COMITATO FORMA DI STATO


SEDUTA DI GIOVEDÌ 20 MARZO 1997

Presidenza del Presidente Leopoldo ELIA


La seduta comincia alle 19.


Sui lavori del Comitato prendono la parola i senatori Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, Adriano OSSICINI (gruppo rinnovamento italiano), Luciano GUERZONI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) e il deputato Michele SALVATI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), il quale richiama altresì l'attenzione sulla documentazione già acquisita in materia di federalismo fiscale.


Riprende quindi la discussione sulla proposta di proposizione normativa presentata dal relatore D'Onofrio, concernente le funzioni legislative riservate allo Stato (allegato n. 10).


Interviene il deputato Karl ZELLER (gruppo misto-SVP), il quale illustra le proposte emendative da lui presentate in riferimento al citato testo del relatore (v. allegato n. 13).
Dichiara inoltre di condividere l'emendamento degli onorevoli Bressa ed Elia, con la precisazione che l'intesa, ivi prevista, vada fatta non con organi quali l'attuale Conferenza Stato-regioni, ma con le singole regioni. Andrebbe poi precisato che lo Stato può legiferare solo quando la regione non rispetti standards minimi.


Il senatore Luciano GUERZONI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) si sofferma sul punto 1.10, ed in particolare sul riferimento, forse troppo ampio, al «coordinamento della finanza pubblica». Quanto al punto 1.16, richiama l'attenzione sui rischi interpretativi legati al richiamo all'«interesse nazionale», pur essendo convinto della necessità di requisiti del genere. Sarebbe poi preferibile una formulazione più sintetica, quanto alle materie elencate ai punti 1.17 e 1.19. Infine. quanto all'emendamento degli onorevoli Bressa ed Elia, ritiene che a suo avviso la posizione delle regioni nell'ambito della legislazione statale possa essere salvaguardata anche da una Camera delle regioni, cui affidare precise attribuzioni in campo legislativo.


Il senatore Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore - riferendosi ai numerosi elementi di riflessione emersi nella discussione finora svoltasi sullo schema da lui presentato in materia di competenze legislative riservate allo Stato - precisa che a suo avviso il principio del rovesciamento (rispetto alla struttura dell'attuale articolo 117 Cost.) nell'individuazione delle potestà legislative dei soggetti istituzionali - sostanzialmente condiviso nel Comitato - non può non comportare una lunga elencazione di oggetti affidati alla competenza legislativa dello Stato, proprio a garanzia delle attribuzioni delle regioni, in quanto evidentemente in tal modo si comprimono le potenzialità espansive dei cosiddetti «poteri impliciti» del soggetto federale.
A quest'ultimo riguardo, chiarisce che nella sua ottica spetta al potere legislativo dello Stato garantire - ove necessario - i diritti e le libertà costituzionalmente protetti, anche se sul punto (come del resto anche più in generale) è disponibile ad individuare differenti formulazioni normative. In particolare, si sofferma sul riferimento all'«eguale godimento dei diritti», che forse può essere affrontato anche in sede di esame del cosiddetto federalismo fiscale, data la rilevanza a tal fine del modello di distribuzione delle risorse. Infine, l'ultima parte del punto 1.26 vuole recepire - quasi come «clausola di salvaguardia federale» - il principio generale della possibilità dell'intervento legislativo dello Stato per il migliore perseguimento dei suoi fini generali. Esprime altresì l'avviso che occorra definire competenze separate e superare il modello fondato sulla concertazione, che finora nell'esperienza politico-costituzionale del Paese non ha dato buoni risultati.
Inoltre, illustra la sua proposta di proposizioni normative per l'istituzione di nuove regioni, i mutamenti territoriali e la denominazione delle regioni; per l'istituzione di nuove province e di nuovi comuni, e i relativi mutamenti territoriali e di denominazione (v. allegato n. 14). In particolare, suggerisce di affidare alla competenza legislativa delle regioni le innovazioni concernenti le province e i comuni, mentre alla legislazione costituzionale statale i mutamenti riguardanti le regioni, sempre con il coinvolgimento delle popolazioni interessate.
Infine, dà conto della sua proposta di proposizioni normative relative agli statuti regionali (v. allegato n. 15), i quali nella sua ipotesi vengono definiti a livello regionale, con il coinvolgimento delle autonomie locali, per poi essere approvati con legge costituzionale dello Stato, soprattutto ai fini della cosiddetta «concertazione costituzionale necessaria» tra i soggetti istituzionali.


La seduta termina alle 20.