COMITATO FORMA DI STATO

SEDUTA DI VENERDÌ 14 MARZO 1997

Presidenza del Presidente Leopoldo ELIA


La seduta comincia alle 11,30.


Sui lavori del Comitato interviene il senatore Adriano OSSICINI (gruppo rinnovamento italiano), il quale ribadisce l'esigenza, più volte già manifestata, di evitare riunioni concomitanti dei Comitati, con un'evidente compressione del diritto dei rappresentanti dei gruppi minori a partecipare in modo serio alle attività dei diversi organi ristretti, preannunciando che si asterrà per protesta dal partecipare alle prossime sedute del Comitato in caso di ulteriori sovrapposizioni. Sul punto fornisce assicurazioni Leopoldo ELIA, Presidente.


Sull'ordine dei lavori intervengono gli onorevoli Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale), Gianclaudio BRESSA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo), Luciano GUERZONI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo), Adriano OSSICINI (gruppo rinnovamento italiano) e Francesco D'ONOFRIO, relatore. Leopoldo ELIA, Presidente - riassunte le varie questioni procedurali emerse - ritiene opportuno che nelle seduta odierna abbia inizio la discussione sulla proposta concernente proposizioni normative sulle funzioni legislative riservate allo Stato, presentata dal relatore al termine della seduta di ieri.


Si apre quindi la discussione.


Il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo), dopo una prima lettura, ritiene politicamente rilevante il testo del relatore, soprattutto per le significative «omissioni» nelle competenze legislative dello Stato.
Nel merito delle singole materie, innanzitutto reputa opportuna una riflessione sui punti 1.3 (concernente la cittadinanza e temi connessi), 1.7 (sulla sicurezza), 1.16 (dove sarebbe a suo avviso preferibile la formulazione seguente: «la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema») e 1.23 (riguardante gli istituti previdenziali ed assicurativi).


Il deputato Giuseppe CALDERISI (gruppo forza Italia) richiama l'attenzione sul rischio di prevedere un eccessivo carico amministrativo per gli enti locali e le stesse regioni, reputando necessaria una approfondita riflessione sul principio della «sussidiarietà orizzontale» e sull'ipotesi di introdurre elementi di deregolamentazione per alcune attività, da trasferire «liberisticamente» alle dinamiche di mercato.


Il deputato Domenico NANIA (gruppo alleanza nazionale) dichiara di aver apprezzato la sensibilità del relatore per l'individuazione di una ricca gamma di funzioni legislative da riservare allo Stato. Si sofferma in particolare su materie innovative, come la tutela dell'ambiente e l'ingegneria genetica. Al riguardo propone al comma 2 di prevedere una sorta di clausola di salvaguardia, nel senso che spetterebbero alla potestà legislativa delle regioni le materie non espressamente attribuite «o comunque non attribuibili» allo Stato, onde consentire agevolmente in futuro l'intervento legislativo dello Stato in nuove materie di interesse nazionale e in ogni caso sovraregionale, al momento non preventivabili.


Il senatore Luciano GUERZONI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) si sofferma su una serie di materie individuate nel testo del relatore. In particolare, reputa troppo rigida la formulazione del punto 1.3 (sulla cittadinanza), mentre al punto 1.7 propone la formulazione al plurale: «escluse le polizie locali». Circa il punto 1.8 si chiede se qualche settore, come ad esempio l'edilizia giudiziaria, non possa invece essere affidato alla disciplina substatale. Solleva poi una serie di interrogativi relativi ai punti 1.10 (soprattutto circa il coordinamento della finanza pubblica), 1.11 (se sia o meno ricompreso il credito), 1.14 (che appare di oscura formulazione), 1.15 e 1.16 (specialmente circa i beni culturali), 1.17 e 1.19 (che non appaiono esaustivi per quanto concerne la gamma dei diritti sociali) e 1.26 (sui cosiddetti poteri impliciti).


Il deputato Gianclaudio BRESSA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo) reputa pregiudiziale, a parte l'elencazione delle materie, fissare principi generali nei rapporti tra gli enti e tra i vari poteri di regolamentazione, ad esempio ancorando la possibilità di intervento dello Stato al criterio dell'interesse nazionale. Infine, presenta, insieme con il senatore Elia, una proposta normativa concernente la ripartizione delle funzioni tra i soggetti istituzionali (v. allegato n.11).


Il senatore Massimo VILLONE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), apprezzando l'elencazione elaborata dal relatore, reputa comunque opportuna una riflessione sul requisito della rilevanza nazionale in riferimento ad alcuni oggetti affidati alla competenze legislative dello Stato. Dopo aver dichiarato di non ritenere preoccupante la numerosità delle materie contenute nell'elenco, si sofferma sul punto 1.26 riguardante i cosiddetti «poteri impliciti», la cui previsione forse andrebbe collocata altrove onde affermarne un significato più generale rispetto alla funzione legislativa.
Occorre poi distinguere a suo avviso tra funzioni legislative e politiche pubbliche, onde introdurre criteri di flessibilità nell'azione di vari soggetti istituzionali. Non condivide la proposta del deputato Nania riguardante la clausola di salvaguardia per le competenze legislative dello Stato, mentre si associa ai rilievi espressi dal senatore Guerzoni sull'insufficienza dei diritti sociali contemplati in particolare nei punti 1.17 e 1.19.


Il senatore Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore - nel replicare agli intervenuti - innanzitutto, in riferimento alla preoccupazione del deputato Calderisi, fa notare come nel processo di trasferimento e di nuova organizzazione delle funzioni pubbliche ben possano anche aversi processi di deregolamentazione.
Circa altri rilievi emersi, precisa che personalmente è contrario al principio della legislazione concorrente, almeno secondo il modello attuatosi in Italia, pur non avendo difficoltà a riformulare in modo diverso l'elenco predisposto. Il principio generale dell'eguale fruizione dei diritti è compreso nel punto 1.26: ribadisce però la necessità di dedicare una particolare attenzione ai settori del lavoro, della scuola e della sanità. Quanto all'esigenza di salvaguardia espressa dal deputato Nania, è a suo avviso preferibile insistere sul concetto di potere implicito statale, facendo però attenzione a fissare un equilibrio tra la possibilità di intervento dello Stato e la non automatica estensione delle sue potestà legislative. Evidentemente più è dettagliato l'elenco delle competenze legislative dello Stato e virtualmente minore si presenta l'espansione dei ricordati poteri impliciti, e viceversa.
Si sofferma infine sulle singole osservazioni sollevate in ordine ai singoli punti.


Interviene il senatore Massimo VILLONE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), il quale manifesta la sua preferenza per un sistema fondato su una chiara ripartizione di competenze legislative, garantita - se necessario - dall'intervento della Corte costituzionale.


Leopoldo ELIA, Presidente, ricorda che la nozione di interesse nazionale può essere prevista come requisito generale per la legislazione dello Stato, oppure di volta in volta quale criterio per i singoli oggetti di competenza, esprimendo comunque la personale preoccupazione nei riguardi di formulazioni suscettibili di generare presumibilmente un eccessivo numero di conflitti tra soggetti istituzionali demandati alla Corte costituzionale. Appare piuttosto preferibile individuare meccanismi di concertazione tra Stato e regioni anche nella produzione legislativa.


La seduta termina alle 13,40.