COMITATO FORMA DI GOVERNO

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 5 MARZO 1997

Presidenza del Presidente Giuseppe TATARELLA


La seduta comincia alle 11.35.


Giuseppe TATARELLA, Presidente, auspica un proficuo lavoro pragmatico ed istruttorio del Comitato al fine di pervenire alla elaborazione di soluzioni in materia di forma di governo che favoriscano la governabilità, valorizzando maggiormente il peso dei cittadini. Invita quindi i membri del Comitato a pronunciarsi sulla migliore organizzazione dei lavori.


Il senatore Cesare SALVI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), relatore, rileva che con riferimento alla forma di governo si confrontano diversi modelli: presidenzialista, semipresidenzialista, parlamentare con la persistenza di un rapporto fiduciario tra governo e Parlamento, seppur con diverse varianti circa la contemporanea o meno elezione del Capo del Governo e delle Assemblee parlamentari. D'altra parte, tutte le possibili opzioni sono finalizzate a favorire la governabilità nonché il peso degli elettori. Riservandosi lo svolgimento di una relazione più ampia in altra seduta, segnala l'opportunità di un effettivo raccordo tra i lavori del Comitato e quelli degli altri Comitati. La tematica della forma di governo dovrà comunque essere affrontata tenendo conto delle decisioni in materia elettorale, anche se questa rappresenta una scelta successiva rispetto alla individuazione della forma di governo, su cui auspica una ampia intesa nell'ambito dei lavori del Comitato.


Dopo una richiesta di chiarimenti circa le modalità di svolgimento dei lavori del Comitato formulata dal senatore Domenico FISICHELLA (gruppo alleanza nazionale), Giuseppe TATARELLA, Presidente, dopo aver ringraziato il Presidente della Commissione D'Alema per la sua presenza ai lavori del Comitato, ritiene che per esigenze logiche e politiche dovrà essere affrontata anche la tematica della legge elettorale in connessione con la materia della forma di governo.


Il deputato Giuseppe CALDERISI (gruppo forza Italia) fa presente che il Comitato è chiamato a prefigurare diverse ipotesi di forma di governo, prevedendo varie opzioni all'interno di tali ipotesi. D'altra parte due appaiono le soluzioni prevalenti: quella semipresidenziale e quella del premierato. È d'accordo sull'esigenza di affrontare anche la tematica della legge elettorale, viste le connessioni con la forma di governo, ma risulta prioritario procedere alla riforma costituzionale nel cui ambito potrebbero essere previsti principi in materia di legislazione elettorale.


Massimo D'ALEMA, Presidente della Commissione, nel rivolgere un augurio di buon lavoro ai componenti del Comitato, fa presente che domani l'Ufficio di Presidenza della Commissione stabilirà il calendario di un ciclo di audizioni, di cui potrà eventualmente tener conto il Comitato in sede di programmazione dei propri lavori.
Il Comitato sulla forma di governo è chiamato a svolgere un compito delicato ma circoscritto: due sono infatti le ipotesi di riforma costituzionale in materia di forma di governo. D'altra parte, risulterà inevitabile affrontare anche la tematica della legge elettorale vista la sua connessione con la forma di governo, ma ciò dovrà aver luogo dopo l'individuazione delle ipotesi di riforma costituzionale. Raccomanda infine un metodo di lavoro volto a favorire in tempi rapidi la redazione di un testo condiviso o, se necessario, di testi alternativi.


Giuseppe TATARELLA, Presidente, fa presente che, a conclusione dei propri lavori, il Comitato potrà eventualmente scegliere di formulare un'unica relazione conclusiva tenendo conto di tutte le diverse ipotesi oppure di predisporre diverse relazioni a seconda delle varie soluzioni prefigurate. In ogni caso la relazione introduttiva del relatore Salvi rappresenterà la base di partenza per i lavori del Comitato.


Il deputato Fabio MUSSI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), rispetto alle due ipotesi di forma di governo del premierato e del semipresidenzialismo, ritiene che i lavori del Comitato possano procedere celermente. Il problema vero è rappresentato dalle varianti a tali due modelli, che risultano però tanto più importanti poiché potrebbero favorire una convergenza significativa nonché un avvicinamento tra i due modelli stessi. È pertanto necessario procedere ad una discussione di tipo politico per poi pervenire alla redazione dei testi normativi. La tematica elettorale, peraltro intimamente connessa alla forma di governo, dovrà essere affrontata successivamente all'individuazione della forma di governo stessa.


Il senatore Domenico FISICHELLA (gruppo alleanza nazionale) ritiene che l'ambito di competenza del Comitato sia delimitato dalle due ipotesi fondamentali di forma di governo che si contrappongono: a tale proposito occorre approfondire tali due ipotesi per poi lasciare alcune questioni aperte su cui sviluppare un ulteriore confronto. Circa il sistema elettorale, occorre partire dalla premessa che i due modelli di forma di governo non sembrano compatibili con il metodo proporzionale: non si può prescindere pertanto dalla valorizzazione del sistema maggioritario, ferma restando una percentuale di quota proporzionale. Peraltro le due ipotesi di forma di governo possono essere abbinate ad un sistema elettorale ad un turno o a doppio turno.


Il deputato Ciriaco DE MITA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo) ritiene che il problema della legge elettorale debba essere affrontato dopo aver prefigurato il modello costituzionale di forma di governo: una discussione preliminare sul sistema elettorale può diventare inconcludente e rischiosa. L'introduzione del sistema maggioritario è da rispettare come fatto storico ma non come valore: è infatti da provare che il sistema maggioritario risolva tutti i problemi di governabilità del sistema politico. Auspica quindi che la programmazione dei lavori del Comitato consenta anche di partecipare ai lavori degli altri Comitati vista la connessione tra le diverse materie. Dopo la relazione introduttiva del senatore Salvi la discussione esigerà un confronto serrato su questioni concrete senza però prefigurare sin da ora itinerari futuri: sarebbe pertanto opportuno far emergere le diverse posizioni, individuare le ipotesi di lavoro ed approfondirle.


Il deputato Achille OCCHETTO (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) ritiene astratta una discussione preliminare sulla legge elettorale: d'altra parte, prima o poi sarà necessario affrontare congiuntamente le questioni della forma di governo e della legge elettorale. Personalmente, è favorevole alla elezione diretta del premier ed in subordine al semipresidenzialismo sia pur corretto: pertanto, a suo giudizio, il sistema elettorale risulta decisivo. Una discussione che si fondi su modelli astratti non consente un'analisi efficace dei diversi problemi.


Il deputato Armando COSSUTTA (gruppo rifondazione comunista-progressisti) ritiene che la relazione del relatore Salvi rappresenterà il punto di riferimento per la discussione: occorrerà quindi procedere ad una comune ma chiara analisi per poi pervenire a soluzioni, eventualmente diverse. La materia elettorale non è separabile da quella della forma di governo; a priori non deve neanche essere escluso il ricorso al sistema proporzionale, posto che il sistema maggioritario non ha prodotto tutti i risultati positivi sperati ma anzi ha determinato una eccessiva frammentazione partitica: anche il semipresidenzialismo richiede la valorizzazione dei meccanismi proporzionali.


Dopo che Giuseppe TATARELLA, Presidente, ha rilevato che la discussione sulla legge elettorale rappresenta una conseguenza necessaria dell'analisi delle diverse opzioni in materia di forma di governo, il deputato Antonio SODA (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) ritiene che le tematiche della forma di governo e del sistema elettorale siano necessariamente connesse. Infatti gli Stati che negli ultimi dieci hanno riorganizzato la forma di governo hanno altresì messo mano alla legislazione elettorale. Circa il metodo di lavoro, sottopone alla valutazione del Comitato l'ipotesi che i firmatari delle proposte di legge in senso semipresidenzialista o di premierato formulino due diverse proposte corredate dalle varie opzioni.


Il senatore Cesare SALVI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), relatore, intende interpretare il proprio ruolo di relatore in modo da favorire le più ampie intese: in tal senso non giudica opportuno, allo stato attuale, l'anticipazione di soluzioni circa la futura conclusione dei lavori del Comitato poiché talune varianti possibili all'interno dei diversi modelli proposti possono consentire convergenze tra i modelli stessi. Occorre pertanto prioritariamente verificare le condizioni per soluzioni largamente condivise.


Il senatore Stefano PASSIGLI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) rileva che i due modelli di forma di governo che si confrontano prevedono diverse varianti: occorre pertanto evitare l'introduzione secca dell'uno o dell'altro modello perché in questo modo si escluderebbe pregiudizialmente la possibile compatibilità tra le due soluzioni. A tale proposito, nel prosieguo dei lavori occorrerà verificare le compatibilità dei diversi sistemi elettorali con le ipotesi di forma di governo: d'altra parte, la materia elettorale non dovrà essere affrontata in via preliminare.


Il deputato Marco BOATO (gruppo misto-verdi-l'Ulivo) ritiene necessario acquisire la relazione del relatore Salvi per approfondire le varie ipotesi di forma di governo nonché le diverse varianti al loro interno: non è infatti opportuno irrigidire la discussione, bensì mettere in risalto le possibili interconnessioni tra le diverse ipotesi. La materia elettorale non è formalmente assegnata alla competenza della Commissione, ma non potrà essere esclusa dal dibattito: in relazione al tipo di soluzione in materia di forma di governo, si determinerà l'esigenza di successive scelte in materia elettorale, sia per quanto da prevedere in Costituzione, sia per quanto da riservare alla legge ordinaria. Non è opportuno però rovesciare l'approccio ai diversi problemi soltanto per esigenze politiche.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano) rileva che la discussione finora svolta fa emergere due diverse ipotesi di forma di governo, con connessioni inevitabili con la legge elettorale. Nell'attuale fase dei lavori però non appare opportuno pervenire ad ipotesi alternative bensì verificare le convergenze e i punti di contatto tra le due diverse ipotesi di forma di governo.


Giuseppe TATARELLA, Presidente, averte che il Comitato tornerà a riunirsi domani giovedì 6 marzo 1997, alle ore 11.00, per lo svolgimento della relazione del senatore Salvi.


La seduta termina alle 12.50.