COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 19 MARZO 1997

Presidenza della Presidente Ersilia SALVATO


La seduta comincia alle 9,50.


La relatrice Ida DENTAMARO (gruppo federazione cristiano democratica-CDU), in merito alle osservazioni svolte nella precedente riunione sulla sua proposta, ritiene che si debba senz'altro prevedere il parere della seconda Camera sulle nomine nella pubblica amministrazione e circoscrivere le ipotesi di leggi bicamerali, riconsiderando forse la categoria stessa delle leggi rimesse alla deliberazione di una sola Camera. Riguardo alle leggi di ratifica dei trattati internazionali, a suo avviso si potrebbe distinguere gli accordi che presentano una più accentuata politicità.


Il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia) ravvisa una stretta correlazione tra la composizione e le funzioni svolte dalla seconda Camera. Ersilia SALVATO, Presidente, avverte però che il Comitato ha inteso innanzitutto considerare il problema delle funzioni. Il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia) aggiunge che sembra difficile procedere ad una elencazione delle materie rimesse alla deliberazione dell'una o dell'altra Camera, mentre più agevole appare conferire la funzione legislativa alla prima Assemblea, i compiti di controllo e di legislazione per i soli casi di riesame alla seconda. Un'ulteriore connessione da tenere presente riguarda inoltre il problema delle fonti; alla Costituzione è nota la categoria delle leggi generali della Repubblica, la cui deliberazione potrebbe essere attribuita anche alla seconda Camera.


Il deputato Sergio MATTARELLA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo) esprime la propria contrarietà alla proposta presentata dalla relatrice, che evidenzia una mera razionalizzazione dell'attuale bicameralismo ma rimane sostanzialmente estranea ad un ordinamento federale. In secondo luogo i poteri più schiettamente politici sono conferiti alla prima Camera, circostanza che da una parte mantiene l'attività legislativa svolta dalla stessa al di fuori del circuito dei rapporti Stato-autonomie, mentre la legislazione approvata dalla seconda Camera rimane, dall'altra, lontana dal rapporto fiduciario. Preannuncia quindi la presentazione di una soluzione alternativa da sottoporre eventualmente alla Commissione.


Secondo il senatore Luigi GRILLO (gruppo forza Italia) l'impostazione assunta dalla relatrice dà per scontata una sorta di diversità di livello tra le due Camere, elemento che pregiudica la soluzione del problema relativo alla struttura del Parlamento. La determinazione dello statuto dell'opposizione non può poi essere affidata ai soli regolamenti parlamentari, ma abbisogna di previsioni esplicite. A suo avviso, secondo l'impostazione prevalente, occorrerebbe anzitutto razionalizzare il bicameralismo e il procedimento legislativo, ricercando un convincente equilibrio tra le due Camere, destinando una di esse al promovimento di un efficace collegamento con le autonomie (Camera per le regioni), senza che questo implichi un'elezione di secondo grado. In un documento preliminare si potrebbero pertanto recepire tali aspetti, mentre la proposta della relatrice si è invece addentrata in vari dettagli che non sono stati ancora sufficientemente approfonditi.


Ersilia SALVATO, Presidente, ricorda che l'incarico conferito alla relatrice comprendeva la determinazione della struttura del rinnovato Parlamento bicamerale. Invita quindi a non riportare il dibattito ad una fase precedente. L'individuazione delle due Assemblee come prima e seconda Camera risponde inoltre ad una comodità convenzionale.


Il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo), nel concordare con l'indicazione del Presidente, ritiene che si possa contribuire ad una chiarificazione del dibattito in corso attraverso una precisazione del ruolo spettante alla prima Camera con riferimento al rapporto fiduciario intrattenuto con il Governo ed alla disciplina dello statuto dell'opposizione. Sembra inoltre proficuo un coordinamento, procedurale e di contenuti, con il Comitato forma di Stato. Su queste basi sarà possibile riformulare eventualmente la proposta della relatrice, alla quale si potranno presentare degli emendamenti.


Per il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano) le modalità di composizione della seconda Camera possono piegare ad esiti diversi la soluzione del problema relativo alla differenziazione delle funzioni. A suo giudizio, nella seconda Camera devono essere rappresentate le regioni ed il rapporto fiduciario deve essere intrattenuto soltanto nei confronti di un ramo del Parlamento a beneficio della stabilità dell'esecutivo. In questa prospettiva non appare giustificata l'idea di conferire alla seconda Camera competenze esclusive o concorrenti in tema di politica estera, di giustizia e di bilancio. Può dare adito ad equivoci anche la funzione di controllo sull'attuazione delle leggi o quella propositiva di cui alla lettera c), n. 3 del testo della relatrice. Auspica pertanto la formulazione di una proposta alternativa.


Ersilia SALVATO, Presidente, nota che una seconda Camera eletta a suffragio universale e diretto, secondo l'avviso maggioritario, finirà comunque per svolgere un'attività politica.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano) chiarisce a sua volta che egli mirava a rilevare le contraddizioni interne alla proposta della relatrice, la quale ipotizza un rapporto fiduciario con una sola Camera, quando entrambe sono però elette a suffragio universale e diretto. Tale contraddizione non si avverte invece nella propria impostazione.


Il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia) ritiene che il dibattito confermi l'esistenza di una stretta connessione tra la composizione e le funzioni svolte dalla due Camere, ferma rimanendo la valenza politica di entrambe e la loro incidenza sulla politica del Governo. Ribadisce la propria contrarietà alla Camera delle regioni allorché in essa le regioni detengano un peso specifico non commisurato alla rispettiva popolazione. Motiva ancora la propria preferenza a favore di una concezione che attribuisce alla prima Camera la titolarità della funzione legislativa ordinaria, alla seconda una potestà di intervento nei casi di possibile incidenza sulle autonomie locali.


Il senatore Luigi GRILLO (gruppo forza Italia), premesso che il Parlamento nei paesi più avanzati ha un carattere bicamerale e che gli eletti sono comunque rappresentativi del popolo, anticipa la propria intenzione di precisare, mediante adeguate proposte, il ruolo dell'opposizione. Si interroga inoltre sulle modalità con le quali può atteggiarsi il rapporto tra il Governo e la seconda Camera, quando in questa non risieda il rapporto fiduciario.


Il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo) sostiene al difficoltà di mantenere la Camera per le regioni estranea alle decisioni finanziarie che toccano le autonomie territoriali. Nella premessa che anche questa svolga attività politica, non esclude una differenziazione che comporti il conferimento ad essa di prevalenti funzioni di controllo.


Il senatore Giuseppe VEGAS (gruppo forza Italia) ritiene che dall'elettività di un organo non discendano conseguenze obbligate rispetto al suo ruolo nel sistema e che sussista un'area di funzioni certamente politiche che non ineriscono direttamente al rapporto fiduciario.


Il deputato Sergio MATTARELLA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo) traccia varie ipotesi di configurazione della seconda Camera: sul modello del Bundesrat germanico, eletta dai consigli regionali, formata o meno con elezione diretta contestuale ai consigli stessi. Nelle ultime due ipotesi, esprime la propria perplessità qualora a tale ramo del Parlamento non si attribuisca anche il potere fiduciario, dal momento che lo svolgimento di una rilevante funzione legislativa deve essere considerato attività politica. Naturalmente la sua preferenza va in altra direzione.


Il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia) segnala che la tipologia delle modalità di formazione della seconda Camera può essere ulteriormente arricchita.


Il senatore Agazio LOIERO (gruppo federazione cristiano democratica-CCD) consiglia di sospendere il dibattito, tenuto conto di alcune significative assenze e delle posizioni critiche emerse nei confronti della proposta della relatrice. Reputa inoltre opportuno uno stretto raccordo con il Comitato forma di Stato.


Il senatore Mario GRECO (gruppo forza Italia), nell'invitare ad attenersi ad una maggiore concretezza, fa presente che alcune delle materie attribuite alla deliberazione della seconda Camera possono essere rimesse ad entrambe, prevedendo altresì un meccanismo per dirimere gli eventuali conflitti.


Il senatore Tarcisio ANDREOLLI (gruppo partito popolare italiano) ritiene che due Camere elette direttamente dal corpo elettorale non possano che essere titolari di funzioni sostanzialmente paritarie ed omogenee.


Ersilia SALVATO, Presidente, avverte che l'assenza di alcuni gruppi dovrà essere valutata nella successiva riunione dell'Ufficio di Presidenza. Difficoltà procedurali derivano anche dall'orientamento assunto, di non procedere a votazioni in seno ai Comitati, circostanza che induce molti a riproporre la posizione originaria delle rispettive parti politiche. Invita quindi ad elaborare eventuali testi alternativi, tenuto conto che il dibattito ha evidenziato una tendenza prevalente a favore di un bicameralismo differenziato per funzioni, con una prima Camera titolare esclusiva del rapporto fiduciario. Il dibattito odierno ha comunque proposto il problema del rapporto tra il Governo e la seconda Camera, sia essa o meno eletta a suffragio universale e diretto. Non ritiene tuttavia di poter accedere alla richiesta del senatore Loiero, e di non poter escludere, se necessario, di investire la Commissione della decisione sulle questioni affrontate.


Il deputato Sergio MATTARELLA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo) considera proficuo addivenire a testi alternativi, dal momento che anche gli altri Comitati non sono ancora pervenuti a soluzioni sufficientemente consolidate.


La relatrice Ida DENTAMARO (gruppo federazione cristiano democratica-CDU) condivide il disagio per l'assenza di numerosi componenti ed anche la sua raccomandazione a proseguire nell'approfondimento delle problematiche. In qualità di relatrice, ha inteso proporre una ipotesi di bicameralismo fortemente differenziato per funzioni con una Camera titolare del rapporto fiduciario ed un'altra rivolta alla tutela delle autonomie territoriali, ad attività di controllo e di garanzia nei confronti dei diritti fondamentali dei cittadini, nel quadro di ruoli equilibrati e compatibili con una loro elezione diretta. Appare scontato che anche la seconda Camera sarà protagonista dell'attività politica, pur nella distinzione tra scelte che ineriscono strettamente all'indirizzo politico governativo e quindi al rapporto maggioranza-opposizione ed altre che dovrebbero invece prescinderne.


Il deputato Sergio MATTARELLA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo) nota che il modello che ne scaturisce appare come improntato ad iperparlamentarismo.


La relatrice Ida DENTAMARO (gruppo federazione cristiano democratica-CDU), proseguendo nelle proprie considerazioni, aggiunge che vi possono essere anche ampie aree affidate alla riserva di regolamento governativo. L'elenco delle materie da riservare alla deliberazione delle due Camere si connette poi al tipo di federalismo in corso di definizione nell'ambito del competente Comitato, con il quale è opportuno uno stretto raccordo. Aderisce senz'altro all'idea di fissare in Costituzione alcuni principi sullo statuto dell'opposizione e si riserva per la seduta successiva di rivedere la propria proposta, recependo alcune risultanze del dibattito. Si ripromette altresì di valutare le difficoltà derivanti dall'assenza di un rapporto fiduciario tra il Governo e la seconda Camera.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano) precisa che, nella propria impostazione, è da reputare come negativa una rappresentanza partitica eventualmente presente in entrambe le Camere.


La seduta termina alle 12,10.