comuni e sostegno logistico e supporto territoriale delle Forze Armate e dell'area tecnico-industriale; gestione e assistenza del personale dell'Area interforze tecnico-industriale.
Segnala, analizzando le spese di competenza definitive delle 3 missioni, segnala che la missione 5 «Difesa e sicurezza del territorio» (33.586,1 milioni di euro) è quella che assorbe quasi totalmente il complesso delle spese totali del Ministero stesso (94,56 per cento). Tale missione ha registrato un aumento pari a circa 4,1 miliardi di euro. Al suo interno, il programma che registra il maggiore incremento è il 5.10 che fa riferimento ai programmi di ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, ricerca, innovazione tecnologica, sperimentazione e procurement militare; seguito dal programma 5.2 – Approntamento e impiego delle forze terrestri (che fa riferimento alle spese per le attività di addestramento, mantenimento in efficienza operativa e impiego operativo dell'Esercito italiano (EI)), seguito a sua volta dal programma 5.1 – Approntamento e impiegoPag. 71 Carabinieri per la difesa e la sicurezza (che riguarda le spese relative al complesso delle attività di addestramento, mantenimento in efficienza operativa e impiego operativo dell'Arma dei Carabinieri, escluse le esigenze direttamente riguardanti la componente forestale, che gravano sul programma della missione 18). La missione 18 «Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente» (destinata, come accennato, alle esigenze della componente del Corpo forestale confluita nell'Arma) ha registrato una variazione pari a 44,6 milioni di euro, mentre la missione 32 «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche» è diminuita di 0,5 milioni di euro.
In relazione ai residui totali della Difesa, sottolinea che, alla data del 31 dicembre 2025 i medesimi risultano diminuiti di 185,0 milioni rispetto a quelli presenti al 1° gennaio 2025, passando da 2.687,6 milioni di euro di inizio esercizio ai 2.502,6 milioni di euro di fine esercizio; variazione imputabile totalmente alle spese in conto capitale.
Segnala, da ultimo, che ulteriori stanziamenti che hanno interessato la difesa nel 2025, essendo presenti nei rendiconti dei seguenti ministeri: Ministero dell'economia e delle finanze, Fondo per le missioni internazionali, (programma 5.8 – Missioni internazionali – cap. 3006 del Conto consuntivo per capitoli del MEF), che presenta uno stanziamento iniziale di competenza pari a 1.465,0 milioni di euro e uno stanziamento definitivo pari a 11,4 milioni di euro a seguito del riparto del Fondo a favore delle Amministrazioni interessate; nonché Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), poiché le risorse correlate alla Difesa sono appostate anche nel bilancio MIMIT sui capitoli 7419, 7420, 7421, 7423 e 7485. Tuttavia nel bilancio integrato difesa 2024 e nel bilancio integrato difesa in chiave NATO 2024, si fa riferimento alle sole risorse appostate nel bilancio MIMIT sui capitoli 7419, 7420, 7421 e 7485, ora ricondotte al programma 14 «Interventi in materia di difesa nazionale» della missione 11 (Competitività e sviluppo delle imprese): il capitolo 7419, sul quale gravano le spese necessarie alla conduzione del programma di ammodernamento della flotta navale (con 696,4 milioni di stanziamento iniziale e a consuntivo; in crescita del 78.8 per cento circa rispetto allo stanziamento definitivo 2024, pari a 389,4 milioni); il capitolo 7420, sul quale sono state impegnate le somme per i programmi Forza NEC 3a e 4a fase, M346, T345, HH101Combat SAR 3a e 4a fase (con circa 71,7 milioni di stanziamento iniziale e a consuntivo; dato in linea con lo stanziamento finale 2024, pari a 71,4 milioni); il capitolo 7421, per la parte che riguarda principalmente il settore aeronautico, sul quale sono stati assunti impegni per i programmi Forza NEC 1^ e 2^ fase, HH101 Combat SAR 1a e 2a fase, SI.CO.TE, Eurofighter, Tornado, Elicotteri medi NH90 (con 1.160,1 milioni di stanziamento iniziale e a consuntivo; in sensibile aumento rispetto ai 778 milioni di stanziamento definitivo 2024 (+49,1 per cento); il capitolo 7485, con impegni complessivi i programmi FREMM, VBM, FSAF B1NT, Futuro Elicottero esplorazione e scorta EES, Blindo Centauro (con stanziamenti iniziali di 1.038,7 milioni e finali di 1.048,2 milioni, in crescita di circa il 60 per cento rispetto ai 628,5 milioni di stanziamento definitivo 2024; nonché alcuni interventi collocati anche nel capitolo 7423, relativo agli interventi nei settori industriali ad alta tecnologia (con 334,5 milioni di stanziamenti iniziali e 362,5 milioni di stanziamenti finali).
Quanto alla relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'anno finanziario 2025, in relazione ai profili di competenza della Difesa, in estrema sintesi, rileva che esso contiene, tra l'altro, le seguenti osservazioni. Per quanto riguarda le spese complessive, gli stanziamenti definitivi di competenza del Ministero della difesa si attestano, nel 2025, a 35,1 miliardi di euro, con un incremento dell'11,8 per cento rispetto ai 31,4 miliardi del 2024, consolidando il trend espansivo degli ultimi esercizi. Nel 2024 l'aumento era stato pari al 4,4 per cento sul 2023; nel 2023 a quasi l'1,9 per cento; nel 2022 al 7,5 per cento rispetto all'anno precedente; nel 2021 al 7,3 per Pag. 72cento in confronto al 2021. Nella Nota integrativa alla legge di bilancio 2026-2028, il Ministero della difesa ha rappresentato la necessità, alla luce del mutato scenario geopolitico internazionale, di proseguire nel definitivo superamento delle misure di contrazione dei volumi organici introdotte dalla legge n. 244 del 2012, così da ricondurre le dotazioni del personale militare delle Forze armate, con esclusione dell'Arma dei carabinieri e del Corpo delle capitanerie di porto, a livelli quantitativamente e qualitativamente idonei a garantire il pieno assolvimento dei compiti istituzionali. In particolare, con il decreto legislativo 23 novembre 2023, n. 185, il Codice dell'ordinamento militare è stato aggiornato, riconfigurando in 160.000 unità le dotazioni organiche complessive delle tre Forze armate. Per quanto concerne i fondi di interesse della Difesa allocati in altri Ministeri, la relazione riporta che, con riferimento ai programmi caratterizzati da una rilevante componente di ricerca e sviluppo in settori ad alta valenza tecnologica e industriale, in cui il mantenimento di capacità risulta di elevato interesse nazionale per i correlati ritorni in termini di competitività e crescita industriale, commercio con l'estero, nonché per l'operatività dello Strumento militare, occorre ricordare che le risorse della Difesa destinate agli investimenti sono integrate dal Ministero delle imprese e del Made in Italy (MIMIT), che sostiene con il proprio bilancio specifici programmi per la difesa e la sicurezza nazionale, gestiti dalla stessa Difesa. Per quanto riguarda, invece, il rapporto stimato tra il budget Difesa e il Pil, la relazione riporta che, come calcolato in chiave NATO, secondo i dati aggiornati di cui al Secretary General Annual Report 2025, l'Italia nel 2025 ha raggiunto l'obiettivo del 2 per cento, per attestarsi su un valore stimato del 2,01. Viene poi posta l'attenzione vertice NATO dell'Aia del 24-25 giugno 2025, in cui i rappresentanti dei 32 Paesi membri hanno deciso di aumentare la spesa per la difesa al 5 per cento del Pil entro il 2035, di cui almeno un 3,5 per cento per spese per la difesa nell'attuale definizione, «core military spending» (in aumento rispetto al 2 per centro precedentemente fissato), e fino all'1,5 per cento per «defence and security-related spending». La Corte, nel rinviare a quanto più volte evidenziato, ribadisce che i diversi metodi di definizione dell'ammontare complessivo della spesa difesa, in relazione ai diversi obiettivi perseguiti in ambito nazionale, unionale e internazionale, richiedono una lettura armonizzata tra i diversi ambiti, che comprenda anche i fenomeni in corso di gestione. Nel ricordare la rilevanza dell'European Peace Facility (EPF), la relazione evidenzia come, nel 2025, la quota di partecipazione dell'Italia è ulteriormente aumentata sino a 461 milioni di stanziamento definito (+20,93), mentre, nel 2026, il capitolo ha raggiunto allo stato attuale uno stanziamento di 537 milioni, con un incremento del 16,46 per cento rispetto al contributo versato nel 2025.
Con riferimento al disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, osserva che la legge di bilancio 2026-2028 (legge n. 199 del 2025) autorizza, per lo stato di previsione del Ministero della difesa, spese finali, in termini di competenza, pari a 32.415,8 milioni di euro nel 2026. La consistenza dei residui presunti al 1° gennaio 2026, risulta, nel progetto di bilancio presentato al Parlamento, di 1.894,9 milioni di euro, di cui 174,7 per la parte corrente e 1.720,1 per la parte in conto capitale.
Sottolinea come il disegno di legge per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026 interviene sulle previsioni iniziali, sia per l'incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2026 (1.175,3 milioni di euro per competenza e per cassa), che hanno già prodotto i loro effetti sulle poste di bilancio, sia per le variazioni contenute nel disegno di legge in esame (126,8 milioni di euro per competenza e 221,9 milioni di euro per cassa). Le variazioni proposte alle previsioni di competenza sono correlate alle effettive esigenze di gestione e tengono conto della situazione della finanza pubblica; l'adeguamento delle autorizzazioni di cassa consegue invece all'accertata consistenzaPag. 73 dei residui e alle variazioni proposte per la competenza, nonché alla valutazione delle concrete capacità operative dell'Amministrazione.
In particolare, fa presente come la variazione proposta con il disegno di legge per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, pari a 126,8 milioni di euro, sia dovuta per 60,8 milioni alla variazione della missione «Difesa e sicurezza del territorio» e per 65,9 milioni alla variazione della missione «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche». Le autorizzazioni iniziali di cassa, pari a 32.471,9 milioni di euro si assestano in 33.869,0 milioni di euro (+1.397,1 milioni), e le previsioni iniziali per i residui, pari a 1.894,9 milioni si assestano in 2.502,6 milioni (+607,8 milioni di euro). Rinvia, per il dettaglio di tali variazioni, alle tabelle contenute nel dossier predisposto dagli Uffici.
Da ultimo, fa presente come le previsioni per il bilancio 2026 per competenza, pari a 32.415,8 milioni di euro, vengano ad assestarsi in 33.717,8 milioni di euro, con una variazione complessiva in aumento di 1.302,0 milioni.
Monica CIABURRO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, invita il relatore, onorevole Malaguti, a illustrare le sue proposte di relazione sul disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e sul disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero della difesa (Tabella n. 12).
Mauro MALAGUTI (FDI), relatore, formula una proposta di relazione favorevole sul disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 (vedi allegato 1) e una proposta di relazione favorevole sul disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero della difesa (Tabella n. 12) (vedi allegato 2).
Arnaldo LOMUTI (M5S) preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo sulle proposte di relazione favorevole formulate dal relatore sul disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e sul disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, approva le proposte di relazione formulate dal relatore con riferimento al disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 (vedi allegato 1) e al disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero della difesa (Tabella n. 12) (vedi allegato 2).
Delibera, altresì, di nominare il relatore, onorevole Malaguti, quale relatore presso la V Commissione.
Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici.
C. 2577 Governo ed abb.
(Parere alla X Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Gloria SACCANI JOTTI (FI-PPE), relatrice, fa presente, in primo luogo, che il disegno di legge C. 2577, recante delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici, cui è abbinata la proposta di legge C. 1778, si compone di quattro articoli.
Evidenzia come il disegno di legge rientri tra quelli che il Governo ha individuato Pag. 74come collegati alla manovra di finanza pubblica per il 2026-2028.
Segnala in particolare, per quanto concerne le competenze della Commissione Difesa, l'articolo 1, comma 1, lettera b).
Osserva come l'articolo 1 conferisca al Governo la delega per riformare, entro dodici mesi, l'istituto dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, con l'obiettivo di innovare, razionalizzare e semplificare la normativa vigente. Ai sensi del comma 1 la delega è attribuita per il rinnovo organico della disciplina dell'amministrazione straordinaria di imprese di dimensioni rilevanti o a quelle operanti in settori di rilevanza strategica.
Fa presente che l'articolo 1, comma 1, lettera b), dispone che la nuova disciplina da emanarsi è rivolta alle imprese in crisi, tra le quali, quelle che svolgono le attività di rilevanza strategica di cui agli articoli 1 e 1-bis del decreto-legge n. 21 del 2012, nonché imprese che detengono le reti e gli impianti di rilevanza strategica di cui all'articolo 2 del medesimo decreto-legge, e che superano determinate soglie dimensionali, definite in relazione al numero di lavoratori impiegati. In dettaglio, quindi, la norma è destinata a regolare le ipotesi di crisi anche di quelle imprese che svolgono attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e di sicurezza nazionale ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge n. 21 del 2012.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 3).
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dalla relatrice.
La seduta termina alle 13.40.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Martedì 21 luglio 2026.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.40 alle 13.45.