COMITATO FORMA DI STATO

SEDUTA DI GIOVEDÌ 22 MAGGIO 1997

Presidenza del Presidente Leopoldo ELIA.


La seduta comincia alle 11,45.


In apertura di seduta, Leopoldo ELIA, Presidente, prende atto con soddisfazione della presenza ai lavori del Comitato, per la prima volta, di parlamentari del gruppo della Lega Nord per l'indipendenza della Padania, i quali a tal fine si sono definiti «osservatori».
Inoltre, avverte che il relatore distribuirà un testo sulle materie di competenza, il quale però è suscettibile di modifiche, anche sulla base dell'andamento della seduta del Comitato, i cui componenti invita pertanto ad una certa riservatezza nel render noti i contenuti dettagliati del testo stesso, avendo un carattere ancora provvisorio ed essendo in via di definizione in vista della riunione odierna della Commissione in sede plenaria.


Il senatore Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, precisa che, proprio per acquisire i differenti punti di vista dei componenti del Comitato, riterrebbe opportuna una rapida discussione sullo schema di articolato, da lui predisposto, riguardante la revisione della forma di Stato, suscettibile successivamente di ulteriori modificazioni.


Sui lavori del Comitato prende la parola la senatrice Adriana PASQUALI (gruppo alleanza nazionale), che sollecita la distribuzione di un testo articolato del relatore, che sia finalmente definitivo quanto meno in linea di massima.


Interviene quindi il senatore Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale), il quale - pur compiacendosi sul piano personale per la presenza dei rappresentanti del gruppo della Lega Nord - tuttavia non può che respingere l'ipotesi di una figura nuova, del tutto anomala rispetto alla tradizione parlamentare, di componenti di un organo parlamentare definiti «osservatori». Infine sollecita la distribuzione di un testo articolato che sia realmente definitivo.


Il senatore Francesco TABLADINI (gruppo lega nord per la Padania indipendente) ricorda che l'espressione di «parlamentare osservatore» fa ormai parte del gergo politico convenzionale, per cui appare a suo avviso eccessivo sollevare polemiche al riguardo. Precisa che il mandato dei parlamentari della Lega Nord presso il Comitato è quello di ascoltare, per cui non presenteranno emendamenti al testo del relatore, di cui auspica la distribuzione in tempi rapidi, assumendosi l'impegno a non renderlo pubblico prima della seduta pomeridiana della Commissione, qualora ciò fosse necessario. Infine, ribadisce che i rappresentanti della Lega Nord non entreranno mai nel merito delle singole proposte presentate.


Il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia) non ritiene che i testi dei relatori - nominati dalla Commissione plenaria - possano assumere la veste di testo-base per le successive discussioni. Contesta infatti la correttezza formale di tale procedura, in quanto il cosiddetto «testo-base» deve essere deciso dalla Commissione plenaria, che tra l'altro quando ha conferito gli incarichi di relatore evidentemente non conosceva ancora i testi dei relatori stessi.


Il deputato Giuseppe CALDERISI (gruppo forza Italia) fa presente che i parlamentari del gruppo della Lega Nord sono commissari a pieno titolo, per cui non possono rilevare eventuali autoqualificazioni, richiamando altresì l'attenzione sui tempi ristretti a disposizione per valutare il testo del relatore, che può essere qualificato più che altro come «testo di partenza» e non «testo-base».


Interviene il deputato Gianclaudio BRESSA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo), il quale si associa alle considerazioni del deputato Calderisi, proponendo inoltre che sia rinviato l'inizio della discussione in sede plenaria sul testo del relatore, previsto per domani, alla giornata di lunedì.


Il senatore Francesco SERVELLO (gruppo alleanza nazionale) ritiene inaccettabile che il Comitato possa concludere i propri lavori senza nemmeno conoscere il testo che il relatore presenterà in sede plenaria, contravvenendo così alla stessa ragion d'essere di un organo ristretto di una Commissione parlamentare.


Il senatore Fausto MARCHETTI (gruppo rifondazione comunista-progressisti) sollecita la distribuzione al Comitato del testo del relatore, che a questo punto si presenta però come il frutto di un approfondimento più che altro di tipo personale da parte del senatore D'Onofrio.


Il deputato Rolando FONTAN (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ribadisce la veste di «osservatori» assunta in questa fase dai commissari della Lega Nord, per cui - se si vuole escluderli dai lavori del Comitato a causa di tale qualificazione - allora il Comitato assuma una decisione esplicita sul punto. Quanto al testo del relatore, se non viene distribuito, viene meno la ragione d'essere della presenza dei rappresentanti della Lega Nord, finalizzata evidentemente ad acquisire elementi informativi.


La senatrice Adriana PASQUALI (gruppo alleanza nazionale) ribadisce la necessità per il Comitato di conoscere il testo articolato del relatore, così come del resto avvenuto negli altri organi ristretti.


Il deputato Claudia MANCINA (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) afferma che i rappresentanti della Lega Nord possono autoregolare il loro impegno come meglio ritengono, ma non possono evidentemente assumere qualificazioni anomale. Infine, se il testo del relatore non viene distribuito in tempi utili, non può essere iniziata proficuamente la relativa discussione già nella seduta di domani della Commissione.


Il senatore Francesco D'ONOFRIO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD), relatore, precisa che non ha difficoltà a distribuire la relazione e il testo, che è definitivo allo stato degli atti, ma è suscettibile di ulteriori adeguamenti; documenti che a questo punto possono anche essere resi pubblici.
Il testo predisposto è frutto di un suo personale approfondimento (evidentemente anche sulla base degli interventi svolti nel corso dei lavori del Comitato), per cui vi è totale libertà da parte dei singoli commissari nella presentazione di proposte alternative: al riguardo non ha difficoltà di tipo né politico, né tanto meno psicologico. Infatti, il testo non pretende di avere natura di sintesi e di mediazione rispetto alle varie ipotesi ed ai differenti rilievi critici emersi durante i lavori del Comitato.
In particolare, onde comprendere la sostanza della sua proposta, è bene essere consapevoli che il nodo di fondo è rappresentato dal passaggio da un sistema fondato sul decentramento amministrativo ad un modello basato su ampie autonomie. L'alternativa è quindi rappresentata dall'opzione tra una Repubblica impostata sul decentramento amministrativo e una Repubblica federale.
Quanto alla ripartizione delle competenze legislative, ha individuato un elenco essenziale di materie riservate allo Stato, da considerare anche con riferimento agli statuti speciali di cui dovranno dotarsi tutte le regioni, che andranno approvati con legge costituzionale - e quindi con un procedimento di co-decisione tra soggetti istituzionali - e qualificati come una sorta di «allegati» alla nuova parte della Costituzione. Inoltre, non si prevede il parallelismo tra competenze legislative e relativi poteri amministrativi. Infatti, l'attuale articolo 5 della Costituzione può evolvere in chiave federalistica, come emerge dall'impianto della sua proposta, oppure può spingersi fino al massimo livello di espansione consentito in riferimento all'attuale articolo 116 della Costituzione, come è avvenuto di recente con la cosiddetta «legge Bassanini».
Per quanto concerne gli elementi essenziali della sua proposta, innanzitutto viene meno l'identificazione fra Repubblica e Stato, che del resto già dal noto costituzionalista Costantino Moltati era stata ritenuta non del tutto chiaramente individuabile nella stessa Costituzione italiana del 1947. Quanto al principio di sussidiarietà, suscettibile di diverse interpretazioni, ha privilegiato la versione secondo cui i poteri amministrativi normalmente sono affidati all'ente minore e progressivamente, in caso di necessità, all'ente maggiore, con una garanzia quindi nei confronti di un eventuale «strapotere» regionale. Sulle provincie ha avanzato un'ipotesi di mediazione, nel senso che verrebbe mantenuto il riferimento costituzionale, ma si affiderebbe alle regioni la definizione del ruolo e delle funzioni dell'ente intermedio.
Il testo da lui proposto - in conclusione - si compone di cinque articoli, da considerare nel loro complesso interamente sostitutivi dell'attuale titolo V della Costituzione (dall'articolo 114 all'articolo 133), con due disposizioni transitorie, nonché di una serie di norme sostitutive degli attuali articoli 97 e 98 della Costituzione concernenti la pubblica amministrazione.


Infine, Leopoldo ELIA, Presidente, avverte che sono in distribuzione la relazione ed il testo del senatore D'Onofrio nelle materie di competenza del Comitato (titolo V della Costituzione e pubblica amministrazione), i cui componenti ringrazia per lo spirito responsabile e costruttivo con cui hanno affrontato gli impegnativi dibattiti che hanno caratterizzato i lavori del Comitato.


La seduta termina alle 13,10.