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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 5 agosto 2026
723.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giustizia (II)
COMUNICATO
Pag. 4

ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 5 agosto 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Alberto Balboni.

  La seduta comincia alle 14.35.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Ciro MASCHIO, presidente, avverte che è stato chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.

Pag. 5

Sull'ordine dei lavori.

  Ciro MASCHIO, presidente, propone, concorde la Commissione, di procedere ad un'inversione dei punti all'ordine del giorno della seduta odierna, nel senso di passare dapprima all'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, degli schemi di decreti legislativi (Atto n. 424 e Atto n. 431) e, successivamente, all'esame in sede referente del disegno di legge C. 3043 di conversione in legge del decreto-legge 23 luglio 2026, n. 127.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1069 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da domande manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi («azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica»).
Atto n. 424.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 29 luglio 2026.

  Ciro MASCHIO, presidente, ricorda che il termine per l'espressione del parere da parte della Commissione è fissato al 18 agosto 2026.

  Andrea PELLICINI (FDI), relatore, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1), evidenziando di averne condiviso i contenuti con il relatore presso l'omologa Commissione del Senato.

  Il sottosegretario Alberto BALBONI dichiara di condividere la proposta di parere testé formulata dal relatore.

  Ciro MASCHIO, presidente, comunica che sono state presentate due proposte alternative di parere: una da parte del gruppo MoVimento 5 Stelle (vedi allegato 2), l'altra da parte del gruppo Partito Democratico (vedi allegato 3). Avverte che le proposte alternative di parere saranno poste in votazione solo ove fosse respinta la proposta di parere formulata dal relatore.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) illustra le ragioni che motivano la proposta alternativa di parere formulata dal proprio gruppo e, quindi, il voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore.
  In primo luogo, evidenzia come l'articolo 3 della direttiva europea chiarisca che gli Stati membri possono riconoscere garanzie più ampie a tutela di soggetti attivi nella partecipazione pubblica. Muovendo da tale previsione, sostiene che lo schema di decreto in esame non le protegga quanto dovrebbe e potrebbe.
  Esprime forti critiche, ad esempio, sulla scelta di limitare l'ambito di applicazione del provvedimento ai procedimenti giudiziari che abbiano implicazioni transfrontaliere. Infatti, sebbene tale scelta – a stretto rigore – sia legittimata dalla normativa europea, ritiene assolutamente necessario non limitare l'operatività della normativa in esame a tale ambito di contenzioso, ma estenderla anche ai procedimenti che abbiano una dimensione nazionale. Quest'ultima opzione, peraltro, è stata scelta da altri Paesi dell'Unione europea, quali il Belgio, la Polonia, la Francia e i Paesi Bassi, in sede di recepimento della direttiva all'interno del rispettivo ordinamento nazionale.
  A tale proposito, nel corso del ciclo di audizioni è stato ricordato che il numero di procedimenti che presentano implicazioni transfrontaliere è del tutto irrisorio, a fronte della mole di contenzioso che vede sia l'attore che il convenuto domiciliati in Italia. Pertanto, limitare l'ambito di applicazione ai primi significa, evidentemente, riconoscere una tutela minima e non sufficiente.
  In secondo luogo, critica l'articolo 10 del provvedimento, nella parte in cui non prevede che la cauzione a garanzia delle spese di giudizio venga versata contestualmente alla domanda di risarcimento del danno.
  Inoltre, evidenzia come lo schema in esame non rechi disposizioni per i procedimentiPag. 6 penale ed amministrativi, nonché per l'esercizio dell'azione civile esercitata nel processo penale; tutti ambiti, questi, rispetto ai quali non può certo escludersi la sussistenza e la pericolosità di azioni temerarie manifestamente infondate.
  Ritiene, infine, che lo schema debba essere rivisto anche nella parte in cui disciplina la condanna alle spese che, nella formulazione attuale, facendo riferimento ai limiti del tariffario forense, rischia di non compensare pienamente i costi sostenuti dal giornalista che sia stato vittima di una SLAPP. A suo giudizio, il decreto legislativo dovrebbe prevedere – coerentemente con la direttiva europea – il riconoscimento integrale delle spese di lite con l'unico limite dell'eccessività.
  In conclusione, invita la maggioranza e il Governo a cogliere questa occasione per riconoscere piena tutela ai giornalisti di fronte ad azioni temerarie e manifestamente infondate che – come hanno denunciato diversi soggetti auditi – portano spesso a far desistere il giornalista dal proprio lavoro; e ciò è tanto più vero soprattutto per i giornalisti freelance o comunque non supportati da una grande redazione. Ne va, a suo avviso, del rispetto dell'articolo 21 della Costituzione e del riconoscimento pieno ed effettivo della libertà di stampa che costituisce il più significativo indice di democrazia di una Nazione.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) dichiara il voto contrario sulla proposta di parere del relatore, che non recepisce le condizioni presenti nella proposta alternativa di parere presentata dal proprio gruppo, alle cui motivazioni rinvia integralmente.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 1).

  Ciro MASCHIO, presidente, comunica che, a seguito dell'approvazione della proposta di parere del relatore, risultano precluse le proposte alternative di parere formulate dal gruppo MoVimento 5 Stelle e dal gruppo Partito Democratico, che non saranno pertanto poste in votazione.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, riguardante il recupero e la confisca dei beni.
Atto n. 431.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 29 luglio 2026.

  Ciro MASCHIO, presidente, ricorda che il termine per l'espressione del parere scade il 1° settembre 2026.

  Pietro PITTALIS (FI-PPE), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 4).

  Ciro MASCHIO, presidente, avverte che il gruppo Partito Democratico ha presentato una proposta alternativa di parere (vedi allegato 5), che sarà posta in votazione solo ove fosse respinta la proposta di parere formulata dal relatore.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) dichiara che il voto del proprio gruppo sulla proposta di parere del relatore è contrario, in quanto essa non contiene le condizioni che il suo gruppo aveva invece formulato nella propria proposta alternativa di parere.

  Federico CAFIERO DE RAHO (M5S) dichiara che il suo gruppo accoglie favorevolmente le modifiche che il decreto legislativo in esame apporta al codice penale, ma che esprimerà voto contrario sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore, in quanto, a suo avviso, l'articolo 11 del decreto presenta rilevanti criticità.
  Tale disposizione, infatti, modifica l'articolo 40, comma 5-ter, del decreto legislativo 6 settembre 2011, numero 159, in materia di gestione dei beni sequestrati.
  Sottolinea che la normativa vigente consente di procedere alla vendita dei soli Pag. 7beni mobili sottoposti a sequestro, escludendo quindi i beni immobili e le aziende. Questo assetto normativo è dettato da una specifica esigenza: mantenere la proprietà dello Stato sui beni immobili confiscati per reimpiegarli per scopi di carattere sociale o di pubblica utilità. Ciò consente di rendere tali beni – anche individuati attraverso apposite targhe che ne ricordino la provenienza – un importante simbolo della lotta dello Stato contro le mafie.
  L'articolo 11 del decreto in esame, invece, estende la possibilità di vendita a tutti i beni sottoposti a sequestro – non distinguendo, quindi, tra beni mobili e immobili – qualora tali beni non possano essere amministrati senza pericolo di deterioramento o di rilevanti diseconomie. A suo avviso, la valenza simbolica dei beni immobili confiscati verrebbe evidentemente frustrata qualora si procedesse alla vendita del bene a un soggetto privato.
  Inoltre, le condizioni per procedere alla vendita, introdotte con il decreto, risultano più generiche di quelle contenute nell'articolo 21 della direttiva (UE) 2024/160 ed estese anche – in modo non condivisibile – alla confisca. Il citato articolo 21 consente, infatti, la vendita pre-confisca in caso di beni deteriorabili o di beni che abbiano costi di conservazione o manutenzione «sproporzionati» rispetto al loro valore di mercato. Invece, la normativa interna àncora tale possibilità al mero pericolo di deterioramento ovvero al concetto di rilevante diseconomia, che è ben diverso da quello di sproporzione.
  Ritiene dunque che sotto tale profilo la direttiva poteva essere meglio attuata.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 4).

  Ciro MASCHIO, presidente, comunica che, a seguito dell'approvazione della proposta di parere del relatore, risulta preclusa la proposta alternativa di parere formulata dal gruppo Partito Democratico, che non sarà pertanto posta in votazione.

  La seduta termina alle 14.55.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 5 agosto 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Alberto Balboni.

  La seduta comincia alle 14.55.

DL 127/2026: Misure urgenti e indifferibili per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell'immobile degli uffici giudiziari di Bolzano.
C. 3043 Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 29 luglio 2026.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, ricorda che il provvedimento figura nel calendario dei lavori dell'Assemblea per la giornata di mercoledì 9 settembre prossimo.
  Avverte che è stato presentato l'emendamento Schullian 1.1. e che, successivamente alla scadenza del termine, in qualità di relatore, ha presentato l'articolo aggiuntivo 1.01, al quale non sono stati presentati subemendamenti (vedi allegato 6); entrambe le proposte emendative sono tuttavia state ritirate prima della seduta.
  Chiarisce di aver presentato la proposta emendativa 1.01 in quanto volta a prevedere lo stanziamento di adeguate risorse per finanziare interventi tecnologici urgenti, inclusi il ripristino delle reti informatiche e di sicurezza, l'acquisto di postazioni di lavoro (fisiche e virtuali), l'attivazione di sistemi di multivideoconferenza, il supporto professionale specialistico e l'allestimento telematico delle sedi temporanee.
  Non essendosi tempestivamente conclusa l'istruttoria tecnica relativa alla sua copertura finanziaria dichiara di aver optato per il ritiro della citata proposta emendativa, riservandosi di ripresentarne i contenuti nel corso dell'esame in Assemblea.Pag. 8
  Sottopone, quindi, alla Commissione una proposta di correzioni di forma, ai sensi dell'articolo 90, comma 1, del Regolamento (vedi allegato 7).

  La Commissione approva le correzioni di forma proposte (vedi allegato 7).

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, comunica che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I e XII e il parere con osservazione del Comitato per la legislazione. Avverte inoltre che la V Commissione ha comunicato che renderà il parere direttamente all'Assemblea.

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, avverte che la presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

  La seduta termina alle 15.