TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 14 di Venerdì 25 novembre 2022

 
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INTERPELLANZE URGENTI

A)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle imprese e del made in Italy, per sapere – premesso che:

   l'Ilva, ora Acciaierie d'Italia s.p.a., è il più grande stabilimento europeo per la produzione dell'acciaio;

   Invitalia, Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, nel 2021, è entrata nel capitale sociale dello stabilimento e ne è titolare del 38 per cento, il Gruppo ArcelorMittal è titolare del 62 per cento;

   nel corso della audizione alla Commissione bilancio e industria del Consiglio regionale della Puglia di giugno 2022, il presidente di Acciaierie di Italia, Franco Bernabè, ha ribadito che lo stabilimento ex Ilva di Taranto «deve rimanere in vita, deve rimanere uno stabilimento che produce acciaio in maniera compatibile» dal punto di vista ambientale, ma «deve rimanere in vita perché uno stabilimento morto di quel tipo diventa una bomba ecologica». E ha anche detto che «dobbiamo lavorare tutti per sviluppare questo stabilimento, se viene abbandonato il problema non è più risolvibile»;

   lo stesso Bernabè ha aggiunto che uno degli obiettivi fondamentali della riconversione dell'ex Ilva è quello occupazionale, attraverso il recupero della competitività. Obiettivo primario e condivisibile soprattutto in questo momento di grave crisi economica e sociale che attraversa il nostro paese ed il Sud in particolare;

   ne Il Sole 24ore del 12 novembre 2022 si legge che «a partire da lunedì 14 novembre, 145 aziende appaltatrici di Acciaierie d'Italia, ex Ilva, sono sospese dalla loro attività in fabbrica a Taranto. La comunicazione è stata fornita nella mattinata del 12 novembre dall'azienda alle organizzazioni sindacali, ma Confindustria Taranto segnala che diverse aziende già l'11 novembre 2022 hanno ricevuto una pec dall'ex Ilva»;

   la sospensione, dicono fonti sindacali, riguarda le attività e i lavori che queste imprese stavano svolgendo nel siderurgico. «E ovviamente – specificano – trattandosi di un numero elevato, vuol dire che l'indotto verrà colpito in larghissima parte. Continueranno a lavorare solo le imprese che per l'ex Ilva effettuano attività ritenute essenziali»;

   l'effetto di tale iniziativa è la messa a rischio di 2500 posti di lavoro in una contingenza recessiva e sociale particolarmente attenzionata dal Governo appena insediato. Tale atto pare in contrapposizione con quanto dichiarato dal presidente di Acciaierie Italia sull'obiettivo occupazionale dell'investimento fatto;

   il Ministro Urso in una sua dichiarazione del 15 novembre 2022 ribadisce: «Mi aspetto ad ore che l'azienda ci dia un segnale costruttivo rispetto a quello che ha fatto, senza nessun preavviso, nei confronti delle aziende dell'indotto e dei loro lavoratori» –:

   quali iniziative intenda adottare il Governo alla luce della situazione descritta in premessa.
(2-00010) «Alessandro Colucci, Lupi, Bicchielli, Cavo, Cesa, Pisano, Romano, Semenzato, Tirelli».

(16 novembre 2022)

B)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle imprese e del made in Italy, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere – premesso che:

   a Bagnoli della Rosandra, frazione di San Dorligo della Valle (Ts), ha la sede legale Wärtsilä Italia s.p.a., controllata dalla società finlandese Wärtsilä Corporation, leader nella fornitura di soluzioni per la generazione di energia per il settore marino e terrestre;

   il sito di Trieste di Wärtsilä Italia s.p.a. sviluppa, commercializza, produce e offre servizi di assistenza per un'ampia gamma di motori. A Trieste è presente anche la Land & Sea Academy, centro di eccellenza per la formazione di esperti in campo motoristico, l'Hybrid Centre, primo centro ibrido su scala reale al mondo ed il Contract Management Expertise Centre, supporto operativo da remoto ai clienti con contratti di manutenzione O.&M. dell'area SEAF (Sud Europa ed Africa);

   il 14 luglio 2022, senza alcun tipo di preavviso, l'azienda ha pubblicato sul proprio sito una nota in cui comunica di ridurre la produzione a Trieste e di centralizzare la produzione di motori a quattro tempi in Europa a Vaasa, in Finlandia. La fine della produzione dei motori e l'assemblaggio propulsori comporterà la perdita di 451 dipendenti, su un totale di circa 970 lavoratori impiegati nel sito produttivo triestino, senza contare i numeri correlati con l'indotto. Il Gruppo Wärtsilä a inizio 2022, al Ministero dello sviluppo economico, aveva smentito qualunque dismissione assicurando anzi un rinnovato interesse anche alla luce degli strumenti che il Ministero aveva messo a disposizione;

   le numerose attestazioni di solidarietà ai lavoratori di Wärtsilä Trieste a rischio licenziamento hanno raggiunto l'apice il 3 settembre 2022 con la straordinaria partecipazione alla manifestazione contro la chiusura dello stabilimento con la presenza di oltre 12.000 persone;

   il 23 settembre 2022 il tribunale del lavoro di Trieste, con decreto urgente, ha accolto il ricorso presentato dai sindacati di categoria in merito alla decisione di Wärtsilä di spostare la produzione dei motori da Trieste in Finlandia, annullando con sentenza la procedura di licenziamento collettivo dei 451 addetti promossa dal gruppo;

   con l'insediamento del nuovo Parlamento, tutti i rappresentanti di Camera e Senato eletti in Friuli Venezia Giulia hanno incontrato il 21 ottobre 2022 le rappresentanze sindacali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm e firmato un documento congiunto in cui si sono impegnati a sostenere le richieste dei lavoratori di Wärtsilä e dei sindacati in vista dell'imminente ripresa del confronto tra istituzioni e azienda e ad intervenire presso il Governo, non appena insediato, sui Ministri competenti;

   il 30 ottobre 2022 il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, ha dato disposizione di congelare i 34 milioni di fondi Pnrr destinati al gruppo finlandese, concessi per sostenere progetti di ricerca e sviluppo per la realizzazione di motori con carburanti meno inquinanti, definendolo «un atto coerente con le decisioni improvvise della società», e impedendo alla multinazionale di accedere contemporaneamente ai finanziamenti dell'Ue sia in Italia che in Finlandia;

   il 10 ottobre e in ultimo il 7 novembre 2022, si sono tenuti due incontri tra i nuovi vertici di Wärtsilä Italia e le Rsu a seguito dei quali l'azienda ha sostanzialmente confermato i 451 licenziamenti, nonostante la sentenza del tribunale del lavoro di Trieste;

   in occasione dell'incontro del tavolo presso il Ministero delle imprese e del made in Italy del 17 novembre 2022, la dirigenza del gruppo finlandese ha riconosciuto l'importanza del sito produttivo per l'area e ha manifestato la disponibilità ad accettare un percorso di reindustrializzazione che contempli anche la costruzione di motori marini da parte di altri soggetti industriali;

   la sospensione della produzione ha già prodotto notevoli problemi anche alle imprese committenti del territorio e non solo –:

   quali urgenti iniziative intendano adottare in tutte le sedi utili e opportune per sostenere le richieste lei lavoratori, del sindacato, delle istituzioni e delle imprese del comparto finalizzate alla continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento di Bagnoli della Rosandra, con particolare riguardo al mantenimento della produzione di motori, componente essenziale alla filiera produttiva della cantieristica navale italiana;

   quali iniziative si ritenga di dovere porre in essere per preservare il know how e la capacità industriale del sito, evitando la dispersione del patrimonio professionale degli operai, dei tecnici e degli impiegati, quale presidio fondamentale per l'economia triestina e nazionale e che rappresentano uno dei punti di eccellenza del Made in Italy.
(2-00017) «Serracchiani, De Micheli, Di Biase, Fossi, Gnassi, Gribaudo, Laus, Orlando, Peluffo, Sarracino, Scotto».

(18 novembre 2022)

C)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'università e della ricerca, il Ministro delle imprese e del made in Italy, per sapere – premesso che:

   il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato il 2 luglio 2020 il documento definitivo con le proposte per la «Strategia italiana per l'Intelligenza Artificiale» sulla base di un lavoro del gruppo di esperti selezionati dallo stesso Ministero che hanno recepito le osservazioni pervenute a seguito della predefinita consultazione pubblica;

   il Consiglio dei ministri del 3 settembre 2020 aveva identificato la città di Torino come centro principale da cui far partire le azioni contenute nel documento strategico sull'intelligenza artificiale per il nostro Paese;

   il decreto-legge n. 73 del 2021, convertito in legge n. 106 del 22 luglio 2021, istituiva la Fondazione Centro italiano di ricerca per automotive, competente sui temi tecnologici e sugli ambiti applicativi relativi all'automotive e aerospaziale, con sede a Torino;

   in particolare il comma 3 del articolo 62-bis del citato decreto-legge n. 73 del 2021, stabiliva, ai fini del rapido avvio delle attività della Fondazione, la nomina, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro dello sviluppo economico, di un comitato di coordinamento con il compito di predisporre lo schema di statuto della Fondazione;

   tale decreto, firmato in data 30 giugno 2022, ha nominato il comitato presieduto da Filippo Giansante, dirigente generale della Direzione VII del Dipartimento del tesoro (designato dal ministro Franco), Giovanni Betta, professore ordinario di Cassino e del Lazio Meridionale (designato dalla ministra Messa) e Mario Antonio Scino, vice Capo di Gabinetto del Ministero dello sviluppo economico, (designato dal Ministro Giorgetti);

   il comitato correttamente costituito aveva il compito, entro novanta giorni dalla nomina (e quindi entro il mese di settembre 2022), di redigere lo schema di statuto della Fondazione che avrebbe dovuto dare vita concretamente al Centro per l'intelligenza artificiale di Torino, con un budget annuale di 20 milioni di euro;

   non risulta, agli interpellanti, la predisposizione del previsto statuto e la conseguente adozione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con la Ministra dell'università e della ricerca e con il Ministro dello sviluppo economico e va considerata la sua oggettiva, rilevante e strategica urgenza –:

   quali siano le motivazioni di tali ritardi e le nuove tempistiche necessarie per la predisposizione dello statuto e la conseguente costituzione della Fondazione Centro italiano di ricerca per automotive, competente sui temi tecnologici e sugli ambiti applicativi relativi ad automotive e aerospaziale, con sede a Torino.
(2-00020) «Appendino, Iaria, Pavanelli, Cappelletti, Todde, Scerra».

(22 novembre 2022)

D)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della cultura, per sapere – premesso che:

   lo scorso febbraio le sette diocesi della Romagna (Ravenna-Cervia, Imola, Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro, Cesena-Sarsina, Rimini e San Marino-Montefeltro, anche se quest'ultima di competenza civile delle Marche) hanno inviato al Ministero della cultura le schede richieste in merito a 60 progetti in materia di messa in sicurezza antisismica dei luoghi di culto per essere ammessi a contributo, ai sensi di quanto previsto dal Pnrr;

   solo l'arcidiocesi di Ravenna-Cervia ha ricevuto in data 25 febbraio 2022 la comunicazione della Soprintendenza di Ravenna che aveva provveduto a trasmettere al Ministero competente le proprie valutazioni sui progetti presentati dalla stessa arcidiocesi, senza tuttavia comunicarne il tenore;

   nessuna lettera di questo tipo è stata inviata alle altre diocesi della Romagna, né sono state date ulteriori indicazioni;

   nell'allegato al decreto del Segretario Generale n. 455 del 7 giugno 2022, che assegna le risorse per la sicurezza sismica nei luoghi di culto e il restauro del patrimonio culturale Fondo edifici di culto, non risulta inserito alcun progetto delle diocesi della Romagna, di competenza della Soprintendenza di Ravenna, mentre sono approvati i progetti presentati alle Soprintendenze dell'Emilia, creando di fatto una disparità di trattamento all'interno del territorio regionale (fra Emilia, con 3 milioni di abitanti, e Romagna con 1,5 milioni di abitanti);

   in data 27 giugno 2022 i vescovi romagnoli hanno scritto all'allora Ministro della cultura, Dario Franceschini, al Presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, e per conoscenza alle Soprintendenze e autorità interessate, per lamentare il mancato finanziamento dei progetti per il recupero e il miglioramento antisismico di luoghi con un elevato valore religioso, storico, artistico e culturale, e che sono rappresentativi per le comunità e i territori di riferimento. Edifici che, inoltre, vengono utilizzati anche per l'accoglienza turistica e la fruibilità del patrimonio artistico;

   neppure questa lettera ha ottenuto risposta, né dal Ministero né dalle Soprintendenze;

   i vescovi della Romagna esprimono la viva preoccupazione sul fatto che è davvero urgente mettere in sicurezza i luoghi di culto messi a progetto, perché ubicati in zona sismica, come stanno dimostrando i recenti terremoti dell'Emilia (2012) e quelli di pochi giorni fa delle Marche –:

   quali siano le ragioni che hanno portato all'esclusione dei progetti delle diocesi della Romagna richiamate in premessa, e se il Ministro intenda valutare la possibilità di accogliere alcuni progetti presentati a suo tempo, anche attraverso ulteriori modalità di finanziamento, ponendo così rimedio alla disparità territoriale venutasi a creare.
(2-00014) «Tassinari, Cattaneo».

(16 novembre 2022)

E)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

   recenti notizie di diversi organi d'informazione riportano che il deputato brasiliano Edoardo Bolsonaro e suo fratello, a sua volta senatore brasiliano, Flavio Bolsonaro, entrambi figli del Presidente uscente del Brasile Jair Bolsonaro, si sarebbero rivolti alla cancelleria consolare dell'ambasciata italiana a Brasilia, per sollecitare l'iter di richiesta della cittadinanza italiana già avanzata nel 2019;

   la richiesta di cittadinanza dei fratelli Bolsonaro sarebbe stata avanzata sulla base di una antica origine italiana vantata da parte della famiglia;

   in base allo ius sanguinis chi è discendente di italiani, sia nel ramo paterno che nel ramo materno, può chiedere la cittadinanza italiana e ottenerla, salvo forse qualche caso particolare;

   per ottenere la cittadinanza italiana ius sanguinis occorrono due requisiti basilari: la discendenza da soggetto italiano, ovvero il dante causa (l'avo emigrato); l'assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza, vale a dire la mancata naturalizzazione straniera non solo dell'avo italiano, prima della nascita del figlio, ma anche dei suoi discendenti in linea retta, prima della nascita della successiva generazione, fino ad arrivare al richiedente medesimo. Bisogna, in sostanza, dimostrare che la catena di trasmissioni della cittadinanza non si sia mai interrotta;

   entrambi i figli dell'ex Presidente Bolsonaro sarebbero coinvolti in inchieste giudiziarie: per pesanti attacchi al Tribunale supremo elettorale il primo, per distrazione di fondi pubblici e per rapporti con i presunti sicari accusati dell'omicidio della deputata di Rio de Janeiro Marielle Franco il secondo;

   anche l'ex Presidente Bolsonaro, resosi responsabile della devastazione della foresta Amazzonica e di violazione dei diritti umani e per il quale pende la richiesta di messa in stato di accusa da parte del Senato brasiliano per crimini contro l'umanità, avrebbe nelle ultime ore richiesto la cittadinanza italiana;

   la richiesta della cittadinanza italiana, anche in relazione ai processi che coinvolgono l'ex-Presidente Bolsonaro, potrebbe celare l'intenzione da parte della famiglia Bolsonaro di essere utilizzata per non sottoporsi al giudizio dei tribunali brasiliani –:

   se i Ministri risultino a conoscenza dei fatti esposti in premessa, se risulti che il consolato dell'ambasciata italiana in Brasile abbia ricevuto richiesta di cittadinanza italiana dall'ex Presidente del Brasile Jair Bolsonaro, se ritengano, per quanto di competenza, di concedere la cittadinanza ai membri della famiglia Bolsonaro e se, considerando che mediamente per ottenere la cittadinanza italiana da parte di originari italiani all'estero ci vogliono tra i 10 e i 15 anni, si intenda promuovere iniziative di competenza volte ad attivare una procedura agevolata per la famiglia Bolsonaro.
(2-00021) «Bonelli, Zanella».

(22 novembre 2022)

F)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:

   la strada statale 106 «Jonica» collega Reggio Calabria a Taranto, attraverso un percorso di 491 chilometri lungo la fascia litoranea jonica di Calabria, Basilicata e Puglia. Si tratta di un collegamento strategico per il Sud Italia, poiché mette in comunicazione i due capoluoghi, i numerosi comuni costieri, l'Autostrada del Mediterraneo e l'autostrada A14 «Adriatica» che termina proprio a Taranto;

   allo stato risultano completati circa 64 chilometri su 491 chilometri, mentre per 300 chilometri si parla ancora di tratti da ammodernare con progettazione in corso (47 per cento) e progettazione ancora da avviare (27,5 per cento). Dai dati presentati nel contratto di programma Anas 2021-2015, il costo stimato per il completamento dell'intero asse è di circa 8,4 miliardi di euro;

   la struttura commissariale avrebbe definito un piano di adeguamento e messa in sicurezza dell'arteria, da realizzare per priorità, che prevede l'aumento del livello prestazionale dell'intera tratta calabra. Sono previsti, oltre ai già contrattualizzati interventi di messa in sicurezza, una serie di lavori necessari a diminuire, nel breve periodo, il livello di incidentalità dell'arteria, attraverso rettifiche locali di tracciato o sistemazione di incroci a raso, fino alla manutenzione programmata delle barriere di sicurezza e delle pavimentazioni;

   contemporaneamente, sarebbe in fase di sviluppo una seconda fase, basata sull'avvio di una progettazione in grado di ricomporre funzionalmente le tratte prioritarie, coniugando ai criteri trasportistici, il ruolo strategico di tale infrastruttura per la sicurezza e l'aumento della competitività dell'intera area jonica. Entro la fine dell'anno in corso è prevista la conclusione dello studio progettuale della tratta sino a Reggio Calabria;

   la riqualificazione di questa arteria dura ormai da decenni, lungo il tratto calabrese il principale intervento è costituito dal 3° megalotto che riguarda la realizzazione della nuova sede della statale 106 «Jonica» tra Sibari e Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza, per una lunghezza di 38 chilometri su due carreggiate separate e un investimento di 1,33 miliardi di euro. Il cantiere per la realizzazione del 3° megalotto ha preso il via il 19 maggio 2020 e il completamento dell'opera è stimato nell'agosto 2026;

   si ritiene che l'ammodernamento delle infrastrutture rappresenti un punto fondamentale per il rilancio del Mezzogiorno e del Paese;

   per questa ragione è prioritario assicurare la continuità nelle decisioni assunte dal precedente esecutivo e prevedere nella legge di bilancio l'intervento previsto per l'opera pubblica in oggetto che, attraverso quanto previsto dal Documento di economia e finanza, è stata definita un'opera strategica con investimenti congrui (circa 3 miliardi) e finalizzati al completamento dei tratti cantierizzati, alla esecuzione dei restanti e al finanziamento degli studi progettuali dei tratti necessari alla realizzazione di questa infrastruttura su tutto il territorio regionale interessato fino a Reggio Calabria;

   il giorno 20 novembre ricorreva la giornata mondiale delle vittime della strada. Occorre ricordare, ancor di più in questa circostanza, che la strada in oggetto è tristemente nota con l'appellativo di «strada della morte», difatti dai 1996 si contano oltre 700 vittime; circa 30 decessi annui (un decesso ogni quindici giorni su una media totale nazionale di otto al giorno);

   pertanto, non solo i tre miliardi previsti risultano necessari, ma sarebbe prioritario finanziare anche il restante miliardo e mezzo necessario per completare l'investimento e concludere l'ammodernamento del resto del tracciato;

   ad oggi non si hanno notizie circa i finanziamenti previsti per l'opera all'interno del Documento di economia e finanza 2022 – Allegato infrastrutture, dunque potrebbero non essere confermati all'interno dell'imminente legge di bilancio, e pertanto sarebbe messa in discussione la messa in sicurezza e il completamento della statale «jonica» –:

   quali siano ad oggi le iniziative e le relative fonti di finanziamento che il Governo ritiene di adottare al fine di finanziare il complessivo ammodernamento e la necessaria messa in sicurezza della statale «jonica», con particolare riguardo al tratto calabrese.
(2-00019) «Baldino, Alfonso Colucci, D'Orso, Lomuti, Pellegrini, Torto, Fenu, Orrico, Ilaria Fontana, Iaria, Pavanelli, Aiello, Sportiello, Caramiello, Scutellà, Auriemma, Cappelletti, Scerra».

(22 novembre 2022)

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