XIX LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI
N. 2182
PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE
d'iniziativa del deputato DORI
Modifica all'articolo 52 della Costituzione in materia
di garanzia della condizione giuridica del civile
Presentata il 20 dicembre 2024
Onorevoli Colleghi! – La presente proposta di legge costituzionale ha lo scopo di modificare la Costituzione per impedire che, in tempo di pace, un soggetto civile possa vedersi modificare, tramite legge e senza una libera e deliberata scelta, la propria condizione giuridica, come è già accaduto in un recente passato ai membri del Corpo forestale dello Stato.
Con la riforma introdotta dal decreto legislativo 12 settembre 2016, n. 177, il Corpo forestale dello Stato è stato assorbito all'interno dell'Arma dei carabinieri, militarizzandone il personale. Tale riforma ha indotto diversi neo-militari a fare ricorso ai tribunali amministrativi regionali (TAR), che in tre casi (TAR Abruzzo, TAR Veneto, TAR Molise) hanno sollevato alcune questioni di legittimità costituzionale, con particolare riferimento agli articoli 2, 4, 76 e 77, primo comma, della Costituzione, su cui successivamente si è pronunciata la Corte costituzionale, che ha rigettato le questioni sollevate con la sentenza n. 170 del 10 luglio 2019. Del contenzioso è stato informato, dalle ex organizzazioni sindacali del Corpo forestale, anche il Comitato europeo dei diritti sociali che, con rapporto del 3 luglio 2019, ha sancito l'incompatibilità delle restrizioni dei diritti sindacali del personale introdotte dalla riforma con le prescrizioni della Carta sociale europea.
Sulla questione è stata altresì interpellata la Corte europea dei diritti dell'uomo, in riferimento alle violazioni subite dal personale del Corpo forestale, per la violazione dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). A febbraio 2024, la Corte di Strasburgo ha riunito i ricorsi proposti da oltre 1.200 dipendenti, disponendone la comunicazione al Governo italiano, sollevando i temi ritenuti rilevanti per la sua decisione e sottolineando le questioni che, in base alla sua giurisprudenza, avrebbero potuto costituire oggetto di condanna per intervenuta violazione della Convenzione. Le questioni individuate dalla Corte, sono le seguenti: se la riforma abbia creato a danno degli ex appartenenti al Corpo forestale una discriminazione rispetto agli altri cittadini italiani, in merito all'acquisizione della condizione giuridica del militare, e in quanto tale contraria all'articolo 14 della CEDU; se sia stata violata la loro libertà di associazione, precedentemente goduta in quanto dipendenti da una amministrazione civile dello Stato, a causa dell'assorbimento del Corpo forestale all'interno dell'Arma dei Carabinieri, con la conseguente acquisizione della condizione giuridica militare, e se le restrizioni subite siano legittime e necessarie; se sia stata concessa un'effettiva possibilità di scegliere di non essere trasferiti ad un corpo militare di polizia e se, in particolare, i ricorrenti abbiano avuto la possibilità di richiedere il trasferimento verso un'altra amministrazione e, nel caso, quale ne sia stato l'esito; se l'ordinamento interno abbia offerto o meno un rimedio effettivo per le doglianze prospettate in sede internazionale.
Nel tempo stesso, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha invitato il Governo italiano a valutare la possibilità di proporre una risoluzione amichevole della vicenda. A seguito di varie trattative, il Governo italiano ha sottoposto alla Corte una dichiarazione contenente il riconoscimento della propria responsabilità rispetto alle doglianze sollevate dai ricorrenti. Quindi, con decisione emessa in data 24 ottobre 2024, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha accettato il riconoscimento da parte del Governo italiano della propria responsabilità per la violazione dei diritti riconosciuti dalla CEDU, accordando altresì il rimborso integrale delle spese legali affrontate dai ricorrenti, il cui pagamento spetta allo Stato.
Tale decisione è definitiva, non appellabile e determina la chiusura del caso dinanzi alla Corte, nonché l'ammissione di responsabilità delle violazioni subite dal personale del Corpo forestale, che ricomprende sia coloro che non sono più in servizio nell'Arma dei carabinieri, sia coloro che attualmente sono ancora in servizio. Nondimeno occorre impedire che in futuro, in tempo di pace, un atto avente forza di legge possa conferire a un soggetto civile lo status di militare in ragione delle funzioni svolte e in assenza di una sua scelta incondizionata.
Il «ricatto occupazionale» patito e la forzata militarizzazione subita dal personale del Corpo forestale non rispettano – come oramai accertato in modo incontestabile e riconosciuto esplicitamente, con dichiarazione impegnativa, dal nostro Stato – i diritti fondamentali della persona, tutelati dal diritto internazionale e che dovrebbero essere preservati nell'ambito di qualsiasi riforma dello Stato. Per far sì che tale violazione possa essere risparmiata alle future generazioni, la presente proposta di legge costituzionale modifica l'articolo 52 della Costituzione, in conformità ai diritti tutelati dalla CEDU, così come interpretati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.
PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE
Art. 1.
1. Al secondo comma dell'articolo 52 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La condizione giuridica del civile non può essere modificata dalla legge o da un atto avente valore di legge, salvo in caso di deliberazione dello stato di guerra».