FRONTESPIZIO

RELAZIONE

PROGETTO DI LEGGE
                        Articolo 1
                        Articolo 2
                        Articolo 3
                        Articolo 4

XIX LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

N. 1669

PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati
LAZZARINI, MOLINARI, BISA, CAVANDOLI, PRETTO

Disposizioni per la promozione della pratica dell'asporto dei cibi non consumati dal cliente negli esercizi di ristorazione e per la riduzione dello spreco alimentare

Presentata il 29 gennaio 2024

Onorevoli Colleghi! — Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) oltre un terzo del cibo prodotto nel mondo va perso. Ogni anno vengono infatti sprecate 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sui 3,9 miliardi di tonnellate prodotte. La perdita di cibo si verifica lungo tutta la catena alimentare, dai campi al consumatore finale. Oltre ai negativi effetti che ne derivano a livello economico e ambientale, la perdita di cibo genera anche un impatto a livello sociale, accrescendo il rischio di insicurezza alimentare.
La lotta allo spreco alimentare rientra tra i piani di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell'ONU, che persegue entro il 2030 l'obiettivo di dimezzare le perdite lungo l'intera catena alimentare, fino ai consumi finali.
Nell'Unione europea ogni anno si stima uno spreco di 131 chilogrammi per ogni cittadino. Secondo i dati dell'ufficio statistico dell'Unione europea (Eurostat) nel 2021 i Paesi europei hanno prodotto un totale di circa 58,4 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari. È interessante osservare come il 54 per cento di questi scarti abbia origine domestica, circa 70 chilogrammi all'anno pro capite, mentre il restante 46 per cento è generato a monte della filiera alimentare. L'Italia occupa il settimo posto nella classifica, con 140 chilogrammi di spreco pro capite annuo.
I dati hanno pesanti ripercussioni anche sull'economia dell'Unione europea. Si parla infatti di una perdita stimata annua di 132 miliardi di euro, mentre in termini di impatto ambientale lo spreco alimentare si traduce nella produzione di 252 milioni di tonnellate di CO2.
Nel 2020, la Commissione europea ha definito una serie di politiche e strumenti volti a ridurre le perdite e gli sprechi alimentari nel quadro del piano d'azione per l'economia circolare e della strategia «Dal produttore al consumatore», due elementi fondamentali del Green Deal.
Nel luglio 2023, la Commissione europea ha presentato inoltre una proposta di revisione della direttiva quadro dell'Unione europea sui rifiuti. La revisione comprende nuovi obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030, imponendo ai Paesi membri la riduzione della quantità di perdite alimentari durante le fasi della produzione e della distribuzione, nonché la riduzione degli sprechi alimentari negli ambiti familiari e l'aumento delle donazioni alimentari in genere.
La riduzione degli sprechi passa anche dalla scelta degli alimenti. È infatti importante orientare il consumatore verso l'acquisto di prodotti di elevata qualità, che garantiscano un elevato apporto nutrizionale a fronte della riduzione in quantità degli stessi. È quindi opportuno accrescere la consapevolezza rispetto al giusto rapporto che esiste tra la qualità, la quantità e la salubrità degli alimenti consumati.
In tal senso il cibo acquisisce un valore che va ben oltre il semplice bene di consumo, divenendo l'elemento cardine di uno stile di vita basato su scelte alimentari sane ed equilibrate, orientate al rispetto della salute, dell'ambiente e dell'ecosistema.
In questa filosofia rientra anche il concetto di ottimizzazione del consumo attraverso una riduzione dello spreco del cibo avanzato, sia in casa che nella ristorazione. In particolare, con riguardo a quest'ultima, va rilevato che la maggior parte degli italiani consuma sempre più pasti fuori casa, ordinando importanti quantità di cibo che spesso vengono solo parzialmente consumate, generando un fenomeno di spreco e la creazione di elevate quantità di rifiuti.
Per quanto spesso proposta dagli esercenti, la possibilità di portar via dal ristorante il cibo non consumato, al fine di una riduzione degli sprechi, rimane una pratica ancora poco esercitata da parte dei consumatori, che anzi considerano questo comportamento, che in realtà sarebbe virtuoso, addirittura motivo di imbarazzo.
Secondo i dati raccolti dalla Federazione italiana pubblici esercizi (FIPE) circa il 74 per cento dei consumatori ritiene che la pratica dell'asporto del cibo avanzato sia corretta. Tuttavia, sono ancora molti gli italiani, oltre uno su quattro, che considerano disdicevole chiedere ai ristoratori di poter portare con sé gli alimenti non consumati durante il pasto.
La presente proposta di legge, muovendo da queste considerazioni, ha quindi l'obiettivo di sensibilizzare i consumatori circa la necessità di adottare condotte orientate al consumo responsabile, e in particolare alla riduzione dello spreco alimentare, esortando a un consumo completo del cibo preparato in casa o ordinato al ristorante. In quest'ultimo caso si prevede anche l'introduzione sistematica della possibilità di ordinare porzioni ridotte, allo scopo di ridurre al massimo la quantità di cibo prodotta ma non consumata, a beneficio del consumatore stesso e della sostenibilità ambientale.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Finalità)

1. La presente legge ha la finalità di promuovere l'adozione di condotte virtuose da parte dei cittadini volte alla riduzione dello spreco alimentare, favorendo la diffusione di una cultura del cibo fondata sul rispetto dei princìpi di sostenibilità alimentare e di protezione dell'ambiente e dell'ecosistema.

Art. 2.
(Istituzione del logo per la promozione della pratica dell'asporto del cibo non consumato)

1. Ai fini di cui all'articolo 1, anche in linea con i princìpi di una sana ed equilibrata dieta alimentare, con decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità per l'istituzione di un logo di cui possono avvalersi volontariamente gli operatori del settore della ristorazione e gli esercenti abilitati alla somministrazione di cibi e di bevande, con l'obiettivo di promuovere all'interno dei locali la pratica dell'asporto del cibo non consumato.
2. Con il decreto di cui al comma 1 sono altresì stabilite le modalità di svolgimento di un concorso di idee per la scelta del logo e degli imballaggi del cibo non consumato, da bandire entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto medesimo nella Gazzetta Ufficiale, assicurando il rispetto della clausola di invarianza finanziaria di cui al comma 4.
3. Il logo di cui al comma 1 è esposto, in modo chiaro e ben evidente, all'interno dei locali per l'esercizio della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande, ed è inserito nei menù, consultabili anche da remoto, e in tutti i sistemi di comunicazione promozionale rivolti ai consumatori.
4. All'attuazione del presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 3.
(Misure per favorire la diffusione di abitudini alimentari sane ed equilibrate)

1. I soggetti di cui all'articolo 2, in armonia con le finalità della presente legge, inseriscono nel menù l'opzione del consumo dei pasti in mezza porzione e le offerte dedicate ai bambini.

Art. 4.
(Finanziamento del fondo per progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi alimentari)

1. Le risorse del fondo di cui all'articolo 11, comma 2, della legge 19 agosto 2016, n. 166, sono incrementate di 1 milione di euro per l'anno 2024, anche al fine di favorire l'utilizzo degli imballaggi per l'asporto di cibo non consumato di cui all'articolo 2 della presente legge.
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 1 milione di euro per l'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2024-2026, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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