XIX LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI
N. 866
PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
AMORESE, MICHELOTTI, LA PORTA, FABRIZIO ROSSI, MOLLICONE
Modifiche all'articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, per il sostegno e la valorizzazione del Pistoia Blues Festival e per la realizzazione del festival internazionale «Time in Jazz»
Presentata il 7 febbraio 2023
Onorevoli Colleghi! – Il Pistoia Blues Festival è nato nel 1980 e la sua parabola, lunga quarant'anni, lo ha portato a essere il festival blues più importante d'Europa e uno dei primi nel mondo. Dalla prima edizione ad oggi il Pistoia Blues Festival ha rappresentato un punto di riferimento per i grandi artisti internazionali in Italia, coniugando la qualità e la ricerca musicale alla specificità del territorio e, in particolare, al paesaggio e all'accoglienza turistica tipica della Toscana di cui, ad oggi, è il festival musicale con la storia più lunga e significativa.
Dalle prime edizioni ad oggi gli scopi principali del festival sono sempre stati principalmente due: promuovere la città di Pistoia, la Toscana e l'Italia come una location ideale per la grande musica internazionale nonché promuovere la musica blues come uno straordinario patrimonio culturale che ha generato nelle sue ramificazioni e sviluppi tutta la musica contemporanea, dal rhythm and blues all'hip-hop, passando naturalmente per il rock e per il pop.
Il Pistoia Blues Festival è stato caratterizzato finora da una straordinaria continuità che lo ha reso nel tempo protagonista di primissimo piano nel panorama nazionale dei festival. Tutte le edizioni hanno presentato cast stellari e, negli anni, nulla è stato perso rispetto alla sua statura nazionale e internazionale, rimanendo un punto di riferimento per il pubblico, per la stampa, per gli artisti affermati e per gli artisti emergenti.
Il festival ha promosso quindi, senza interruzioni, il territorio, il turismo e lo stile di vita italiani attraverso concerti, quali showcase, nonché incontri e performance, tutti collegati al mondo del blues, al suo linguaggio diretto e ricco di umanità che richiama valori come il rispetto, la fratellanza, la convivenza nella diversità.
Nel corso della sua storia il Pistoia Blues Festival ha presentato tutti, o quasi, i più grandi interpreti del genere lambendo anche i territori del rock, del jazz, del soul e del pop: B.B. King, Muddy Waters, John Lee Hooker, Bob Dylan, Lou Reed, Patti Smith, Stevie Ray Vaughan, Joe Cocker, Bo Diddley, Jerry Lee Lewis, Chuck Berry, Fats Domino, Dizzy Gillespie, Frank Zappa, Santana, Sting, la Blues Brothers Band, Curtis Mayfield, David Bowie, John Mayall e moltissimi altri. Nel contempo il festival ha sviluppato un complesso sistema di promozione della musica emergente, dal concorso (contest) nazionale per gli artisti residenti in Italia, ai seminari (clinic), alle compilation con musicisti di base, fino alla presentazione sul palco principale di nuove realtà italiane e internazionali che proprio dal passaggio al Pistoia Blues Festival hanno sviluppato le loro carriere fino a diventare anch'essi punti di riferimento nel panorama musicale.
In generale il Pistoia Blues Festival ha rappresentato un punto di riferimento sicuro per tutti i musicisti che del linguaggio blues hanno fatto la loro cifra espressiva.
Il riconoscimento, dopo oltre quarant'anni di attività del festival, celebrerebbe il traguardo raggiunto dal Pistoia Blues Festival che in Italia ha rari elementi di paragone e che suggella il rapporto ormai ombelicale tra la città e un evento nel quale pienamente si riconosce e a cui deve un senso di appartenenza e di orgoglio, su un piano emotivo, e di coesione e un significativo e importante indotto turistico e di immagine, su un piano economico.
La presenza di un riconoscimento permetterebbe al festival di consolidare tutte le qualità descritte finora e di qualificare ulteriormente la sua azione a livello nazionale e internazionale, diffondendosi su più periodi dell'anno con altre iniziative e, più in generale, con un'attività costante che coinvolge il pubblico come anche le realtà economiche, imprenditoriali e professionali, lungo tutto l'arco dell'anno. Il riconoscimento permetterebbe, altresì, di sviluppare appieno il potenziale del festival anche durante le giornate tradizionali di luglio permettendo la realizzazione di progetti originali, le collaborazioni con altri soggetti e manifestazioni analoghe, la circuitazione dei giovani artisti.
Il Pistoia Blues Festival è un festival che ha sempre avuto un equilibrio di bilancio che si basa su una percentuale molto consistente di entrate da biglietteria (oltre il 55 per cento) e per la restante parte da contributi pubblici e da proventi derivanti da sponsorizzazioni e partenariati privati. Questo per far sì che le scelte artistiche debbano essere prese con una particolare attenzione ai risultati di pubblico e non gravino troppo sulle economie della manifestazione che deve necessariamente puntare, ad ogni edizione, al pareggio di bilancio.
È comunque necessario evidenziare che, dal punto di vista del sostegno pubblico, il festival, rispetto a manifestazioni analoghe, ha sempre contato principalmente, se non quasi unicamente (vista le drastiche riduzioni dei contributi da parte di altri enti locali avvenute negli ultimi anni), sull'investimento, oneroso e consistente, della sola amministrazione comunale di Pistoia.
Appare significativa anche la ripartizione delle uscite, che vedono pressoché stabile, negli anni, un forte investimento sulla parte artistica (tra il 55 ed il 60 per cento del totale delle uscite) ed il restante tra promozione, allestimenti tecnici e costi organizzativi (questi ultimi sempre molto contenuti). Ciò perché la direzione artistica del festival ha sempre dato priorità all'investimento sulla programmazione e sulla capacità della stessa di intercettare, di anno in anno, l'evoluzione del pubblico e la relazione che questo ha con le manifestazioni di questo tipo. È difatti attraverso una continua attenzione ai cambiamenti che il festival ha mantenuto un contatto con ampie fasce di utenza, unendo gli aspetti più tradizionali con le nuove opzioni e novità in ambito musicale di qualità; mantenendo sempre un equilibrio di fondo e una forte identità.
Il Pistoia Blues Festival svolge, fin dall'inizio degli anni Novanta, attività formative e di selezione (scouting) rivolte alle giovani generazioni di artisti. Con il contest Obiettivo Bluesin, il festival seleziona ogni anno i musicisti emergenti che andranno a partecipare all'edizione seguente; il Pistoia Blues Festival è un traguardo prestigioso per molti musicisti che vogliono fare della propria passione e talento una professione.
Obiettivo Bluesin è nato nel 1993, a fianco della manifestazione, per valorizzare i nuovi talenti italiani in ambito musicale e costituisce una delle attività stabili e prioritarie della manifestazione. Il contest, con iscrizione gratuita, conta mediamente, ogni anno, fra le 500 e le 600 adesioni, sceglie i vincitori che suoneranno sul palco principale del festival, uno per ciascuna area geografica italiana, Centro, Sud e Nord, attraverso selezioni dal vivo che si svolgono nella rete di locali aderenti all'iniziativa.
Partecipare al Pistoia Blues Festival con Obiettivo Bluesin è una vera e propria vetrina che, oltre a offrire la possibilità di suonare su un palco prestigioso davanti a un grande pubblico, presenta gli artisti vincitori ad una selezionata rappresentanza di organizzatori e operatori del settore musicale italiani ed europei, ospiti del festival. I vincitori di Obiettivo Bluesin hanno anche l'opportunità di essere inseriti nella compilation dedicata al festival Pistoia Blues Next Generation.
Si tratta di una vera istantanea dei nuovi talenti rock e blues del panorama italiano, con una selezione delle migliori e più rappresentative band che hanno partecipato al concorso degli ultimi anni.
La richiesta di un provvedimento legislativo ad hoc deriva dalla necessità di procedere ad un salto di qualità nelle modalità organizzative e ad un consolidamento della manifestazione, finalizzati ad ottenere una rinnovata capacità di programmazione e di prospettiva: da una parte, a valorizzare il patrimonio storico e culturale che il festival ha rappresentato e, dall'altra parte, a permettere alla manifestazione di estendere le proprie attività, di coinvolgere altri soggetti in ambito nazionale e internazionale, di valorizzare le esperienze artistiche nazionali, di ampliare le attività promozionali.
Con la presente proposta di legge si intende dunque proporre l'inclusione del Pistoia Blues Festival tra le manifestazioni musicali e operistiche di assoluto rilievo internazionale, ai sensi della legge 20 dicembre 2012, n. 238, e conseguentemente riconoscere l'erogazione di un contributo finanziario annuo di 250.000 euro a decorrere dal 2024, a favore del comune di Pistoia per l'organizzazione del Pistoia Blues Festival, affinché lo stesso possa svilupparsi in modo compatibile e coerente con altri festival di rilievo nazionale e internazionale.
La presente proposta di legge riproduce sostanzialmente il contenuto del disegno di legge approvato dal Senato nella XVIII legislatura (atto Senato n. 1228), come integrato, nel corso dell'esame parlamentare, con una disposizione specifica in favore del festival internazionale «Time in Jazz» di Berchidda, che in questa sede si intende riproporre.
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
1. All'articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1-ter, le parole: «per ciascuno degli anni 2020 e 2021» sono sostituite dalle seguenti: «annui a decorrere dall'anno 2024»;
b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«1-quinquies. È assegnato un contributo di 250.000 euro annui a decorrere dall'anno 2024 a favore del comune di Berchidda per la realizzazione del festival internazionale “Time in Jazz”».
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, pari a 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, di cui all'articolo 1 della legge 30 aprile 1985, n. 163.