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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 4 agosto 2026
722.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Agricoltura (XIII)
COMUNICATO
Pag. 206

SEDE REFERENTE

  Martedì 4 agosto 2026. — Presidenza del presidente Mirco CARLONI. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste, Luigi D'Eramo.

  La seduta comincia alle 13.

Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.
C. 2984, approvata dal Senato, C. 27 Brambilla, C. 54 Brambilla, C. 136 Bruzzone, C. 1002 Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, C. 1081 Bof, C. 1541 Brambilla, C. 1652 Sergio Costa, C. 1670 Brambilla, C. 1673 Zanella, C. 2047 Caramiello, C. 2162 Bruzzone, C. 2413 Caramiello, C. 2422 Zanella e C. 2799 Zanella.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nella seduta del 3 agosto 2026.

  Francesco Emilio BORRELLI (AVS), intervenendo sull'emendamento 1.8, di cui è primo firmatario, ne richiama la finalità, che è quella di prevedere che l'attività venatoria di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157 sia sospesa per la durata di quattro anni.
  Sottolinea, infatti, come tale lasso temporale sia indispensabile per procedere ad una serie di operazioni, tra le quali, in primo luogo, quella di censire la popolazione di alcuni animali che costituiscono la fauna selvatica e dei quali non si hanno dati certi in ordine alla loro consistenza numerica.
  Ritiene paradossale che si consenta l'attività venatoria e poi si intervenga, con costi a carico della collettività, attraverso veri e propri «pronto soccorso» per curare gli animali feriti durante le battute di caccia.
  Sottolinea, quindi, come occorreva aprire un confronto sul provvedimento in esame, coinvolgendo tutte le associazioni ambientaliste. Rileva, in merito, che la presentazione da parte del suo gruppo di un grandissimo numero di emendamenti è stata l'unica «arma» a disposizione per impedire, anche con interventi ostruzionistici, Pag. 207l'approvazione di una riforma che non ha ricercato, nella sua predisposizione, alcun vero «punto di caduta».
  Nel sottolineare, infine, il carattere di «anti storicità», considerato che nel 2026 non vi è alcuna la necessità di uccidere gli animali e sussistono, d'altro canto, tanti altri strumenti per contrastare il sovrappopolamento delle specie. Ricorda, ad esempio, la vicenda relativa alla proliferazione incontrollata del granchio blu che ha trovato una soluzione naturale con l'immissione nell'ambiente marino di quello che si è dimostrato essere il suo predatore naturale, il polpo. Ritiene, pertanto, che si tratti solo di individuare gli animali che già in natura fungono da bioregolatori e non ipotizzare, diversamente, che tale funzione possa essere svolta dagli uomini in qualità di cacciatori.

  Mirco CARLONI, presidente, avverte, che il gruppo MoVimento 5 Stelle ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.

  Alessandro CARAMIELLO (M5S), chiede ai presentatori di poter sottoscrivere l'emendamento Borrelli 1.8, di cui condivide la finalità. La proposta di sospendere l'attività venatoria per un periodo di quattro anni, consentirebbe, infatti, di censire adeguatamente alcune specie, quali quelle dei lupi, che sono dei bioregolatori naturali per eccellenza, e dei cinghiali.
  Inoltre tale sospensione consentirebbe di bonificare adeguatamente i terreni dalla presenza eccessiva di piombo derivante dalla caccia, situazione in relazione alla quale l'Italia deve affrontare una procedura di «pre-infrazione» per mancato rispetto della direttiva 79/409/CEE «Uccelli» e della direttiva 92/43/CEE «Habitat».

  Mario PERANTONI (M5S), nel chiedere ai presentatori di poter sottoscrivere l'emendamento Borrelli 1.8, ricorda che nella sua regione di provenienza, la Sardegna, che è storicamente «terra di cacciatori», si è registrata, proprio in ragione di una eccessiva attività venatoria perpetrata negli anni passati, la quasi estinzione di alcune specie autoctone, quali la pernice e la lepre sarda, e l'estinzione di una specie, quella del daino sardo, negli anni '50.
  Ricorda che forte è stato il rischio di estinzione per il cervo sardo, rischio che è stato scongiurato attraverso un'operazione di natura privatistica, vale a dire l'acquisizione da parte del WWF dell'area del Monte Arcosu dove tale specie ha potuto di nuovo prosperare e riprodursi, salvandosi dall'estinzione.
  Rileva quanto sia delicato il tema dei rapporti tra i processi di antropizzazione e la tutela dell'ambiente e che l'elemento umano, in questo caso rappresentato dai cacciatori, sovente non ha giovato al raggiungimento di un sano equilibrio. Ricorda, ad esempio, che spesso chi svolge attività venatoria non rispetta né gli animali né le proprietà, aprendo dei varchi difficili da gestire per la tutela degli stessi animali e dei proprietari. In alcuni casi sono stati distrutti i muretti a secco che, invece, rivestono un ruolo importante per cercare di circoscrivere le aree oggetto di attività di allevamento o di agricoltura.

  Nadia ROMEO (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Borrelli 1.8, sottolinea come il Partito Democratico ritenga necessario conoscere lo stato di attuazione della legge n. 157 del 1992 prima di poter intervenire in qualsiasi modo sulla stessa legge. Purtroppo da molto tempo ormai il Governo non ha più trasmesso al Parlamento la relazione sullo stato di attuazione della legge n. 157, lasciando il Legislatore privo di ogni elemento informativo necessario per valutare quali siano le riforme opportune o necessarie.
  Ribadisce l'importanza che la fauna selvatica resti patrimonio indisponibile dello Stato e che la gestione della stessa non sia considerata più importante della tutela.
  Ricorda che molte associazioni ambientalistiche ascoltate dalla Commissione hanno segnalato notevolissime criticità, sia nel merito che nel metodo.
  Sottolinea, infine, l'opportunità che ogni decisione sulla fauna selvatica non debba dipendere dalle convenienze del momento. Pag. 208Occorre, di converso, che il controllo della fauna sia corredato il più possibile da valutazioni scientifiche; altrimenti, rileva, il rischio è quello di prevedere una gestione per così dire «politica» della fauna selvatica.

  Monica CIABURRO (FDI), relatrice, intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente, con particolare riferimento all'intervento della deputata Romeo, che le considerazioni espresse dovrebbero avere una stretta attinenza al contenuto dell'emendamento per il quale si interviene e non far riferimento, invece, al contenuto del provvedimento visto nella sua complessità.

  Susanna CHERCHI (M5S) chiede ai presentatori di poter sottoscrivere l'emendamento Borrelli 1.8, ritenendo che una moratoria dell'attività venatoria consentirebbe alla fauna selvatica di rigenerarsi e superare le criticità legate all'impatto antropico sugli ecosistemi.
  Svolge, quindi, ulteriori considerazioni di carattere scientifico su cosa significhi tutelare la biodiversità: ricorda in particolare che essa è stata definita dalla Convenzione sulla diversità biologica come «la variabilità di tutti gli organismi viventi inclusi negli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e nei complessi ecologici di cui essi sono parte».
  Ritiene dunque molto grave che, a fronte di un'evoluzione di circa quattro miliardi di anni, si possa correre ora il rischio di distruggere tutto ciò.
  Ricorda che si usa dire che la «Natura spende poco per guadagnare il massimo»: distruggere la biodiversità – sottolinea – è quindi un'operazione molto grave.

  Francesco BRUZZONE (LEGA), intervenendo sull'emendamento Borrelli 1.8, esprime, a nome del suo gruppo, una netta contrarietà.
  Ricorda che la possibilità di sospendere l'attività venatoria è già una facoltà concessa alle Regioni dalla legge n. 157 del 1992 e si domanda come mai anche le regioni governate dal Movimento 5 Stelle e da AVS non abbiano mai preso in considerazione tale possibilità.

  La Commissione respinge l'emendamento Borrelli 1.8.

  Mirco CARLONI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 13.45.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Martedì 4 agosto 2026.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.45 alle 13.50.