COMITATO FORMA DI STATO


SEDUTA DI MERCOLEDÌ 19 MARZO 1997

Presidenza del Presidente Leopoldo ELIA


La seduta comincia alle 17,15.


Leopoldo ELIA, Presidente, richiama i contenuti del dibattito finora svoltosi ed invita a proseguire l'esame dei testi normativi presentati.
Riprende quindi la discussione sulla proposta di proposizione normativa presentata dal relatore, concernente le funzioni legislative riservate allo Stato (allegato n. 10).


Il senatore Adriano OSSICINI (gruppo rinnovamento italiano) dichiara di condividere l'impostazione sottesa al documento presentato dal relatore, concordando altresì sulle osservazioni espresse dal deputato Bressa a proposito delle fonti.


Il senatore Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale) svolge una serie di osservazioni (formulate d'intesa con la senatrice Pasquali) sulla proposta del relatore, concernente le competenze legislative dello Stato.
Se lo Stato ha per funzione principale il coordinamento delle proprie componenti, evidentemente non può essere collocato «alla pari» con le proprie componenti stesse. Inoltre, se lo Stato è il perno di tutte le componenti territoriali della società civile, occorre far sì che sia mantenuta la coscienza in tali componenti di costituire l'organizzazione intermedia, ai diversi livelli, per il perseguimento del fine comune di tutta la comunità nazionale. Va evitato il rischio che si creino i presupposti per la formazione di «coscienze politiche particolari», le quali poi finiranno per rifiutare gli stessi interventi sussidiari dello Stato.
Sulla base di tali premesse si sofferma su alcuni punti della proposta del relatore. In particolare, al punto 1, per quanto concerne le limitazioni di sovranità a favore dell'Unione europea va tenuto presente il principio di reciprocità. Inoltre, sarebbe opportuno accennare ai poteri centrali di intervento amministrativo, oltre al riferimento alla potestà legislativa.
Circa il punto 1.1, vanno specificate le attività che le regioni debbono non fare per quanto concerne la politica estera. Relativamente ai punti 1.3 e 1.4, occorre aggiungere il riferimento anche alla disciplina generale sulla «residenza», mentre va assolutamente scongiurato il rischio di dar vita a «vari livelli di cittadinanza», come proposto in alcuni interventi.
Si sofferma poi su una serie di rilievi specifici riguardanti il punto 1.6 (in cui andrebbe aggiunto il richiamo alla «leva»), 1.7 (facendo riferimento alla «polizia urbana»), 1.8 (aggiungendo le parole: «ordinario e speciale» all'espressione: «ordinamento giudiziario»), 1.14 (giudicando poco chiaro il riferimento alla «logistica»), 1.17 (in cui andrebbero aggiunte le parole: «ai programmi», dopo il riferimento: «ai principi»), 1.18 (in cui propone di inserire la seguente espressione: «ricerca scientifica e tecnologica e distribuzione delle risorse connesse»), 1.19 (aggiungendo la formula: «programmazione del sistema sanitario nazionale ospedaliero»), 1.21 (inserendo le parole: «ed esami di Stato»), 1.22 (aggiungendo la seguente espressione: «rapporti sportivi e rappresentanza sportiva internazionale») e 1.24 (in cui propone di aggiungere il riferimento seguente: «unitarietà nazionale del procedimento amministrativo»).


Il deputato Gianclaudio BRESSA (grup- po popolari e democratici-l'Ulivo) illustra le proposte modificative, riferite al testo del relatore, presentate d'intesa con il Presidente Elia (allegato n. 12).


Interviene su queste ultime proposte il senatore Massimo VILLONE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), il quale ritiene che il prevedere una previa intesa con le regioni equivalga a sancire una sorta di diritto di veto a loro favore per quanto concerne l'intervento legislativo perequativo dello Stato.


Il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia) innanzitutto raccomanda la eliminazione delle espressioni: «interesse nazionale» e «rilevanza nazionale», foriere di equivoci e di interpretazioni conflittuali. Non ha difficoltà ad accettare un lungo elenco di materie affidate alla competenza legislativa dello Stato, purché sia esaustivo e non meramente indicativo. Circa l'emendamento del deputato Bressa fa notare che l'elasticità della formula rischia di giustificare nella sostanza un intervento virtuale «a tutto campo» della legislazione statale.


L'onorevole Giulio TREMONTI (gruppo forza Italia) non condivide l'ipotesi di costituzionalizzare un lungo elenco di materie per la potestà legislativa dello Stato, addirittura con un irrigidimento rispetto al diritto costituzionale vigente. Provocatoriamente preferirebbe far riferimento alle quattro grandi funzioni della difesa, dell'ordine pubblico, della giustizia e della moneta, fissando in Costituzione solo le competenze fondamentali dello Stato, anche per ragioni evidenti di «visibilità normativa» della riforma dell'ordinamento che si vuole introdurre. A tale fine auspica anche un maggior coraggio «riformatore», ad esempio per quanto concerne il superamento dell'ente provinciale. Inoltre, molte materie sono ormai disciplinate a livello dell'Unione europea; mentre alcuni oggetti sono ridondanti, come nel caso delle ferrovie e dell'energia, che sono in realtà legate a logiche giuridiche di diverso genere (quali il possesso di pacchetti azionari).


La senatrice Adriana PASQUALI (gruppo alleanza nazionale) reputa invece opportuno costituzionalizzare un puntuale elenco di competenze, nonché specificare - ove necessario - il requisito dell'interesse nazionale. A proposito dell'emendamento del deputato Bressa, reputa pericoloso prevedere la previa intesa delle regioni per l'intervento legislativo perequativo dello Stato.


Il deputato Michele SALVATI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) esprime una serie di osservazioni specifiche su singoli punti del testo del relatore. Innanzitutto, al punto 1.13 propone la seguente riformulazione: «trasporti nazionali; disciplina generale della circolazione; indirizzi nazionali in tema di poste, stampa, radio, televisione ed altri sistemi di comunicazione». È poi poco chiaro il riferimento alla «logistica» di cui al punto 1.14. A livello di tecnica normativa è opportuno evitare il ricorso a parole straniere come «standards» (punti 1.17 e 1.19): propone di far riferimento ad espressioni come «i livelli minimi inderogabili». Infine, al punto 1.26, sarebbe preferibile una formulazione meno rigida, ad esempio eliminando l'aggettivo: «eguale» a proposito della tutela del godimento dei diritti e delle libertà costituzionali.


Il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo), circa i punti 1.3 e 1.7, reputa opportuno introdurre elementi, pur prudenti, di flessibilità a livello locale. Ribadisce la necessità di riformulare il punto 1.16, prevedendo «la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema». Dichiara poi di essere favorevole alla separatezza delle funzioni tra i soggetti istituzionali, al qual fine è indispensabile a suo avviso una precisa costituzionalizzazione degli elenchi delle competenze.
Infine, ribadisce la sua contrarietà al mantenimento delle province.


Il senatore Renato Giuseppe SCHIFANI (gruppo forza Italia) richiama l'attenzione su una serie di oggetti che non sembrano ricompresi nell'elencazione del relatore: tutela della concorrenza, ordinamento generale del credito, passaporti ed emigrazione, protezione industriale.


Il senatore Massimo VILLONE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) condivide l'esigenza, sottolineata dal deputato Tremonti, di esprimere un segnale forte nel testo costituzionale circa la svolta federalistica, ma non ritiene plausibile limitarsi ad indicare solo quatto funzioni fondamentali per lo Stato, anche perché le recenti tendenze degli ordinamenti federali sono nel senso di una espansione dell'intervento del soggetto federale. Pertanto, tuttalpiù possono ricercarsi formule lessicali elastiche e suscettibili di ricomprendere anche implicitamente le varie materie affidate allo Stato.
Dopo aver richiamato l'attenzione sulla gestione delle acque, competenza che non sembra ricompresa nell'elencazione di cui al testo del relatore, reputa preferibile eliminare le parole: «di pronto soccorso» per quanto concerne la protezione civile (punto 1.15). Quanto al punto 1.22, manifesta perplessità sulla formulazione, ritenendo che politiche sportive ben possano essere praticate anche a livello sub-statale. Infine, soprattutto in riferimento al punto 1.26, si chiede se non sia opportuno - nel nuovo contesto ordinamentale - un riferimento al requisito dell'interesse nazionale, quale limite ai cosiddetti poteri impliciti dello Stato.
Circa l'emendamento del deputato Bressa, ritiene che in un Paese diviso come l'Italia sia estremamente problematico far riferimento alla eguale fruizione delle prestazioni sociali, risultando in questo contesto prevedibilmente difficile ipotizzare politiche di concertazione, che tra l'altro finora hanno dati scarsi risultati. Ribadisce la sua preferenza verso un modello di federalismo competitivo, fondato sulla separazione delle competenze e sull'intervento - se necessario, in caso di conflitti - di un arbitro, in posizione di terzietà.


Interviene per una precisazione il deputato Giulio TREMONTI (gruppo forza Italia), chiarendo di essere favorevole a fissare un «dominio chiuso» delle competenze dello Stato, salvi gli interventi di riequilibrio proposti nell'emendamento del deputato Bressa. A suo parere, ai fini della stessa certezza giuridica, è preferibile il ricorso a «parole chiave» ed a formulazioni sintetiche rispetto alla sforzo di definire un elenco dettagliato ed esaustivo di competenze. Pertanto, oltre alle quattro competenze essenziali che provocatoriamente ha indicato per lo Stato, si potrebbe far riferimento a poche altre funzioni di rilievo, come il mercato. l'istruzione, la previdenza.


Il deputato Gianclaudio BRESSA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo) si sofferma sulle osservazioni del senatore Villone circa il fallimento nel passato delle politiche di concertazione tra Stato e regioni, che a suo avviso si è verificato per il fatto che sono avvenute tra soggetti ineguali. Un modello di federalismo competitivo trapiantato in una realtà economicamente divaricata non fa altro che accrescere questa divisione.


Il deputato Giorgio REBUFFA (gruppo forza Italia) dichiara di condividere l'impostazione prospettata dal deputato Tremonti circa l'individuazione con formule essenziali e sintetiche delle competenze statali, con l'aggiunta della ratio sottesa all'emendamento del deputato Bressa, a proposito del quale non ritiene che la previsione di una previa intesa delle regioni equivalga a fissare un vero e proprio potere di veto a loro vantaggio.


Leopoldo ELIA, Presidente, chiarisce che la formula: «previa intesa con le regioni», usata nell'emendamento da lui presentato con il deputato Bressa, è sicuramente approssimativa e provvisoria, stante la non conoscenza al momento delle soluzioni che saranno adottate in tema di fonti. Essa può comprendere sia la necessità di un vero e proprio consenso regionale, sia la prescrizione di richieste di riesame, eventualmente con maggioranze qualificate, indirizzate alla Camera competente.
Riferendosi all'intervento del senatore Villone, ritiene che l'impostazione fondata sulla partecipazione delle regioni ai circuiti deliberativi nazionali non comporti affatto, anche nell'esperienza del federalismo tedesco, lo squilibrio nella distribuzione delle risorse a vantaggio delle regioni più forti.


Prendono quindi la parola il senatore Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale), il quale richiama l'attenzione sui rischi legati a formulazioni troppo generiche per le competenze dei vari soggetti istituzionali, e il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia), secondo il quale l'emendamento del deputato Bressa comporta l'annullamento dell'autonomia delle regioni, che pur si vorrebbe esaltare con l'elencazione tassativa delle competenze statali.


In chiusura di seduta, Leopoldo ELIA, Presidente, - ricordati i molteplici impegni previsti per la giornata di domani nell'ambito della Commissione per le riforme costituzionali - avverte che il Comitato si riunirà domani con inizio alle ore 18,30, mentre il senatore Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, preannuncia che presenterà domani schemi normativi sulle problematiche riguardanti gli statuti regionali e le modificazioni territoriali.


La seduta termina alle 19,15.