COMITATO FORMA DI GOVERNO

SEDUTA DI LUNEDÌ 5 MAGGIO 1997

Allegato n. 3

PROPOSTA DI REVISIONE COSTITUZIONALE SULLA RIFORMA DI GOVERNO


Art. 60.


La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per quattro anni.
Non si possono candidare alle elezioni per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica i candidati delle elezioni presidenziali.
Nessuna emittente radiotelevisiva e nessun mezzo di comunicazione può dedicare alla campagna elettorale della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica tempi quantitativamente o qualitativamente inferiori a quelli dedicati alla contemporanea campagna elettorale delle elezioni presidenziali.


Art. 61.


Le elezioni delle nuove Camere sono indette con le modalità ed hanno luogo nella data indicata all'articolo 83, comma terzo. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.

Titolo II

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Art. 83.


Il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale e diretto, secondo le norme di legge.
Il Presidente della Repubblica è eletto a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi a uno dei candidati proposti secondo le norme di legge.
Se la maggioranza di cui al comma precedente non viene conseguita da alcun candidato, si procede, nella seconda domenica successiva, a una nuova votazione di ballottaggio fra i due candidati più votati nel primo turno senza facoltà di desistenza.
Le eventuali elezioni primarie sono organizzate su base regionale per iniziativa politica non pubblica. Sono ammessi gli elettori che abbiano dichiarato l'opzione almeno tre anni prima senza modificarla successivamente.


Art. 84.


Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto quarant'anni di età, goda dei diritti civili e politici e non si trovi nelle condizioni di ineleggibilità stabilite da legge costituzionale.
L'ufficio del Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
Al termine del mandato il Presidente della Repubblica non può assumere alcuna altra carica istituzionale pubblica o associativa privata.


Art. 85.


Il Presidente della Repubblica è eletto per quattro anni e può essere rieletto soltanto nella elezione immediatamente successiva.
Novanta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati fissa la data di elezione, che ha luogo non meno di venti e non più di trentacinque giorni dalla scadenza.
Il Presidente della Repubblica assume le funzioni trenta giorni dopo la proclamazione.


Art. 86.


Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso in cui egli non possa adempierle, sono esercitate dal Primo ministro, che è nominato dal Presidente della Repubblica dopo l'elezione delle Camere.
In caso di impedimento permanente, di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Primo ministro ne assume le funzioni e le esercita fino alla scadenza del mandato.
Qualora anche il Primo ministro sia nella impossibilità di svolgere le funzioni presidenziali, queste sono affidate sino alla scadenza del mandato ad un supplente eletto dal Governo fra i propri componenti.


Art. 87.


Il Presidente della Repubblica rappresenta la comunità nazionale e l'unità della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica è il capo del Governo, ne dirige la politica generale e ne è responsabile.
Il Presidente della Repubblica accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorre, l'autorizzazione del Parlamento.
Il Presidente della Repubblica ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo della difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dal Parlamento.
Il Presidente della Repubblica può concedere la grazia e commutare le pene.
Il Presidente della Repubblica conferisce le onorificenze della Repubblica.


Art. 88.


Il Presidente della Repubblica presenta alla Camera dei deputati i disegni di legge deliberati collegialmente dal Governo.
Il Presidente della Repubblica invia al Parlamento i messaggi approvati dal Governo.
Il Presidente della Repubblica promulga le leggi approvate dal Parlamento; può sospenderne la promulgazione secondo l'articolo 74, comma primo, rinviandole al Parlamento con un messaggio, su delibera collegiale del Governo; deve promulgarle dopo la seconda approvazione del Parlamento secondo l'articolo 74, comma secondo; sospende la promulgazione in caso di deferimento preventivo alla Corte costituzionale secondo l'articolo 74, comma terzo.
Il Presidente della Repubblica indìce il referendum popolare secondo le norme della Costituzione.
Il Presidente della Repubblica emana i regolamenti deliberati dal Governo per l'attuazione e l'esecuzione delle leggi dello Stato e per la disciplina delle materie di competenza dello Stato non riservate alla legge. Sono disciplinate da regolamenti, nel rispetto dei princìpi desumibili dalla legge, le materie non coperte da riserva assoluta di legge.


Art. 89.


Il Presidente della Repubblica è responsabile dei propri atti.
Il Presidente della Repubblica firma gli atti conseguenti a deliberazioni collegiali del Governo, che sono controfirmati dal Primo ministro o, per ragioni di competenza, da un ministro. Sono atti monocratici del Presidente della Repubblica solo gli atti non definiti nella Costituzione atti del Governo.


Art. 90.


Il Presidente della Repubblica è messo in stato di accusa dal Senato della Repubblica, a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, per alto tradimento, corruzione o attentato alla Costituzione.
La messa in stato di accusa può essere promossa, con il medesimo procedimento, nei confronti del Primo ministro che abbia assunto le funzioni presidenziali secondo l'articolo 86, comma primo.


Art. 91.


Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Senato della Repubblica.
Il giuramento è prestato, con le medesime modalità, dal Primo ministro o dal supplente nel momento in cui assume le funzioni presidenziali.


Titolo III

IL GOVERNO E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Sezione I

Il Governo


Art. 92.


Il Governo della Repubblica è composto dal Presidente della Repubblica che lo presiede, dal Primo ministro, che lo presiede in assenza e per delega del Presidente della Repubblica, e dai ministri, che costituiscono insieme l'organo collegiale deliberativo.
Il Presidente della Repubblica nomina il Primo ministro e, d'intesa con questo, i ministri, dopo avere acquisito il parere della apposita commissione del Senato della Repubblica sul profilo morale pubblico e sulla professionalità in relazione all'incarico ministeriale specifico.
L'ufficio di ministro è incompatibile con l'appartenenza a una delle due Camere o a una carica elettiva regionale nelle due legislature precedenti ed è inibito ai candidati ed agli eletti a tali organi negli ultimi cinque anni.
Le candidature all'elezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica sono ammesse dopo la decorrenza di tre anni dalla cessazione dell'ufficio di ministro.


Art. 93.


Il primo ministro e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.


Art. 94.


Il Primo ministro e ciascun ministro possono essere revocati dal Presidente della Repubblica. Se la sostituzione del Primo ministro o di più di un ministro interviene dopo un anno dalla nomina, è esaminata dalla commissione del Senato, di cui all'articolo 92, comma secondo, che delibera a maggioranza assoluta.
La nomina dei nuovi ministri, in sostituzione dei revocati, non è sottoposta alla commissione del Senato, se non per i profili di cui all'articolo 92, comma secondo, ove consegua a mozione di censura individuale approvata a maggioranza assoluta dal Senato della Repubblica su proposta di almeno un terzo dei suoi componenti ovvero a dimissioni.


Art. 95.


Il Primo ministro, secondo le direttive del Presidente della Repubblica mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo dei ministri, promuovendone e coordinandone l'attività.

Rotelli.