COMITATO FORMA DI STATO

SEDUTA DI MARTEDÌ 29 APRILE 1997

Seduta antimeridiana

Presidenza del Presidente Leopoldo ELIA.


La seduta comincia alle 11,45.


Leopoldo ELIA, Presidente, avverte che nella seduta odierna, secondo quanto convenuto, verranno presentate ed esaminate proposte organiche relative alle varie materie di competenza del Comitato.


Prende quindi la parola il senatore Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale), il quale illustra una proposta organica - presentata insieme con la senatrice Pasquali - riguardante modifiche degli articoli della Costituzione, concernenti le seguenti problematiche finora affrontate dal Comitato: i rapporti tra Stato e regioni; la ripartizione delle funzioni legislative; i mutamenti del territorio e degli enti locali; il fisco federale; gli statuti regionali e la pubblica amministrazione (v. allegato n. 30). Non sono state affrontate al momento le tematiche di competenza anche di altri Comitati, come ad esempio, in particolare, la seconda Camera e lo stesso CNEL.


Interviene la senatrice Adriana PASQUALI (gruppo alleanza nazionale), la quale illustra la norma, contenuta nella proposta da lei presentata insieme con il senatore Servello, riguardante gli statuti speciali delle regioni Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, che mantengono le attuali forme e condizioni di autonomia, fatti salvi eventuali adattamenti in ordine alle modifiche apportate alla Costituzione.


Il senatore Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale) - concludendo il suo intervento - sottolinea come nella sua proposta venga anche costituzionalizzata, in modo innovativo rispetto al testo vigente, la posizione della città di Roma quale capitale della Repubblica italiana.


Fornisce una serie di precisazioni sull'ordine dei lavori Leopoldo ELIA, Presidente, il quale ricorda le determinazioni sui lavori dei Comitati e della Commissione bicamerale assunte nell'ultima seduta dall'Ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi: in particolare, precisa che la Commissione in sede plenaria esaminerà ed approverà voti di indirizzo nelle varie materie di competenza dei Comitati.


Il deputato Giulio TREMONTI (gruppo forza Italia) illustra la proposta da lui presentata (v. allegato n. 31), della quale sottolinea innanzitutto l'elasticità e la flessibilità terminologiche, che dovrebbero essere tipiche delle formulazioni costituzionali.
In particolare, quanto all'articolo 1 sulla composizione della Repubblica, ha ritenuto inutile qualificare come «federale» l'ordinamento, mentre ha preferito non costituzionalizzare la provincia. Circa le rispettive competenze, ha proposto l'individuazione di materie di ampia portata, che ritiene preferibile rispetto ad una dettagliata e analitica elencazione di funzioni statali. Quanto al principio di sussidiarietà, ha enfatizzato il legame tra le competenze amministrative dei comuni e l'elemento del territorio.
L'articolo 2 della sua proposta si basa sulla distinzione tra i tributi locali e gli altri tributi, ricalcando in qualche modo il modello fiscale tedesco. In particolare, i cosiddetti «altri tributi» non sono necessariamente dello Stato, che invece svolge più che altro in tali casi funzioni organizzative ed esattoriali. Reputa poi opportuno stabilire in Costituzione l'appartenenza dei beni demaniali ai comuni, per evidenti ragioni di visibilità sul territorio e di vicinanza con i cittadini. Infine, con l'ultima disposizione ha inteso porre vincoli per l'indebitamento di comuni e regioni.


Il deputato Karl ZELLER (gruppo misto-SVP) illustra la proposta organica da lui presentata in materia di ordinamento della Repubblica (v. allegato n. 32), che viene espressamente definita «federale». In particolare, il testo - che si fonda sul modello tedesco, opportunamente adattato alle peculiarità italiane - si caratterizza per un federalismo non solo legislativo ma anche amministrativo, nonché per la valorizzazione delle competenze internazionali delle regioni, alle quali viene attribuita un'ampia ed autonoma potestà statutaria, svincolata dal controllo statale e sottoposta solo all'eventuale vaglio della Corte costituzionale.


Il senatore Mario RIGO (gruppo misto) - riservandosi di presentare una proposta dettagliata - si sofferma sull'esigenza di definire costituzionalmente la posizione delle province autonome di Trento e Bolzano, che andrebbero elevate a suo avviso a livello di regioni ad autonomia speciale. Manifesta poi perplessità sul riferimento in Costituzione al concetto di «produttività della prestazione» dei dipendenti pubblici, mentre riterrebbe preferibile una specifica considerazione dei beni storico-culturali appartenenti al demanio comunale, soprattutto qualora quest'ultimo rappresenti una forma di garanzia per l'indebitamento dei comuni.


Prende quindi la parola la senatrice Adriana PASQUALI (gruppo alleanza nazionale), che richiama l'attenzione sulla parte della proposta del deputato Zeller concernente le regioni speciali. In particolare, ricorda l'accordo internazionale De Gasperi-Gruber da cui ha tratto origine la regione ad autonomia speciale Trentino-Alto Adige, che quindi non può essere eliminata a seguito della previsione (contenuta nel testo del deputato Zeller) di due regioni separate corrispondenti alle attuali province autonome di Bolzano e di Trento.


Su quest'ultimo punto interviene Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, il quale richiama l'attenzione, in generale, sul complesso rapporto tra modifiche della seconda parte della Costituzione ed obblighi internazionali: al riguardo, a suo avviso, l'ordinamento può essere riformato in senso federale, ma risulterebbe estremamente problematico affermare il diritto di secessione in Costituzione, anche in relazione agli articoli 5 (sull'unità della Repubblica) e 10 (sul rispetto dei principi generali del diritto internazionale), contenuti nella prima parte della Costituzione.


Interviene per una precisazione il deputato Kart ZELLER (gruppo misto-SVP), il quale esprime l'avviso che non sussistano ostacoli di ordine internazionale per la sua proposta volta a prevedere due regioni autonome (Trentino e Sudtirol-Alto Adige).


Leopoldo ELIA, Presidente, precisa che a suo giudizio la Commissione parlamentare per le riforme costituzionali, a sensi della legge istitutiva, non possa modificare principi contenuti nella prima parte della Costituzione, i cui articoli però ben possono essere integrati da proposte modificative riguardanti sotto il profilo formale la seconda parte della Costituzione.


Riservandosi di presentare una specifica proposta, interviene il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo), il quale sottolinea l'esigenza di individuare una formulazione intermedia nell'elencazione delle competenze legislative dello Stato, che possa rappresentare un ragionevole punto di equilibrio tra impostazioni estremamente sintetiche (come quella del deputato Tremonti) e formule estremamente dettagliate (cita il testo del senatore Rotelli).


A seguito di una specifica domanda del relatore D'ONOFRIO, il deputato Giulio TREMONTI (gruppo forza Italia) precisa che nel comma 2 dell'articolo 1 della sua proposta è compresa ogni ipotesi di modifica territoriale di comuni e regioni, compresa l'aggregazione tra regioni.
Ribadisce poi - sotto il profilo della tecnica normativa di livello costituzionale - l'esigenza di formulazioni essenziali ed elastiche, soprattutto in considerazione dell'attuale contesto storico, caratterizzato dalla novità e dalla velocità con cui si susseguono gli avvenimenti, e che quindi mal si concilia con tecniche di terminologia normativa tese più a «fotografare» la realtà esistente che a proiettarsi flessibilmente sul futuro con statuizioni elastiche.
Infine, la fase costituente in atto deve caratterizzarsi per lo sforzo di delineare quella che potrebbe definirsi la «prima Costituzione post-moderna», soprattutto in quanto per la prima volta si affrontano i problemi posti agli Stati nazionali ed al tradizionale concetto di sovranità interna dall'ordinamento dell'Unione europea. Anche nella stessa elencazione delle funzioni statali occorre considerare che molte materie rilevanti vengono ormai disciplinate a livello comunitario: si tratta a suo avviso di un ulteriore argomento a favore di formulazioni elastiche e non analitiche. Comunque sia, è necessaria la massima precisione nell'individuare le competenze dei vari soggetti istituzionali, con la chiara attribuzione delle relative risorse, ritenendo preferibile una logica duale sintetizzabile con la formula: «chi fa cosa, con quali mezzi finanziari».


Interviene Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, il quale dichiara che senza dubbio occorre valutare attentamente le conseguenze dell'integrazione sovranazionale nell'ambito della sovranità interna e degli stessi rapporti tra Stato e regioni.


A seguito di un ulteriore quesito del senatore D'ONOFRIO, il deputato Giulio TREMONTI (gruppo forza Italia) ricorda il contenuto dell'attuale articolo 23 della Costituzione, il quale fissa una riserva, seppur relativa, della legge dello Stato a proposito di imposizione di prestazioni patrimoniali. Pertanto, prima di prevedere la eventuale competenza delle regioni e degli enti locali a tale riguardo, anche ai fini di una differente impostazione del vigente articolo 119 della Costituzione, sarebbe pregiudiziale modificare o comunque integrare il citato articolo 23 della Costituzione.


Leopoldo ELIA, Presidente, riassume i termini del dibattito e rinvia il seguito della discussione sui testi presentati alla seduta già convocata per il pomeriggio.


La seduta termina alle 13,45.