COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI VENERDÌ 14 MARZO 1997

Presidenza del Presidente Ersilia SALVATO


La seduta comincia alle 9,50.


La senatrice Ida DENTAMARO (gruppo federazione cristiano democratica-CDU), relatrice, illustra la propria proposta di articolato relativo alla struttura del Parlamento e alle funzioni delle due Camere (all. n. 1).


Ersilia SALVATO, Presidente, chiede se, considerata la rilevanza delle funzioni previste, per la seconda Camera la relatrice ipotizzi un'elezione diretta. Risponde la senatrice Ida DENTAMARO (gruppo federazione cristiano democratica-CDU), relatrice, secondo la quale la questione può essere ancora oggetto di dibattito, per quanto le iniziative presentate si orientino in prevalenza verso tale soluzione.


Interviene quindi sull'ordine dei lavori il senatore Massimo VILLONE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), all'indirizzo del quale Ersilia SALVATO, Presidente, precisa che la discussione sulla proposta del relatrice può essere avviata immediatamente, seppur in modo non conclusivo.


Il deputato Sergio MATTARELLA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo), riservandosi di intervenire nuovamente nel dibattito, osserva che, anche restando nella prospettiva assunta (diversa da quella che lui propone), la seconda Camera, oltre alle funzioni prevalentemente di garanzia, presenta un elevato tasso di politicità, mentre l'altra, collocata in più stretto rapporto con il Governo, risulta di ruolo molto pił ridotto.


Il senatore Massimo VILLONE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), condividendo l'impostazione della questione proprio della relatrice, dubita dell'opportunità di individuare un'area legislativa riservata alla seconda Camera e ritiene che occorra in ogni caso ridurre il novero delle leggi bicamerali, affidando semmai alla seconda Camera una funzione generale di ripensamento. È altresì possibile potenziarne i compiti di controllo sul modello dell'advice and consent del Senato americano.


Il senatore Antonio Enrico MORANDO (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), riguardo alla funzione di controllo svolta rispetto al sistema delle autonomie, rileva che essa può essere adeguatamente esercitata dalla seconda Camera solo se questa viene formata secondo modalità che la pongano in stretto rapporto con gli enti territoriali. Non ritiene appropriata l'attribuzione alla seconda Camera delle leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati e accordi internazionali, considerato il loro elevato livello di politicità. Nella procedura di bilancio giudica poi inevitabile che la seconda Camera, espressione di interessi territoriali, sia chiamata in causa.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano), senza escludere l'eventualità di rimettere alla valutazione della Commissione una proposta alternativa, riguardo alle leggi di competenza esclusiva della seconda Camera reputa contraddittoria la possibilità che questa possa far valere esigenze di carattere unitario, dovendo invece essa in primo luogo garantire le autonomie territoriali. Considera poi troppo numerose le ipotesi di intervento della seconda Camera e complessivamente tende a giudicare come poco praticabile un indirizzo di differenziazione che lascia sostanzialmente inalterata una condizione di bicameralismo perfetto. In questo caso, la sua preferenza sarebbe senz'altro rivolta ad una struttura monocamerale.


Il deputato Gustavo SELVA (gruppo alleanza nazionale), opinando personalmente a favore di un'ipotesi monocamerale, fa presente che nel sistema germanico in realtà gli eventi politicamente più significativi si compiono al Bundestag. Nella proposta della relatrice vede uno sforzo rivolto ad una semplice attenuazione del bicameralismo perfetto; invoca quindi una più incisiva differenziazione tra le due Camere nel quadro di una complessiva semplificazione dell'ordinamento costituzionale.


Il senatore Mario GRECO (gruppo forza Italia) auspica che il dibattito possa approfondire la problematica, in verità complessa, consentendo di pervenire ad una proposta generalmente concordata. La delicatezza delle questioni riconducibili alla giustizia rende condivisibile la ricomprensione di questa nelle materie bicamerali.


Il senatore Giuseppe VEGAS (gruppo forza Italia) nell'esprimersi in favore di un Parlamento a struttura bicamerale, del quale occorrerà tuttavia valutare attentamente i meccanismi di formazione, concorda con l'idea rivolta a perseguire la differenziazione affidando alla seconda Camera una funzione di garanzia e di rappresentanza delle autonomie territoriali. Anche riducendo le ipotesi di leggi bicamerali, sostiene che la seconda Camera non può rimanere estranea alle decisioni di bilancio ed ai relativi controlli in sede di rendicontazione. Può essere altresì stabilità un'ampia facoltà di richiamo, rispetto ai deliberati dell'altro ramo del Parlamento.


Il senatore Tarcisio ANDREOLLI (gruppo partito popolare italiano) rileva che, nella proposta della relatrice, rimane confermato un rilevante ruolo di carattere politico per la seconda Camera.


La senatrice Franca D'ALESSANDRO PRISCO (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) considera possibile un approfondimento, per quanto sia da condividere l'impostazione indicata dalla relatrice. L'elenco delle leggi bicamerali appare forse troppo esteso e, rispetto alle funzioni della seconda Camera, dovrebbero essere espunte le leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati e accordi internazionali, a motivo della loro politicità. Esclude comunque l'esigenza che la Camera rappresentativa delle regioni debba essere formata con elezioni di secondo grado; essa deve comunque poter interloquire, possibilmente con la partecipazione personale dei presidenti delle regioni, in alcune rilevanti decisioni in tema di bilancio e nella predisposizione dei relativi indirizzi, trattandosi di un terreno di fondamentale importanza per il funzionamento delle autonomie territoriali. Auspica infine la maturazione di una soluzione equilibrata.


Ersilia SALVATO, Presidente, ritiene che le difficoltà emerse la confermino nella scelta a favore del monocameralimo, attuata dalla sua parte politica, tenuto conto che è concreto il rischio di non riuscire a differenziare abbastanza le due Camere. Manifesta poi alcune perplessità circa la competenza ad assumere le decisioni di bilancio, considerata la loro stretta inerenza al rapporto con il Governo; non può nemmeno mancare un momento decisionale riassuntivo circa la destinazione uniforme delle risorse. L'eventualità di pervenire a due ipotesi alternative non va comunque giudicata negativamente, ma può contribuire alla chiarificazione del dibattito.


La senatrice Ida DENTAMARO (gruppo federazione cristiano democratica-CDU), relatrice, riservandosi un esame più approfondito delle obiezioni mosse, fa rilevare che la proposta da lei presentata ha inteso riflettere l'impostazione propria del maggior numero delle iniziative. Alcune questioni, relative ad esempio alle modalità di raccordo con le autonomie ed alle procedure di bilancio, sono semplicemente rinviate ad un'altra fase del dibattito o alla decisione di altri Comitati. Il confronto interlocutorio appena intervenuto non sembra inficiare sostanzialmente l'impostazione seguita, imperniata su una Camera titolare più direttamente dell'indirizzo politico e su di un'altra con prevalente ruolo di controllo, garanzia e raccordo con il sistema delle autonomie. E quest'ultima non può rimanere estranea alla disciplina delle autorità indipendenti. Dichiara quindi la propria disponibilità a verificare in dettaglio l'elenco delle materie da affidare alla deliberazione di entrambe le Camere ed a rivedere la categoria stessa delle leggi di competenza esclusiva della seconda Camera, approfondendo con particolare attenzione gli aspetti procedurali, in modo che ne risulti una disciplina complessivamente coerente con le linee-guida individuate.


Ersilia SALVATO, Presidente, avverte che il Comitato tornerà a riunirsi mercoledì 19 marzo, alle ore 9,30, giovedì 20 marzo, alle ore 11,30, e venerdì 21 marzo, alle ore 9,30.


La seduta termina alle 11,45.