COMITATO FORMA DI GOVERNO

SEDUTA DI MARTEDÌ 11 MARZO 1997

Presidenza del Presidente Giuseppe TATARELLA


La seduta comincia alle 15,20.


Giuseppe TATARELLA, Presidente, sottopone al Comitato l'opportunità di procedere alle audizioni del professor Sartori e del professor Cheli ai fini dell'acquisizione di contributi scientifici rispettivamente sul semipresidenzialismo e sulla forma di governo parlamentare.


Dopo che il deputato Ciriaco DE MITA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo) ha sottolineato l'esigenza di procedere ad un confronto con esponenti del mondo scientifico su ipotesi effettive di articolato, il senatore Cesare SALVI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), relatore, concorda con la proposta di svolgimento di audizioni formulata dal Presidente giudicando utile, in questa fase di lavoro del Comitato, l'acquisizione dei contributi scientifici dei professori Sartori e Cheli.


Dopo che il deputato Giorgio REBUFFA (gruppo forza Italia) ha concordato sulla opportunità di procedere alle audizioni dei professori Sartori e Cheli, le cui posizioni scientifiche non appaiono peraltro in contrasto, il senatore Domenico FISICHELLA (gruppo alleanza nazionale), dichiarando di essere favorevole alle audizioni proposte, sottopone al Comitato l'opportunità di procedere anche all'audizione del professor Galeotti che ha da tempo approfondito la tematica del ruolo del primo ministro.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano), concordando con la proposta dello svolgimento di audizioni formulata dal Presidente, ritiene che i professori Sartori e Cheli possano offrire un contributo significativo per comprendere la coerenza dei caratteri minimi dei due modelli di forma di governo oggetto di attenzione da parte del Comitato.


Il senatore Leopoldo ELIA (gruppo partito popolare italiano) ritiene che i professori Sartori, Galeotti e Cheli potrebbero fornire adeguati contributi, rispettivamente, sulle seguenti tematiche: il semipresidenzialismo alla francese, seppur con alcuni correttivi; il primo ministro eletto dal popolo; i rapporti tra i poteri del Capo dello Stato e quelli del Governo dal punto di vista neoparlamentare. Le audizioni potrebbero consentire l'approfondimento dei caratteri essenziali delle diverse forme di governo. Circa i soggetti da audire, si rimette comunque alle valutazioni del Presidente.


Il senatore Stefano PASSIGLI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), pur essendo favorevole anche all'audizione del professor Galeotti, ritiene che le audizioni dei professori Sartori e Cheli potrebbero essere particolarmente produttive per un confronto dialettico sulle diverse tematiche della forma di governo


Giuseppe TATARELLA, Presidente, tenuto conto degli interventi svolti in precedenza e dell'orientamento prevalente, fa presente che il Comitato procederà nelle prossime settimane alle audizioni dei professori Sartori e Cheli, riservandosi nel prosieguo dei lavori lo svolgimento di ulteriori audizioni.


Il senatore Cesare SALVI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), relatore, intende segnalare taluni problemi comuni relativi alle forme di governo semipresidenziale e parlamentare, nonché sottolineare altre singole tematiche legate alla specificità dei due modelli. Circa le questioni comuni, fa presente che i due modelli di forma di governo prevedono la conservazione del meccanismo della fiducia parlamentare; d'altra parte, alcuni aspetti devono essere adeguatamente approfonditi: la nascita del rapporto fiduciario parlamentare, il venir meno del rapporto fiduciario stesso, il raccordo tra la fiducia parlamentare e lo scioglimento delle Camere, aspetto questo che ha una propria specificità a seconda del modello di forma di governo prescelto.
Esiste poi un secondo blocco di questioni comuni: il ruolo del governo in Parlamento, il rapporto tra i poteri normativi del Governo e quelli del Parlamento, la formazione dell'ordine del giorno delle assemblee parlamentari. Una terza tematica attiene allo statuto dell'opposizione nella prospettiva di garantire il ruolo dell'opposizione parlamentare rispetto alla forma di governo. Per ciò che concerne in particolare il semipresidenzialismo occorre poi chiarire il rapporto tra Presidente della Repubblica e scioglimento delle assemblee parlamentari. Una ulteriore questione che attiene al semipresidenzialismo riguarda la selezione delle candidature, per ciò che concerne la candidatura di un eventuale outsider. Altre questioni che devono essere all'attenzione del Comitato riguardano il referendum e la pubblica amministrazione.
Circa la nascita del rapporto fiduciario si può determinare il caso della fiducia presunta, che può essere conseguente o alla nomina del Capo del Governo da parte del Presidente della Repubblica o ad un automatismo derivante dal meccanismo elettorale. Comunque può essere previsto l'obbligo di un passaggio parlamentare, stabilendo, ad esempio, la richiesta di verifica dell'esistenza o meno del rapporto fiduciario da parte di un quorum di parlamentari. Peraltro, la fiducia parlamentare può essere conseguente ad una maggioranza assoluta o relativa. Altre ipotesi di riforma invece prevedono una verifica effettiva della fiducia parlamentare. Possono essere inoltre previste varianti per ciò che concerne i meccanismi della sfiducia: si pensi alla mozione di sfiducia o alla sfiducia con l'indicazione di un nuovo premier, ma solo per il governo parlamentare, o ancora alla previsione di una sfiducia per una volta o per più volte nel corso della legislatura. Peraltro, tali meccanismi di sfiducia non hanno senso per il governo del premier o per il semipresidenzialismo. Circa lo scioglimento delle Camere, occorre approfondire come operi il meccanismo automatico in caso di governo del premier. Ulteriori varianti si pongono per il semipresidenzialismo: si pensi alla necessità della controfirma o al caso di coabitazione.
Circa la tematica del ruolo del governo in Parlamento, occorre approfondire in particolare la questione relativa all'esercizio del potere normativo del Parlamento e del Governo: si pensi alla delegificazione e alla decretazione di urgenza. Peraltro, la tematica dei poteri normativi è intimamente legata all'altra questione della formazione dell'ordine del giorno delle assemblee parlamentari: in particolare, devono essere approfonditi i poteri del governo, anche in relazione all'attivazione degli strumenti del voto bloccato o del meccanismo della "ghigliottina". Circa lo statuto dell'opposizione, nell'ambito della Costituzione possono essere previsti taluni principi, riservando ai regolamenti parlamentari la disciplina di dettaglio, tenendo conto del fatto che può porsi l'ipotesi di più opposizioni.
In ordine poi alle modalità di elezione del Presidente della Repubblica, nel quadro del governo parlamentare si puņ sottrarre tale elezione alla dinamica politica o elevando il quorum necessario oppure allargando il collegio elettorale. Peraltro, l'elezione diretta del Presidente della Repubblica è possibile anche in un sistema parlamentare, ma costituisce caratteristica essenziale del sistema semipresidenziale. Circa la selezione delle candidature, possono essere previste diverse varianti per fronteggiare il caso della candidatura dell'outsider: si pensi alla sottoscrizione delle candidature. D'altra parte per attivare i meccanismi di selezione delle candidature è comunque necessario il doppio turno elettorale.


Il deputato Giorgio REBUFFA (gruppo forza Italia), pur rilevando che i problemi sottolineati dal relatore Salvi rappresentano i nodi principali da risolvere, sottolinea il rischio di esaminare isolatamente le questioni sul tappeto, apparendo più produttivo il metodo di procedere approfondendo le peculiarità dei diversi modelli di forma di governo.


Il senatore Leopoldo ELIA (gruppo partito popolare italiano) non giudica opportuno procedere per formule aprioristiche, sottolineando che talune delle questioni da risolvere sono rinvenibili nei due modelli di forma di governo. Appare preferibile un approccio flessibile rispetto ai diversi problemi, posto che alcune questioni devono essere approfondite in maniera analitica.


Il senatore Stefano PASSIGLI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) non ritiene produttivo affrontare la materia della forma di governo in termini predefiniti, apparendo più produttivo la verifica della compatibilità tra i diversi modelli attraverso un'analisi delle relative varianti. Successivamente alle audizioni dei professori Sartori e Cheli si potranno approfondire le caratteristiche dei due modelli di forma di governo che si contrappongono. Allo stato appare preferibile procedere innanzitutto alla disamina analitica delle diverse questioni.


Il senatore Domenico FISICHELLA (gruppo alleanza nazionale) ritiene che nell'attuale fase dei lavori del Comitato sia prioritario valutare la conseguenza delle scelte operate rispetto alle diverse questioni; occorre valutare gli esiti delle diverse scelte a seconda delle singole opzioni: possono infatti determinarsi esiti compatibili tra i due modelli di forma di governo. Successivamente si potrà procedere a scelte tendenzialmente definitive rispetto ai modelli stessi.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano) ritiene che, fra le questioni sollevate dal relatore Salvi, due tematiche possano essere affrontate indipendentemente dal modello di forma di governo: il ruolo del governo in Parlamento e lo statuto dell'opposizione. Altre questioni, come ad esempio i meccanismi di fiducia e sfiducia, non sono invece isolabili dai modelli di forma di governo.


Il deputato Giuseppe CALDERISI (gruppo forza Italia) rileva che l'approccio che privilegia la disamina delle diverse questioni, anzichè l'analisi dei diversi modelli di forma di governo, faccia emergere la preoccupazione di evitare contrasti all'interno del Comitato: tale metodo però rischia di risultare confuso. Dopo aver rilevato che sarà possibile una convergenza più ampia sul semipresidenzialismo, sottolinea l'esigenza di procedere verificando la coerenza interna dei due modelli di forma di governo che si confrontano: non è opportuno infatti ragionare astrattamente.


Il deputato Domenico NANIA (gruppo alleanza nazionale) ritiene che il metodo di lavoro proposto dal relatore Salvi sia il più produttivo vista la corretta individuazione dei problemi da risolvere. Pertanto, appare preferibile che il Comitato giunga alla definizione di due diversi modelli di forma di governo, da confrontare in un secondo momento con i professori Sartori e Cheli: altrimenti la discussione rischia di risultare astratta.


Il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo) giudica prematuro, nella fase attuale dei lavori del Comitato, lo svolgimento delle audizioni dei professori Sartori e Cheli che andrebbero effettuate tra qualche settimana, al fine di evitare riflessioni generiche sui due modelli di forma di governo.


Il deputato Ciriaco DE MITA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo), concorda con il metodo di lavoro proposto dal relatore Salvi. Circa il sistema presidenziale francese fa presente che non tutte le norme sono previste in Costituzione. Risulta peraltro ambiguo prefigurare un semipresidenzialismo con una forte caratterizzazione parlamentare. La questione vera è rappresentata dalla previsione di un governo efficiente legato ad un adeguato consenso parlamentare. Esprime preoccupazione per una discussione incentrata sui modelli giuridico-istituzionali senza una adeguata analisi dei processi politici. Sotto il profilo del metodo di lavoro, suggerisce di prevedere soluzioni di merito rispetto alle diverse questioni da affrontare.


Il deputato Giorgio REBUFFA (gruppo forza Italia) ritiene che il metodo di lavoro del Comitato dovrebbe essere più produttivo: occorre evitare perdite di tempo che nascondono problemi di tipo politico. Se si vogliono affrontare veramente i problemi, occorre procedere a delle scelte confrontando i due sistemi di forma di governo.


Il senatore Leopoldo ELIA (gruppo partito popolare italiano) ritiene che i diversi modelli di forma di governo possano essere studiati o come figure astratte o come costituzioni viventi: quello che conta è l'insieme delle regole e delle prassi tenendo conto delle esperienze costituzionali. Tale metodo può consentire il raggiungimento di adeguate intese.


Il senatore Cesare SALVI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), relatore, pur comprendendo le preoccupazioni formulate dai deputati Calderisi e Rebuffa, giudica produttivo il metodo di lavoro da lui proposto. La scelta più proficua appare essere quella di affrontare specificamente le diverse questioni, la cui analisi consentirà, tra l'altro, di far emergere le differenze fra i due modelli di forma di governo.


Il deputato Armando COSSUTTA (gruppo rifondazione comunista-progressisti), condividendo le audizioni proposte dal Presidente, ritiene che potrebbero essere acquisiti altri contributi scientifici come quello del professor Rodotà. Circa il metodo della discussione, giudica difficile valutare le singole questioni prescindendo dal modello di forma di governo. Occorre entrare nel merito dei problemi approfondendo le diverse ipotesi.


Il deputato Giorgio REBUFFA (gruppo forza Italia), ai fini di un produttivo lavoro del Comitato, suggerisce al relatore di predisporre una tavola di raffronto tra le diverse questioni da approfondire tenendo conto dei due modelli di forma di governo che si confrontano, attraverso un incrocio verticale ed orizzontale tra le questioni stesse e i diversi modelli, facendo conseguire ad ogni scelta l'ipotesi di legge elettorale relativa.


Dopo che Cesare SALVI (gruppo sinistra democratica-Ulivo), relatore, ha condiviso il metodo proposto dal deputato Rebuffa, Giuseppe TATARELLA, Presidente, dopo aver segnalato l'opportunità di approfondire in maniera attenta la tematica del sistema di scelta dei candidati al fine di evitare la candidatura di outsider, avverte che il Comitato tornerà a riunirsi venerdì 14 marzo, alle ore 10.


La seduta termina alle ore 16,55.