TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 555 di Mercoledì 29 ottobre 2025

 
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MOZIONE CONCERNENTE INIZIATIVE IN MATERIA DI PERCORSI NUTRIZIONALI PER I PAZIENTI ONCOLOGICI

   La Camera,

   premesso che:

    1) i problemi relativi all'alimentazione in oncologia possono essere conseguenza diretta della malattia (soprattutto in alcuni tipi di neoplasie) e/o dei trattamenti (chirurgici, radioterapici e farmacologici) e impattano direttamente sull'efficacia delle cure, sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza del paziente;

    2) va, quindi, evidenziata l'importanza della nutrizione clinica nei pazienti oncologici, posto che le neoplasie sono la seconda causa di morte globale, con un dato previsto in raddoppio entro il 2030;

    3) la necessità di garantire processi di riabilitazione oncologica multidisciplinari, che pongano particolare attenzione, tra gli altri, all'aspetto nutrizionale, è sottolineata anche nei documenti programmatici dell'intergruppo parlamentare «Insieme per un impegno contro il cancro», composto da parlamentari di tutti gli schieramenti, e nell'accordo di legislatura 2022/2027 presentato nell'ambito del progetto «La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere»;

    4) la malnutrizione (per difetto o eccesso) colpisce tra il 30 per cento e il 50 per cento dei pazienti oncologici già alla diagnosi, con conseguenze gravi sulla qualità di vita, sull'aderenza alle terapie e sulle prognosi. La scarsa attenzione allo stato nutrizionale peggiora gli esiti clinici. Si stima che 33 milioni di europei vivano con malnutrizione cronica;

    5) i pazienti neoplastici possono poi presentare problemi nutrizionali precoci – ad esempio post-chirurgia radicale – con il 20-30 per cento che muore per conseguenze della malnutrizione. La perdita di peso varia per tipo di tumore: 80 per cento in neoplasie gastrointestinali superiori, 60 per cento polmonari ed altro. La malnutrizione per difetto è un predittore di morbidità o mortalità. La malnutrizione per eccesso porta il rischio di sindrome metabolica e recidive – ad esempio nel cancro mammario – è multifattoriale e richiede interventi tempestivi, integrati e multimodali;

    6) pertanto, è essenziale un «percorso nutrizionale parallelo» come supporto alla terapia oncologica, dalla diagnosi al follow-up. Per prevenire complicanze e ridurre i costi sanitari va fatta una valutazione multidimensionale dello stato nutrizionale del paziente – attiva e palliativa – dalla prima visita ed è necessaria una presa in carico nutrizionale a lungo termine, con interventi personalizzati. Il percorso deve includere monitoraggio metabolico-nutrizionale, counseling, eventualmente integrazione orale, enterale e parenterale, e follow-up;

    7) è, quindi, necessario definire uno screening nutrizionale validato e rispondere ai bisogni specifici alla diagnosi, durante il trattamento, al follow-up e alla prevenzione terziaria, costruendo un modello organizzativo integrato con programmi nutrizionali personalizzati in associazione alle terapie oncologiche, fin dal primo accesso;

    8) lo screening nutrizionale del paziente oncologico mira a correggere e/o e prevenire la malnutrizione dalla diagnosi, ottimizzare le terapie, limitare gli effetti collaterali, migliorare la qualità di vita e prevenire o la perdita di peso o, al contrario, obesità e sindrome metabolica. Lo screening deve essere effettuato alla diagnosi e ripetuto ad intervalli, valutando la storia clinica, i trattamenti, i sintomi, l'antropometria e i test di laboratorio;

    9) la risposta organizzativa deve, pertanto, passare attraverso un percorso integrato che preveda un programma nutrizionale personalizzato e perfettamente integrato al trattamento oncologico;

    10) dopo il primo accesso ospedaliero è necessaria una valutazione nutrizionale obbligatoria, un piano personalizzato, un follow-up condiviso, e quindi le reti territoriali dovrebbero garantire il collegamento ospedale-domicilio, piattaforme informatizzate, webcam per il monitoraggio;

    11) va evidenziata anche la condizione dei pazienti, soprattutto quelli trattati con interventi chirurgici demolitivi, i gastrectomizzati ad esempio, cioè soggetti che hanno subìto una rimozione parziale o totale dello stomaco (gastrectomia). Questa condizione non è di per sé una patologia, ma una condizione post-chirurgica che porta a una serie di alterazioni metaboliche, fisiologiche e potenziali complicanze mediche. Le «patologie» o, più correttamente, le sindromi e le carenze che sviluppano sono conseguenze dirette della perdita delle funzioni gastriche. Le principali sono complicanze funzionali, sindromi da malassorbimento e carenze nutrizionali, complicanze meccaniche e anatomiche, complicanza a lungo termine. La gestione di questi pazienti richiede, quindi, un approccio multidisciplinare che include chirurgo, gastroenterologo, dietista o nutrizionista e medico di base, un monitoraggio nutrizionale per prevenire la malnutrizione ed infine una sorveglianza anche endoscopica a lungo termine per il rischio di recidive;

    12) il documento «Linee di indirizzo percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici», approvato dalla Conferenza Stato-regioni il 14 dicembre 2017 (rep. atti n. 224/CSR), mira a costruire e standardizzare dei percorsi nutrizionali per i pazienti oncologici in Italia, integrandoli nei servizi ospedalieri, territoriali e domiciliari, e propone standard nazionali per percorsi integrati ospedale-territorio, inclusi modelli organizzativi e di formazione, per garantire continuità assistenziale con medicina generale e pediatri di libera scelta;

    13) pertanto, gli effetti attesi devono essere quelli di ridurre le complicanze, facilitare il recupero nutrizionale e migliorare la salute fisica e la qualità di vita del paziente e, al contempo, migliorare l'efficienza del Servizio sanitario nazionale e i servizi sanitari delle regioni e delle province autonome,

impegna il Governo:

1) ad adottare iniziative, per quanto di competenza, volte ad attivare specifici protocolli che prevedano una corretta valutazione e un supporto nutrizionale precoce e continuativo quale parte integrante e indispensabile della terapia oncologica stessa e a rendere operativa l'integrazione nutrizionale come «percorso parallelo» alle cure oncologiche per migliorare gli esiti e la qualità della vita del paziente;

2) ad assumere iniziative di competenza volte ad adottare e implementare un modello interdisciplinare e multiprofessionale per interventi nutrizionali adeguati, tempestivi e sicuri per i pazienti oncologici, integrati nei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (Pdta), che includa figure come medici nutrizionisti, dietisti, psicologi, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta con competenze trasversali;

3) ad avviare campagne di sensibilizzazione verso una corretta alimentazione per i pazienti oncologici con linee guida sugli alimenti da evitare, quelli da limitare e secondo le evidenze scientifiche, ma anche al fine di prevenire le malattie neoplastiche in conseguenza dei cattivi stili di vita;

4) ad adottare circolari per gli ospedali pubblici e le strutture convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, che prevedano indicazioni sull'alimentazione – preparata dalle mense interne ovvero dai fornitori esterni – da adottare per i pazienti;

5) ad adottare iniziative, anche di carattere normativo, compatibilmente con i vincoli di bilancio, volte a rendere gratuiti, su prescrizione dello specialista in regime di Servizio sanitario nazionale, gli alimenti medici ai fini speciali (Amfs) su tutto il territorio nazionale.
(1-00497) «Cattoi, Maerna, Malavasi, Marrocco, Quartini, Bonetti, Zanella, Boschi, Semenzato, Gebhard, Loizzo, Lucaselli, Lovecchio, Nisini».

(7 ottobre 2025)

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

   RUFFINO, BENZONI, D'ALESSIO, GRIPPO e SOTTANELLI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   i cantieri della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, che hanno iniziato a interessare Susa e il territorio circostante, avranno un impatto molto rilevante sulle vite dei cittadini residenti e di tutti coloro che vi transitano;

   per la realizzazione del cantiere, infatti, dovranno essere modificati i tracciati delle due strade statali, della ferrovia esistente – con servizio sospeso per un anno e mezzo – e dell'autostrada. Dovrà poi essere costruito un nuovo ponte sul fiume Dora Riparia e realizzato il deposito temporaneo di smarino, con un forte impatto causato dal transito di mezzi pesanti e disagi per la popolazione per oltre un decennio;

   le posizioni contrarie all'opera appartenenti alla precedente amministrazione della città di Susa hanno determinato la non partecipazione ai tavoli dell'osservatorio Torino-Lione per molti anni, con conseguente esclusione dall'assegnazione dei fondi relativi alla delibera Cipe n. 67 del 2017, che ha previsto il finanziamento di 24 progetti per i comuni interessati dai cantieri della tratta internazionale. L'amministrazione è rientrata nei tavoli previsti per la discussione delle fasi dell'avanzamento dell'opera, partecipando agli incontri, seguendo lo sviluppo dei progetti, proponendo soluzioni migliorative e interagendo attivamente con tutti i soggetti tecnici e politici per gestire, con spirito istituzionale e responsabilità, le fasi di avanzamento dei cantieri;

   il comune sollecita da tempo l'urgente assegnazione della terza tranche dei fondi di compensazione (priorità 3), già stabiliti nell'ambito del protocollo d'intesa firmato il 4 marzo 2024 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e regione;

   le prime due tranche avevano già comportato interventi strategici nei comuni interessati (priorità 1 e 2), finalizzati al sostegno del territorio, ma Susa era stata esclusa dai finanziamenti programmati per la priorità 2. Le opere di accompagnamento previste nella terza tranche e inserite nel protocollo d'intesa prevedono per la città di Susa il finanziamento di 11 progetti, per un totale di 10.838.000 euro;

   tali risorse permetterebbero di realizzare opere essenziali per la tutela ambientale e lo sviluppo del territorio –:

   se non ritenga di assumere iniziative di competenza al fine di assegnare con la massima celerità i fondi della terza tranche di compensazione alla città di Susa e a ciascun comune inserito nel citato protocollo d'intesa, comunicando, dunque, un cronoprogramma chiaro e condiviso per l'erogazione delle risorse e l'avvio tempestivo delle opere, in un'ottica di trasparenza, efficienza e condivisione.
(3-02276)

(28 ottobre 2025)

   BONELLI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess), con deliberazione n. 41 del 6 agosto 2025, ha approvato il progetto definitivo del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria e gli atti di cui al decreto-legge n. 35 del 2023, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 5;

   la delibera è stata trasmessa, in data 10 settembre 2025, alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità, prima della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ai fini della sua piena efficacia;

   l'ufficio di controllo della Corte dei conti, esaminata la delibera e la documentazione trasmessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, il 23 settembre 2025, ha formulato una serie di rilievi e osservazioni in merito al provvedimento, chiedendo attraverso una formale richiesta istruttoria chiarimenti ed ulteriori elementi informativi in merito;

   a seguito dell'esame dei riscontri forniti dall'amministrazione, il magistrato istruttore, ritenendo non superati i dubbi di legittimità emersi a seguito dell'esame della documentazione, ha avanzato richiesta di deferimento alla competente sede collegiale per la valutazione della deliberazione su richiamata;

   secondo il magistrato istruttore sono intervenute significative soluzioni di continuità nelle diverse fasi della progettazione per cui potrebbe ritenersi che la precedente valutazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici sul progetto di massima, risalente al 1997, sia venuta meno o, comunque, risulti gravemente inficiata sotto il profilo della necessaria attualità e concretezza;

   riguardo poi alla risposta resa dall'amministrazione, su specifici chiarimenti richiesti in merito al rispetto della direttiva 2014/24/UE, con riferimento all'articolo 72, lo stesso magistrato ritiene che permangano dubbi in ordine al rispetto delle menzionate disposizioni e ai principi di derivazione eurounitaria, segnatamente a quello della concorrenza, non essendovi univoca evidenza del mancato superamento del limite del 50 per cento;

   da quanto si apprende da organi di stampa nei giorni scorsi Stephane Sejourné, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega all'industria, ha comunicato l'avvio da parte della Commissione di una verifica sui contratti e sull'appalto del Ponte sullo Stretto –:

   se il Ministro interrogato non ritenga, alla luce della possibile violazione della disciplina eurounitaria in materia di appalti, di adottare, per quanto di competenza, un opportuno atto d'indirizzo nei confronti della concessionaria Stretto di Messina affinché proceda alla selezione, attraverso una gara pubblica, di un nuovo contraente generale per la progettazione e realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, proponendo dunque di ritirare in autotutela la delibera Cipess per evitare oneri a carico della finanza pubblica ed esposizione di danno erariale nei confronti dei proponenti dell'atto deliberativo.
(3-02277)

(28 ottobre 2025)

   BARBAGALLO, SIMIANI, BAKKALI, CASU, GHIO, MORASSUT, BRAGA, CURTI, EVI, FERRARI, IACONO, MARINO, PROVENZANO, STUMPO e FORNARO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   la Corte dei conti ha disposto il deferimento all'organo collegiale della delibera Cipess n. 41 del 2025 concernente il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, rinviando ogni decisione in merito e determinando di fatto la sospensione dell'intero cronoprogramma dell'opera;

   nel provvedimento la Corte rileva gravi criticità nella documentazione trasmessa dal Governo, tra cui l'assenza di atti fondamentali, lacune sulla procedura Iropi e sulla conformità alle normative europee in materia ambientale;

   la magistratura contabile solleva, inoltre, dubbi di compatibilità con il diritto comunitario per la «reviviscenza» dei vecchi contratti del 2006, riattivati senza gara, nonostante modifiche sostanziali al progetto e al suo finanziamento oggi interamente pubblico;

   la Corte sottolinea che non vi è «univoca evidenza del mancato superamento del limite del 50 per cento» dei costi, oltre il quale l'intera procedura perderebbe legittimità europea;

   l'investimento attualmente stimato per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, dei 40 chilometri di collegamenti stradali e ferroviari, delle tre nuove stazioni ferroviarie e del centro direzionale in Calabria è di 13,5 miliardi di euro;

   il Fondo per lo sviluppo e la coesione costituisce una delle principali fonti di finanziamento dell'opera, contribuendo con circa 6,96 miliardi di euro dallo Fondo per lo sviluppo e la coesione centrale e 1,6 miliardi di euro dal fondo regionale destinato a Sicilia e Calabria. Di recente, la Regione Siciliana ha anche stanziato un ulteriore miliardo di euro dal suo Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027 per la parte siciliana dell'opera;

   a oggi, il Ponte sullo Stretto rappresenta l'unica grande opera su cui il Governo ha concentrato una quota rilevantissima delle risorse nazionali disponibili, senza che sia stato elaborato un quadro strategico complessivo sugli effetti infrastrutturali, economici e geopolitici per il Mezzogiorno e l'intero Paese;

   tale scelta, di fatto, rischia di compromettere la realizzazione delle infrastrutture di connessione essenziali per la Sicilia e la Calabria, regioni che presentano ancora gravi carenze di accessibilità ferroviaria e stradale –:

   se, alla luce dei rilievi formulati dalla Corte dei conti, non ritenga opportuno adottare iniziative di competenza volte a sospendere ogni atto operativo connesso al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, destinando le risorse stanziate alla realizzazione di opere infrastrutturali prioritarie e necessarie per migliorare la connessione e l'accessibilità della Sicilia e della Calabria e la mobilità interna delle due regioni.
(3-02278)

(28 ottobre 2025)

   PASTORINO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti — Per sapere – premesso che:

   in Liguria la viabilità rappresenta un nodo cruciale per lo sviluppo del territorio, ma la situazione dei trasporti a parere dell'interrogante è disastrosa: le autostrade, trascurate per troppo tempo, sono disseminate di cantieri necessari per la manutenzione e messa in sicurezza, i collegamenti aerei sono ormai privilegio di pochi, giacché un'andata e ritorno da Genova a Roma costa più di un'andata e ritorno dalla capitale a San Paolo in Brasile o a Tokyo, e la situazione ferroviaria è emergenziale, con un numero di collegamenti su ferro minimo ed insufficiente rispetto ad altre realtà regionali;

   i cittadini liguri sono visibilmente limitati nella mobilità e in ugual misura chi vorrebbe raggiungere la regione. Il problema dei trasporti è evidente e, se per quanto riguarda il trasporto su ferro si sta procedendo, lentamente, a delle migliorie e per le autostrade dopo il degrado pluriennale si stanno svolgendo lavori imprescindibili, per quanto riguarda il trasporto aereo le limitazioni non sono giustificabili;

   Ita s.p.a., compagnia di bandiera, che opera sulla tratta Genova-Roma, è stata coinvolta nell'aumento sproporzionato dei costi dei biglietti. Normalmente la distanza del volo e la domanda sono i principali fattori che determinano i prezzi dei biglietti aerei, ma questi criteri non paiono valere per la nostra compagnia che propone tariffe fuori mercato;

   il 27 ottobre 2025 l'interrogante ha svolto una simulazione di acquisto biglietti da Roma a Genova (1 ora e 5 minuti di volo): il costo andata e ritorno infrasettimanale è di 807,43 euro, biglietti rigorosamente economy light, ossia solo bagaglio a mano, scelta posto a pagamento, non rimborsabile e con cambio di volo con penale, insomma il più classico dei low cost. I prezzi dei voli nel week-end sono inavvicinabili;

   oltre ciò, la tratta in oggetto è anche colpita da anomale diminuzioni del numero dei voli giornalieri, se prima i voli che collegavano le due città erano sempre quattro, adesso sono diminuiti a tre, senza un evidente criterio: un giorno si può partire al mattino ed essere presenti per una riunione di lavoro, il giorno dopo no ed è necessario viaggiare dalla notte precedente –:

   quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di giungere a una tempestiva soluzione delle problematicità esposte in premessa e di assicurare la giusta mobilità di tutti i cittadini sul territorio nazionale, con servizi aerei di linea continui, regolari e a ridotta tariffazione, affinché anche il territorio ligure possa essere facilmente raggiunto.
(3-02279)

(28 ottobre 2025)

   D'ATTIS e CAROPPO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   i commi da 746 a 748 dell'articolo 1 della legge n. 207 del 2024, introdotti a seguito dell'approvazione di un emendamento presentato da Forza Italia, hanno esteso alla città di Brindisi e al suo aeroporto le disposizioni in materia di continuità territoriale previste dall'articolo 36 della legge n. 144 del 1999;

   le citate disposizioni hanno altresì autorizzato la spesa di 1,5 milioni di euro per l'anno 2025, 1,7 milioni di euro per l'anno 2026 e 1,8 milioni di euro per l'anno 2028 a copertura degli oneri di servizio pubblico sui servizi aerei da e per l'aeroporto di Brindisi verso alcuni tra i principali aeroporti nazionali e internazionali, accettati dai vettori –:

   quale sia lo stato dell'arte dell'attuazione delle citate disposizioni in materia di continuità territoriale per la città di Brindisi e se sia stata indetta l'apposita conferenza dei servizi prevista dalla normativa vigente.
(3-02280)

(28 ottobre 2025)

   BOSCHI, GADDA, DEL BARBA, FARAONE, BONIFAZI e GIACHETTI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la legge 7 dicembre 2023, n. 193, recante «Disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche», è in vigore dal 2 gennaio 2024, ma risulta non essere stato ancora adottato il decreto interministeriale di competenza congiunta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, previsto dall'articolo 4, comma 2, della legge;

   in particolare, l'articolo 4, comma 1, stabilisce il divieto, nelle procedure concorsuali e selettive pubbliche e private, di richiedere informazioni sullo stato di salute relative a patologie oncologiche concluse senza recidive da oltre dieci anni – ridotti a cinque anni – se la malattia è insorta prima del compimento del ventunesimo anno di età;

   il comma 2 del medesimo articolo dispone l'adozione, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, e dunque entro luglio 2024, di un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e sentite le organizzazioni di pazienti oncologici iscritte nel Registro unico nazionale del terzo settore, finalizzato a promuovere politiche attive per garantire l'eguaglianza di opportunità nell'inserimento e nella permanenza nel lavoro, nonché nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi;

   nonostante sul portale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sia stato pubblicato un avviso pubblico per l'acquisizione delle manifestazioni di interesse da parte delle organizzazioni di pazienti oncologici iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore, interessate a partecipare alla procedura finalizzata all'adozione del decreto, allo stato attuale tale decreto attuativo non risulta ancora adottato, compromettendo la concreta attuazione del diritto all'oblio oncologico in ambito lavorativo e formativo e lasciando irrisolte le situazioni di discriminazione che ostacolano l'inserimento e la crescita professionale delle persone guarite da tumori –:

   se il decreto attuativo previsto dall'articolo 4, comma 2, della legge n. 193 del 2023 sia stato adottato o, in caso contrario, quali siano le ragioni del ritardo e quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda adottare per garantirne la tempestiva adozione, così da assicurare l'effettiva applicazione delle tutele previste dalla legge e il rispetto delle tempistiche stabilite dal legislatore.
(3-02281)

(28 ottobre 2025)

   CAROTENUTO, AIELLO, BARZOTTI e TUCCI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   il reddito di cittadinanza è stato abolito dall'Esecutivo in carica a partire dal 2024, solo parzialmente sostituito dall'assegno di inclusione e dal supporto formazione lavoro, due strumenti che hanno di fatto reso la misura di sostegno al reddito più restrittiva rispetto al reddito di cittadinanza e ne hanno cancellato il carattere universale;

   dal confronto tra le misure, come confermato dai dati Inps dell'Osservatorio assegno di inclusione e supporto formazione lavoro aggiornati al 30 giugno 2025, emerge come, con l'introduzione dell'assegno di inclusione e del supporto formazione lavoro, si sia di fatto dimezzata la platea dei cittadini in povertà assoluta che rientravano nella copertura del reddito di cittadinanza: solo circa il 60 per cento dei percettori del reddito di cittadinanza ora riceve l'assegno di inclusione o il supporto formazione lavoro, con importi generalmente inferiori e requisiti economici e patrimoniali più stringenti e con una distribuzione territoriale che conferma il forte divario esistente Nord-Sud;

   a tale preoccupante quadro si aggiungono i dati particolarmente allarmanti diffusi recentemente dagli organi di stampa con riferimento alle percezioni indebite dell'assegno di inclusione e dei contributi legati al supporto formazione lavoro, che da inizio 2024 ammonterebbero a circa 60 milioni di euro di truffe ai danni dello Stato;

   le irregolarità e le frodi più diffuse per questi due sussidi, tra quelle rilevate dalla Direzione centrale internal audit e antifrode dell'Inps, riguarderebbero principalmente la presentazione di falsi certificati sulla disabilità e la falsificazione dell'Isee, con conseguente sottrazione di risorse finalizzate a rafforzare solide reti di sicurezza sociale per gli aventi diritto e un grave impatto in termini di coesione territoriale e sociale, oltre al danno patrimoniale realizzato nei confronti dello Stato;

   i dati più recenti resi disponibili dall'Istat sulla povertà, in linea con il quadro delineato nei rapporti della Caritas, confermano d'altra parte l'insufficienza delle attuali politiche di sostegno all'inclusione e la perdurante necessità di dare risposte a questa emergenza, anche attraverso un nuovo impegno istituzionale –:

   alla luce dei dati diffusi recentemente dalla stampa relativi all'indebita percezione dell'assegno di inclusione e del supporto per la formazione e il lavoro, se la Ministra interrogata intenda confermare la sussistenza di truffe sui suddetti sussidi, fornendo al Parlamento l'ammontare della somma indebitamente percepita riferita ai due istituti che hanno sostituito il reddito di cittadinanza.
(3-02282)

(28 ottobre 2025)

   BIGNAMI, SCHIFONE, ANTONIOZZI, GARDINI, MONTARULI, RUSPANDINI, COPPO, GIOVINE, MALAGOLA, MASCARETTI, RIZZETTO, VOLPI e ZURZOLO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   lo sviluppo dell'economia, soprattutto nel Mezzogiorno, è sempre stata una priorità del Governo Meloni, convinto da sempre che tale obiettivo dovesse essere raggiunto abbandonando la fallimentare logica assistenzialista ereditata, senza peraltro far mancare il sostegno ai soggetti più fragili, e creando opportunità di lavoro e crescita;

   per troppo tempo chi ha governato ha confuso il diritto al lavoro con il diritto a un reddito, rifugiandosi nell'assistenzialismo pur di non esercitare il faticoso dovere in capo allo Stato di creare le condizioni perché il diritto al lavoro sia garantito;

   una delle prime misure del Governo Meloni è stata la riforma del reddito di cittadinanza, con l'introduzione dell'assegno di inclusione, destinato ai nuclei cosiddetti «inoccupabili», e del supporto per la formazione e il lavoro, misure potenziate nel corso degli anni per aumentarne i beneficiari e incrementarne l'entità;

   tale cambio di rotta ha creato le condizioni ottimali per un andamento positivo del mercato del lavoro, come certificano i dati attuali, con tendenze incoraggianti sul fronte del numero di occupati e dell'abbattimento del tasso di disoccupazione;

   in particolare, i dati sul mercato del lavoro pubblicati da Istat il 12 settembre 2025 rilevano come nel confronto tra il secondo trimestre 2025 e lo stesso periodo 2024 il tasso di occupazione nel Mezzogiorno sia cresciuto dell'1 per cento, con una contestuale riduzione dello 0,3 per cento del tasso di disoccupazione e dello 0,9 per cento del tasso di inattività;

   i numeri indicati rappresentano un primo e deciso passo verso il rilancio del Mezzogiorno, basato su politiche del lavoro mirate all'inserimento professionale dei soggetti occupabili, cui si accompagna doverosamente il sostegno ai soggetti più fragili;

   di significativo interesse anche i dati relativi alla platea dei beneficiari dei due strumenti di inclusione adottati dal Governo: nella regione Campania, ad esempio, i dati Inps aggiornati al 30 giugno 2025 registrano – nel periodo gennaio 2024-giugno 2025 – come i nuclei beneficiari di almeno una mensilità di assegno di inclusione siano stati 206.143 (per un totale di 560.596 soggetti coinvolti), mentre sono stati rilevati 48.915 beneficiari di almeno una mensilità di supporto per la formazione e il lavoro;

   accanto a tali strumenti, l'effettivo rilancio dell'occupazione nel Mezzogiorno passa anche dalle politiche attive, materia in cui assume particolare rilevanza la capacità di spesa da parte delle regioni –:

   quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda adottare per proseguire nel rilancio occupazionale del Mezzogiorno, anche alla luce dei dati relativi alla spesa per le politiche attive delle regioni del Mezzogiorno, con particolare riferimento alla Campania.
(3-02283)

(28 ottobre 2025)

   NISINI, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BAGNAI, BARABOTTI, BENVENUTO, DAVIDE BERGAMINI, BILLI, BISA, BOF, BORDONALI, BOSSI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DE BERTOLDI, DI MATTINA, FORMENTINI, FRASSINI, FURGIUELE, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MONTEMAGNI, MORRONE, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIERRO, PIZZIMENTI, PRETTO, RAVETTO, SASSO, STEFANI, SUDANO, TOCCALINI, ZIELLO, ZINZI e ZOFFILI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la situazione della Pierburg e dei suoi lavoratori preoccupa non poco il comune di Livorno;

   la Pierburg pump technology Italy s.p.a., facente parte del gruppo multinazionale Rheinmetall Ag all'interno della divisione «Sensors & Actuators», ha il suo principale sito produttivo a Livorno ed è un'azienda leader nel settore automotive; ha un'esperienza pluriennale nella progettazione e produzione di pompe olio e depressori per autoveicoli, per veicoli commerciali leggeri ed industriali;

   a creare agitazione è la notizia della cessione della divisione civile/automotive da parte della multinazionale tedesca Rheinmetall e l'interesse ad acquistarla da parte di quattro fondi finanziari, senza alcun chiarimento in merito alle prospettive industriali e occupazionali;

   nei giorni scorsi i circa 245 lavoratori coinvolti, preoccupati per il proprio futuro occupazionale, hanno dichiarato, per il tramite dei sindacati, lo stato di mobilitazione permanente;

   la richiesta dei lavoratori alla società è «la presentazione immediata di un documento ufficiale che chiarisca le motivazioni industriali della cessione; la condivisione di un piano industriale dettagliato del nuovo acquirente, con impegni vincolanti e la responsabilità solidale di Rheinmetall; la garanzia del mantenimento di tutti i livelli occupazionali, compresi i lavoratori somministrati, e della contrattazione integrativa; il rispetto pieno delle norme italiane ed europee anti-delocalizzazione»;

   per addivenire ad una soluzione l'amministrazione comunale ha anche chiesto l'apertura di un tavolo di crisi nazionale –:

   se e quali iniziative di competenza intenda adottare con urgenza al fine di salvaguardare i livelli occupazionali del sito livornese.
(3-02284)

(28 ottobre 2025)

   LUPI, ALESSANDRO COLUCCI, BRAMBILLA, CARFAGNA, CAVO, PISANO, ROMANO, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 35 della Costituzione recita: «La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori»;

   la ricerca «Il mercato dei servizi per la formazione in Italia» condotta da Assolavoro DataLab, l'Osservatorio dell'Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, ha evidenziato che negli anni 2022 e 2023 il 35,7 per cento degli adulti tra i 25 e i 64 anni prende parte a percorsi di istruzione o formazione, con un divario di undici punti rispetto alla media europea;

   il Fondo nuove competenze sostiene le imprese che hanno necessità di adeguarsi a nuovi modelli organizzativi e produttivi, in risposta alle transizioni ecologiche e digitali e in caso di progetti di investimento strategico o di transizione industriale, e che necessitano a questo fine di formare nuove competenze per i propri lavoratori e lavoratrici;

   il fondo citato è stato istituito dall'articolo 88 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77;

   il 5 dicembre 2024 è stato pubblicato l'avviso della terza edizione del fondo citato, dedicata alle «competenze per le innovazioni». L'invio delle domande è stato aperto il 10 febbraio 2025 e si è chiuso il 10 aprile 2025, con un totale di 23.105 istanze presentate per più di un milione di lavoratori;

   il 23 maggio 2025 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha comunicato di aver aumentato lo stanziamento per la terza edizione del fondo citato di 318,8 milioni di euro, di cui 68,8 milioni euro di fondi nazionali e 250 milioni di euro del Programma operativo complementare Spao. Il rifinanziamento ha permesso di ammettere tutte le domande presentate dalle filiere e dai sistemi formativi e di raddoppiare le disponibilità per le singole imprese –:

   quale sia lo stato di avanzamento del saldo della terza edizione del Fondo nuove competenze, specificando se intenda finanziare ulteriormente il fondo nei prossimi anni, per sostenere le esigenze di formazione dei lavoratori.
(3-02285)

(28 ottobre 2025)

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