COMITATO FORMA DI STATO

E COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

(Riunione congiunta)

SEDUTA DI MARTEDÌ 8 APRILE 1997

Presidenza della Presidente del Comitato forma di Stato Leopoldo ELIA.


La seduta comincia alle 10,20.


Ida DENTAMARO (gruppo federazione cristiano democratica-CDU), relatrice del terzo Comitato, riferisce sui lavori del Comitato Parlamento e fonti normative, il quale si è lungamente soffermato sulla struttura e competenza delle due Camere, ipotizzando l'introduzione di una Camera investita di funzioni politiche, come il potere fiduciario, ed una seconda Camera titolare di attribuzioni di garanzia e di raccordo istituzionale. Da ultimo il Comitato stesso ha esaminato i temi delle fonti normative e gli altri rimessi alla sua competenza. Tra le possibili connessioni con il Comitato forma di Stato, sottolinea l'esigenza di definire un orientamento comune nelle materie finanziaria e tributaria, nonchè sulle modalità di partecipazione delle regioni alle conseguenti decisioni. Altri argomenti che attendono una precisazione concernono l'individuazione della categoria delle leggi organiche e la competenza a deliberare gli statuti regionali.


Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore per il primo Comitato, richiamate le esigenze che hanno motivato le riunioni congiunte, sostiene che non è più proponibile un sistema di bicameralismo perfetto, ma che occorra pensare ad una seconda Camera espressione della forma di Stato federale, quale si va a costituire. Il Comitato di cui egli è relatore non ha esaminato tale profilo, ma esso appare conseguenziale all'accoglimento del principio di sussidiarietà e al rovesciamento nella distribuzione delle competenze tra Stato e regione. Rimane da precisare, in tale prospettiva, quale tipo di rappresentanza prescegliere: se nella seconda Camera debbano fare ingresso le regioni in quanto tali ovvero i rappresentanti delle rispettive popolazioni. Non appare a suo avviso scontato nemmeno l'assunto per cui la seconda Camera debba essere mantenuta estranea al circuito fiduciario con il Governo. Nell'ambito del Comitato non è stata riproposta l'idea di una legislazione organica statale, mentre riguardo agli statuti regionali sono emerse tre ipotesi, che ne fanno oggetto di una deliberazione esclusivamente statale, ovvero regionale, ovvero di una codecisione. In conclusione giudica assorbente la questione attinente alla struttura del bicameralismo.


Ersilia SALVATO, Presidente del terzo Comitato, ricordato che le decisioni conclusive spettano comunque alla Commissione plenaria, osserva che l'istruttoria circa la struttura del bicameralismo non può che competere al Comitato Parlamento e fonti normative.


Il senatore Mario RIGO (gruppo misto) fa presente che a giudizio di molti, ivi compreso il presidente D'Alema, il Comitato forma di Stato è da considerare in qualche modo il capofila, derivando da questa constatazione l'esigenza di un coordinamento con i lavori degli altri analoghi organismi, anche in vista di possibili decisioni di indirizzo da parte della Commissione. Pone quindi l'esigenza di un chiarimento preliminare.


Il deputato Michele SALVATI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) chiede se il Comitato Parlamento e fonti normative abbia già assunto un orientamento definito in merito alla struttura del rinnovato bicameralismo e se, in particolare, abbia individuato una sede nella quale operare il coordinamento tra lo Stato e le regioni innanzitutto nelle materie finanziarie.


Il deputato Gustavo SELVA (gruppo alleanza nazionale) dà conto di un suo personale stato d'animo, esprimendo la preoccupazione che, mediante complesse e defatiganti procedure, in realtà si vogliano ritardare decisioni, che invece sarebbe tempo di assumere, se necessario con soluzioni alternative, essendo a suo avviso ormai sufficientemente istruite le varie problematiche.


Il senatore Luciano GUERZONI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) innanzitutto sottolinea la necessità di risolvere alcuni nodi essenziali, che si presentano come pregiudiziali rispetto alle altre determinazioni. Si sofferma sulla questione sollevata circa la natura e le funzioni della seconda Camera, che a suo avviso dovrebbe caratterizzarsi come il punto di riferimento del sistema fortemente decentrato sul territorio, che si vuole introdurre. Ma occorre chiedersi se ci siano anche ulteriori fondamenti a giustificazione di una seconda Camera, come ad esempio generali ragioni di garanzia procedurale, pur volendosi superare l'attuale bicameralismo ipergarantistico.


Il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo) dichiara che, avendo il Comitato forma di Stato convenuto unanimemente sulla strutturazione dell'ordinamento della Repubblica intorno a tre soggetti istituzionali (Stato, Regioni, autonomie locali), allora non può non porsi l'esigenza di indivuare un elemento di visibilità di tale nuovo sistema nell'ambito delle Camere. Parimenti nel Comitato Parlamento è emersa l'opinione della natura squisitamente politica della seconda Camera. Finora non è stata delineata una soluzione idonea per soddisfare contemporaneamente queste due esigenze: invita pertanto i relatori ad impegnarsi in tempi rapidi a tal fine.


Il senatore Luigi GRILLO (gruppo forza Italia) precisa che durante il dibattito finora svoltosi nel Comitato Parlamento è stata scartata la soluzione radicale del monocameralismo, mentre è emerso un orientamento prevalente circa il carattere elettivo anche della seconda Camera, cui a suo avviso debbono essere affidate precise ed adeguate competenze. Se poi ocorre individuare un modello di "federalismo possibile", non può trascurarsi l'esigenza posta di recente dal senatore Elia, al qual fine a suo giudizio potrebbe essere costituzionalizzato un organo di raccordo tra centro e periferia, composto dai Presidenti delle regioni. Sempre in quest'ottica ricorda che è stata anche avanzata l'ipotesi di una contestuale elezione dei consiglieri regionali e dei membri di una della Camere, con modalità ancora da definire.


Leopoldo ELIA, Presidente del primo Comitato, chiarisce che solo nella materia particolare della pubblica amministrazione è stata individuata, durante l'ultima riunione dell'Ufficio di Presidenza allargato, la prioritaria competenza del Comitato forma di Stato.


La senatrice Adriana PASQUALI (gruppo alleanza nazionale) esprime l'avviso che un modello di federalismo competitivo, fondato su di una puntuale ripartizione delle competenze anche legislative, ben possa legarsi alla soluzione del bicameralismo differenziato, delineato dalla relatrice Dentamaro, fondato su di una Camera delle garanzie. Infine, condivide l'ipotesi del senatore Grillo di costituzionalizzare un organo di raccordo composto dai rappresentanti degli esecutivi regionali.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano) ritiene che nel Comitato forma di Stato stia emergendo un orientamento prevalente a favore di un modello di "federalismo competitivo", basato sulla netta separazione delle competenze, ma comunque con una forte attribuzione di funzioni allo Stato centrale per quanto concerne gli interventi per garantire adeguati ed omogenei livelli nella tutela dei diritti fondamentali e nelle prestazioni sociali. In questo contesto, non può che diventare fondamentale la questione del bicameralismo ed in generale il tema dei raccordi tra centro e periferia. Possono ipotizzarsi varie soluzioni: una sola Camera federale; un bicameralismo differenziato; addirittura una ipotesi sostanzialmente tricamerale, in cui il compito di raccordo viene svolto da un organo a parte ed ulteriore rispetto alle due Camere. Quest'ultima ipotesi appare contrastante con le esigenze di semplificazione, che pur si vorrebbero perseguire: allora sarebbe a suo avviso preferibile la radicale soluzione del monocameralismo.


Ersilia SALVATO, Presidente del terzo Comitato, in riferimento all'intervento del deputato Salvati, precisa che il Gruppo di Rifondazione comunista si riserva di ripresentare in sede di Commissione plenaria la proposta di introdurre un modello monocamerale, qualora le soluzioni prevalenti non fossero ritenute soddisfacenti.


Il senatore Renato Giuseppe SCHIFANI (gruppo forza Italia) reputa che forse sarebbe stato preferibile formare un unico Comitato per le materie attribuite agli organi ristretti oggi in seduta congiunta. Comunque sia, non potrà essere elusa la definizione di un punto di raccordo parlamentare tra il centro e la periferia. Però richiama al riguardo l'attenzione sul rischio che l'introduzione del cosiddetto modello Bundesrat comporti un certo rallentamento dei processi decisionali, che pur si vorrebbero accelerare superando l'attuale meccanismo di bicamerismo ipergarantistico. Infine, occorre interrogarsi se vi siano le condizioni essenziali ai fini di un modello di federalismo cooperativo, vale a dire una forte capacità delle singole regioni nella gestione delle risorse economiche ed una loro capacità paritaria nella definizione delle politiche interregionali.


Il senatore Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale) ritiene che un orientamento più definito sulla struttura del Parlamento possa essere assunto in Commissione, senza peraltro escludere nel prosieguo l'utilità di nuovi incontri congiunti.


Il senatore Massimo VILLONE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) sostiene che lo scopo precipuo delle riunioni congiunte è quello di operare un primo scambio di riflessioni e che l'ipotesi di un federalismo piuttosto nettamente delimitato, quale emerge nel Comitato forma di Stato, sia compatibile con gli orientamenti che vanno emergendo nel Comitato Parlamento e fonti normative. Invita quindi a concentrare l'attenzione sulle questioni finanziarie e sulle possibili concertazioni da attuare in questo campo.


Il deputato Paolo ARMAROLI (gruppo alleanza nazionale) afferma che le tematiche del federalismo e della struttura del Parlamento sono strettamente connesse, notando come l'evoluzione politica della lega nord verso la secessione abbia paradossalmente tolto vigore al programma federalista. Richiamati poi certi subitanei mutamenti d'orientamento intervenuti già agli albori del Parlamento rapubblicano, rileva che alcuni gruppi parlamentari della maggioranza di Governo hanno da ultimo reso più tiepidi gli iniziali propositi federalisti. Conclude facendo presente come le ipotesi esaminate nell'ambito del Comitato di cui egli fa parte siano rispettose delle tendenze che vanno emergendo negli altri analoghi organismi.


Leopoldo ELIA, Presidente del primo Comitato, ribadisce l'esigenza di fornire una proiezione della struttura federale nell'ambito dello Stato centrale. Esorta poi a non sottovalutare le spinte sottostanti alle tendenze fatte proprie del gruppo della lega nord.


Francesco D'ONOFRIO, relatore del primo Comitato, reputa forse ancora prematuro pervenire a decisioni di indirizzo da parte della Commissione e concorda sull'opportunità di approfondire alcune questioni secondo le indicazioni espresse dal senatore Villone, in vista della successiva riunione dell'Ufficio di Presidenza e di possibili deliberazioni d'indirizzo. Rivolto al deputato Selva, pone in luce la non casuale assenza di una struttura federale nell'ordinamento francese, ispirato al principio del semipresidenzialismo; esclude inoltre una conseguenzialità tra il federalismo e l'assenza, nella seconda Camera, di un potere fiduciario.


Ida DENTAMARO, relatrice del terzo Comitato - nel condividere le considerazioni del senatore Villone circa le finalità prevalentemente informative delle riunioni congiunte degli organi ristretti - fa notare come proprio il dibattito odierno abbia confermato la giustezza della sua originaria convinzione sulla necessità di istituire uno specifico Comitato per la complessa materia delle fonti normative e del Parlamento, che non può certo esaurirsi al tema della Camera delle Regioni. A tale proposito si sofferma sull'esigenza di una duplice garanzia (salvaguardare il mondo delle autonomie nei riguardi dei rischi di invadenza dello Stato centrale; tutelare tutti i soggetti dell'ordinamento ai fini dei diritti fondamentali e delle prestazioni sociali), posta alla base del modello di bicameralismo differenziato da lei delineato e che non ha finora incontrato forti opposizioni.


Leopoldo ELIA, Presidente del primo Comitato, riassume i termini del dibattito svolto, ringraziando gli intervenuti per il contributo fornito ai fini di un utile scambio di informazioni e di un proficuo chiarimento tra i componenti dei due Comitati.


La seduta termina alle 12,30.