COMITATO FORMA DI STATO

SEDUTA POMERIDIANA DI MARTEDÌ 29 APRILE 1997

Allegato n. 33

Proposta organica relativa alle materie di competenza
del Comitato forma di Stato.

Proposta di proposizioni normative sull'ordinamento territoriale della Repubblica
(articoli 114-113 e 58, 70, 70-bis).


Art. 114.


La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Regioni e dallo Stato.
Le comunità territoriali sono ordinate in Comuni, Province e Regioni.
Al cittadino italiano ed europeo sono riconosciuti i diritti di cittadinanza dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione di appartenenza.


Art. 114-bis.

La definizione territoriale dei Comuni, delle Province e delle Regioni si adegua costantemente all'insediamento delle comunità. In applicazione dei criteri paritari fissati dalle leggi generali della Repubblica e dalle leggi regionali di attuazione sono definiti, nell'ordine, e successivamente modificabili, il territorio del Comune con decisione delle popolazioni interessate, il territorio della Provincia con decisione dei Comuni e il territorio della Regione con decisione delle Province.
La Provincia è costituita e può essere soppressa su proposta vincolante dei rispettivi Comuni a finanza locale invariata. La legge regionale di attuazione della legge generale della Repubblica indica la dimensione demografica e territoriale dei Comuni correlata alla costituzione o soppressione della Provincia.
La legge generale della Repubblica e le leggi regionali di attuazione possono attribuire denominazione e ordinamento diversi alla Provincia riconosciuta area metropolitana e stabilire la dimensione demografica oltre la quale il Comune maggiore dell'area metropolitana si ricostituisce in più Comuni con decisione della popolazione interessata.


Art. 115.

Le Regioni sono enti autonomi con poteri e funzioni fissati dalla Costituzione e dalla legge costituzionale.
Le Regioni hanno autonomia statutaria, organizzativa, normativa, amministrativa e finanziaria.
L'autogoverno regionale è esercitato nelle forme della democrazia rappresentativa e diretta.


Art. 116.

La legge costituzionale riconosce a ciascuna Regione, su iniziativa e proposta della medesima e secondo i principi della Costituzione, gli ambiti della rispettiva potestà legislativa e amministrativa.
Con legge costituzionale è riconosciuta a ciascuna delle Regioni, che lo deliberi, ogni ulteriore forma e condizione particolare di autonomia che sia stata attribuita ad altra Regione.
L'ordinamento della finanza pubblica si riferisce alla spesa per le funzioni attribuite e i servizi esercitati dalle Regioni. La spesa eventuale dello Stato per l'esercizio delle funzioni e dei servizi non assunti dalla Regione è commisurata a quella delle più efficienti delle altre Regioni.
Ciascuna Regione tutela nel proprio ordinamento le particolari condizioni storiche, culturali e linguistiche delle sue popolazioni.


Art. 117.

La Regione esercita la potestà legislativa nelle materie non espressamente riservate allo Stato dalla Costituzione o da leggi costituzionali. Ulteriori norme delle leggi statali valgono solo in assenza di legislazione regionale.
Nell'ambito delle materie di cui al comma precedente può essere prevista dallo statuto regionale la potestà legislativa della Provincia.
Nell'ambito di trattati-quadro la Regione stipula accordi con enti territoriali di altri Stati. La legge dello Stato disciplina le relative procedure. La Regione, nelle materie di sua competenza, partecipa alle procedure di assunzione di obblighi internazionali dello Stato e concorre alla loro attuazione. In sede di formazione dei trattati su materie di competenza regionale le Regioni sono consultate secondo le procedure stabilite dalla legge dello Stato.
La Repubblica promuove la partecipazione delle Regioni alla formazione degli organi comunitari rappresentativi del popolo europeo. La Regione è rappresentata presso la Comunità europea con la quale intrattiene rapporti diretti. La Regione partecipa, nei modi previsti dalla legge, alle procedure di formazione degli atti comunitari che incidono sulle materie di propria competenza. La Regione dà attuazione alle direttive della Comunità europea nelle materie di propria competenza.
Le Regioni, nelle materie di propria competenza, stipulano accordi fra loro e istituiscono organismi comuni. L'accordo è stipulato dal presidente della Regione previa autorizzazione del parlamento o del governo regionale secondo le rispettive competenze. La legge dello Stato disciplina le relative procedure.


Art. 118.

Le funzioni amministrative spettano, nell'ordine, a Comuni, Province e Regioni, salvo che nelle materie di potestà legislativa dello Stato.
Nelle materie di potestà legislativa dello Stato le funzioni amministrative decentrate sono esercitate dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni, ad eccezione di quelle relative a giustizia, difesa, sicurezza pubblica, finanza e servizi pubblici necessariamente statali.
Le funzioni amministrative dei Comuni, delle Province e delle Regioni sono determinate con l'applicazione dei criteri di autonomia e sussidiarietà, riconoscendole secondo tale ordine.
Alla Regione sono attribuite esclusivamente le funzioni amministrative che non possono essere svolte con pari efficacia ed efficienza dalle Province e dai Comuni a motivo della dimensione demografica e territoriale e delle connesse risorse finanziarie, organizzative, tecniche e tecnologiche.
Nelle materie escluse dalla potestà legislativa statale gli enti pubblici locali non territoriali sono costituiti, modificati e soppressi per deliberazione di Comuni, Province e Regioni.


Art. 119.

Le Regioni, le Province e i Comuni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa nei limiti stabiliti dalle leggi statali di coordinamento della finanza pubblica.
Le Regioni, le Province e i Comuni possono imporre tributi propri e ricevono quote del gettito dei tributi erariali riscossi nel proprio territorio, correlate anche alle funzioni svolte.
Le Regioni, le Province e i Comuni disciplinano e riscuotono i tributi di rispettiva competenza.
Lo Stato, mediante apposito fondo, trasferisce finanza alla Regione e la Regione a Province e Comuni esclusivamente a scopo di perequazione e sviluppo delle aree meno favorite. Le esigenze di perequazione sono commisurate al potenziale fiscale, indipendentemente dall'efficacia dell'accertamento.
I vincoli di destinazione delle risorse finanziarie trasferite dallo Stato alle Regioni, alle Province, ai Comuni riguardano esclusivamente le materie riservate allo Stato.
La legge dello Stato stabilisce i limiti del ricorso al credito da parte delle Regioni, delle Province e dei Comuni.


Art. 120.

La Regione non può istituire dazi d'importazione o esportazione o transito fra le Regioni.
Non può adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose fra le Regioni. Non può limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro.


Art. 121.

Sono organi della Regione il Parlamento regionale, il Governo regionale e il Presidente della Regione. Tali organi possono assumere denominazioni diverse da queste.
Il Parlamento regionale esercita la potestà legislativa regionale in via esclusiva: può delegare la funzione legislativa al Governo regionale soltanto per la redazione di testi unici: può presentare proposte di legge al Parlamento della Repubblica.
Il Governo regionale esercita la potestà amministrativa regionale: approva i regolamenti e gli altri atti generali di attuazione ed esecuzione della legge regionale.
Il Presidente della Regione rappresenta la Regione nei rapporti con gli altri soggetti dell'ordinamento repubblicano, europeo, internazionale; promulga le leggi regionali; emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative statali decentrate in sede regionale.


Art. 122.

Il Parlamento regionale è eletto a suffragio universale diretto, secondo le norme stabilite dalla legge regionale. In armonia con i principi fissati dalla legge generale della Repubblica, che determina anche il numero massimo dei componenti.
Nessuno può appartenere contemporaneamente ad un parlamento regionale e ad una delle Camere del Parlamento nazionale, o al Parlamento europeo, o ad un altro parlamento regionale.
I parlamentari regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Il Governo regionale è composto dal Presidente della Regione, che lo presiede, e da un numero di componenti determinato secondo le norme dello statuto.


Art. 123.

La Regione determina, nel proprio statuto, la forma di governo, nell'ambito dei seguenti principi rispettivamente alternativi:


a) elezione del Presidente della Regione con votazione contemporanea e distinta rispetto a quella per il Parlamento regionale, secondo le norme della legge regionale, in armonia con i principi fissati dalla legge generale della Repubblica, a suffragio universale diretto, con secondo turno riservato ai due candidati più votati al primo turno, oppure elezione del Presidente della Regione da parte del Parlamento regionale, tra i componenti del Parlamento o fuori di esso;


b) nomina del Governo regionale da parte del Presidente della Regione; oppure nomina da parte del Parlamento regionale, entro o fuori del proprio seno, su proposta del Presidente;


c) possibilità di revoca, da parte del Parlamento, del Presidente eletto con voto popolare diretto, alla quale consegue lo scioglimento del Parlamento: oppure possibilità di revoca, da parte del Parlamento, del Presidente eletto dal Parlamento stesso, esclusivamente mediante approvazione di una mozione di revoca contenente l'indicazione del nuovo Presidente.


Le norme dello statuto che regolano la materia di cui al comma primo e ogni loro successiva modifica sono approvate a maggioranza dei due terzi dei componenti del Parlamento regionale.
Nel caso in cui non si raggiunga la maggioranza di cui al comma primo, si provvede ad indire referendum popolare. Al referendum sono sottoposti, in alternativa, i due complessi di norme più votati nel Parlamento riguardanti la materia di cui al comma primo. Viene inserito nello statuto regionale il testo che, nel referendum popolare, abbia conseguito la maggioranza dei voti validamente espressi.
Il referendum di cui al comma terzo può essere rinnovato, nella seconda legislatura successiva a quella in cui ha avuto luogo, su richiesta di un terzo dei parlamentari regionali o su iniziativa di almeno un ventesimo degli elettori della Regione.
Lo statuto definisce ulteriormente l'esercizio delle funzioni e i rapporti tra gli organi di governo disciplinati dalla Regione; regola l'esercizio del diritto di iniziativa popolare e dei referendum costitutivi ed abrogativi delle leggi e dei provvedimenti amministrativi della Regione.
Lo statuto è approvato dal Parlamento regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Lo statuto è sottoposto a referendum popolare se, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, lo richieda almeno un ventesimo degli elettori della Regione. Lo statuto si ha per approvato, viene promulgato ed entra in vigore se consegue la maggioranza dei voti popolari validamente espressi.
Nel caso in cui abbia già avuto luogo il referendum di cui al comma terzo, le norme approvate con tale referendum non sono state sottoposte ai referendum sull'intero statuto. Nel caso in cui sia stato indetto, ma non ancora svolto, il referendum di cui al comma terzo, e sia stato richiesto il referendum sull'intero statuto, i due referendum si svolgono separatamente, a distanza di non meno di tre mesi l'uno dall'altro.
Terminata la procedura di approvazione dello statuto, il testo dello statuto approvato è promulgato e pubblicato, ed è inviato al Governo della Repubblica. Entro trenta giorni dal ricevimento, il Governo può sollevare davanti alla Corte costituzionale la questione di costituzionalità dello statuto esclusivamente per contrasto con le disposizioni della Costituzione. Lo statuto entra in vigore quarantacinque giorni dopo la sua pubblicazione. In caso di ricorso del Governo alla Corte costituzionale, il Parlamento regionale può deliberare la sospensione dell'entrata in vigore dello statuto.


Art. 124.

Un Commissario del Governo, nominato dal Governo, coordina in via esclusiva le funzioni delle amministrazioni statali decentrate non esercitate da Regioni, Province e Comuni con quelle di Regioni, Province e Comuni.


Art. 125.

La Conferenza delle Regioni per l'esercizio delle funzioni previste dall'articolo 70-bis, comma secondo, è composta dai presidenti delle Regioni, che deliberano con voto riferito alla rispettiva consistenza demografica, secondo le modalità stabilite dalla legge generale della repubblica.
La Commissione delle regioni per l'economia e il lavoro, presieduta da un componente del Governo e formata dai presidenti delle Regioni, che deliberano con voto riferito alla rispettiva consistenza demografica, è costituita con legge generale della Repubblica per determinare, nelle materie di competenza regionale, in relazione alle materie di competenza statale, gli obiettivi e le direttive della programmazione economica nazionale.
La violazione delle direttive della Commissione da parte delle leggi e dei provvedimenti amministrativi statali o regionali ne comporta la impugnazione per illegittimità davanti alla Corte costituzionale per iniziativa della Commissione stessa o delle singole Regioni.
Le Regioni possono stipulare fra loro accordi a tempo determinato e, salvo sempre il diritto di recesso, a tempo indeterminato per coordinare l'esercizio delle proprie competenze e l'impiego delle proprie risorse ai fini di comune interesse. A tali accordi possono partecipare le Province, i Comuni e le altre amministrazioni pubbliche.


Art. 126.

Salvo i casi di scioglimento di diritto previsti dallo statuto, il Parlamento regionale, quando non sia in grado di funzionare, può essere sciolto con deliberazione del Governo, su richiesta del presidente della Regione e sentito il presidente del medesimo Parlamento regionale.
In caso di scioglimento le elezioni del nuovo Parlamento hanno luogo entro tre mesi.
Finché non sia riunito il nuovo Parlamento sono prorogati i poteri del precedente.


Art. 127.

La legge approvata dal Parlamento regionale è promulgata entro dieci giorni ed entra in vigore non prima di trenta giorni dalla sua pubblicazione. Se una legge è dichiarata urgente dal Parlamento regionale e il Governo della Repubblica lo consente, la promulgazione e l'entrata in vigore non sono subordinate ai termini indicati.
Il Governo della Repubblica, quando ritenga che una legge approvata dal Parlamento regionale ecceda la competenza della Regione o contrasti con gli interessi nazionali o con quelli di altre Regioni, promuove, entro trenta giorni dalla comunicazione della legge stessa, la questione di legittimità davanti alla Corte costituzionale, sempreché questa non si sia già pronunciata in sede di formazione della legge prima delle promulgazione, o quella di merito per contrasto di interessi davanti al Senato della Repubblica. In caso di dubbio, la Corte decide sulla competenza. La proposizione del ricorso sospende l'efficacia della legge impugnata.


Art. 128.

Le Province e i Comuni sono enti autonomi nell'ambito dei princìpi fissati da leggi generali della Repubblica che ne determinano le funzioni.
La determinazione delle funzioni, di cui la legge generale della Repubblica può delegare, per singole materie ,la individuazione specifica alla legge regionale, si attua col riconoscimento preliminare delle funzioni proprie dei Comuni e, successivamente, delle Province, secondo i princìpi di autonomia e sussidiarietà dell'articolo 118, comma terzo.


Art. 129.

Il territorio di ogni Comune fa parte di una sola Provincia. Il territorio di ogni Provincia fa parte di una sola Regione.
Le circoscrizioni di decentramento dell'amministrazione statale nonché le circoscrizioni giudiziarie coincidono con le circoscrizioni di una o più Regioni, una o più Province della stessa Regione, uno o più Comuni della stessa Provincia.
Nelle materie di competenza legislativa e amministrativa della Regione le eventuali funzioni amministrative decentrate, anche in forma di ente pubblico locale e di azienda, sono esercitate esclusivamente dalle Province e dai Comuni.


Art. 130.

Sezioni decentrate apposite della Corte dei conti esercitano, nei limiti e con le modalità stabilite dalla legge generale della Repubblica, il controllo di legittimità successivo, su ricorso, degli atti amministrativi della Regione, delle Province, dei Comuni e degli altri enti locali.
La legge generale della Repubblica indica gli atti suscettibili di impugnativa e controllo e prevede la partecipazione della Regione, delle Province e dei Comuni alla composizione di tali sezioni decentrate della Corte dei conti.


Art. 131.

Le Regioni sono definite nel territorio e costituite attraverso l'aggregazione di Province, previa eventuale modificazione delle circoscrizioni provinciali secondo l'articolo 114-bis, comma primo, in modo che, oltre alla Regione Sardegna, si determinino regioni con almeno tre milioni e cinquecentomila abitanti.
Può essere costituito distintamente il distretto di Roma capitale.
Le denominazioni delle Regioni sono formate, ove occorra, attraverso tutte le denominazioni delle precedenti Regioni storiche e costituzionali.
Nelle Regioni costituite secondo il comma primo, sono conservate, su conformi deliberazioni delle popolazioni interessate, l'identità territoriale e tutti i poteri legislativi o amministrativi degli enti esponenziali, comunque decidano di denominarsi, delle comunità della Valle d'Aosta, dell'Alto-Adige o Sud-Tirolo, del Trentino, del Friuli, della Venezia Giulia.


Art. 132.

Con legge costituzionale di approvazione le circoscrizioni, il numero e le denominazioni delle Regioni possono essere modificati su deliberazioni delle Province e, a richiesta, delle popolazioni interessate, sempreché le Regioni, che si costituiscono, e le precedenti Regioni, da cui ci si separa, abbiano almeno tre milioni e mezzo di abitanti e comunque, finché l'articolo 131 comma primo non sia stato attuato integralmente, per il principio di uguaglianza, non meno della minore delle Regioni già costituite.


Art. 133.

Con legge regionale di approvazione, su deliberazioni degli enti locali territoriali e, a richiesta, con referendum delle popolazioni interessate, le circoscrizioni, il numero e le denominazioni dei Comuni e delle Province sono modificate secondo l'articolo 114-bis, anche in relazione al mutamento dell'insediamento territoriale delle comunità.


Art. 58.

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.
Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.
Per l'esercizio della funzione legislativa del Senato, di cui all'articolo 70-bis, comma secondo, partecipa a pieno titolo all'attività del Senato come rappresentante di ciascuna Regione il rispettivo presidente o altro componente del governo regionale nominato e revocabile dal presidente, che esprime unitamente in forma palese i voti della propria Regione in numero pari ai senatori eletti dalla stessa.
Lo statuto della Regione disciplina le modalità e i tempi della designazione del rappresentante della Regione, che dura in carica fino a quando sia ricoperta la carica di presidente della Regione o di componente del governo regionale.


Art. 70.

La potestà legislativa dello Stato è esercitata dal Parlamento secondo le norme della Costituzione e dal Governo esclusivamente nei casi previsti dagli articoli 76 e 77.
È riservata allo Stato la potestà legislativa nelle seguenti materie:


a) la persona; i diritti soggettivi previsti dagli articoli da 13 a 22, nonché dagli articoli 33, 39, 40, 49 e 51, la cittadinanza, lo stato civile, la condizione giuridica degli stranieri;


b) i diritti di difesa della persona; l'ordinamento civile e penale e le sanzioni penali; l'ordinamento della giustizia civile, penale, amministrativa, tributaria e contabile;


c) lo Stato nei suoi rapporti internazionali; la politica estera, salvo quanto disposto dall'articolo 117, commi terzo, quarto, quinto;


d) la sicurezza esterna ed interna; difesa e forze armate; armi ed esplosivi; la sicurezza pubblica, ivi comprese le misure di prevenzione, esclusi i compiti di polizia locale; la protezione civile di pronto soccorso nelle grandi calamità naturali;


e) gli organi costituzionali; la formazione e l'ordinamento degli organi costituzionali; l'ordinamento giuridico e degli organi indipendenti;


f) lo Stato: ordinamento e strumenti; ordinamento del sistema elettorale per le elezioni del Parlamento, statistica nazionale e diffusione dei dati relativi ad essa, tributi e contabilità di Stato, organizzazione sovraregionale della ricerca scientifica, tecnologica e culturale, strumentale alle materie di competenza dello Stato;


g) la formazione del cittadino: le finalità, i principi e i livelli minimi dell'istruzione scolastica e i relativi ordini, gradi e titoli di studio; l'istruzione universitaria; la proprietà artistica, letteraria ed intellettuale, i criteri generali per una regolamentazione omogenea delle concessioni alle emittenti, la determinazioni dei criteri e degli standard minimi per la tutela e valorizzazione del paesaggio e del patrimonio culturale nazionale;


h) l'ambiente e la salute del cittadino: i livelli minimi inderogabili a tutela della salute e i requisiti minimi dei vincoli e degli interventi a tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, i criteri e gli standard minimi inderogabili per la tutela e valorizzazione dei parchi naturali;


i) l'economia nazionale; pesi e misure; sistema monetario, valutario e creditizio, salvo il credito agevolato; produzione e distribuzione nazionale dell'energia, disciplina generale della circolazione, servizi postali trasporti e comunicazioni nazionali e internazionali, ordini professionali; minimi inderogabili di trattamento normativo nei rapporti di lavoro; ordinamento generale della tutela e sicurezza del lavoro, istituti previdenziali obbligatori.


La disciplina di materie di potestà legislativa statale può essere delegata, previa intesa, alle Regioni che lo richiedano. La legge di delegazione, stabilendo casi, obbiettivi e risultati, assicura la copertura finanziaria, considerata la efficienza amministrativa e indica la durata e la revoca della delega stessa.


Art. 70-bis.

Le leggi sono deliberate dalla Camera dei deputati e trasmesse immediatamente al Senato che, entro sette giorni dal ricevimento, può deliberare di procedere, su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti elettivi, al riesame con eventuali modificazioni conseguenti. In tale caso la legge è sottoposta a nuova deliberazione della Camera dei deputati.
Oltre al caso previsto nel comma precedente, la legge approvata dalla Camera dei deputati è sottoposta al riesame ed alla deliberazione del Senato quando lo abbia chiesto, entro dieci giorni dalla approvazione della Camera, la Conferenza delle Regioni, di cui all'articolo 125, motivando con l'incidenza della legge statale stessa sull'ambito della potestà legislativa, amministrativa e deliberata in via definitiva dal Senato nella composizione fissata dall'articolo 58, comma terzo, senza ulteriore deliberazione della Camera dei deputati.
Sulla deliberazione della Conferenza delle Regioni, di cui al comma precedente, si pronuncia entro trenta giorni dalla Corte costituzionale, quando venga richiesto, entro sette giorni dal ricevimento della deliberazione stessa, da almeno un terzo dei deputati o dal Governo.
Sono deliberate dalla Camera dei deputati e, successivamente, dal Senato della Repubblica, le leggi di approvazione del bilancio dello Stato, di coordinamento della finanza pubblica, di autorizzazione e ratificare trattati internazionali, nonché le leggi costituzionali e le leggi generali della Repubblica previste dalla Costituzione. Nelle deliberazioni delle leggi sul coordinamento della finanza pubblica intervengono i rappresentanti delle Regioni secondo l'articolo 38, comma terzo.



Proposta di proposizioni normative relative alla pubblica amministrazione
ed agli organi indipendenti (artt. 97, 98, 99)


SEZIONE II.


La pubblica amministrazione.


Art. 97.

L'amministrazione pubblica è disciplinata da statuti e regolamenti sulla base di principi di legge.
Le politiche pubbliche sono determinate dagli organi istituzionali degli enti, da cui le amministrazioni sono separate.
Le procedure garantiscono efficacia, efficienza, imparzialità, trasparenza dell'azione amministrativa.
Il controllo interno di gestione di ogni organizzazione amministrativa rileva, sulla base di indicatori omogenei funzionali alla comparazione, i costi e i tempi delle unità di prodotto e di servizio e i risultati conseguiti. Ne sono informati gli organi istituzionali dell'ente da cui l'amministrazione dipende, gli organi tecnici preposti alla comparazione, nonché, a richiesta, in tempo reale, i cittadini.
Le leggi e i regolamenti e gli atti generali non possono essere preposti e adottati senza preventiva analisi degli effetti organizzativi presumibili.
La disciplina dell'attività amministrativa e della sua modificazione garantisce la motivazione delle decisioni, il diritto di informazione, il diritto di accesso ai documenti, la partecipazione al procedimento, la conclusione nei termini previsti, il rimedio sostitutivo dell'inerzia, il controllo degli utenti sui servizi, il risarcimento della lesione dall'inefficienza.


Art. 98.

I pubblici impiegati, finché membri del Parlamento o del Governo o dei parlamentari e dei governi regionali, non conseguono promozioni se non per anzianità.
Ciascuna unità di personale della pubblica amministrazione è responsabile della sua produttività, elemento costitutivo della retribuzione e del rapporto di lavoro.
I funzionari pubblici sono responsabili dell'organizzazione dell'ufficio cui sono preposti, dell'efficienza crescente dello stesso, della migliore qualità del servizio, del conseguimento dei risultati prefissati, della violazione dei doveri professionali con danno dei cittadini, delle imprese, delle altre amministrazioni.
Gli impiegati e i funzionari sono assunti ed accedono alle qualifiche superiori solo attraverso pubblici concorsi svolti su base regionale e per ruoli e organici regionali. Gli organi preposti alla gestione e alla disciplina del personale sono composti in modo da garantirne l'indipendenza e la imparzialità.
Si possono porre con legge limitazioni al diritto di iscriversi ai partiti politici per i funzionari professionali, i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero.


SEZIONE III.

Gli organi indipendenti.


Art. 99.

Le autorità amministrative indipendenti sono disciplinate con legge in modo da assicurarne l'indipendenza. Gli organi deliberativi apicali non possono essere nominati o designati dal Governo e dai dirigenti della pubblica amministrazione.
Il difensore civico nazionale e i difensori civici regionali sono disciplinati con legge dello Stato e, rispettivamente, della regione. Non possono candidarsi al Parlamento della Repubblica o ai parlamenti regionali, né essere componenti dei rispettivi governi prima di tre anni dalla cessazione delle loro funzioni.


Art. 100.

La Corte dei conti controlla le amministrazioni pubbliche per assicurare la regolarità dei conti. Redige una relazione annuale sulla gestione finanziaria dello Stato e delle Regioni. Riceve i dati omogenei richiesti al servizio di controllo interno di gestione di ciascuna delle amministrazioni pubbliche, effettua la comparazione e le valutazioni e ne riferisce, dopo l'eventuale contraddittorio con le amministrazioni stesse. Gestisce il sistema informatico della contabilità nazionale in collegamento con la Ragioneria generale dello Stato e con le ragionerie delle Regioni.
L'autonomia organizzativa della Corte dei conti e le circoscrizioni delle sezioni decentrate sono determinate con legge.
La legge assicura l'indipendenza della Corte dei conti dal Governo, dai governi regionali, dai dirigenti delle pubbliche amministrazioni. Nella composizione non è ammessa designazione o nomina da parte di tali organi. I consiglieri della Corte dei conti non svolgono pubblica funzione o attività se non presso l'istituto.

Rotelli.