TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 632 di Venerdì 13 marzo 2026
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INTERPELLANZA URGENTE
A)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica – per sapere – premesso che:
la presenza diffusa di «siti orfani» continua a rappresentare una rilevante criticità ambientale e sanitaria, con ricadute dirette sul benessere delle comunità locali;
la mancata bonifica di tali siti non solo impedisce il recupero di suolo pubblico e lo sviluppo territoriale, ma espone le popolazioni locali a rischi sanitari e ambientali persistenti, aggravati dalla potenziale migrazione degli inquinanti nelle falde acquifere sottostanti;
come noto, si tratta di suoli contaminati o potenzialmente contaminati per i quali il responsabile dell'inquinamento non è individuabile o non provvede agli adempimenti previsti dalla normativa sulle bonifiche, né vi provvede il proprietario, o altri soggetti interessati;
per tali siti, l'onere degli interventi sostitutivi di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale ricade sulla pubblica amministrazione, ferma restando la rivalsa in caso di successiva individuazione del responsabile, ai sensi dell'articolo 244 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
la disciplina degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati è affidata al citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 che definisce strumenti e fasi procedurali, tra cui misure di prevenzione, messa in sicurezza d'emergenza, caratterizzazione e analisi di rischio sito-specifica, richiamando il principio comunitario «chi inquina paga»;
con la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019) sono state incrementate le risorse destinate al finanziamento del programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale, esteso anche ai siti per i quali non sia stato avviato il procedimento di individuazione del responsabile della contaminazione ai sensi dell'articolo 244 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
in attuazione dell'articolo 1, comma 800, della sopracitata legge di bilancio 2019, con decreto del Ministro dell'ambiente del 29 dicembre 2020 è stato adottato il «Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani», che ha avviato un percorso di risanamento finanziato con 105 milioni di euro, successivamente potenziato in modo massiccio dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr);
l'investimento 3.4 «Bonifica del suolo dei siti orfani» della Missione 2, Componente 4, del Pnrr ha infatti incrementato tali risorse con una dotazione aggiuntiva di 500 milioni di euro, con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale, bonificare i siti e consentire lo sviluppo delle aree interessate, prevedendo la riqualificazione di almeno il 70 per cento della superficie del suolo dei siti orfani entro il 31 marzo 2026, nel rispetto del principio «non arrecare danno all'ambiente» (Dnsh);
il Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani, previsto dall'articolo 17 del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152 convertito con modificazioni dalla legge n. 233 del 2021 (decreto-legge Pnrr), è stato adottato con decreto del Ministro della transizione ecologica del 4 agosto 2022, che ha individuato 152 siti orfani prioritari su scala nazionale, stabilendo un cronoprogramma stringente per l'assegnazione delle risorse e l'esecuzione degli interventi e definendo i criteri per il monitoraggio, la rendicontazione e la revoca dei finanziamenti. Il Piano è stato successivamente aggiornato con decreto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica del 7 maggio 2024, rimodulando l'elenco dei siti e delle superfici interessate alle bonifiche;
l'attuazione degli interventi sconta tuttavia criticità operative legate a complessità burocratiche, contenziosi legali, difficoltà di accesso alle aree e, in alcuni casi, una carente capacità progettuale degli enti attuatori. Questi ostacoli mettono a serio rischio il rispetto delle stringenti scadenze imposte dal Pnrr, portando a rimodulazioni o, nel peggiore dei casi, allo stralcio degli interventi contemplati;
appare evidente, che l'efficacia dell'investimento pubblico sui siti orfani dipenda fortemente dalla trasparenza e tracciabilità della spesa, dal monitoraggio fisico e procedurale degli interventi e dalla capacità di rimuovere tempestivamente ostacoli amministrativi e operativi;
il caso di Sant'Apollonia costituisce un esempio emblematico delle criticità procedurali e di governance che possono mettere a rischio la piena utilizzazione delle risorse Pnrr per i siti orfani, con ricadute negative per le comunità locali esposte per decenni agli effetti delle discariche dismesse e dei ritardi nelle bonifiche;
in risposta all'interrogazione n. 5-05091 del 25 febbraio 2026, è stato reso noto che, in ragione dell'incompatibilità tra le tempistiche di attuazione dell'intervento e le scadenze perentorie imposte dal Pnrr, con l'aggiornamento del Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani, verrà reso effettivo lo stralcio del sito orfano di «Aprilia-Sant'Apollonia» dal finanziamento Pnrr;
lo stralcio di progetti già ammessi al finanziamento tramite Pnrr desta forte preoccupazione in quanto, trattandosi di bonifiche essenziali e irrinunciabili, non è chiaro come il Governo intenda garantire la copertura finanziaria alternativa per questi siti, che costituiscono una minaccia per la salute dei cittadini e per l'integrità degli ecosistemi, preservando il diritto delle comunità locali al ripristino ambientale dei territori –:
con quali iniziative e tramite quali fonti di finanziamento alternative il Governo intenda garantire la continuità e la conclusione degli interventi di bonifica per i progetti inizialmente inseriti nella misura M2C4 del Pnrr e successivamente stralciati (come il sito «Aprilia-Sant'Apollonia»), assicurando che non si verifichi alcuna interruzione delle attività di risanamento ambientale avviate;
se il Ministro interpellato intenda fornire alle competenti Commissioni parlamentari, entro tempi brevi, una relazione dettagliata che elenchi analiticamente tutti i siti orfani finanziati, specificando per ciascuno lo stato procedurale, l'avanzamento della bonifica, il quadro economico aggiornato e i motivi tecnici e amministrativi che hanno portato a eventuali rimodulazioni o stralci;
quali iniziative urgenti e quali strumenti di supporto tecnico-operativo il Ministro interpellato intenda attivare per affiancare gli enti territoriali in difficoltà nell'attuazione degli interventi, promuovendo un adeguato coordinamento con le regioni e i comuni, al fine di scongiurare ulteriori ritardi e garantire che i siti orfani abbiano la priorità nell'accesso ai finanziamenti, attivando, se necessario, i poteri sostitutivi previsti dall'articolo 12 del decreto-legge n. 77 del 2021 convertito con modificazioni dalla legge n. 108 del 2021 in caso di inerzia dei soggetti attuatori.
(2-00796) «Ilaria Fontana, Morfino, L'Abbate, Santillo, Pavanelli, Alifano, Ascari, Auriemma, Baldino, Bruno, Cafiero De Raho, Cantone, Carmina, Alfonso Colucci, D'Orso, Dell'Olio, Donno, Giuliano, Lomuti, Penza, Perantoni».
(10 marzo 2026)