TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 717 di Mercoledì 30 settembre 2026

 
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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

   MAURI, BONAFÈ, SERRACCHIANI, ASCANI, CUPERLO, FORNARO, CASU, GHIO e FERRARI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   da notizie di stampa è emerso che una casella pec riconducibile alla prefettura di Reggio Calabria sarebbe stata compromessa e utilizzata per inviare all'istituto bancario Revolut false richieste, apparentemente provenienti dal Ministero dell'interno, ottenendo dati personali e finanziari riservati dei clienti;

   non è ancora chiaro il metodo con cui i cyber criminali hanno potuto usare una posta certificata e se sia replicabile su vasta scala;

   la polizia postale sta indagando per accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica;

   secondo quanto riportato dal Financial Times, sarebbero circa 680 le persone interessate dall'acquisizione fraudolenta dei dati, in particolare clienti con rilevanti disponibilità in criptovalute;

   si tratta di un fatto di estrema gravità, tanto più perché coinvolge una casella di posta elettronica riconducibile al Ministero dell'interno, un Ministero che gestisce dati particolarmente sensibili e che ha il compito di tutelare la sicurezza di cittadini e imprese;

   i probabili autori della violazione informatica hanno rivendicato pubblicamente di aver sottratto 147 gigabyte di dati al Ministero dell'interno –:

   alla luce della sottrazione di dati del dicastero attraverso l'utilizzo della casella pec della prefettura di Reggio Calabria, quali iniziative il Ministero dell'interno e il Governo intendano adottare per innalzare il livello di protezione delle proprie caselle e impedire il ripetersi di episodi analoghi.
(3-02906)

(29 settembre 2026)

   BENZONI, RICHETTI, BONETTI, D'ALESSIO, GRIPPO e SOTTANELLI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   come si ha già avuto modo di sottolineare con precedenti atti di sindacato ispettivo, con riferimento alle assunzioni di forze di polizia gli annunci trionfali, da parte di esponenti sia della maggioranza parlamentare sia del Governo, sono costantemente smentiti dai numeri;

   secondo quanto pubblicato annualmente dal Ministero attraverso il Piano integrato di attività e organizzazione, nel 2022 gli agenti di polizia in servizio erano 98.618, nel 2023 erano 99.137, nel 2024 di nuovo in diminuzione a 97.931 unità e al 31 dicembre 2025 si è registrato un ulteriore drastico calo di quasi 2 mila unità (96.186), il che rappresenta addirittura il dato peggiore dal lontano 2013;

   nello specifico, ciò è dimostrato dal calo di oltre mille unità sulle funzioni di polizia nel triennio dell'attuale Governo, da 93.271 nel 2022 a 91.184 a fine 2025;

   la tendenza è confermata anche dalle medesime fonti ministeriali ufficiali con riferimento al gap tra assunzioni e pensionamenti, che, in questi anni, non è stato mai colmato, nonostante gli slogan su sicurezza e assunzioni millantate a mezzo stampa e sui profili social persino dei partiti di maggioranza;

   in quattro anni di Governo di centrodestra la sicurezza nelle città non è aumentata, il numero degli agenti di polizia è calato e coincide con il dato peggiore degli ultimi sette Governi della Repubblica;

   sono gli stessi esponenti di maggioranza sul territorio, ovvero coloro che le realtà urbane le vivono e le governano da vicino, a denunciare ripetutamente con comunicati stampa l'insicurezza nelle città;

   ciò che stona ulteriormente con i proclami è la totale assenza di trasparenza circa i numeri riferiti a ciascuna provincia, con richieste di accesso agli atti da parte del primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo cadute inspiegabilmente nel vuoto –:

   per quale motivo in quattro anni l'attuale Governo non abbia effettivamente aumentato l'organico degli agenti di polizia e, nell'ottica di offrire totale trasparenza a ciascun cittadino, se intenda rendere pubblici i dati annuali – dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2025 –, disaggregati per ciascuna provincia italiana, circa il numero di agenti di polizia in servizio, i pensionamenti e le suddivisioni per le varie funzioni svolte.
(3-02907)

(29 settembre 2026)

   ZIELLO, DAVIDE BERGAMINI, SASSO, BOF, CALDERONE, FURGIUELE, PIERRO, POZZOLO e RAVETTO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico costituisce un pilastro primario della sovranità statale e un diritto fondamentale inalienabile per garantire la convivenza civile e il libero esercizio delle libertà costituzionali all'interno della Repubblica;

   negli ultimi anni e, in particolare, negli ultimi mesi, si sta assistendo ad un'escalation di episodi violenti che destano profondo allarme e insicurezza tra i cittadini;

   a Reggio Emilia, in data 27 settembre 2026, un ventiseienne italiano di seconda generazione ha aggredito alle spalle una donna di 57 anni con un cacciavite presso un distributore di benzina e ha successivamente investito due passanti intervenuti in soccorso;

   a Treviso, in data 26 settembre 2026, in pieno centro storico, un diciottenne di origine gambiana, con plurimi precedenti di polizia per reati contro la persona, ha accoltellato al fianco un giovane ventunenne;

   tali eventi richiamano alla memoria quanto accaduto a Modena a maggio 2026 con l'attentato ad opera di Salim El Koudri, confermando una matrice di insicurezza diffusa nelle città dell'Emilia-Romagna e dell'intero territorio nazionale;

   a questo riguardo, si precisa che i più recenti dati statistici e i report diffusi dal Ministero dell'interno, elaborati sulla base delle segnalazioni di persone denunciate o arrestate presenti nella banca dati Sdi della Direzione centrale della polizia criminale e confermati dalle rilevazioni Istat, confermano un quadro di forte criticità;

   più specificamente, a fronte di una popolazione straniera regolarmente residente pari a circa il 9 per cento del totale, l'incidenza dei cittadini stranieri ed extracomunitari, nell'ambito della microcriminalità predatoria e dei reati violenti di strada, risulta sproporzionata, arrivando a rappresentare oltre il 60 per cento degli indagati per rapine in strada nei contesti metropolitani, oltre il 52 per cento per il totale dei reati predatori e delle rapine, oltre il 40 per cento per le violenze e aggressioni personali e circa il 30 per cento per i reati di sangue e omicidi;

   l'incessante susseguirsi di tali condotte criminose evidenzia come la sequenza dei vari «decreti sicurezza» risulti del tutto insufficiente a contenere la marginalità deviante e a garantire persino una minima parvenza di sicurezza –:

   quali azioni ed iniziative di competenza urgenti il Ministro interrogato intenda intraprendere per garantire un'efficace difesa della cittadinanza contro aggressioni ormai quotidiane, attraverso l'adozione di nuovi strumenti operativi volti a rafforzare poteri e dotazioni delle forze dell'ordine, unitamente all'impiego di contingenti delle Forze armate provvisti di funzioni di polizia giudiziaria per contrastare questo dilagante fenomeno deviante.
(3-02908)

(29 settembre 2026)

   PICCOLOTTI, ZANELLA, BONELLI, BORRELLI, DORI, FRATOIANNI, GHIRRA, GRIMALDI, MARI e ZARATTI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il 18 settembre 2026 uno studente di 13 anni, a Roma, ha accoltellato la sua professoressa, Isabella Marsilio. Salvata, quest'ultima, da un altro studente di origini congolesi. Il ragazzo aveva predisposto una diretta social. Le indagini in corso non escludono la «regia virtuale» e che lo studente possa essere stato «reclutato» via web da gruppi, che operano on line, di matrice suprematista;

   secondo quanto appreso dalla stampa, il 23 settembre 2026 uno studente di 14 anni di Lamezia Terme avrebbe pianificato un'aggressione con un coltello contro la sua docente di italiano, organizzando l'azione su un gruppo Telegram. Lo studente avrebbe nascosto l'arma nei bagni della scuola. Il tentativo sarebbe stato sventato dai carabinieri intercettando i messaggi on line;

   il 25 settembre 2026 agenti della Digos e carabinieri del Ros hanno eseguito 17 decreti di perquisizione personale, locale e informatica nei confronti di 14 minorenni e tre maggiorenni residenti in diverse regioni d'Italia. Dettaglia la Polizia di Stato: «gli indagati sono accusati di propaganda e istigazione per delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica, religiosa e addestramento ad attività con finalità di terrorismo. L'indagine nasce dal costante monitoraggio dei canali on line riconducibili all'area accelerazionista, suprematista e neonazista»;

   in una intervista a Il Corriere della Sera della scorsa settimana, Serena Mazzini, esperta di nuovi media, a seguito dell'inchiesta condotta attraverso i social, con un profilo fake, descrive la radicalizzazione on line dei minori, la quale, oltre al proselitismo politico-ideologico, presenta anche le modalità dell'adescamento: «Il metodo è sempre lo stesso, cercano minori molto vulnerabili, con disturbi alimentari, già autolesionisti o con un disagio psicologico. Si fingono coetanei, costruiscono fiducia, con le ragazze spesso una finta relazione romantica. Ottenute da loro immagini intime o confessioni, iniziano a ricattare»;

   intanto vengono approvati, senza sosta e senza risultati degni di nota, «decreti sicurezza» che ad avviso degli interroganti criminalizzano poveri e dissenso e non prevedono adeguate forme di prevenzione dei fenomeni sopra indicati, ormai sempre più diffusi –:

   se non ritenga urgente, per quanto di competenza, convocare le piattaforme digitali per stabilire, anche con misure normative specifiche, la cancellazione dei contenuti violenti e il sostegno alle attività di prevenzione delle forze dell'ordine e disporre, con le necessarie risorse, una campagna di sensibilizzazione rivolta alle famiglie sui potenziali rischi dell'uso incontrollato dei social da parte dei minori e un'operazione di sostegno agli adolescenti, che preveda, attraverso interventi mirati della polizia postale, anche la creazione di chat per ricevere segnalazioni e richieste di aiuto.
(3-02909)

(29 settembre 2026)

   BARABOTTI, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BENVENUTO, BILLI, BISA, BORDONALI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, CENTENARO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DE BERTOLDI, DI MATTINA, DI RUBBA, FORMENTINI, FRASSINI, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MAFFIOLI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MONTEMAGNI, MORRONE, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIZZIMENTI, SUDANO, TOCCALINI, ZINZI e ZOFFILI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   secondo i dati riportati a mezzo stampa, continua il costante e drastico calo del numero di immigrati irregolari che sbarcano sulle coste italiane e contestualmente si registra un notevole aumento del numero dei rimpatri, che avrebbero raggiunto la cifra di quasi 6.400, cifra considerevole mai registrata negli anni precedenti;

   a conferma vi sono anche i dati pubblicati sul «Cruscotto statistico giornaliero» sul sito del Ministero dell'interno, i quali certificano un calo degli sbarchi di oltre l'80 per cento negli ultimi due anni e di circa il 50 per cento solo nel 2026 rispetto al 2025;

   si tratta di risultati importanti, conseguiti grazie ad una complessiva strategia di contrasto all'immigrazione irregolare e ai trafficanti di esseri umani posta sin dal suo insediamento dall'attuale Governo e che confermano la validità delle misure fin qui adottate, dall'implementazione degli accordi con i Paesi di origine per fermare le partenze ai diversi provvedimenti approvati, dal cosiddetto «decreto Cutro» fino ai più recenti «decreti sicurezza»;

   tali provvedimenti, infatti, hanno consentito di garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori, assicurando misure di controllo e prevenzione alle frontiere e attuando una politica di difesa dei confini nazionali tesa a ridurre drasticamente le partenze irregolari;

   ad ulteriore attestazione dell'efficacia delle iniziative finora adottate si sottolinea il ruolo di riferimento rivestito dal nostro Paese nell'ambito delle politiche migratorie europee, quali l'adozione di un elenco di Paesi di origine sicuri, il Patto migrazione e asilo e il nuovo regolamento «rimpatri» –:

   se il Ministro interrogato intenda esplicitare le misure che più hanno contribuito ai risultati di cui in premessa e se siano in cantiere eventuali ulteriori iniziative di contrasto all'immigrazione irregolare.
(3-02910)

(29 settembre 2026)

   LUPI, BRAMBILLA, CARFAGNA, CAVO, ALESSANDRO COLUCCI, ROMANO, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 10 della Costituzione della Repubblica italiana recita: «L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali»;

   l'Italia è impegnata con serietà e determinazione nel contrasto dell'immigrazione irregolare, sia con operazioni volte a impedire l'attività economica degli scafisti, sia con azioni finalizzate alla tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico del Paese;

   le procedure di rimpatrio costituiscono un pilastro ulteriore della gestione del fenomeno migratorio irregolare, come evidenziato anche dalle recenti modifiche approvate definitivamente dall'Unione europea il 17 giugno 2026, grazie al regolamento votato dal Parlamento con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni;

   il 23 settembre 2026 il quotidiano Il Giornale ha riportato i dati aggiornati al 22 settembre 2026, secondo cui si registrano dati in miglioramento riguardo «il contrasto all'immigrazione, con 22.216 migranti sbarcati dal 1° gennaio al 22 settembre sulle coste italiane. Un calo di oltre il 55 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente»;

   l'attività statistica svolta dal Ministero dell'interno ha registrato anche un aumento delle procedure di rimpatrio di migranti irregolari. Per quanto riguarda i rimpatri forzati, nel 2024 si sono attestati a 3.928 casi, per passare a 4.331 nel 2025 e a 5.461 nel 2026, considerando il periodo compreso dal 1° gennaio al 24 settembre. Sempre nel medesimo arco temporale, i rimpatri volontari assistiti sono stati 172 nel 2024, 489 nel 2025 e 931 nel 2026 –:

   quali ulteriori iniziative intenda assumere per favorire la gestione dei flussi migratori irregolari, anche con riferimento ai centri per i rimpatri e alle modifiche alla politica dell'Unione europea sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente negli Stati membri.
(3-02911)

(29 settembre 2026)

   BIGNAMI, ANTONIOZZI, GARDINI, MAULLU, MONTARULI, RUSPANDINI, URZÌ, DE CORATO, KELANY, MAIORANO, MICHELOTTI, MURA, SBARDELLA, MASCHIO e PADOVANI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il contrasto alla devianza minorile e la prevenzione dei fenomeni di criminalità giovanile rappresentano una priorità per la sicurezza dei territori e richiedono, accanto ad iniziative di carattere repressivo, un maggiore coinvolgimento delle famiglie e una concreta responsabilizzazione degli esercenti la responsabilità genitoriale;

   il 14 settembre 2026 Il Corriere del Veneto ha dato conto dell'iniziativa del sindaco di Legnago, Paolo Longhi, volta a introdurre, nell'ambito dei regolamenti comunali per l'erogazione dei contributi alle famiglie, forme di responsabilizzazione dei genitori di minorenni coinvolti in condotte penalmente rilevanti;

   in particolare, l'iniziativa prevede di collegare, nei casi individuati dall'amministrazione, la mancata collaborazione dei genitori ai percorsi educativi e di sostegno proposti dai servizi competenti alla possibile sospensione o revoca di determinati contributi comunali, con esclusione di quelli aventi carattere essenziale;

   l'obiettivo condiviso della proposta è responsabilizzare i genitori e favorire un loro effettivo coinvolgimento nel percorso di recupero dei figli, applicando tale principio indistintamente a tutte le famiglie interessate;

   peraltro, a seguito di tale iniziativa, il gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia ha presentato al Senato della Repubblica una proposta di legge volta a introdurre una disciplina nazionale in materia di responsabilizzazione genitoriale e di benefìci comunali nei casi di condotte penalmente rilevanti poste in essere da minorenni, prevedendo, in particolare, forme di collegamento tra la condotta dei minori, il coinvolgimento dei genitori nei percorsi educativi e la possibilità di sospendere determinati benefìci economici comunali non essenziali;

   la proposta legislativa mira, pertanto, a superare una disciplina affidata esclusivamente a iniziative dei singoli enti locali, definendo criteri omogenei e garantendo, al contempo, il rispetto dei principi di proporzionalità e della tutela dei minori –:

   quali siano gli intendimenti del Ministro interrogato in merito ai fenomeni esposti in premessa.
(3-02912)

(29 settembre 2026)

   DEL BARBA, BOSCHI, GADDA, FARAONE, BONIFAZI, GIACHETTI e MADIA. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, consente ai laureati in giurisprudenza in possesso di specifici requisiti di merito e di età di svolgere un tirocinio formativo di diciotto mesi presso gli uffici giudiziari, a supporto dell'attività dei magistrati;

   i commi 8-bis e 8-ter del medesimo articolo, introdotti dal decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, prevedono una borsa di studio non superiore a 400 euro mensili, attribuita secondo una graduatoria basata sull'Isee, nei limiti delle risorse determinate annualmente con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;

   per molti tirocinanti la borsa costituisce un sostegno essenziale per le spese di alloggio, trasporto e vitto sostenute nei diciotto mesi;

   nelle annualità precedenti il decreto è stato adottato entro la fine dell'anno di svolgimento dei tirocini (24 dicembre 2021, 30 dicembre 2022, 30 dicembre 2023, 30 dicembre 2024); per i tirocini del 2024 le domande sono state presentate dal 13 marzo al 17 aprile 2025 e, secondo i dati del Ministero, ne sono state accolte 1.932 sulle 2.039 validate, pari all'89,84 per cento;

   per i tirocini svolti nel 2025 non risulta pubblicato il decreto interministeriale e non sono stati aperti i termini per la presentazione delle domande;

   gli uffici giudiziari territoriali, sollecitati dagli interessati, hanno riferito di non disporre di informazioni ufficiali; il Comitato nazionale dei tirocinanti ex articolo 73, che riunisce oltre mille aderenti, ha trasmesso il 13 luglio 2026 una formale richiesta di chiarimenti ai vertici del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria e al capo di gabinetto del Ministro interrogato, senza ricevere, ad oggi, alcuna risposta –:

   entro quale termine il Ministro interrogato intenda adottare il decreto interministeriale di determinazione delle risorse destinate alle borse di studio per i tirocini svolti nell'anno 2025, assicurando una dotazione tale da garantire un tasso di accoglimento delle domande almeno pari a quello registrato per l'annualità 2024, la rapida apertura dei termini per la presentazione delle istanze e la liquidazione delle borse agli aventi diritto, nonché ripristinando, per le annualità successive, l'adozione del decreto entro la fine dell'anno di svolgimento dei tirocini, con una tempestiva informazione agli interessati anche per il tramite degli uffici giudiziari.
(3-02913)

(29 settembre 2026)

   ENRICO COSTA, BELLOMO, PITTALIS e GENTILE. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   la segretezza del colloquio tra difensore e assistito è presidio essenziale dell'inviolabilità del diritto di difesa (articolo 24 della Costituzione), della libertà e segretezza delle comunicazioni (articolo 15 della Costituzione) e della parità delle parti nel giusto processo (articolo 111 della Costituzione; articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo);

   l'articolo 103 del codice di procedura penale vieta l'intercettazione delle conversazioni tra il difensore e la persona assistita (comma 5) e l'acquisizione di ogni forma di comunicazione difensiva (comma 6-bis), impone l'immediata interruzione delle operazioni (comma 6-ter) e sanziona la violazione con l'inutilizzabilità e il divieto di trascrizione, anche sommaria (comma 7); i commi 6-bis e 6-ter sono stati introdotti dalla legge 9 agosto 2024, n. 114;

   secondo quanto denunciato dalla camera penale di Perugia e dall'Unione delle camere penali italiane e riportato dalla stampa, presso la casa circondariale di Perugia «Capanne» sono stati captati, per circa sei mesi e mediante dispositivi audio-video collocati nelle sale colloqui, i colloqui riservati di detenuti con almeno quindici difensori estranei al procedimento nel quale l'attività era stata autorizzata nei confronti di un solo professionista;

   il Ministro interrogato ha riferito di aver disposto accertamenti dell'Ispettorato generale necessari a chiarire la vicenda e che le conversazioni estranee non sarebbero state utilizzate, trascritte o riassunte, ma la mancata utilizzazione non elimina la lesione;

   la gravità della vicenda ha indotto l'Unione camere penali italiana ad indire l'astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni dal 23 al 29 settembre 2026;

   è necessario fare quanto prima piena luce sulla vicenda rendendo pubblici gli esiti degli accertamenti ministeriali, come richiesto dall'Unione camere penali italiana –:

   se il Ministro interrogato, sulla base degli elementi già in suo possesso e di quelli sinora raccolti nell'ambito delle attività ispettive, intenda fornire la ricostruzione completa dei fatti individuando, per quanto di competenza, le responsabilità, quanti e quali siano gli avvocati intercettati nel corso dei colloqui con i propri assistiti e quali iniziative siano state assunte in merito alle registrazioni effettuate.
(3-02914)

(29 settembre 2026)

   CASO, MORFINO, ILARIA FONTANA e L'ABBATE. — Al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare. — Per sapere – premesso che:

   il 31 luglio 2026 un'ulteriore forte scossa ha colpito i Campi flegrei, in particolare il comune di Pozzuoli, danneggiando abitazioni, scuole e attività commerciali e costringendo migliaia di persone a lasciare la propria casa;

   a due mesi dall'evento si contano oltre 5.000 sfollati. Le famiglie affrontano difficoltà e costi di una sistemazione alternativa, in un mercato degli affitti segnato dall'aumento dei canoni e da fenomeni speculativi, mentre numerose attività economiche registrano bruschi cali di fatturato e sono in corso rilevanti delocalizzazioni di imprese, con pesanti conseguenze sul tessuto produttivo e sull'occupazione;

   il protrarsi della crisi bradisismica richiede misure incisive e durature per famiglie e attività economiche colpite e, parallelamente, un piano serio, efficace e adeguatamente finanziato per ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici pubblici e privati e mettere in sicurezza il territorio;

   il primo decreto-legge adottato per fronteggiare il fenomeno risale all'ottobre 2023. A tre anni di distanza, nonostante il susseguirsi di provvedimenti, non si è ancora compiuto il necessario passaggio da una gestione prevalentemente emergenziale a una strategia strutturale, sostenuta da risorse certe e adeguate;

   il decreto-legge n. 144 del 2026 avrebbe potuto rappresentare un'occasione in tal senso. Durante l'esame in Commissione, invece, sono stati respinti numerosi emendamenti riguardanti sfollati, attività economiche, messa in sicurezza degli immobili, mentre altre proposte, comprese alcune di maggioranza e relatori, non sono state poste in votazione;

   il 24 settembre 2026, all'indomani della conclusione dell'esame in Commissione, il Ministro interrogato e fonti della Presidenza del Consiglio dei ministri hanno annunciato un nuovo decreto-legge dedicato ai Campi flegrei, con un orizzonte decennale, una regia unica, un fondo pluriennale, misure di prevenzione, riparazione degli immobili inagibili, interventi sulle infrastrutture strategiche e sulle vie di fuga e ulteriori proposte non esaminate;

   a quasi tre anni dal primo intervento normativo, il nuovo provvedimento deve segnare il passaggio dalla gestione dell'emergenza a una politica stabile e di lungo periodo, capace di dare sicurezza e prospettive al territorio –:

   quali siano i tempi di adozione del nuovo decreto-legge annunciato e quali misure e risorse il Governo intenda prevedere per assicurare ai Campi flegrei una strategia di lungo periodo che affronti le conseguenze sociali ed economiche della crisi, garantisca la riparazione degli immobili inagibili, la riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio pubblico e privato e la sicurezza delle infrastrutture, consentendo ai cittadini flegrei di convivere in condizioni di maggiore sicurezza con il fenomeno bradisismico.
(3-02915)

(29 settembre 2026)

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