COMITATO FORMA DI STATO

SEDUTA DI GIOVEDÌ 13 MARZO 1997

Presidenza del Presidente Leopoldo ELIA


La seduta comincia alle 16,30.


Il senatore Francesco D'ONOFRIO, relatore, informa che - in relazione al secondo schema da lui predisposto concernente proposizioni normative riguardanti il principio di sussidiarietà per la ripartizione delle funzioni amministrative e legislative tra comuni, province, regioni, Stato ed Unione europea - sono state elaborate varie proposte modificative, che saranno illustrate dai presentatori.


Interviene sull'ordine dei lavori il deputato Gianclaudio BRESSA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo), al quale fornisce chiarimenti Leopoldo ELIA, Presidente.


Si passa all'illustrazione delle proposte normative presentate.


Il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia) illustra la proposta normativa da lui presentata (vedi allegato n. 3), che si riferisce agli articoli 114, 114-bis, 115, 116, 117, 118 e 128 della Costituzione.


Il senatore Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale) espone i contenuti della proposta presentata insieme con la senatrice Pasquali (vedi allegato n. 4).


Il senatore Massimo VILLONE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) si sofferma sullo schema da lui elaborato (v. allegato n. 5).


Il senatore Guido DONDEYNAZ (gruppo misto-VdA) illustra i punti essenziali della sua proposta normativa (v. allegato n. 6).


Il deputato Michele SALVATI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) espone le motivazioni poste alla base della sua proposta modificativa (v. allegato n. 7).


Interviene il senatore Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, il quale - in riferimento alla preoccupazione espressa dal deputato Salvati circa il rischio di un eccessivo potere amministrativo in capo alle province a detrimento del ruolo delle regioni - richiama l'attenzione sul pericolo, da più parti paventato, di un eccessivo «centralismo neo-regionale», per cui a suo avviso anche per tale ragione va prevista una garanzia costituzionale a salvaguardia dell'ente provinciale.


Il deputato Giulio TREMONTI (gruppo forza Italia) illustra l'ipotesi modificativa da lui elaborata (v. allegato n. 8).


Infine, il deputato Karl ZELLER (gruppo misto-SVP) si sofferma sulla proposta presentata (v. allegato n. 9).


Si svolge quindi una breve discussione, in particolare sulla questione da ultimo sollevata dal relatore D'Onofrio.


Il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo), dopo aver precisato di essere pienamente convinto, in particolare nella sua veste di ecologista, della necessità di un ente intermedio ai fini della tutela dell'ambiente, tuttavia fa presente come la conservazione dell'attuale provincia (ancora di stampo »napoleonico») rischierebbe di favorire la «pigrizia « delle regioni nella difesa del territorio, la quale invece necessita di differenti ambiti territoriali di riferimento. Per queste ragioni dichiara di condividere la proposta del deputato Salvati, la quale consente di far riferimento ad un ente intermedio da individuare territorialmente con criteri di flessibilità.


Il deputato Claudia MANCINA (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), circa il presunto carattere artificiale delle province, ritiene che comunque sia opportuna la previsione costituzionale di tale ente intermedio, ormai presente nella realtà italiana, magari sulla base del testo del senatore Villone, che colloca le province in una posizione differenziata rispetto ai comuni. Manifesta però qualche perplessità sul carattere eccessivamente rigido del comma 2 e del comma 5 della proposta del senatore Villone.


Il deputato Gianclaudio BRESSA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo), pur condividendo le preoccupazioni del deputato Salvati, richiama però le considerazioni realistiche espresse dal deputato Mancina circa la difficoltà di eliminare un ente consolidatosi nel tempo come le province, per le quali però in Costituzione va individuato un ruolo preciso e ben definito, soprattutto con una funzionale distinzione rispetto ai comuni.


Il senatore Luciano GUERZONI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) ritiene che un'eventuale eliminazione delle province non debba necessariamente tradursi in un incremento dei poteri delle regioni, essendo decisivo al riguardo considerare quali funzioni amministrative vengano previste per queste ultime. Semmai il superamento dell'ente provinciale potrebbe significare, magari gradualmente, un potenziamento delle funzioni amministrative svolte dai comuni in forma associata.


La senatrice Adriana PASQUALI (gruppo alleanza nazionale), con riferimento alla proposta del senatore Dondeynaz, reputa incongruo prevedere che la responsabilità internazionale dell'Italia debba essere garantita dalla regione, salvo l'intervento sostitutivo dello Stato in caso di inadempimento. Inoltre, circa la proposta del deputato Zeller, manifesta perplessità sulla previsione della possibilità per le regioni di stipulare accordi con enti territoriali anche esteri. Inoltre, a suo avviso non è opportuna un'eccessiva insistenza sulla qualificazione dell'ordinamento come «federale».


Il senatore Renato Giuseppe SCHIFANI (gruppo forza Italia) - dopo aver sottolineato la preferibilità della seguente formulazione: «La Repubblica è costituita dai comuni» e dagli altri enti - si sofferma sul nodo delle province, dichiarando di condividere l'impostazione dei deputati Salvati e Tremonti, pur con la precisazione dell'obbligatorietà dell'individuazione di un ente intermedio da definire secondo criteri di omogeneità funzionale. Infine, dichiara di essere d'accordo sulla necessità di confermare le autonome speciali.


Il senatore Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, si sofferma sui mutamenti organizzativi e sulle nuove realtà funzionali derivanti dalla abolizione di numerose funzioni statali, attualmente esercitate in modo decentrato a livello provinciale. A suo avviso nel nuovo assetto federale deve essere del tutto eccezionale e residuale l'organizzazione periferica statale in sede provinciale, per cui potrebbe essere favorito lo sviluppo di una sorta di «comunità provinciale» con connotazioni innovative.
Infine, le dimensioni territoriali degli enti e la salvaguardia o meno delle autonomie speciali sono tematiche che più opportunamente saranno approfondite in un secondo tempo.


Leopoldo ELIA, Presidente, nel riassumere i termini del dibattito, richiama l'attenzione in particolare sulle seguenti problematiche: l'individuazione dei soggetti istituzionali del nuovo assetto della forma di Stato; la rigidità delle ripartizioni delle competenze e le cosiddette «zone fluide» legate al principio di sussidiarietà; l'espressa definizione dell'ordinamento come «federale», con un'evidente ripercussione a fini interpretativi; le modalità di approvazione degli statuti regionali; il mantenimento e la configurazione dell'ente provinciale. Pertanto, date le questioni ancora aperte, reputa opportuno un ulteriore approfondimento delle proposte presentate.


In chiusura di seduta, il senatore Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, illustra lo schema di proposta concernente proposizioni normative sulle funzioni legislative riservate allo Stato (v. allegato n. 10). In particolare, sottolinea le linee fondamentali seguite nella sua elaborazione: il principio del rovesciamento (rispetto all'attuale articolo 117 della Costituzione) nell'elencazione delle competenze statali, che vengono espressamente indicate; l'individuazione di gran parte delle materie (circa i due terzi) sulla base dei progetti formalmente presentati; infine, in alcuni ambiti del settore sociale-economico viene superato un parallelismo tra funzione di regolamentazione e attività di gestione, mentre un'adeguata considerazione viene riservata ai cosiddetti «poteri impliciti», che vanno riferiti in particolare alla garanzia dei diritti fondamentali.


La seduta termina alle 18,45.