COMITATO FORMA DI STATO

SEDUTA DI GIOVEDÌ 10 APRILE 1997

Presidenza del Presidente Leopoldo ELIA.


La seduta comincia alle 11,30.


In apertura di seduta interviene il deputato Michele SALVATI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), il quale dà conto dei contenuti del convegno, tenutosi presso la sede romana del Mediocredito Centrale l'8 aprile scorso, dal titolo: «Conseguenze costituzionali del federalismo fiscale», durante il quale è emersa innanzitutto l'esigenza che vi sia la piena autosufficienza finanziaria almeno di un certo numero di regioni mediante il sistema delle imposte proprie e delle risorse cosiddette «restituite» (in quanto prelevate sul territorio). In secondo luogo, si è svolta una ampia discussione intorno alle tipologie dei tributi, che per caratteristiche sono funzionalmente più idonei ad essere riscossi dallo Stato centrale e poi restituiti ai soggetti istituzionali del territorio in cui sono stati prelevati.
Quanto alla dicotomia tra federalismo «competitivo» e federalismo «cooperativo», è emersa la consapevolezza delle difficoltà concrete ad attuare una piena separazione netta tra i soggetti istituzionali, per la quale pure vi è una forte domanda. Pertanto, si è convenuto sulla necessità «riequilibratrice» di un organo centrale di coordinamento, in cui siano rappresentati i governi regionali, con competenze influenti anche sui procedimenti legislativi, quando necessario, specialmente nel settore finanziario.
Inoltre, la perequazione, soprattutto se effettuata con modalità «verticali», esige che vi siano quanto meno un monitoraggio ed un consenso da parte del sistema delle regioni: anche questa necessità è stata espressamente manifestata, così come si è chiesto se solo il principio della capacità fiscale, oppure anche altri criteri, debbano essere posti alla base degli interventi perequativi. Si è anche proposto di stabilire in Costituzione vincoli sul bilancio federale ed anche soprattutto sui bilanci degli enti pubblici sub-statali, come ad esempio la non garanzia statale per i debiti da questi contratti, il rapporto tra parte corrente e spesa per investimenti e così via.
In terzo luogo, si è discusso a lungo - sempre nell'ambito del ricordato convegno - sui due modelli di perequazione: dallo Stato alle regioni; dalle regioni agli enti locali. Ma una forte contrarietà all'interposizione delle regioni, come noto, è stata manifestata soprattutto dai più grandi comuni.


Il deputato Giulio TREMONTI (gruppo forza Italia) richiama realisticamente l'attenzione su alcuni vincoli, che non possono essere ignorati: la struttura e l'organizzazione dei tributi; la mole del debito e la persistente tendenza al disavanzo di bilancio; un corpo legislativo che disciplina per gli enti locali le materie rilevanti sotto il profilo economico-finanziario, con una certa rigidità non facilmente modificabile nel breve periodo. Pertanto a suo avviso vi sono solo ristretti margini per manovre di tipo costituzionalistico al fine di instaurare nell'immediato un modello concreto di federalismo fiscale, che potrà semmai essere il risultato di un processo non lungo e non facile.


Infine, Leopoldo ELIA, Presidente, informa che il Comitato tornerà a riunirsi domani, alle ore 11, per il prosieguo della discussione sulle materie di competenza.


La seduta termina alle 12,15.