XIX LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI
N. 357
PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
DI BIASE, CASU, SERRACCHIANI, ZINGARETTI, SCHLEIN, MANZI, MALAVASI, AMENDOLA, ROGGIANI, SIMIANI, BRAGA, BERRUTO, TONI RICCIARDI, FERRARI, CIANI, DI SANZO, BONAFÈ, CURTI, ANDREA ROSSI, GNASSI, ZAN, GRAZIANO, LAI, FORNARO, DE LUCA, QUARTAPELLE PROCOPIO, GIRELLI, IACONO, MARINO, LAUS, GHIO, FASSINO, MORASSUT, LACARRA, SCOTTO, BAKKALI, ORFINI, MADIA, CUPERLO, MEROLA, D'ALFONSO, FORATTINI, FURFARO, GRIBAUDO, PELUFFO, BOLDRINI
Norme per la promozione della parità tra i sessi nell'apprendimento, nella formazione e nel lavoro nelle discipline matematiche e tecnico-scientifiche
Presentata il 14 ottobre 2022
Onorevoli Colleghi e Colleghe! — L'11 febbraio di ogni anno ricorre, ormai dal 2015, la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Si tratta di un appuntamento molto importante, patrocinato dall'UNESCO per sensibilizzare la società contro gli stereotipi di genere nelle discipline matematiche e tecnico-scientifiche cosiddette «STEM» (Science, Technology, Engineering and Mathematics).
Secondo le statistiche internazionali (si veda il rapporto della Banca mondiale «The Equality Equation: Advancing the Participation of Women and Girls in STEM» pubblicato nel 2020), le facoltà universitarie delle discipline STEM a livello globale attraggono di meno le donne e anche nelle università italiane, nonostante che nel complesso vi siano iscritte più studentesse che studenti, le donne risultano in minoranza nei percorsi di laurea nelle discipline STEM. Il mercato del lavoro conferma questa tendenza, atteso che la percentuale delle donne impiegate in tali settori è di gran lunga inferiore a quella degli uomini e che molto raramente le stesse ricoprono posti chiave nella compagine lavorativa.
La ragione di tale sottorappresentazione origina da stereotipi culturali che affondano le loro radici in contesti familiari e scolastici nei quali sin dall'infanzia inizia a prodursi il divario con gli uomini che impedisce alle donne di realizzarsi nei settori tecnico-scientifici, con grave pregiudizio per l'intera comunità.
Se tale disparità tra i sessi produce effetti sul mercato del lavoro in termini sia di accesso sia di crescita professionale, essa finisce per impedire l'utilizzo di risorse fondamentali da parte del sistema economico con importanti ripercussioni sulla crescita. È noto, infatti, che le competenze che si acquisiscono nelle facoltà STEM sono sempre più richieste e che i settori occupazionali collegati ad esse sono quelli che conoscono la crescita maggiore.
Da qui sorge la sfida per la collettività nel senso di eliminare gli stereotipi di genere e creare una sensibilità, la quale parta dalle istituzioni, verso la parità nelle materie (studio e ricerca) e nelle professioni tecnico-scientifiche, partendo dalla scuola e dall'università affinché promuovano le materie STEM diffondendo la passione per le discipline scientifiche e tecnologiche nella prospettiva della straordinaria opportunità professionale che queste riservano per l'avvenire.
In tale contesto, si noti come – sia a livello dell'Unione europea mediante l'allocazione di apposite risorse con il progetto Caliper, nel quadro del più ampio programma Horizon 2020, sia in Italia, a livello regionale, mediante la legge della regione Lazio 24 febbraio 2022, n. 3, recante disposizioni a favore delle donne dirette al contrasto dei pregiudizi e degli stereotipi di genere, per promuovere l'apprendimento, la formazione e l'acquisizione di specifiche competenze nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) nonché per agevolarne l'accesso e la progressione di carriera nei relativi settori lavorativi – sia stato già intrapreso il percorso volto a colmare il divario di genere nel settore STEM: un divario che, come anticipato, esiste in tutto il mondo ed è oggetto di specifici interventi anche in Paesi tecnologicamente avanzati come gli Stati Uniti.
L'intervento dello Stato in tale ambito è dunque fondamentale, non solo perché si tratta di una delle priorità strategiche indicate nella Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2025, in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nel solco della Strategia dell'Unione europea «Gender Equality Strategy 2020-2025», ma anche perché sarà volto a colmare il divario oggi esistente tra il nord e il sud del Paese nello sviluppo delle competenze tecnico-scientifiche.
La presente proposta di legge raccoglie l'importante lavoro svolto nel corso della XVIII legislatura con la presentazione della proposta a prima firma dell'onorevole Casu (atto Camera n. 3499), assegnata alle Commissioni riunite VII (Cultura, scienze e istruzione) e XI (Lavoro pubblico e privato).
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Finalità e oggetto)
1. La presente legge è volta a promuovere e incentivare azioni in favore delle donne per il contrasto dei pregiudizi e degli stereotipi di genere, per la promozione della formazione e del rafforzamento delle competenze, per l'aumento della rappresentanza nell'ambito lavorativo e per favorire le carriere nelle discipline matematiche e tecnico-scientifiche (discipline STEM – Science, Technology, Engineering and Mathematics).
2. Per le finalità di cui al comma 1, lo Stato promuove, sostiene e finanzia programmi, progetti e interventi concernenti la promozione della parità tra i sessi nell'apprendimento, nella formazione e nel lavoro nelle discipline STEM.
Art. 2.
(Obiettivi e interventi)
1. Per le finalità di cui all'articolo 1, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, il Fondo donne STEM, con la dotazione di 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022, destinato al finanziamento dei seguenti interventi:
a) promozione di iniziative rivolte alle alunne della scuola secondaria di primo grado per stimolare l'apprendimento delle materie STEM anche attraverso l'introduzione di metodi e percorsi innovativi di comprensione del metodo tecnico-scientifico e dell'alfabetizzazione informatica; attivazione di programmi di orientamento allo studio, rivolti in particolare alle studentesse della scuola secondaria di secondo grado, per la promozione delle carriere scientifiche, anche attraverso l'organizzazione di incontri, testimonianze in aula e corsi di approfondimento concernenti le prospettive della ricerca nei diversi ambiti scientifici e il ruolo centrale che le conoscenze e le competenze nei medesimi settori hanno nella costruzione del futuro, per la diffusione della consapevolezza delle opportunità, anche professionali, che le discipline STEM possono offrire alle donne, per il contrasto della sottorappresentazione femminile nei settori strategici, favorendo allo stesso tempo l'eguaglianza e le pari opportunità tra i sessi; potenziamento dei servizi di orientamento scolastico individuale per promuovere l'accesso allo studio delle materie STEM; adozione di programmi di supporto psico-attitudinale vertenti, in particolare, sulla considerazione per le discipline STEM da parte delle studentesse e sull'influenza del contesto culturale e familiare nella scelta del percorso accademico e professionale; promozione di iniziative di affiancamento da parte di studentesse universitarie mediante interventi nelle scuole o colloqui individuali;
b) organizzazione di corsi di formazione destinati al personale docente, in particolare delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, volti a trasmettere adeguate competenze sul tema degli stereotipi di genere, sulle modalità innovative di insegnamento delle discipline matematiche e tecnico-scientifiche e sull'istruzione digitale;
c) istituzione di borse di studio destinate alle donne per incentivare e sostenere la scelta di percorsi di studio universitario nelle discipline STEM nonché istituzione di premi per giovani inventrici;
d) organizzazione di corsi di formazione professionale e specialistica e di tirocini formativi destinati prioritariamente alle donne che devono entrare o rientrare nel mercato del lavoro, diretti a fornire le adeguate competenze in campo scientifico e nell'uso di tecnologie digitali;
e) attivazione di percorsi d'istruzione e di formazione tecnica superiore destinati in prevalenza alle donne in materia di programmazione e sviluppo di prodotti digitali;
f) promozione di progetti e di corsi per la formazione professionale, rivolti alle donne per l'attività nelle piccole e medie imprese, alle lavoratrici autonome e alle artigiane, per l'acquisizione di competenze digitali, al fine di facilitare l'accesso al mercato digitale;
g) promozione di iniziative per la valorizzazione delle competenze delle donne, in particolare presso le università, i centri di ricerca pubblici e privati e le imprese che svolgono attività di ricerca, al fine di rendere tali organizzazioni più inclusive e in grado di valorizzare tutti i talenti superando gli stereotipi e le discriminazioni di genere; destinazione di fondi specifici da parte del Ministero dell'università e della ricerca alle università che raggiungano livelli minimi di presenza del sesso meno rappresentato nel corpo docente, nell'ambito della ricerca, nel personale amministrativo, nel senato accademico, nel numero di studentesse iscritte ai corsi nelle discipline STEM e nel numero del corpo docente e della ricerca nelle graduatorie per fattore di impatto secondo l'indice di Hirsch;
h) promozione, anche attraverso l'istituzione di borse di studio, di corsi di dottorato industriale ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca 14 dicembre 2021, n. 226, per valorizzare le competenze sviluppate in ambito lavorativo e permettere la prosecuzione delle attività di studio e ricerca, facilitando il passaggio dall'università al mercato del lavoro e migliorando le opportunità di inserimento lavorativo di giovani donne altamente qualificate;
i) promozione dell'utilizzo del contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca a favore delle donne nei settori attinenti alle materie STEM;
l) promozione di iniziative per incentivare la permanenza di studentesse e di ricercatrici presso le imprese, anche prevedendo criteri premiali per l'accesso a misure di finanziamento, in particolare per le imprese operanti nei settori delle tecnologie informatiche e della comunicazione (ICT), con il fine di promuovere il reclutamento femminile e la carriera delle donne nei settori STEM e ICT;
m) promozione di progetti per la creazione di poli per l'innovazione di genere (gender innovation hub), di sistemi territoriali e di spazi fisici dove possano incontrarsi imprese, ricerca e formazione per sostenere lo sviluppo di forme di innovazione tecnologica e digitale attente alle implicazioni di genere;
n) organizzazione di corsi e di programmi per l'alfabetizzazione digitale, rivolti in particolare alle fasce di popolazione più vulnerabili in cui tali competenze sono normalmente più carenti, al fine di fornire le necessarie competenze digitali di base;
o) promozione di iniziative di carattere culturale, sociale e sportivo sui temi dell'eguaglianza tra i sessi, delle pari opportunità e del rispetto delle differenze, del contrasto verso ogni forma di pregiudizio e stereotipo di genere, con particolare riferimento alle materie STEM, e dell'importanza della formazione nelle discipline STEM per le donne rispetto alle professioni del futuro;
p) promozione e realizzazione di giornate informative e di campagne di sensibilizzazione, anche attraverso convegni, seminari di studio e l'utilizzo delle reti sociali telematiche, per appassionare le generazioni più giovani alle materie STEM, per stimolare l'apprendimento di tali materie e favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza tra le giovani studentesse circa la propria attitudine verso le conoscenze scientifiche e per promuovere la scelta di percorsi di studio e di carriere STEM da parte delle donne.
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con l'Autorità di Governo competente per le pari opportunità, con il Ministro dell'istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse del Fondo di cui al comma 1.
Art. 3.
(Attuazione degli interventi)
1. Per l'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 2 è istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri un tavolo tecnico composto da un rappresentante del medesimo Dipartimento, un rappresentante del Ministero dell'istruzione, un rappresentante del Ministero dell'università e della ricerca, un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e un rappresentante della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con il compito di assicurare il raccordo tra i livelli di governo e le amministrazioni competenti.
2. Ai componenti del tavolo tecnico di cui al comma 1 non spetta alcun compenso.
Art. 4.
(Relazione annuale)
1. Ai fini del monitoraggio sullo stato di attuazione della presente legge, l'Autorità di Governo competente per le pari opportunità presenta annualmente alle Camere una relazione sullo stato di attuazione degli interventi previsti dall'articolo 2 nonché sull'efficacia delle misure adottate rispetto agli obiettivi.
Art. 5.
(Copertura finanziaria)
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-2024, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2022, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 6.
(Clausola di salvaguardia)
1. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione.