TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 43 di Mercoledì 25 gennaio 2023

 
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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

   ORSINI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   il Mediterraneo sembra diventare sempre più un'area contesa, con crescenti e contrastanti rivendicazioni dei Paesi rivieraschi e gli interventi di potenze esterne, creando preoccupanti tensioni anche per quanto attiene allo sfruttamento delle sue risorse;

   il perdurante conflitto in Ucraina continua a porre il nostro Paese dinanzi alla necessità di trovare strategie urgenti e lungimiranti per assicurare, già nel breve periodo, una soluzione alla questione della sicurezza energetica;

   il fenomeno dell'immigrazione irregolare ha visto negli ultimi mesi un aumento dei flussi che giungono dalla Libia e dalla Tunisia, Paesi attraversati da profonde crisi politiche ed economiche;

   la Libia, in particolare, continua ad essere divisa, con evidenti ripercussioni sia sulla cooperazione migratoria sia sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici che provengono da quel Paese; accanto a queste criticità lo scenario regionale offre occasioni di collaborazione legate alla valorizzazione delle risorse economiche –:

   quali iniziative intenda intraprendere il Ministro interrogato, anche alla luce di quanto esposto in premessa, per dare nuovo impulso all'azione dell'Italia volta a stabilizzare l'area del Mediterraneo al fine di promuovere gli interessi del nostro Paese.
(3-00124)

(24 gennaio 2023)

   SERRACCHIANI, QUARTAPELLE PROCOPIO, AMENDOLA, BOLDRINI, FERRARI, GHIO, CASU e FORNARO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   nei giorni scorsi, il Ministro interrogato ha incontrato il Presidente egiziano Al-Sisi e ha riferito, via social, riguardo il colloquio che: «ho chiesto e ricevuto rassicurazioni per forte collaborazione sui casi Regeni e Zaki». Il portavoce della Presidenza egiziana ha dichiarato che: «l'incontro ha testimoniato la volontà e l'interesse reciproco di sviluppare le relazioni bilaterali tra i due Paesi in tutti i campi nel prossimo periodo»;

   a metà novembre 2022, la Presidente del Consiglio dei ministri Meloni aveva avuto un incontro con il Presidente Al-Sisi e aveva ribadito che in Italia c'è la massima attenzione per il caso Regeni e che «ci si aspetti collaborazione»;

   l'Egitto si è sempre rifiutato di prestare la minima collaborazione per processare gli indagati del delitto Regeni;

   difatti, un funzionario del Ministero della giustizia, riferendo in tribunale nell'ambito del processo Regeni, ha confermato di «non aver ricevuto nessuna risposta dalle autorità egiziane», che per gli egiziani nessun processo e nessuna collaborazione sono possibili e che in Egitto non si potrà più aprire un procedimento per il caso Regeni nei loro confronti, per il principio del «ne bis in idem»;

   il processo Regeni in Italia è fermo da quasi due anni per una questione procedurale, in quanto non è possibile notificare gli atti agli imputati. Ma la notifica è impossibile senza la collaborazione dell'Egitto, che non consegna gli indirizzi all'Italia. A nulla sono valse rogatorie internazionali, né le pressioni politiche del nostro Governo. L'ex Ministra della giustizia, Cartabia, si era offerta di andare personalmente al Cairo. Ma l'Egitto non si è degnato nemmeno di rispondere. Per questo motivo, parrebbe anche che l'ex Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi aveva maturato la decisione di non partecipare alla Cop26. Draghi aveva compiuto anche un altro atto dal valore fortemente simbolico: la costituzione di parte civile della Presidenza del Consiglio dei ministri nel procedimento contro i quattro agenti egiziani;

   un'ultima via legale ancora esperibile potrebbe essere quella dell'arbitrato internazionale, facendo ricorso agli strumenti previsti dalla Convenzione internazionale contro la tortura, di cui Italia e Egitto sono entrambi firmatari, e citando, dunque, l'Egitto davanti a un giudice per aver violato la Convenzione –:

   che tipo di «rassicurazioni per una forte collaborazione sul caso Regeni» abbia ricevuto il Ministro interrogato dal Presidente egiziano e se il Governo intenderà avvalersi dei meccanismi previsti dalle Nazioni Unite e citare l'Egitto per aver violato la Convenzione internazionale contro la tortura.
(3-00125)

(24 gennaio 2023)

   GHIRRA e ZANELLA. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   in aderenza alla normativa europea e internazionale in tema di libertà di movimento, l'articolo 1 legge n. 1185 del 1967 stabilisce che ogni cittadino è libero, salvi gli obblighi di legge, di uscire dal territorio della Repubblica, valendosi di passaporto o di documento equipollente;

   il passaporto ha durata decennale e attesta l'identità dei cittadini diretti o prevenienti dall'estero; alla scadenza deve essere rinnovato;

   dal 20 maggio 2010 viene rilasciato, da tutte le questure in Italia e all'estero dalle rappresentanze diplomatiche e consolari, un documento elettronico costituito da un libretto a modello unificato, dotato di un microchip, contenente le informazioni relative ai dati anagrafici, la foto e le impronte digitali del titolare;

   le domande relative ai passaporti vengono presentate, di regola nel luogo dove il richiedente ha residenza, domicilio o dimora, alla questura o all'ufficio locale di pubblica sicurezza; in mancanza di questi, al comando locale dei Carabinieri o al comune e, in casi eccezionali, agli ispettorati di frontiera;

   il cittadino che necessita presentare domanda per il rilascio del passaporto deve prenotare un appuntamento sul sito internet della Polizia di Stato a cui si accede unicamente tramite Spid, Cie o Cns;

   tale sistema costituisce l'unica ed esclusiva modalità per il rilascio del passaporto in diverse realtà territoriali del Paese, come per gli uffici della questura di Cagliari e per i commissariati di Polizia di Stato di Quartu Sant'Elena, Carbonia e Iglesias;

   in diverse città sono lunghissime le attese per ottenere il passaporto: presso la questura di Cagliari occorre attendere oltre sei mesi per ottenere il primo appuntamento utile per la presentazione della domanda, con un intervallo maggiore quando la richiesta riguarda minori;

   questa situazione di fatto, oltre che evidenziare una disomogeneità nella distribuzione delle risorse sul territorio nazionale, limita in maniera rilevante la libertà di circolazione dei cittadini che risiedono in specifiche aree territoriali e si trovano nella necessità di recarsi all'estero per motivi di salute o di lavoro o per motivi di svago, posto che la procedura per il rilascio urgente viene autorizzata solo in condizioni realmente eccezionali e su valutazioni dell'ufficio competente largamente discrezionali –:

   quali soluzioni intenda attuare, anche potenziando il personale addetto, per risolvere la problematica descritta, rendendo omogenea sul territorio nazionale la tempistica necessaria per l'emissione dei passaporti e garantendo, al contempo, il rispetto dei principi della libertà di movimento, riconosciuta anche a livello internazionale, a tutti i cittadini.
(3-00126)

(24 gennaio 2023)

   BENZONI, PASTORELLA, GADDA, ENRICO COSTA, DEL BARBA e SOTTANELLI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il passaporto è sempre più un documento necessario per potersi muoversi facilmente in un mondo globalizzato e facilmente collegato;

   come riportato da vari articoli di stampa, numerosi cittadini in diverse zone d'Italia stanno vedendo negata la possibilità di ottenere in tempi ragionevoli il rinnovo del passaporto presso le questure, con una limitazione della loro libertà di movimento;

   a titolo esemplificativo, si registrano in media quattro mesi di attesa a Parma, a Padova e a Reggio Emilia, sei mesi a Pavia, a Forlì, a Napoli e a Cagliari, addirittura otto a Varese, dai due agli otto mesi a Brescia;

   diverse le ragioni addotte dalle questure come causa dei ritardi: dall'introduzione dell'obbligo del passaporto per recarsi in Gran Bretagna dopo la Brexit fino alla pandemia, che ha determinato un calo significativo della domanda di passaporti a causa delle restrizioni imposte agli spostamenti;

   di conseguenza, al numero normale di richieste si sono aggiunte oggi quelle dei cittadini che negli ultimi tre anni non avevano rinnovato i documenti; infine, la prima scadenza decennale dei nuovi passaporti emessi nel 2012 e 2013;

   tra le cause non è da sottovalutare la mancanza di personale, con la conseguenza che gli operatori non riescono a smaltire in tempi rapidi l'aumento di richieste nonostante vi sia la disponibilità dei libretti, e le tempistiche per la formazione del personale funzionario che si attestano a circa 18 mesi;

   oltre ai tempi di attesa, si segnalano inoltre difficoltà nell'accedere al portale on line delle prenotazioni; spesso il sistema è off line e, anche quando si riesce ad accedere, non risultano appuntamenti disponibili –:

   se il Ministro interrogato non ritenga di rivedere e semplificare le procedure di rilascio e rinnovo dei passaporti ottimizzando così il lavoro degli operatori, in particolare digitalizzando l'iter attraverso apposita piattaforma gestita direttamente dal Ministero dell'interno, consentendo le prenotazioni per i residenti fuori zona e velocizzando i processi di assunzione del personale mancante.
(3-00127)

(24 gennaio 2023)

   ZINZI, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BAGNAI, BARABOTTI, BELLOMO, BENVENUTO, DAVIDE BERGAMINI, BILLI, BISA, BOF, BORDONALI, BOSSI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DI MATTINA, FORMENTINI, FRASSINI, FURGIUELE, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MINARDO, MONTEMAGNI, MORRONE, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIERRO, PIZZIMENTI, PRETTO, RAVETTO, SASSO, STEFANI, SUDANO, TOCCALINI, ZIELLO e ZOFFILI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   domenica 22 gennaio 2023, alle ore 15.30, a Pagani (Salerno) era in programma la partita di calcio Paganese-Casertana, valevole per il girone G del campionato di serie D;

   i rapporti tra le tifoserie delle due squadre sono da tempo caratterizzati da una forte rivalità, tanto da allertare l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive poiché ritenuta partita «a rischio»;

   circa mezz'ora prima dell'inizio della partita, secondo la stampa, all'angolo tra via San Domenico e via Leopardi, a poche centinaia di metri dallo stadio Torre, un pullman con a bordo una cinquantina di sostenitori della Casertana è stato oggetto di un'aggressione culminata con un lancio di un fumogeno che ha causato l'incendio del mezzo;

   l'incendio ha, altresì, coinvolto e danneggiato un edificio, causando danni al palazzo e paura tra i residenti, prima di essere estinto dai vigili del fuoco;

   nei minuti seguenti l'agguato si sono verificati scontri tra le tifoserie, con l'uso di armi improprie, interrotti dall'intervento dei Carabinieri;

   sarebbero stati, inoltre, commessi atti di vandalismo contro auto in sosta e vetrine di attività commerciali situate nelle vie in cui si sono verificati gli scontri;

   sarebbero tre le persone che hanno avuto necessità di ricorrere a cure sanitarie a causa degli incidenti, fortunatamente senza necessità di ricovero: un carabiniere per una ferita lacero-contusa a una gamba e due sostenitori della Casertana;

   gli accertamenti sull'accaduto sono stati affidati ai Carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore;

   a poche ore dagli incidenti il Ministero dell'interno ha diffuso una nota in cui annuncia di esser «pronto a procedere con massimo rigore nei confronti dei responsabili degli incidenti e delle due tifoserie, ma verrà sviluppata anche un'approfondita riflessione circa i criteri con cui sarà, d'ora in avanti, consentito lo svolgimento di partite considerabili “a rischio” anche nelle serie minori»;

   la partita ha avuto comunque luogo e la Casertana, immediatamente dopo la gara, ha diffuso una nota di condanna delle violenze in cui ringrazia la società Paganese per l'accoglienza riservata ai dirigenti e ai tesserati «nel segno di quel rispetto che ha sempre regnato tra le nostre società» –:

   quali iniziative urgenti, per quanto di competenza, intenda adottare per chiarire quanto prima l'esatta dinamica dei fatti riportati in premessa affinché siano individuati i responsabili dell'agguato incendiario e degli altri episodi di violenza – anche ai fini del risarcimento dei danni economici cagionati – e quali iniziative di competenza intenda realizzare per evitare il ripetersi di simili incidenti.
(3-00128)

(24 gennaio 2023)

   FOTI, MESSINA, GARDINI, ANTONIOZZI, RUSPANDINI, URZÌ, DE CORATO, KELANY, MICHELOTTI, MORGANTE, MURA e SBARDELLA. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   la recente pagina di cronaca relativa alla cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro ha provocato non solo una forte reazione nell'opinione pubblica, ma ha anche riacceso i riflettori sull'importanza dell'attività di controllo da parte delle forze dell'ordine sul territorio nazionale, evidenziando come la costante presenza dello Stato nei centri urbani sia necessaria al fine di contrastare i gravi episodi riconducibili alla criminalità organizzata di stampo mafioso;

   nonostante gli strumenti normativi di cui la nostra nazione si è dotata nel tempo, l'impegno contro le mafie e i poteri criminali non è certo concluso: la mafia è ancora straordinariamente pericolosa e capace di adattarsi, colpendo il tessuto vivo del Paese, insinuandosi negli affari e nella società; essa, infatti, ha una forte specificità territoriale, essendo caratterizzata da una peculiarità che la distingue da tutte le altre, ovvero quella di connotarsi come «anti-Stato»;

   risulta sempre più avvertita l'esigenza di una riflessione sul concetto di sicurezza, che, soprattutto oggi, caratterizza la condizione di complessità propria dei grandi centri urbani e che richiede una serie di misure di rassicurazione della comunità civile: queste ultime mirano a rafforzare la percezione che le pubbliche istituzioni concorrono unitariamente alla gestione delle conseguenti problematiche, nel superiore interesse della sicurezza collettiva e individuale;

   a dimostrazione di quanto sopra riportato, la conclusione dell'operazione di cattura del boss mafioso Messina Denaro è stata resa possibile dall'attuazione del noto «metodo Dalla Chiesa», di cui il controllo sul territorio risulta esserne il perno centrale: nonostante nello scenario attuale si sia rivelato sempre più importante il ruolo della tecnologia e delle nuove tecniche di indagine, non bisogna, quindi, dimenticare la centralità delle operazioni di analisi e osservazione del territorio;

   la risposta più incisiva che si può dare per contrastare la territorialità delle grandi organizzazioni mafiose è, pertanto, il rafforzamento della capacità di controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, capisaldi della storia e dell'ordinamento del nostro Paese –:

   quali iniziative, per quanto di competenza, il Governo intenda adottare al fine di potenziare ulteriormente l'attività di controllo sul territorio esercitata dalle forze dell'ordine per contrastare la criminalità organizzata.
(3-00129)

(24 gennaio 2023)

   ORRICO, CHERCHI, AMATO e CASO. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   nelle scuole superiori del comune di Cividale del Friuli è stato distribuito un opuscolo promosso dalla locale amministrazione e dalla regione Friuli Venezia Giulia dal titolo «Prevenire le aggressioni, combattere la violenza»;

   tale opuscolo avrebbe dovuto informare i giovani studenti sui rischi di aggressioni e sugli abusi di natura sessuale in modo da prevenirli;

   nella sopra citata pubblicazione, invece, molte delle raccomandazioni presenti sono focalizzate sugli atteggiamenti che le donne dovrebbero rispettare nei luoghi pubblici, come, ad esempio, non indossare abiti vistosi, gioielli o non sorridere e non guardare sconosciuti, lasciando intendere che alla base delle aggressioni e delle molestie ci sia il modo di comportarsi delle vittime, ledendo la loro libertà e ribaltando su di esse la responsabilità;

   l'opuscolo è, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, in distribuzione già da tre anni;

   i contenuti della pubblicazione hanno determinato le legittime proteste degli organi e dei movimenti studenteschi del territorio, nonché l'indignazione generale di buona parte dell'opinione pubblica, che ritiene che la violenza non sia mai giustificabile;

   in particolare, sono ritenute inaccettabili non solo le frasi contenute in questo opuscolo, ma anche l'opportunità stessa di un volantino pieno di messaggi pregiudizievoli rivolti alle potenziali vittime;

   tuttavia, a oggi l'opuscolo non è stato ritirato, mentre sarebbe oltremodo opportuno provvedere a un immediato ritiro dell'edizione attuale dell'opuscolo «Prevenire le aggressioni, combattere la violenza», caratterizzato da contenuti marcatamente sessisti, retaggio di una cultura maschilista e patriarcale che intende limitare la libertà di espressione delle donne;

   sarebbe auspicabile che in tutte le scuole di ogni ordine e grado si affronti il tema della prevenzione alla violenza di genere, al fine di evitare la riproposizione di qualsiasi atteggiamento direttamente o indirettamente giustificazionista di ogni forma di violenza attraverso l'utilizzo di argomentazioni basate sulla condanna di comportamenti adottati dalle potenziali vittime –:

   se non ritenga di adottare iniziative di competenza affinché si proceda a un immediato ritiro dell'opuscolo, promuovendo piuttosto iniziative che, nel rispetto della dignità delle donne, siano di sensibilizzazione e di contrasto alla cultura della violenza.
(3-00130)

(24 gennaio 2023)

   LUPI, CAVO, BICCHIELLI, CESA, ALESSANDRO COLUCCI, PISANO, ROMANO, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   il sistema nazionale di istruzione segnala da lunghi anni la necessità di reperire ulteriori risorse di finanziamento per rispondere prontamente alla dispersione scolastica, alle attività di manutenzione e all'ammodernamento di immobili e strumentazione didattica;

   i dati Invalsi del 2022 segnalano che, tra gli studenti che concludono il ciclo d'istruzione secondaria di primo grado, solo il 61 per cento raggiunge un livello almeno adeguato per quanto riguarda l'italiano, il 56 per cento per la matematica, il 78 per cento per la lettura in inglese e il 62 per cento per l'ascolto in inglese;

   il sistema degli istituti tecnici superiori, che per sua natura coinvolge direttamente gli enti del territorio nelle proprie fondazioni – enti locali, imprese, enti del terzo settore, università, altre istituzioni scolastiche –, sta dimostrando una rilevante capacità di sviluppo, anche grazie al contributo del settore privato;

   cresce il numero delle aziende che negli ultimi anni hanno deciso di costituire – al proprio interno o in collaborazione con enti esterni – scuole aziendali, accademie e centri di formazione, dimostrando una maggiore sensibilità verso l'educazione e lo sviluppo di competenze che talvolta non sono raggiunte nel corso dei cicli d'istruzione scolastica;

   il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha previsto 6 riforme e 11 linee di investimento dedicate all'istruzione, per un totale di 17,59 miliardi di euro suddivisi in 6 linee di investimento per le infrastrutture, con una dotazione di 12,1 miliardi di euro, e 5 linee di investimento per le competenze, per le quali il piano prevede 5,46 miliardi di euro di stanziamenti;

   nonostante i segnali positivi di una maggiore attenzione riservata al finanziamento del mondo scolastico, per esempio negli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sussiste la necessità di stimolare maggiori finanziamenti da parte del settore privato, anche per rispondere alla crescente povertà educativa, soprattutto in alcune aree geografiche del Paese –:

   quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza, per favorire e sostenere ulteriori contributi di cittadini, imprese ed enti del terzo settore al finanziamento delle scuole, eventualmente anche introducendo misure dedicate volte a garantire benefici fiscali per i soggetti che intendono destinare donazioni agli enti del sistema scolastico nazionale.
(3-00131)

(24 gennaio 2023)

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