INTERROGAZIONI
Martedì 21 luglio 2026. — Presidenza del presidente Salvatore DEIDDA. – Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Tullio Ferrante.
La seduta comincia alle 13.15.
Pag. 129Salvatore DEIDDA, presidente, avverte che il gruppo PD-IDP ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
5-05500 Iaria: Iniziative per garantire criteri trasparenti nella programmazione degli interventi di accessibilità delle stazioni ferroviarie.
Il sottosegretario Tullio FERRANTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Antonino IARIA (M5S), replicando, premette di non voler discutere sulla complessità degli interventi di manutenzione richiesti, rammentando peraltro che gli ascensori della stazione ferroviaria di Trecate sono rimasti bloccati dal 2022.
Sottolinea, invece, che l'aspetto preoccupante consiste nel fatto che l'iter sarebbe stato sbloccato per diretto interessamento di un esponente di Fratelli d'Italia presso i vertici nazionali di RFI, l'onorevole Nastri.
Ravvisa in questa vicenda, che a suo dire sarebbe stata cavalcata in un contesto elettorale dal centro-destra, profili di particolare gravità, in quanto lesivi della stessa autorevolezza del Ministero, anche sotto il profilo procedurale.
Ritiene, pertanto, che sia opportuno che gli investimenti di RFI si focalizzino sugli interventi di manutenzione ordinaria, piuttosto che verso la realizzazione di opere «manifesto», molto spesso destinate alla non realizzazione, come ritiene sia avvenuto nel caso della vicenda della realizzazione del ponte sullo stretto di Messina.
5-05571 Ghirra: Iniziative in materia di continuità territoriale marittima con la Sardegna.
Il sottosegretario Tullio FERRANTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Francesca GHIRRA (AVS), collegata in videoconferenza, replicando, si dichiara insoddisfatta e delusa dalla risposta del Governo, che conferma le preoccupazioni sollevate da Regioni, enti territoriali e associazioni di categoria sulla efficacia dei bandi per l'affidamento in concessione dei servizi pubblici di trasporto marittimo di passeggeri, veicoli e merci con la regione Sardegna e fra le isole maggiori. Nello specifico, tali bandi appaiono persino peggiorativi rispetto a quelli precedenti, che già avevano fatto emergere situazioni di criticità.
Rileva, inoltre, come, non essendosi risolte tali carenze, particolarmente rilevanti durante il periodo estivo, si stiano determinando costi insostenibili sia per i cittadini che per le imprese; particolarmente penalizzate risultano le aziende sarde che si occupano del trasporto degli animali vivi, i cui costi risultano tre volte superiori a quelli delle aziende concorrenti, ma difficoltà si registrano in genere a carico di chiunque lavori in Sardegna e abbia necessità di recarsi nel resto del territorio nazionale, sia per l'acquisto dei biglietti, che per la conseguente dilatazione dei tempi di viaggio.
Si tratta, a suo avviso, di una palese violazione del principio costituzionale di insularità, che mira a ridurre i divari tra le isole e continente.
Esprimendo apprezzamento per la scelta di non trasferire sull'utenza, sia per il trasporto dei passeggeri che per quello delle merci, gli oneri derivanti dall'applicazione del sistema europeo ETS, auspica che l'istituzione di uno specifico tavolo tecnico tra il Ministero e la Regione autonoma della Sardegna possa produrre risultati atti a garantire un sistema di collegamenti marittimi più rispondente alle esigenze dei cittadini e del tessuto produttivo dell'isola.
5-05576 Deidda: Iniziative per il potenziamento della rete ferroviaria della Sardegna.
Il sottosegretario Tullio FERRANTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Salvatore DEIDDA, presidente, replicando, ringrazia il sottosegretario per i chiarimenti forniti, dichiarandosi soddisfatto della risposta del Governo, rilevando Pag. 130come nell'elenco dei progetti relativi alla regione Sardegna sia indicata, fra le altre priorità, la velocizzazione della tratta San Gavino-Sassari-Olbia, problematica assai risalente, e a cui l'Esecutivo sta dando finalmente attuazione.
Come dimostrano anche i nuovi progetti, fra cui quello relativo al collegamento Nuoro-Abbasanta, si è in presenza, a suo avviso, di una chiara inversione di tendenza rispetto ai Governi precedenti, mai andati oltre rispetto alla mera indicazione di un elenco di interventi da realizzare.
Auspica, quindi, che la recente adozione a livello di Unione europea, su impulso del Vicepresidente Fitto, di due strategie dedicate – una per le isole e una per le comunità costiere – possa liberare ulteriori risorse per finanziare il potenziamento della rete ferroviaria della Sardegna, anche mediante l'utilizzo dei fondi BEI.
Propone infine di avviare una riflessione sulla possibilità di promuovere l'uso di carburanti alternativi come il biogasolio, che potrebbe consentire di ridurre i costi di elettrificazione della rete stessa.
5-05584 Pastorella: Iniziative per la sicurezza e il rilancio della stazione ferroviaria di Milano Certosa.
Il sottosegretario Tullio FERRANTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).
Giulia PASTORELLA (AZ-PER-RE), replicando, ringrazia in premessa il sottosegretario per aver riconosciuto che quelli relativi alla riqualificazione e alla sicurezza delle stazioni sono temi di competenza nazionale, rilevando come i colleghi dell'opposizione della Giunta Sala abbiano, invece, ricondotto le relative responsabilità a livello locale, ovvero a livello di città e municipi. Sotto questo profilo, rammenta che il Municipio 8, nel cui ambito territoriale è ubicata la stazione di Certosa, sta effettuando insieme al Comune dei progetti di riqualificazione, ma ribadisce che garantire la sicurezza della stazione non possa non rientrare fra i compiti del Governo e delle istituzioni nazionali.
Ravvisa alcune contraddizioni fra le dichiarazioni rese circa un presunto miglioramento della situazione e la situazione fattuale, specie relativa ai controlli straordinari, ricordando come, in tempi recenti, lo stesso Presidente della Regione Lombardia Fontana abbia lamentato la mancata assegnazione di ulteriori agenti, senza la quale, a suo avviso, sarebbe complesso assicurare simili controlli.
Auspica, inoltre, che emergano miglioramenti rispetto al passato dal nuovo piano sulla videosorveglianza, che dovrebbe essere completato entro la fine del 2026.
Contesta, infine, il fatto che i dati più recenti possano definirsi completamente «incoraggianti», specie laddove si affermi che nel primo semestre del 2026 sarebbe avvenuta soltanto una rapina: rammenta, a tal proposito, l'omicidio, avvenuto nel mese di maggio, del giovane Gianluca Ibarra Silvera, per mano di una banda di giovani, che è stato peraltro la ragione ispiratrice dell'interrogazione.
Non contestando una volontà comune in questa direzione, auspica, pertanto, che le promesse formulate in sede di risposta trovino effettiva attuazione, prevedendo maggiori risorse per riqualificare la stazione, assegnando maggiore personale per la vigilanza, rendendo più efficace il sistema di videosorveglianza; osserva, infatti, che non è la mera sicurezza in sé, ma la stessa percezione del livello di sicurezza, a incidere sulla fiducia dei cittadini nello Stato, contribuendo ad evitare fenomeni di giustizia fai da te e la sfiducia nelle forze dell'ordine.
5-05611 Ghio: Iniziative per il completamento del raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese.
Il sottosegretario Tullio FERRANTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).
Valentina GHIO (PD-IDP), replicando, ringrazia il sottosegretario della risposta, della quale si dichiara, però, insoddisfatta. Ritiene, infatti, che, riguardo agli sviluppi relativi alla linea ferroviaria Pontremolese, non vi siano stati miglioramenti rispetto Pag. 131alle precedenti interrogazioni, nonostante le sollecitazioni effettuate negli ultimi quattro anni.
Condivide il fatto che l'investimento relativo a tale tratta abbia un valore strategico non limitato soltanto allo sviluppo del porto di La Spezia, e quindi a quello della Liguria, ma anche a quello delle limitrofe regioni Toscana e Emilia Romagna; ciononostante, come rileva dal tenore della risposta, ravvisa una situazione di stallo, che a suo avviso riguarderebbe non solo la seconda tratta, sulla quale concorda vi siano significativi elementi di complessità, anche di natura finanziaria, ma anche il tratto Parma-Vicofertile, per il quale non sono stati ancora stanziati i 156 milioni mancanti per assicurare la copertura finanziaria dell'opera, che consentirebbero l'immediato avvio dei lavori. Tale situazione appare tanto più sorprendente tenendo conto del fatto che la cifra appare minimale, rispetto a un pacchetto complessivo del valore di ben 2 miliardi di euro di investimenti programmati dal Gruppo RFI, e che la tratta non presenta di per sé particolari problematiche.
Ritiene, pertanto, che tale significativo ritardo strida con la dichiarazione, pur condivisa, di strategicità di un'opera pure così importante per tutto il sistema logistico del Paese.
Salvatore DEIDDA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La seduta termina alle 14.
SEDE CONSULTIVA
Martedì 21 luglio 2026. — Presidenza del presidente Salvatore DEIDDA. – Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Tullio Ferrante.
La seduta comincia alle 14.
Salvatore DEIDDA, presidente, avverte che il gruppo PD-IDP ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 3: Stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (limitatamente alle parti di competenza).
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).
La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.
Salvatore DEIDDA, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e il disegno di legge C. 3006, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento, limitatamente alle parti di competenza della Commissione, agli stati di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella 2), del Ministero delle imprese e del made in Italy (Tabella 3) e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Tabella 10).
Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle proposte emendative presentate nonché a quello delle relazioni predisposte dalla relatrice Pag. 132con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l'entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
È considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale.
Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricorda che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi, in quanto tali privi di compensazione finanziaria, riferiti alle predette parti di competenza.
Tutte le citate tipologie di emendamenti possono essere altresì presentate anche direttamente presso la Commissione Bilancio.
Gli emendamenti approvati durante l'esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione Bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un loro successivo esame, quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione Bilancio, anche al solo fine di permetterne la ripresentazione in Assemblea.
Sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione Bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la medesima Commissione sono da quest'ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio entrano a far parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell'esame in Assemblea.
L'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può Pag. 133anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione Bilancio.
Ricorda, infine, che il termine per la presentazione di emendamenti è fissato alle ore 17.30 della giornata odierna.
Maria Paola BOSCAINI (FI-PPE), relatrice, in via preliminare, rammenta che l'articolo 81 della Costituzione affida alle Camere l'approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi. Ciò che comunemente si definisce «legge di bilancio» costituisce, sul piano contabile, un documento di previsione; il rendiconto, viceversa, è il consuntivo, che attesta non già le spese programmate bensì quelle effettivamente sostenute. Evidenzia che, per questa ragione, il rendiconto è qualificato come legge in senso soltanto formale: esso fotografa un dato storico, cioè l'andamento della spesa pubblica dell'anno trascorso, che, per definizione, non è modificabile.
Fa presente che l'assestamento, invece, ha natura anche sostanziale. Infatti, poiché la legge di bilancio è approvata entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello di riferimento, essa non può tenere conto dell'effettiva evoluzione della gestione; in corso d'esercizio si provvede dunque ad adeguare le previsioni alla realtà dei fatti accertati – segnatamente alla consistenza dei residui risultante dal rendiconto dell'anno scaduto – e a recepire gli effetti dei provvedimenti legislativi di spesa nel frattempo intervenuti. Entro determinati limiti, pertanto, la legge di assestamento è emendabile.
Sul piano dei risultati complessivi, ricorda che il Rendiconto 2025 espone un saldo netto da finanziare pari a circa 119,8 miliardi di euro e un ricorso al mercato di circa 387,8 miliardi, entrambi migliori delle previsioni e contenuti nei limiti autorizzati dalla legge di bilancio, con un risparmio pubblico positivo di circa 29,7 miliardi. Per l'assestamento 2026, le variazioni proposte risultano neutrali sull'indebitamento netto, in quanto le maggiori spese sono compensate da maggiori entrate.
Per quanto concerne i profili di diretto interesse della IX Commissione, segnala, anzitutto, le risorse afferenti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Tabella 10), cui fanno capo in via prevalente le risorse di interesse della Commissione, con particolare riguardo alla Missione 13 «Diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto» – incentrata sul trasporto pubblico locale, sull'autotrasporto e sull'intermodalità, sugli interventi di messa in sicurezza dei sistemi ferroviari e della mobilità stradale, sullo sviluppo e sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo e delle vie d'acqua interne, nonché sul trasporto aereo – e alla Missione 7 «Ordine pubblico e sicurezza», limitatamente al programma 7.7 «Sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste». Ricorda che la spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è in realtà articolata su cinque missioni e quattordici programmi, ma il 90 per cento della spesa si concentra sulla Missione 13, di interesse per la IX Commissione, e la Missione 14 «Infrastrutture pubbliche e logistica», di interesse della VIII Commissione Ambiente, ad eccezione del programma 14.11, relativo alle ciclovie turistiche e sicurezza della ciclabilità, di competenza della IX Commissione.
Con riferimento al Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella 2), segnala gli stanziamenti del programma 13.8 «Sostegno allo sviluppo del trasporto», riferito agli investimenti ferroviari connessi alla partecipazione del Tesoro nel capitale di RFI, e del programma 15.3 «Servizi postali», comprensivo dell'onere del servizio universale postale.
Riguardo al Ministero delle imprese e del made in Italy (Tabella 3), rientra nelle competenze della IX Commissione l'intera Missione 15 «Comunicazioni» ed il programma 17.18, dedicato alla ricerca e all'innovazione per lo sviluppo delle comunicazioni.
Con particolare riferimento al rendiconto per il 2025, fa presente che le spese finali del Ministero delle infrastrutture e Pag. 134dei trasporti risultano a consuntivo pari a circa 17.970,7 milioni di euro in conto competenza – corrispondenti a circa il 2 per cento delle spese complessive del bilancio dello Stato – a fronte di previsioni definitive per 18.285 milioni.
Con riferimento alle missioni di esclusivo interesse della IX Commissione, segnala che la Missione 13 reca, per la parte relativa al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, una spesa complessiva di circa 10.717,7 milioni di euro. Il programma 7.7, affidato alle Capitanerie di porto – Guardia costiera, registra una spesa complessiva di esercizio pari a circa 1.035,7 milioni, in aumento di circa 100,8 milioni rispetto al 2024.
Rileva, altresì, che nell'ambito della Missione 13 la voce più consistente per la parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è costituita dal programma 13.6, relativo alla mobilità locale, che reca previsioni definitive per circa 7,9 miliardi, a fronte dei quali sono stati effettuati pagamenti per 5 miliardi e assunti impegni vincolanti per ulteriori 3 miliardi, per un totale di spesa a rendiconto in linea con le previsioni. Di tali risorse, 5,4 miliardi sono destinati all'azione «concorso dello Stato al trasporto pubblico locale» e circa 1,75 miliardi all'azione «interventi a favore delle linee metropolitane».
Osserva che la seconda voce per importanza della Missione 13 è iscritta nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze: si tratta del programma 13.8, relativo agli investimenti ferroviari, che reca una spesa a consuntivo di 8.655,3 milioni di euro, quasi interamente impegnata (99,9 per cento) e in linea con le previsioni definitive.
Considerando congiuntamente le due componenti, sottolinea che la Missione 13 complessiva (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Ministero dell'economia e delle finanze) reca una previsione finale 2025 di 19.531,6 milioni di euro, con un pagato effettivo di circa 14.999,6 milioni e impegni vincolanti per ulteriori 4.373,3 milioni, per un totale di spesa a rendiconto di 19.373 milioni; considerando anche la Missione 7, il totale di spesa a rendiconto riferibile ai dicasteri Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Ministero dell'economia e delle finanze di interesse della Commissione ammonta a circa 20.408,7 milioni di euro.
Evidenzia che sul Rendiconto 2025 si è pronunciata la Corte dei conti in sede di giudizio di parificazione. La relazione dà atto che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha potuto contare su una dotazione finanziaria in aumento del 5,9 per cento rispetto alle previsioni iniziali, mentre la variazione in diminuzione rispetto al 2024 (-12,9 per cento) è riconducibile al fisiologico esaurimento di alcune misure straordinarie di natura non ricorrente. Restano confermati i tratti qualificanti della spesa del Dicastero – la prevalenza delle risorse in conto capitale e la concentrazione nelle due missioni core, la Missione 13 con circa 10,8 miliardi (pari al 59,5 per cento degli stanziamenti) e la Missione 14 con circa 5,5 miliardi (oltre il 30 per cento) – a conferma della sua vocazione al sostegno degli investimenti. Sul piano gestionale, precisa che la capacità di impegno si è mantenuta stabile, in lieve incremento (dall'80,9 all'81,7 per cento), mentre la consistenza dei residui ha proseguito il percorso di riduzione, passando da 22,3 a 21,1 miliardi; la stessa Corte riconduce l'entità dei residui al ruolo centrale del Ministero nel comparto degli investimenti pubblici, segnalando i connessi profili di attenzione sul versante della programmazione e della gestione di cassa.
Quanto alle politiche sottostanti, rileva che un ruolo centrale è riconosciuto ai trasporti locali, ferroviari e marittimi. Per la mobilità locale restano prioritari il miglioramento della qualità del trasporto pubblico locale e l'efficientamento della mobilità urbana, mentre la revisione dei criteri di riparto delle risorse è tuttora in corso, in attesa della definizione dei livelli adeguati di servizio; sul trasporto rapido di massa i pagamenti sono cresciuti ed è stato istituito il Fondo unico per il potenziamento delle reti metropolitane e del trasporto rapido di massa, pur in presenza delle note tensioni sui prezzi delle materie prime che hanno inciso sui tempi di assorbimento delle risorse.Pag. 135 Nel settore ferroviario il monitoraggio si è concentrato sul contratto di programma con RFI, che prevede un portafoglio di 2.222 interventi per oltre 294 miliardi di costo complessivo, con risorse contrattualizzate per il 43 per cento e un avanzamento finanziario, a tutto il 2025, di 71,7 miliardi; risultano trainanti il Terzo Valico dei Giovi, la linea ferroviaria Lucca-Pistoia e l'implementazione del sistema ERTMS, mentre la contrazione dei pagamenti per investimenti a valere sul bilancio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (da 918,6 a poco più di 581 milioni) riflette la diversa fase attuativa di alcune opere, tra cui la linea ferroviaria Torino-Lione e le infrastrutture connesse alle Olimpiadi Milano-Cortina. Osserva, quindi, che nel comparto marittimo è proseguita l'attuazione del programma di potenziamento infrastrutturale dei porti e di rinnovo dei mezzi verso sistemi di propulsione a ridotte emissioni; nell'autotrasporto e nell'intermodalità sono continuati gli interventi per la guida sicura, il rinnovo del parco veicolare e lo sviluppo dello shift modale, mentre per la rete stradale e autostradale il fondo unico ANAS ha erogato 2,2 miliardi e l'aggiornamento del contratto di programma Ministero delle infrastrutture e dei trasporti-ANAS ha consentito un forte incremento della manutenzione straordinaria, e nell'edilizia statale la misura di contrasto al caro materiali (Fondo prosecuzione opere pubbliche) ha generato pagamenti per 1,6 miliardi.
Con particolare riferimento ai programmi di interesse della IX Commissione iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, fa presente che: il programma 13.8 «Sostegno allo sviluppo del trasporto», riferito principalmente al settore ferroviario, reca una spesa a consuntivo di 8.655,3 milioni di euro, con un pagato di 7.903,4 milioni e impegni da pagare per 751,9 milioni, a fronte di una previsione definitiva sostanzialmente analoga; il programma 15.3 «Servizi postali», nel quale è ricompreso l'onere del servizio universale postale, reca una spesa a consuntivo di 262,4 milioni di euro, interamente pagata; nel suo complesso, la Missione 15 «Comunicazioni», per la parte afferente al Ministero dell'economia e delle finanze, reca a rendiconto 476,4 milioni, anch'essi interamente pagati.
Per quanto concerne, infine, lo stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy, e in particolare i programmi di diretto interesse della Missione 15 «Comunicazioni», segnala che il programma di maggiore rilevanza economica è il 15.8 (servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali), che, a fronte di previsioni definitive 2025 per 488,1 milioni ha registrato pagamenti effettivi per 209,2 milioni e impegni vincolanti rimanenti per 272,8 milioni, per un totale di spesa a rendiconto di circa 482,0 milioni. Gli altri due programmi della missione – il 15.5, dedicato alla pianificazione e regolamentazione tecnica dello spettro radio, e il 15.9, relativo alle attività territoriali in materia di comunicazioni e alla vigilanza sui mercati e sui prodotti – recano a consuntivo importi più contenuti, nell'ordine, rispettivamente, di 16,9 e 46,6 milioni di euro. Evidenzia, inoltre, la rilevanza del programma 17.18 «Ricerca, innovazione, tecnologie e servizi per lo sviluppo delle comunicazioni e della società dell'informazione», della missione 17 «Ricerca e innovazione», che reca per il 2025 circa 10 milioni di euro, in sensibile riduzione rispetto ai 34,6 milioni del 2024.
Con riferimento al disegno di legge di assestamento per il 2026, sottolinea che lo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – approvato con la legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) – reca spese complessive per circa 18.547,3 milioni di euro in conto competenza e 19.872 milioni in conto cassa. Tali previsioni vengono assestate, rispettivamente, a 19.056,3 milioni in conto competenza – pari a circa l'1 per cento delle spese complessive dello Stato – e a 20.783 milioni in conto cassa, con una variazione della spesa di competenza, in valore assoluto, di circa +509 milioni di euro.
Relativamente ai residui presunti al 1° gennaio 2026, rileva che la previsione iniziale di 19,2 miliardi di euro viene assestata a circa 21 miliardi (+9 per cento circa), con Pag. 136una variazione in valore assoluto di circa 1,8 miliardi, motivata dall'esigenza di adeguare i residui presunti a quelli risultanti dal rendiconto 2025.
Ricorda che le differenze tra le previsioni della legge di bilancio e quelle assestate dipendono da due ordini di variazioni: quelle già intervenute per effetto di atti amministrativi nel periodo gennaio-maggio 2026 – di valore meramente ricognitivo – e quelle proposte con il disegno di legge di assestamento, sulle quali soltanto è chiamato a deliberare il Parlamento. Nel periodo indicato le variazioni per atti amministrativi ammontano complessivamente a +396,1 milioni di euro in conto competenza, mentre il disegno di legge propone variazioni in aumento per 112,9 milioni, quasi integralmente riferite a spese correnti. Sul piano generale, osserva che il saldo netto da finanziare assestato si attesta a circa 152,7 miliardi di euro, a fronte dei 154,3 miliardi previsti inizialmente.
Con particolare riferimento alle missioni di competenza della IX Commissione, evidenzia che la Missione 13, per la parte iscritta nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, vede uno stanziamento assestato di 10.198,6 milioni di euro, derivante da una variazione in aumento di circa 201 milioni per atti amministrativi e di circa 5,6 milioni proposta con il disegno di legge. A tale riguardo, segnala, in particolare, l'incremento di 6,6 milioni del programma 13.1 relativo alla mobilità stradale, che registra un incremento di 6,6 milioni in assestamento destinato prevalentemente alla trasformazione digitale dei servizi della motorizzazione e alla cyber-sicurezza; segnala, altresì, la riduzione di circa 1,9 milioni del programma relativo all'autotrasporto e all'intermodalità.
Con riferimento al programma 7.7 «Sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», osserva che la previsione assestata 2026 si attesta a circa 1.030 milioni di euro, in aumento di circa 33 milioni rispetto alla legge di bilancio, di cui circa 29,3 milioni per atti amministrativi e circa 3,5 milioni proposti con l'assestamento per maggiori spese correnti.
Pertanto, complessivamente, le due missioni di interesse della IX Commissione Trasporti passano da 10.989,2 milioni della legge di bilancio a 11.228,6 milioni in assestamento.
Illustrando sinteticamente i programmi di competenza della Commissione afferenti al Ministero dell'economia e delle finanze, richiama, in primo luogo, il programma 13.8 «Sostegno allo sviluppo del trasporto», che reca uno stanziamento iniziale di 4.501,1 milioni di euro in conto competenza, sul quale il disegno di legge non propone variazioni, né si registrano variazioni per atti amministrativi. Segnala peraltro che, sul principale capitolo di spesa – il capitolo 7122, relativo ai contributi in conto capitale a Ferrovie dello Stato S.p.A., pari a 2.880,6 milioni – il disegno di legge propone numerose variazioni sui piani gestionali a saldo invariato in conto competenza (le variazioni si compensano tra loro), mentre sui residui è proposta una variazione complessiva di +538,4 milioni. Quanto alla Missione 15 «Comunicazioni», rileva che, per la parte afferente al Ministero dell'economia e delle finanze, la previsione iniziale di 609,2 milioni è assestata a 619,2 milioni, per effetto di variazioni proposte per 10 milioni riferite al programma 15.4 «Sostegno al pluralismo dell'informazione» (che passa da 346,8 a 356,8 milioni), mentre il programma 15.3 «Servizi postali» è confermato a 262,4 milioni, senza variazioni.
Per quanto concerne, infine, il Ministero delle imprese e del made in Italy, osserva che la Missione 15 «Comunicazioni» reca uno stanziamento assestato di 348,1 milioni di euro, in aumento di circa 1 milione rispetto ai 347,1 milioni della legge di bilancio 2026, per effetto di variazioni per atti amministrativi (circa 0,9 milioni) e di una modifica di circa 20 mila euro proposta con il disegno di legge sul programma 15.8 «Servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali», che passa da 287,0 a 287,4 milioni. Gli altri programmi recano stanziamenti assestati di 12,2 milioni (programma 15.5) e di 48,5 milioni (programma 15.9), mentre il programma Pag. 13717.18 si attesta a 11,7 milioni; per tutti, le variazioni derivano da atti amministrativi.
Rinvia, per ogni ulteriore dettaglio e approfondimento, alla documentazione predisposta dagli uffici.
Salvatore DEIDDA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge di assestamento 2026 è fissato alle ore 17.30 della giornata odierna.
Rinvia quindi il seguito dell'esame congiunto ad altra seduta.
Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici.
C. 2577 Governo e abb.
(Parere alla X Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Andrea DARA (LEGA), relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere, per i profili di competenza, alla Commissione Attività produttive, sul disegno di legge recante «Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici» (C. 2577 Governo e abb.), come risultante dalle proposte emendative approvate nel corso dell'esame in sede referente.
Premette che il provvedimento, composto da quattro articoli suddivisi in due capi, è collegato alla manovra di finanza pubblica, secondo quanto previsto dal Documento programmatico di finanza pubblica che il Governo ha presentato alle Camere il 2 ottobre 2025.
Si sofferma, quindi, sui profili di interesse della IX Commissione, che appaiono piuttosto limitati, rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici per ulteriori approfondimenti.
Passando al contenuto del provvedimento, fa presente che l'articolo 1 conferisce al Governo la delega per riformare, entro dodici mesi, l'istituto dell'amministrazione straordinaria di alcune categorie di imprese, con l'obiettivo di innovare, razionalizzare e semplificare la normativa vigente. Si prevede, altresì, l'abrogazione della disciplina esistente sull'amministrazione straordinaria, nonché l'introduzione delle necessarie disposizioni penali.
In particolare, la nuova disciplina da emanarsi è rivolta, oltre che alle imprese che superano determinate soglie dimensionali (comma 1, lettera a)), alle imprese che svolgono le attività di rilevanza strategica (comma 1, lettera b)). Tra queste ultime vengono richiamate le imprese che svolgono servizi di comunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G, basati sulla tecnologia cloud e altri attivi, nonché le imprese che detengono le reti e gli impianti di rilevanza strategica nei settori dei trasporti e delle comunicazioni (articoli 1-bis e 2 del decreto-legge n. 21 del 2012).
Nel dettaglio, segnala che l'articolo 2 stabilisce i principi e criteri direttivi cui il Governo deve attenersi nell'esercizio della delega legislativa relativa alle imprese di grandi dimensioni o a quelle operanti in settori di rilevanza strategica richiamate che versino in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, quando sia ragionevolmente perseguibile il risanamento. I principi e criteri direttivi prevedono l'istituzione di una sezione speciale di esperti con comprovata esperienza nelle crisi di grandi imprese presso le Camere di commercio, tenuti a mantenere costantemente informato il Ministero circa l'andamento della procedura di composizione negoziata della crisi. È inoltre affidato al Governo il compito di definire le modalità di accesso delle imprese interessate a misure pubbliche di sostegno, così da accompagnare e rafforzare i processi di risanamento aziendale.
Osserva che l'articolo 3 individua, invece, i principi e criteri direttivi per l'esercizio della delega legislativa concernente la riforma dell'amministrazione straordinaria delle imprese rientranti nelle categorie richiamate che versino in stato di insolvenza. Tali principi e criteri sono volti a semplificare il quadro normativo attuale, garantendoPag. 138 maggiore celerità ed efficienza e attribuendo un ruolo centrale al Ministero delle imprese e del made in Italy, cui sono riconosciuti poteri di vigilanza, di nomina dei commissari straordinari e di gestione dei programmi di risanamento o cessione.
Salvatore DEIDDA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.05.