ATTI DEL GOVERNO
Lunedì 3 agosto 2026. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI.
La seduta comincia alle 13.45.
Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nel capitolo 1551 dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per l'anno 2026, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi.
Atto n. 432.
(Esame ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.
Mauro ROTELLI, presidente, avverte che la Commissione dovrà esprimere il parere di competenza entro il 19 agosto 2026.
In sostituzione del relatore, deputato Caiata, impossibilitato a partecipare alla seduta odierna, fa presente che lo schema di decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE) – di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze (MEF) – provvede al riparto di uno stanziamento pari a 3.015.589 euro per l'esercizio finanziario 2026, iscritto nel capitolo 1551, piano gestionale 2, della tabella n. 9 del bilancio di previsione dello Stato, relativo al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, destinato a contributi in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi.
Ricorda che l'articolo 1, comma 40, della legge n. 549 del 1995 prevede che gli importi dei contributi dello Stato in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi siano iscritti in un unico capitolo nello stato di previsione di ciascun Ministero interessato e che il relativo riparto sia effettuato annualmente da ciascun Ministro, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti.
Lo schema di decreto in esame provvede, in particolare, alla ripartizione delle risorse del capitolo 1551, piano gestionale 2, nell'ambito della missione 18 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma 13 Tutela, conservazione Pag. 188e valorizzazione della fauna e della flora, salvaguardia della biodiversità e dell'ecosistema marino, azione 4 Tutela, valorizzazione e gestione delle aree naturali protette e dei patrimoni naturalistici.
La relazione illustrativa che accompagna il provvedimento evidenzia che le aree naturali protette, che coprono oggi il 22 per cento della superficie terrestre e il 15 per cento di quella marina, costituiscono uno strumento strategico fondamentale per preservare la biodiversità, mitigare i cambiamenti climatici e promuovere lo sviluppo sostenibile, in linea con la Strategia europea per la biodiversità al 2030 e con il regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura. In tale contesto, la Direttiva ministeriale rivolta agli enti parco nazionali e alle aree marine protette per il triennio 2026-2028 adotta un approccio programmatico di medio termine, volto a proteggere e ripristinare la biodiversità e ad assicurare il mantenimento dei servizi ecosistemici presenti nelle aree protette.
Ricorda, altresì, che la proposta tiene conto delle osservazioni formulate dalla VIII Commissione nel dicembre 2022, con particolare riguardo alla destinazione delle risorse del fondo di premialità secondo modalità compatibili con la valorizzazione degli ecosistemi di interesse agricolo, attraverso sistemi innovativi o il recupero di sistemi tradizionali funzionali alla protezione ambientale, nonché al monitoraggio degli insetti impollinatori mediante buone pratiche agricole volte a garantirne la sopravvivenza e il nutrimento.
Per quanto attiene al contenuto dello schema di decreto in esame, i fondi stanziati per il 2026 ammontano a 3.015.589 euro, con una riduzione di 881.704 euro, pari al 22,62 per cento, rispetto all'anno precedente, che ha comportato la rideterminazione e la conseguente contrazione delle assegnazioni. Dal corrente esercizio finanziario figurano inoltre tra i beneficiari il Parco nazionale del Matese e l'area marina protetta di Capo Spartivento. Segnala che le risorse sono così ripartite: 1.179.425 euro ai 25 enti parco nazionali; 626.000 euro alle 30 aree marine protette; 740.050 euro ai tre parchi minerari; 446.000 euro per gli obblighi derivanti dall'adesione dello Stato alle convenzioni internazionali di Bonn e CITES; 24.114 euro al fondo di premialità.
Per gli enti parco nazionali, la procedura di riparto è riconducibile al criterio della «complessità territoriale-amministrativa» delle aree protette, misurata sulla base di tre parametri ponderati: superficie delle zone naturali di riserva integrale, ponderata al 50 per cento; superficie occupata, ponderata al 30 per cento; numero dei comuni insistenti in tutto o in parte sul territorio del parco, ponderato al 20 per cento. Conseguentemente, a ciascun ente parco è assegnata una quota fissa pari a 39.520 euro per percentuali pari o inferiori al 4 per cento, 51.870 euro per percentuali superiori al 4 per cento ma inferiori al 6 per cento e 62.985 euro per percentuali pari o superiori al 6 per cento.
Con riguardo alle attività degli enti parco nazionali, la Direttiva 2026-2028 prevede, come primo obiettivo, il consolidamento delle attività di protezione e monitoraggio degli insetti impollinatori, in coerenza con le indicazioni metodologiche e i protocolli standardizzati forniti da ISPRA e dall'Università di Torino. Sono previsti, tra l'altro, il potenziamento della raccolta omogenea dei dati in formato digitale mediante l'apposita applicazione open source collegata al Network nazionale biodiversità (NNB), nonché l'integrazione e la validazione del sistema di monitoraggio con il metodo scientifico stabilito dal regolamento delegato (UE) 2025/2188. Il secondo obiettivo consiste nell'avvio di una o più azioni finalizzate alla tutela della biodiversità, da individuare in relazione alle specifiche caratteristiche territoriali, tra cui il recupero degli habitat prioritari, la protezione dei pronubi, il monitoraggio della biodiversità degli agroecosistemi, di anfibi e rettili, delle specie ittiche e dell'avifauna forestale, nonché la rimozione urgente delle specie esotiche invasive.
Con riferimento alle aree marine protette, la relazione illustrativa ne sottolinea il ruolo strategico per il raggiungimento, entro il 2030, dell'obiettivo di sottoporre a tutela il 30 per cento delle superfici marine.Pag. 189 Nell'ambito della Direttiva 2026-2028, il primo obiettivo è volto a consolidare le attività già avviate, con particolare riguardo al monitoraggio dell'habitat coralligeno, alla stima del disvalore economico generato dall'impatto delle attività di pesca, all'incremento della conoscenza degli ecosistemi marini costieri e alla valutazione della loro vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Il secondo obiettivo prevede l'avvio di azioni calibrate sulle specifiche caratteristiche territoriali di ciascuna area, tra cui l'aggiornamento dei sistemi informativi territoriali relativi agli habitat prioritari, il monitoraggio delle specie anche mediante ROV, droni e tecniche di analisi del DNA ambientale, il monitoraggio fisico-ambientale degli effetti dei cambiamenti climatici e l'assessment della fruizione turistica.
La quota complessiva destinata alle aree marine protette è ripartita sulla base della distinzione tra Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM) e non ASPIM, prevedendo 31.000 euro per ciascuna delle 11 ASPIM e 15.000 euro per ciascuna delle altre aree. La relazione evidenzia che il riconoscimento dello status di ASPIM comporta maggiori responsabilità sul controllo dell'ambiente e richiede attività sistematiche di studio scientifico e di monitoraggio degli habitat, necessarie anche al mantenimento di tale riconoscimento.
In merito ai tre parchi minerari, al Parco tecnologico ed archeologico delle colline metallifere grossetane e al Parco museo delle miniere dell'Amiata sono assegnati 270.750 euro ciascuno, mentre al Parco museo delle miniere di zolfo delle Marche e dell'Emilia-Romagna sono destinati 198.550 euro. La relazione precisa che i parchi minerari non dispongono di flussi stabilizzati di risorse finanziarie, ma che, a partire dal 2004, sono state individuate quote finanziabili al fine di garantire la continuità della loro azione.
All'adempimento degli obblighi derivanti dall'adesione dello Stato italiano alla Convenzione di Bonn sulla tutela delle specie migratorie e alla Convenzione sul commercio internazionale di flora e fauna minacciate da estinzione (CITES) sono destinati complessivamente 446.000 euro. È altresì previsto un fondo di premialità di 24.114 euro, da destinare agli enti parco che abbiano rispettato i termini e le modalità previsti e raggiunto un buono stato di avanzamento dei progetti, ovvero alla compensazione di eventuali accantonamenti sul capitolo o dei maggiori oneri o risparmi di spesa dovuti al calcolo in valuta dei trasferimenti obbligatori destinati alle convenzioni internazionali.
In conclusione, avverte che il relatore si riserva di presentare una proposta di parere sullo schema di decreto in esame, anche al fine di tenere conto di quanto emergerà nel dibattito in Commissione.
Marco SIMIANI (PD-IDP) rileva che, per effetto delle disposizioni recate dalla legge di bilancio per il 2026, le risorse destinate ai parchi nazionali, alle aree marine protette e ai parchi minerari risultano complessivamente ridotte di 881 mila euro rispetto alle precedenti annualità, con una diminuzione pari al 22,62 per cento, che giudica particolarmente grave.
Fa presente, a tal riguardo, che, con riferimento ai parchi minerari – le cui risorse risultano già ridotte per effetto della legge di bilancio 2026-2028 – non è stata applicata l'ulteriore riduzione intervenuta nel corso dell'esercizio 2026 sul relativo capitolo di bilancio, al fine di non pregiudicarne l'attività di gestione. Osserva, tuttavia, che tale esclusione riguarda il solo esercizio in corso e che permangono, pertanto, elementi di incertezza per il prossimo esercizio finanziario.
Nel ritenere pertanto non condivisibile la riduzione degli stanziamenti, anche in considerazione delle risorse necessarie ad assicurare l'effettiva operatività delle aree protette di recente istituzione, quali il Parco nazionale del Matese e l'area marina protetta di Capo Spartivento, nonché di quelle che dovranno essere destinate alle ulteriori aree protette in corso di definizione, tra cui l'area marina protetta di Capri, sottolinea la necessità di riservare particolare attenzione a tali profili nell'ambito dell'esame del provvedimento.
Mauro ROTELLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata domani per la conclusione dell'esame del provvedimento.
La seduta termina alle 13.50.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Lunedì 3 agosto 2026.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.50 alle 13.55.