SEDE CONSULTIVA
Martedì 21 luglio 2026. — Presidenza della vicepresidente Maria Cristina CARETTA.
La seduta comincia alle 13.30.
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 13: Stato di previsione del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per l'anno finanziario 2026.
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).
La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.
Maria Cristina CARETTA, presidente avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge C.3005, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e il disegno di legge C.3006 recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Tabella 13).
Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle proposte emendative presentate nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge Pag. 163modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l'entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza e/o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
È considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale.
Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricordo che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi, in quanto tali privi di compensazione finanziaria, riferiti alle predette parti di competenza.
Tutte le citate tipologie di emendamenti possono essere altresì presentate anche direttamente presso la Commissione bilancio.
Gli emendamenti approvati durante l'esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un loro successivo esame, quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione bilancio, anche al solo fine di permetterne la ripresentazione in Assemblea.
Sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la medesima Commissione sono da quest'ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione bilancio entrano a far parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell'esame in Assemblea.
L'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione bilancio.
Chiede pertanto alla relatrice, onorevole Cavandoli, di illustrare i provvedimenti.
Laura CAVANDOLI (LEGA), relatrice, sottolinea innanzitutto che il Rendiconto generalePag. 164 dello Stato è lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica (anno finanziario), adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria. La disciplina del rendiconto è dettata dalla legge di contabilità e finanza pubblica, legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Venendo ai profili di competenza della Commissione Agricoltura, lo stato di previsione d'interesse è quello del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Tabella 13) contenuto nella legge di bilancio 2025 (legge n. 207 del 2024) che recava previsioni iniziali pari a 2.042,6 milioni di euro in termini di competenza (di cui 1.311,7 per spese correnti e 730,9 per spese in conto capitale) e 2.142,6 milioni di euro in termini di cassa.
A seguito della legge di assestamento (legge n. 142 del 2025) e delle variazioni intervenute per atto amministrativo in corso d'anno, il rendiconto del Ministero reca stanziamenti definitivi di competenza per complessivi 2.164,7 milioni di euro, di cui 1.362,8 milioni di euro per spese correnti e 801,9 milioni di euro per spese in conto capitale, in aumento del 6 per cento rispetto alle previsioni iniziali ma in diminuzione del 14,3 per cento rispetto al dato definitivo 2024 (2.526,9 milioni). Gli stanziamenti definitivi di cassa sono pari a 2.536,6 milioni.
Il totale degli impegni assunti dal Ministero in conto competenza risulta pari a 2.075,1 milioni di euro, corrispondenti al 95,9 per cento degli stanziamenti definitivi di competenza (2.164,7 milioni); il totale dei pagamenti effettuati nell'anno è pari, invece, a 2.181 milioni.
Il valore percentuale delle spese finali afferenti al Ministero dell'Agricoltura, sovranità alimentare e foreste su quelle riportate sul conto consuntivo delle Amministrazioni dello Stato sono, nel 2025, pari allo 0,23 per cento.
Il rendiconto analizza le spese del Dicastero agricolo nel 2025 distinguendo tra le 3 missioni in cui lo stesso si articola, con relativi 6 programmi di spesa sottesi.
Per quanto concerne i residui finali totali si registra una leggera diminuzione rispetto al precedente esercizio finanziario: 1.445,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025 (1601,5 milioni nel 2024). Il totale dei residui a fine 2025 deriva da quelli di nuova formazione annuale (pari a 399,8 milioni di euro) sommati ai residui derivanti da esercizi finanziari precedenti (1.045,8 milioni di euro). Nel rendiconto 2025, a fronte dei citati stanziamenti definitivi di competenza per 2.164,7 milioni di euro e di residui nella previsione definitiva pari a 1.601,5 milioni di euro, l'importo della massa spendibile (risultante dalla somma dei due valori) è di 3.766,1 milioni di euro. Il coefficiente di realizzazione – ovvero il rapporto tra autorizzazioni di cassa e massa spendibile – per il 2025 risulta essere del 67,4 per cento.
I pagamenti eseguiti in totale nel 2025 sono stati pari a 2.181 milioni di euro: si tratta della somma dei pagamenti effettuati in base agli stanziamenti di competenza (1.675,3 milioni di euro) e dei pagamenti effettuati per smaltimento dei residui (505,7 milioni di euro). Tali pagamenti totali rappresentano l'86 per cento delle autorizzazioni di cassa.
Il rapporto pagamenti/massa spendibile – pari all'57,9 per cento – è indice della capacità di spesa del Ministero dell'Agricoltura, sovranità alimentare e foreste.
Più in particolare, la missione 9 «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» (che da sola assorbe oltre il 95,2 per cento delle risorse assegnate al Ministero e costituisce lo 0,22 per cento del totale delle risorse del bilancio dello Stato), presenta stanziamenti definitivi di competenza 2025 pari a 2.060,3 milioni di euro, suddivisi nei seguenti programmi: Politiche europee ed internazionali e dello sviluppo rurale (9.2): 1.050,4 milioni di euro (48,5 per cento delle risorse totali); Vigilanza, prevenzione e repressione frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5): 97,8 milioni di euro (4,5 per cento delle risorse totali); Politiche competitive, della qualità agroalimentare, della pesca, dell'ippica e mezzi tecnici di produzione (9.6): 912,1 milioni di euro (42,1 per cento delle risorse totali);
La missione 32 «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche» cui fanno capo il programma «Indirizzo politicoPag. 165» e il programma «Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza» ha registrato stanziamenti definitivi di competenza per 45,8 milioni di euro.
La missione 18 «Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente» presenta stanziamenti definitivi di competenza 2025 pari a 58,5 milioni di euro.
Dall'analisi dei risultati della gestione, la Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei conti rileva: la diminuzione della massa impegnabile del Ministero pari a circa 2,44 miliardi di euro nel 2025 mentre assommava nel 2024 a 3,31 miliardi; impegni totali (competenza e residui) per 2,15 miliardi di euro (2,92 miliardi nel 2024), con una capacità complessiva di impegno dell'88,3 per cento, sostanzialmente stabile rispetto al precedente esercizio (88,4 per cento), e un lieve incremento della velocità di impegno (dall'86,3 all'88,2 per cento);una contrazione dei pagamenti totali: 2,18 miliardi di euro (in diminuzione del 6,7 per cento rispetto ai 2,34 miliardi del 2024), con una capacità di spesa che si attesta al 57,9 per cento (57,5 per cento nel 2024); una riduzione dei residui finali, pari a 1,44 miliardi di euro (-9,7 per cento rispetto agli 1,60 miliardi del 2024); un incremento delle economie complessive, che passano dai 128,2 milioni del 2024 ai 139,6 milioni del 2025.
Venendo al disegno di legge di assestamento, che, come è noto, consente un aggiornamento a metà esercizio degli stanziamenti del bilancio anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio precedente, la presente relazione – sottolinea – si sofferma sulle sole parti di competenza della Commissione Agricoltura contenute nella Tabella 13.
Per l'anno 2026, gli stanziamenti di spesa iniziali di competenza relativi allo stato di previsione della spesa del MASAF, iscritti a legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), ammontano a 1.758 milioni di euro.
Con il disegno di legge di assestamento, i residui vengono allineati a quelli risultanti al 31 dicembre 2025 dal Rendiconto generale dello Stato, tenuto conto delle eventuali variazioni compensative intervenute nel conto dei residui medesimi in relazione all'attuazione di particolari disposizioni legislative, e passano da 1455,2 milioni di euro presunti al 1° gennaio 2026 a 1.455,2 milioni di euro così come assestati, con una diminuzione di circa 9,6 milioni di euro.
Secondo quanto risulta dalla Nota illustrativa allo stato di previsione del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste contenuta nel disegno di legge di assestamento 2026 (Tabella 13), la variazione delle previsioni iniziali è ascrivibile ad un duplice ordine di fattori: le variazioni per atto amministrativo, che nel periodo gennaio-maggio 2026 sono state già introdotte in bilancio in forza di atti amministrativi; le proposte di variazioni avanzate con il disegno di legge di assestamento pari, complessivamente, a circa –0,8 milioni di euro in termini di cassa e competenza, (interamente sulla parte corrente) e a –9,6 milioni di euro in conto residui.
Gli stanziamenti assestati di competenza relativi al Ministero ammontano, quindi, a 1.772,8 milioni di euro, con una variazione in aumento di circa 14,8 milioni di euro.
Maria Cristina CARETTA, presidente, ricorda che il termine per la presentazione di emendamenti, per le parti di competenza della Commissione, è stato fissato alle ore 15 della giornata odierna. Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.35.
COMITATO DEI NOVE
Martedì 21 luglio 2026.
Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo.
Emendamenti C. 2670-A.
Il Comitato si è riunito dalle 14 alle 14.05.