COMITATO DEI NOVE
Mercoledì 29 luglio 2026.
Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo.
Emendamenti C. 2670-A.
Il Comitato si è riunito dalle 13 alle 13.05.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 29 luglio 2026. — Presidenza del presidente Mirco CARLONI, indi della vicepresidente Maria Cristina CARETTA. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste, Luigi D'Eramo.
La seduta comincia alle 13.05.
Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.
C. 2984, approvata dal Senato, C. 27 Brambilla, C. 54 Brambilla, C. 136 Bruzzone, C. 1002 Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, C. 1081 Bof, C. 1541 Brambilla, C. 1652 Sergio Costa, C. 1670 Brambilla, C. 1673 Zanella, C. 2047 Caramiello, C. 2162 Bruzzone, C. 2413 Caramiello, C. 2422 Zanella e C. 2799 Zanella.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviati, da ultimo, nella seduta del 28 luglio 2026.
Mirco CARLONI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri è stato dato conto delle inammissibilità riferite a talune delle proposte emendative presentate ed è stato fissato alle ore 10.30 della giornata odierna il termine per la presentazione di eventuali ricorsi avverso tali pronunce. Comunica che alla scadenza di detto termine non è risultato presentato alcun ricorso. Avverte, quindi, che il gruppo MoVimento 5 Stelle ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Pag. 160 Alessandro CARAMIELLO (M5S), intervenendo sul complesso delle proposte emendative presentate, sottolinea come il suo gruppo ha presentato più di un milione di proposte emendative per voler testimoniare la netta contrarietà sull'intervento prospettato dalla proposta di legge C.2984, approvata dal Senato. Difficilmente, rileva, si può dire che essa voglia solo aggiornare la legge n. 157 del 1992. Se questo fosse stato il vero intento, sarebbe stato imprescindibile coinvolgere, al pari di quanto avvenne durante l'iter di approvazione della legge n. 157, di svolgere un ampio confronto ampio con le realtà che rappresentano l'ambientalismo e i settori faunistici d'Italia.
Ricorda inoltre che nel 1992 quasi due milioni di persone possedevano una licenza di caccia, mentre ora tale dato è sceso a circa 500.000.
Evidenzia come tale proposta normativa rischi di far incorrere l'Italia in una procedura di infrazione per violazione delle direttive europee «Uccelli» e «Habitat». Evidenzia, inoltre, come l'attività di caccia comporti il forte rischio di inquinamento dell'ambiente attraverso il rilascio del piombo nelle zone umide.
Infine, sottolinea come questo provvedimento rischia di essere contrario all'articolo 9 che tutela l'ambiente come principio fondamentale.
Stigmatizza, infine, fortemente la norma che modifica la disciplina sui richiami vivi in quanto capace di determinare un incremento del loro utilizzo per l'attività di caccia.
Francesco Emilio BORRELLI (AVS), intervenendo sul complesso delle proposte emendative presentate, evidenzia in primo luogo come vi sia la necessità di studi scientifici imparziali e terzi, non ritenendo evidentemente tale la documentazione fornita, in particolare quella prodotta dall'Osservatorio dei cacciatori.
Evidenzia in particolare il rischio che l'approvazione di questa legge non sia soltanto inefficace ma finisca per essere paradossalmente dannosa per gli stessi agricoltori e i cacciatori; sottolinea infine come unanime sia il dissenso di tutte le associazioni ambientalistiche ed animaliste nei riguardi di questo provvedimento.
Preannuncia dunque una «battaglia» nella quale il suo gruppo esprimerà in tutte le forme possibili la totale contrarietà sul provvedimento in esame e stigmatizza la circostanza che il Governo e la maggioranza non abbiano ritenuto di accogliere alcuna proposta di modifica avanzata dall'opposizione.
Susanna CHERCHI (M5S), intervenendo sul complesso delle proposte emendative presentate, ricorda come si stia discutendo una legge che, dietro parole rassicuranti come «gestione faunistica», «equilibrio degli ecosistemi» e «uso sostenibile», smantella progressivamente le tutele costruite in oltre trent'anni.
Ricorda come la fauna selvatica rappresenti un patrimonio indisponibile dello Stato, che non appartiene dunque ai cacciatori e alle associazioni venatorie, e che essa sia anche un bene che la Costituzione tutela espressamente dopo la modifica dell'articolo 9 della Costituzione.
Ribadisce la necessità che all'Ispra, unico ente tecnico-scientifico nazionale indipendente, venga assegnato un ruolo centrale, mentre il provvedimento in esame introduce un rilevante ridimensionamento dell'Istituto, trasferendo molta parte dei poteri decisionali ad organismi nei quali prevale la componente politica.
Stigmatizza fortemente la pratica dell'utilizzo dei richiami vivi, sottolineando come dietro questa espressione, apparentemente innocua, si nasconda una pratica che molti cittadini considerano inaccettabile.
Infine, sottolinea la grave la situazione derivante dalle enormi quantità di piombo che vengono disperse nell'ambiente; la contaminazione può interessare le zone umide, raggiungere le falde acquifere e inquinare il cibo degli uccelli acquatici e degli altri animali selvatici, entrando, infine, nella catena alimentare.
Cita, infine, l'intervento di Papa Leone XIV che, pur ribadendo la neutralità della Santa sede sulle scelte legislative degli Stati, ha definito la tutela della fauna e della biodiversità una questione di grande rilevanzaPag. 161 sociale e morale e ha richiamato il dovere del rispetto e della tutela del Creato.
Inoltre, ricorda che sul provvedimento all'esame della Commissione c'è l'attenzione costante della Presidenza della Repubblica proprio per i possibili profili di compatibilità con la normativa europea.
Antonella FORATTINI (PD-IDP), intervenendo sul complesso delle proposte emendative presentate, precisa che il suo gruppo ha depositato esclusivamente proposte emendative soppressive, prive di finalità ostruzionistiche, in ragione della contrarietà sia nel metodo che nel merito al provvedimento.
Rammenta che la legge n. 157 del 1992 è stata il frutto di un lungo confronto con i portatori di interesse e di una mediazione politica volta a conciliare la tutela della biodiversità, le esigenze del mondo agricolo e la regolazione dell'attività venatoria. Rileva, al contrario, che il provvedimento in esame nasce da un'iniziativa unilaterale della maggioranza, priva di un adeguato percorso di concertazione. Sottolinea, inoltre, la mancanza della relazione sullo stato di applicazione della normativa vigente, prevista dall'articolo 35 della legge n. 157 del 1992, nonché l'assenza di un adeguato supporto tecnico-scientifico, ritenuto indispensabile in una materia tanto delicata.
Evidenzia il rischio che alcune disposizioni possano porsi in contrasto con la disciplina europea e lamenta il mancato coinvolgimento degli organismi tecnico-scientifici competenti. Conclude affermando che la maggioranza ha scelto un approccio propagandistico, alimentando uno scontro ideologico nel Paese, mentre una riforma realmente efficace dovrebbe fondarsi su scienza, tutela della biodiversità e sostegno concreto all'agricoltura.
Carmen DI LAURO (M5S), interviene sul complesso delle proposte emendative presentate, osservando criticamente che il provvedimento sembra non tenere adeguatamente conto delle posizioni espresse dalle associazioni animaliste e ambientaliste, che sono state sostanzialmente inascoltate.
Richiama la stretta connessione tra tutela dell'ambiente, biodiversità e salute umana, ricordando come in sede parlamentare e scientifica sia stato più volte evidenziato che la perdita di biodiversità produca effetti negativi anche sulla salute delle persone, incidendo sugli equilibri degli ecosistemi e favorendo fenomeni come la circolazione di virus tra specie diverse.
Osserva criticamente che nel dibattito vengono talvolta richiamate argomentazioni che ritiene prive di adeguato fondamento scientifico, soprattutto quando si sostiene che l'attività venatoria possa rappresentare di per sé uno strumento efficace di equilibrio ambientale. Rileva, al contrario, che le indicazioni provenienti dagli esperti in campo ambientale e naturalistico dovrebbero orientare le scelte legislative.
Svolge infine una riflessione sul rapporto tra caccia, violenza sugli animali e benessere psicologico, precisando di non voler patologizzare il fenomeno, ma richiamando studi che indagano la possibile correlazione tra violenza contro gli animali e successive condotte antisociali o violente. Conclude ribadendo la propria contrarietà all'impostazione del provvedimento, ritenendo necessario fondare la disciplina su basi scientifiche, tutela della biodiversità e rispetto del benessere animale.
Monica CIABURRO (FDI), relatrice, intervenendo in replica alle valutazioni espresse dai colleghi di opposizione precedentemente intervenuti, osserva che le associazioni interessate dal provvedimento sono state ascoltate e che il compito del legislatore è quello di definire un punto di equilibrio tra le diverse esigenze coinvolte, a partire dalla tutela del territorio e dalla gestione delle popolazioni animali.
Richiama il ruolo svolto nel tempo da coloro che praticano l'attività venatoria, ritenendo che essa, se correttamente regolata, possa contribuire al mantenimento dell'equilibrio ambientale e alla gestione del territorio. Precisa, sul piano personale, di non essere cacciatrice e di non ritenere di poter praticare tale attività, ma di riconoscere il valore di chi la svolge nell'interesse generale del territorio e degli stessi equilibri faunistici.
Osserva che il problema della gestione delle specie non può considerarsi definitivamentePag. 162 risolto, poiché le popolazioni animali continuano a muoversi e a riprodursi, rendendo necessario un costante controllo per evitare squilibri dannosi per l'ambiente, per gli ecosistemi e per la stessa sopravvivenza delle specie interessate.
Conclude sostenendo che l'approccio corretto non dovrebbe essere ideologico o pregiudiziale (come invece dimostrato dal milione di proposte emendative generate tramite sistemi di intelligenza artificiale e presentate in chiave ostruzionistica) né fondato su una contrapposizione astratta tra favorevoli e contrari alla caccia, ma orientato a individuare le soluzioni legislative più idonee a migliorare la gestione del territorio e a preservarne gli equilibri anche per il futuro.
Mirco CARLONI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara conclusa la discussione sul complesso delle proposte emendative presentate. Invita quindi le relatrici e il rappresentante del Governo ad esprimere i pareri sulle proposte emendative relative all'articolo 1.
Laura CAVANDOLI (LEGA) relatrice, anche a nome dell'altra relatrice, on. Ciaburro, formula l'invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 1.
Il sottosegretario Luigi D'ERAMO, esprime parere conforme a quello espresso dalle relatrici.
Alessandro CARAMIELLO (M5S), intervenendo sull'emendamento Sergio Costa 1.1, di cui è cofirmatario, richiama il tema generale del confronto con le associazioni interessate. Osserva che, a suo avviso, non esistono associazioni animaliste o ambientaliste che abbiano condiviso l'impianto del provvedimento, e che, inoltre, alcune posizioni emerse nella maggioranza avrebbero potuto suggerire un lavoro più approfondito e condiviso.
Precisa che l'elevata mole di proposte emendative presentate dal suo gruppo non è stata generata con l'intelligenza artificiale, come sostenuto dalla collega Ciaburro, ma attraverso sistemi informatici meno avanzati, come Excel.
Rileva che l'emendamento in esame mira a sopprimere l'articolo 1, per sottolineare la netta contrarietà all'allargamento dell'attività venatoria e per rafforzare le garanzie di sicurezza per i cittadini. Ritiene, al riguardo, importante intervenire sulle condizioni per il rilascio e il rinnovo della licenza di porto di fucile per uso di caccia, prevedendo una durata differenziata in base all'età del richiedente e controlli medici più stringenti, specialmente oltre determinate soglie anagrafiche.
Richiama episodi recenti di incidenti verificatisi durante l'attività venatoria, osservando che l'ampliamento degli spazi e delle condizioni in cui è consentita la caccia impone una particolare attenzione alla tutela di chi frequenta boschi, sentieri, parchi o altre aree interessate.
Francesco Emilio BORRELLI (AVS), intervenendo sull'emendamento 1.2 a sua prima firma, ne richiama la finalità, che è quella di sopprimere l'articolo 1 del provvedimento in esame. Sottolinea di non comprendere la ratio che ispirerebbe, a fronte di un numero sempre più ridotto di cacciatori, l'ampliamento delle specie cacciabili e delle aree nelle quali poter cacciare, anche in considerazione del fatto che proprio il prelievo venatorio, per alcune specie, ad esempio i cinghiali, ne ha fatto registrare un incremento sul piano riproduttivo.
Michela Vittoria BRAMBILLA (NM(N-C-U-I)M-CP), intervenendo sull'emendamento 1.4 a sua prima firma, ricorda, in premessa, che proprio il grave cambiamento delle condizioni climatiche non rende ipotizzabile l'ampliamento delle specie cacciabili e delle aree nelle quali è possibile cacciare.
Richiama la finalità del presente emendamento che è quella di sopprimere il titolo della legge che richiama il concetto di «gestione» per sostituirlo con il precedentePag. 163 concetto di «protezione». Ricorda che non è praticabile pensare che la fauna sia qualcosa da gestire e non da proteggere.
Sottolinea, inoltre, che la fauna è invece patrimonio indisponibile dello Stato e che questo è in potenziale contrasto con il riformato articolo 9 della Costituzione, che ora tutela l'ambiente e la biodiversità.
Richiama infine l'esperienza dei CRAS, ovvero dei Centri di recupero degli animali selvatici, proprio al fine di sottolineare l'importanza di proteggere la fauna selvatica.
Carmen DI LAURO (M5S), intervenendo sull'emendamento 1.1, di cui è cofirmataria, ne richiama la finalità, che è quella di contrastare la definizione del cacciatore come «regolatore della biodiversità».
Ricorda che alcuni ecosistemi sono stati posti a rischio proprio attraverso il fenomeno dei cosiddetti ripopolamenti; in tal senso, richiama le vicende della gestione degli orsi in Trentino-Alto Adige oggetto di provvedimenti adottati dagli stessi enti istituzionali territoriali nonché da interventi illegali da parte di soggetti privati.
Evidenzia in particolare il grave rischio che il fenomeno della caccia presenta per la sicurezza delle persone in Italia: negli ultimi 10 anni sono stati registrati circa 630 feriti e 204 morti che dimostrano l'evidente pericolosità del fenomeno.
Per fortuna, ritiene che le nuove generazioni abbiano una diversa coscienza ambientalista.
Susanna CHERCHI (M5S) intervenendo sull'emendamento Sergio Costa 1.1, di cui è cofirmataria, ne richiama la finalità, che è quella di eliminare la logica della cosiddetta «gestione faunistica».
Ricorda che l'articolo 1 del provvedimento in esame presenta infatti importanti criticità, mutando radicalmente la «filosofia» preesistente che era improntata a un concetto di protezione della fauna selvatica.
Per questa ragione, esprime netta contrarietà e raccomanda l'approvazione dell'emendamento in questione.
Stefano VACCARI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Forattini 1.3, di cui è cofirmatario, ne richiama la finalità, che è quella di contestare, nel metodo e nel merito, il provvedimento all'esame della Commissione.
Per questa ragione, si tratta di un emendamento soppressivo che esprime, a nome del gruppo del Partito Democratico, una posizione netta.
Intende però evidenziare un aspetto riguardo ai dati che sono stati citati dall'onorevole Di Lauro. Ricorda che gli ultimi dati forniti in ordine agli incidenti per infortuni derivanti dalla pratica dell'alpinismo e del trekking mostrano numeri ancora più elevati, a dimostrazione come ogni ragionamento deve sempre avere uno sguardo complessivo sulla questione relativa alla tutela della sicurezza.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge gli identici emendamenti Sergio Costa 1.1, Borrelli 1.2, Forattini 1.3 e Brambilla 1.4.
Alessandro CARAMIELLO (M5S), intervenendo sull'emendamento Sergio Costa 1.5, di cui è cofirmatario, ne richiama la finalità, che è quella di sostituire integralmente l'articolo 1 del provvedimento in esame.
In particolare, si intende rendere tale provvedimento coerente con il riformato articolo 9 della Costituzione, che tutela l'ambiente e la biodiversità anche nell'interesse delle future generazioni. In tal senso rileva come in materia la legge statale assume un ruolo centrale nella gestione dei piani faunistici, che non possono essere regionalizzati, come prevede il provvedimento in esame.
Ricorda come la presentazione di oltre un milione di proposte emendative non sia dovuto essenzialmente ad una tattica ostruzionistica, bensì rappresenti l'espressione di un diverso approccio «concettualePag. 164» che intende proteggere la fauna selvatica e non «gestirla».
Ricorda che anche il gruppo di Forza Italia ha presentato diversi emendamenti sul punto e che di essi la maggioranza dovrebbe promuoverne l'approvazione.
Carmen DI LAURO (M5S), intervenendo sull'emendamento Sergio Costa 1.5, di cui è cofirmataria, precisa che le considerazioni precedentemente svolte sulla pericolosità dell'attività venatoria non riguardano soltanto i cacciatori, ma anche persone estranee alla caccia che frequentano boschi, sentieri e aree naturali per camminare o svolgere altre attività all'aperto.
Osserva che chi pratica sport estremi sceglie consapevolmente di assumere un rischio personale, mentre l'attività venatoria può coinvolgere anche soggetti terzi, del tutto inconsapevoli e non partecipi dell'attività stessa. Ritiene pertanto necessario distinguere la caccia da altre pratiche sportive, proprio per le possibili conseguenze sulla sicurezza di chi si trova nelle aree interessate.
Sottolinea che l'emendamento in esame interviene anche sul tema dell'età dei cacciatori e della necessità di controlli medici periodici, richiamando in particolare l'importanza di verificare requisiti come la vista e l'idoneità complessiva, al fine di prevenire incidenti.
Rileva infine che l'attività venatoria può produrre effetti negativi anche sotto il profilo della fruizione serena degli spazi naturali, richiamando l'impatto degli spari su chi si trova nelle vicinanze, soprattutto se accompagnato da bambini. Conclude ribadendo che la proposta emendativa mira a rafforzare le garanzie di sicurezza per i cittadini e per tutti coloro che frequentano le aree interessate dalla caccia.
Stefano VACCARI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Sergio Costa 1.5, preannuncia che il suo gruppo non parteciperà al voto su questo emendamento, ritenendo che la propria posizione sia già stata chiarita attraverso la presentazione di emendamenti esclusivamente soppressivi.
Ribadisce la contrarietà del gruppo non solo nel metodo, ma anche nel merito del provvedimento, osservando che, in tale quadro, le singole questioni di merito assumono un rilievo secondario rispetto al giudizio complessivo sull'impianto della proposta.
Richiama tuttavia il tema della sicurezza connessa all'attività venatoria, evidenziando l'esigenza di fondare il confronto su dati attendibili e fonti certe. Al riguardo, richiama i dati diffusi dall'associazione vittime della caccia, secondo cui nel 2025 vi sarebbero stati undici decessi, comprendenti anche persone estranee all'attività venatoria.
Conclude invitando l'on. Di Lauro, precedentemente intervenuta, a indicare la fonte del diverso dato richiamato nel dibattito, al fine di consentire un confronto basato su elementi verificabili.
Michela Vittoria BRAMBILLA (NM(N-C-U-I)M-CP), nel chiedere ai presentatori di poter sottoscrivere l'emendamento Sergio Costa 1.5, osserva che il confronto sui dati relativi agli incidenti connessi all'attività venatoria non dovrebbe trasformarsi in una mera contrapposizione numerica, poiché il tema riguarda anzitutto la sicurezza delle persone.
Rileva che, pur essendo stato richiamato il dato degli undici decessi nell'ultimo anno, secondo ulteriori dati della stessa fonte dal 2007 al 2025 i morti sarebbero stati circa quattrocento. Sottolinea pertanto che la sicurezza deve costituire una priorità per il Governo, per la maggioranza e per l'intero Parlamento.
Evidenzia, in particolare, la necessità di riflettere sul rilascio e sul rinnovo della licenza di caccia per le persone di età più avanzata, ritenendo pericoloso che non siano previsti controlli annuali più stringenti. Richiama inoltre i numerosi casi di persone estranee all'attività venatoria rimaste vittime di incidenti, nonché il tema degli animali domestici colpiti durante le battute di caccia.
Fa presente che i cittadini dovrebbero poter frequentare boschi, sentieri e spazi naturali senza timore di essere esposti a rischi, richiamando anche l'esigenza di Pag. 165tutelare il turismo ambientale e la fruizione serena del territorio. Rileva, in tale prospettiva, l'importanza di prevedere adeguate giornate di silenzio venatorio.
Conclude invitando tutti i gruppi a svolgere un supplemento di riflessione, superando appartenenze politiche e contrapposizioni ideologiche, al fine di garantire ai cittadini le migliori condizioni di sicurezza nell'accesso e nella fruizione della natura.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge l'emendamento Sergio Costa 1.5.
Maria Cristina CARETTA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato l'emendamento Schullian 1.42. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.50.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 29 luglio 2026.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.50 alle 14.55.