ATTI DEL GOVERNO
Martedì 4 agosto 2026. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI. – Interviene il viceministro delle imprese e del made in Italy Valentino Valentini.
La seduta comincia alle 16.30.
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni e che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828.
Atto n. 426.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 21 luglio 2026.
Giorgio LOVECCHIO (FI-PPE), relatore, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1).
Il viceministro Valentino VALENTINI esprime un orientamento favorevole sulla proposta di parere del relatore.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che il gruppo MoVimento 5 Stelle e il gruppo Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista, hanno presentato ciascuno una proposta alternativa di parere (vedi allegati 2 e 3).
Pag. 162 Emma PAVANELLI (M5S), illustra la proposta alternativa di parere presentata dal suo gruppo, evidenziando che, se da un lato, accoglie con favore il provvedimento in esame per la portata dell'intervento in materia di tutela del consumatore, dall'altro, presenta condizioni e osservazioni volte a correggere talune criticità contenute nel medesimo provvedimento le quali rischiano di indebolire l'efficacia della disciplina recata.
In primo luogo, richiama un profilo di metodo, evidenziando come la relazione illustrativa allegata al presente provvedimento non rechi alcuna esplicitazione delle ragioni che hanno determinato la mancata trasmissione alle Camere dell'Analisi di impatto della regolamentazione (AIR), pur richiamandone ripetutamente gli esiti per motivare l'esercizio di rilevanti opzioni discrezionali rimesse dalla direttiva agli Stati membri.
Segnala poi l'evidente contraddizione sistematica nell'apparato sanzionatorio di cui all'articolo 127-undecies, il quale assoggetta a sanzione amministrativa pecuniaria la violazione degli «obblighi di cui all'articolo 127-quater», laddove quest'ultima disposizione configura la fornitura del modulo europeo di informazioni sulla riparazione come meramente facoltativa per il riparatore, determinando così un'incertezza giuridica circa la punibilità della mancata consegna di un atto non obbligatorio.
Richiama poi il tema delle tecnologie e delle clausole che ostacolano la riparazione, osservando che il testo vieta in termini generali tali pratiche, ma non menziona espressamente i casi in cui i produttori vincolano mediante software un componente al numero di serie del prodotto, impedendo di fatto l'utilizzo di ricambi compatibili o usati.
Sottolinea infine la questione dei c.d. repair café e delle iniziative non profit di riparazione partecipata, correttamente ricomprese nella piattaforma nazionale, ma prive di una disciplina chiara in materia di responsabilità civile dei volontari.
Conclude auspicando che il Governo possa valutare le osservazioni contenute nel parere alternativo presentato dal suo gruppo in vista dell'adozione definitiva del decreto e delle successive linee guida, al fine di garantire maggiori tutele a cittadini, imprese e soggetti coinvolti nelle attività di riparazione.
Alberto PANDOLFO (PD-IDP), illustra la proposta alternativa di parere favorevole con condizioni e osservazioni presentata dal suo gruppo, evidenziando che l'impianto generale del provvedimento risulta condivisibile, poiché incide sulla tutela dei consumatori, sulla transizione ecologica e sul tessuto produttivo costituito anche da micro e piccole imprese artigiane. Ritiene tuttavia che alcuni profili debbano essere corretti o integrati.
Richiama, in primo luogo, l'articolo 13 della direttiva, rilevando che la sua attuazione risulta affidata dal provvedimento in esame prevalentemente a una campagna promozionale mentre sarebbe opportuno prevedere strumenti più concreti di incentivo alla riparazione.
Sottolinea poi la necessità di rafforzare gli strumenti di verifica e il regime sanzionatorio. Tra le osservazioni richiama anche l'opportunità di valutare, in sede di prossima legge di bilancio, misure fiscali e contributive a sostegno della riparazione, quali contributi diretti, crediti d'imposta per gli strumenti dei riparatori e riduzioni fiscali.
Conclude ribadendo la condivisione del provvedimento, ma rileva, allo stesso tempo, che il testo appare ancora troppo debole rispetto agli obiettivi di tutela dei consumatori, sostenibilità e sostegno alle imprese del settore.
Fabio PIETRELLA (FDI), annuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore, di cui condivide, in particolare, la prima osservazione, che valorizza il lavoro delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, pone in votazione la proposta di parere formulata dal relatore, avvertendo che, se questa Pag. 163risulterà approvata, le proposte alternative di parere presentate saranno precluse.
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 16.40.
SEDE CONSULTIVA
Martedì 4 agosto 2026. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI.
La seduta comincia alle 16.40.
D.L. 133/2026: Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e disposizioni in materia di ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria.
C. 3045 Governo.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente e relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere di competenza alla VI Commissione sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 27 luglio 2026, n. 133, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e disposizioni in materia di ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria (C. 3045).
Nel rinviare alla documentazione predisposta dagli uffici per una dettagliata illustrazione dei contenuti del provvedimento, fa presente che la relazione si limiterà a illustrare le sole parti che riguardano gli ambiti di particolare interesse della X Commissione.
L'articolo 1, commi 1 e 2, dispone la riduzione per un periodo temporaneo, dal 30 luglio fino al 6 agosto 2026, delle aliquote di accisa applicate al gasolio e al biodiesel impiegati come carburanti. Evidenzio che il decreto ministeriale 27 luglio 2026 ha disposto per i giorni 28 e 29 luglio la stessa misura di accisa per i suddetti prodotti, a valere sul maggior gettito dell'IVA nel mese di giugno derivante dall'innalzamento del prezzo del greggio. Rispetto ai valori di inizio anno, per il nuovo periodo di riferimento si determina una riduzione dell'accisa per il gasolio di 14 centesimi al litro e per il biodiesel di 8,45 centesimi al litro. Il comma 4, conferma la proroga per il mese di luglio 2026 del credito d'imposta riconosciuto in favore delle imprese operanti nel settore dell'autotrasporto delle merci, nonché delle imprese operanti nel settore dell'autotrasporto di persone e delle imprese di noleggio autobus con conducente che utilizzano veicoli di classe ambientale euro V e VI. Il comma 5 dispone che alla copertura finanziaria relativa al maggior onere (pari a 22 milioni di euro) si provvede ai sensi dell'articolo 3.
L'articolo 2, di interesse per la Commissione, è composto da due commi e si inserisce nella sequenza degli interventi finanziari statali volti ad assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva nelle more della procedura di cessione dei compendi aziendali. Il riferimento normativo di fondo della sequenza di interventi è l'articolo 3-bis del decreto-legge n. 180/2025 (legge n. 8/2026), il quale, al comma 1, ha previsto la facoltà di erogare – con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy (MIMIT), di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze (MEF) – un finanziamento a titolo oneroso in favore di Ilva S.p.a. in amministrazione straordinaria sino a un massimo di 149 milioni di euro per l'anno 2026, ove la cessione del compendio aziendale a terzi non fosse avvenuta entro il 30 gennaio 2026, subordinandone al comma 3 l'erogazione alla previa autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE. A tale previsione è stata data attuazione con decreto ministeriale 26 marzo 2026, che ha concesso il finanziamento nell'importo massimo consentito, prevedendone la trasferibilità ad ADI su richiesta dell'organo commissariale. Sul medesimo articolo 3-bis è successivamente intervenuto il decreto-legge n. 89/2026, il cui articoloPag. 164 1 aveva inserito un comma 3-bis recante l'autorizzazione a trasferire direttamente ad ADI sino a ulteriori 100 milioni di euro per il 2026.
Per ciò che attiene la previsione contenuta nel provvedimento in esame, rileva che il menzionato articolo 2, al comma 1, primo periodo, autorizza il MIMIT a trasferire direttamente ad ADI S.p.a. in amministrazione straordinaria, su richiesta dell'organo commissariale della medesima società e in una soluzione, sino a ulteriori 100,5 milioni di euro per l'anno 2026, a titolo di finanziamento oneroso. La finalità dichiarata è quella di corrispondere alle indifferibili e urgenti esigenze di preservare la funzionalità degli impianti siderurgici di proprietà di Ilva S.p.a. in amministrazione straordinaria, nelle more della procedura di vendita in corso. Il summenzionato primo periodo àncora la conformità della misura alla disciplina europea degli aiuti di Stato a «quanto già previsto» dalla decisione della Commissione europea del 9 febbraio 2026, con la quale è stato autorizzato un prestito di salvataggio in favore di ADI per un importo massimo complessivo di 390 milioni di euro. Poiché il settore siderurgico è attualmente escluso dall'ambito di applicazione degli orientamenti del 2014 sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà, la Commissione ha valutato la misura direttamente ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, tenendo comunque conto dei citati orientamenti. Il medesimo comma 1, al secondo periodo, stabilisce che alla restituzione del finanziamento ADI S.p.a. in amministrazione straordinaria provvede entro sei mesi dalla data di scadenza del contratto di affitto stipulato con Ilva S.p.a. in amministrazione straordinaria o, se più breve, entro sei mesi dalla vendita dei compendi aziendali. Il comma 1, al terzo periodo, dispone infine che si applicano le disposizioni dell'articolo 3-bis, comma 2, del decreto-legge n. 180/2025.
Il comma 2 quantifica gli oneri derivanti dal comma 1 in 100,5 milioni di euro per l'anno 2026 e rinvia, per la relativa copertura, all'articolo 3 del decreto-legge in esame. Il comma 3 di tale articolo vi provvede mediante la riduzione di tre autorizzazioni di spesa: per 20 milioni di euro, quella di cui all'articolo 25, comma 1, della legge n. 131/2025, relativa al credito d'imposta in favore delle piccole imprese e delle microimprese avviate nei comuni montani; per 51,5 milioni di euro, quella di cui all'articolo 1, comma 951, della legge n. 234/2021, relativa al Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale biomedico; per 29 milioni di euro, quella di cui all'articolo 42, comma 1, del decreto-legge n. 34/2020, relativa al Fondo per il trasferimento tecnologico.
L'articolo 3 dispone al comma 1 l'incremento di 19,9 milioni di euro delle risorse del Fondo per interventi strutturali di politica economica per il 2027. Sono altresì definite al comma 2 le coperture finanziarie degli oneri derivati dalle disposizioni di cui al suddetto comma 1 e all'articolo 1, quantificati in 105,8 milioni per il 2026, 19,9 milioni di euro per il 2027 e 0,9 milioni di euro per il 2028. Il comma 3 individua, infine, la copertura finanziaria degli oneri rivenienti dall'articolo 2, pari a 100,5 milioni di euro per il 2026.
L'articolo 4 reca infine le disposizioni relative all'entrata in vigore del provvedimento.
Formula, quindi, una proposta di parere favorevole (vedi allegato 4).
Alberto PANDOLFO (PD-IDP), annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
Chiara APPENDINO (M5S), nell'annunciare il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, esprime una valutazione fortemente critica sul provvedimento in esame, ritenuto sostanzialmente insufficiente e privo di misure realmente efficaci.
Osserva che il provvedimento in oggetto appare ormai superato nei tempi e nei contenuti, limitandosi a interventi marginali che non incidono sulle criticità effettive. Richiama, in particolare, il tema dei costi energetici e dei carburanti, rilevando come continuino a essere formulate dichiarazioniPag. 165 sulla possibilità di tassare gli extraprofitti energetici senza che seguano iniziative concrete da parte del Governo. Sottolinea, sul punto, la contraddizione tra le affermazioni pubbliche di esponenti di primo piano della maggioranza e l'assenza di decisioni conseguenti, ritenendo che tale atteggiamento risulti penalizzante per cittadini e imprese che subiscono l'aumento dei costi, in particolare dei carburanti.
Richiama infine il tema dell'ILVA, osservando che il Governo ha adottato numerosi decreti in materia senza tuttavia addivenire a soluzioni concrete e risolutive. Conclude ribadendo, per le ragioni esposte, il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 16.45.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Martedì 4 agosto 2026.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.45 alle 16.50.