COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 16 APRILE 1997

Presidenza della Presidente Ersilia SALVATO


La seduta comincia alle 9,55.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano) riferisce sul tema della costituzionalizzazione dell'adesione italiana all'Unione europea, questione già risolta in altri paesi con apposite disposizioni. Ricordato che la Corte costituzionale nella propria giurisprudenza ha più volte inteso riferirsi all'articolo 11 della Costituzione, fa presente che l'argomento dovrebbe più propriamente essere affrontato nell'ambito della prima parte della Carta costituzionale. La disciplina da introdurre deve comunque presentare caratteristiche di elasticità per non irrigidire la possibile evoluzione dell'Unione. Negli altri paesi si è preferito dettare un corpo unico di disposizioni, piuttosto che una pluralità di riferimenti normativi. A questo riguardo auspica l'introduzione di prescrizioni sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, sulle finalità di questa adesione nonché sui limiti e condizioni che l'Italia pone per il recepimento nel diritto interno. Si pone inoltre il quesito se costituzionalizzare alcuni principi generali invalsi nell'attività dell'Unione, reputando però preferibile porre l'accento sulle finalità dell'adesione italiana. Nel passare in rassegna le iniziative presentate ed assegnate alla Commissione per la parte che si riferiscono al tema in oggetto, si sofferma sul procedimento di modificazione dei Trattati, sull'eventuale intervento preventivo della Corte costituzionale, sulla efficacia delle norme comunitarie nel diritto interno, sugli eventuali conflitti e modalità di loro soluzione, sull'ambito del sindacato della Corte di giustizia. Segnala inoltre il più volte lamentato deficit democratico dell'Unione e sui possibili meccanismi per porvi riparo nella fase ascendente del processo di formazione degli atti comunitari come in quella discendente, della loro attuazione. A questo proposito di potrebbero ipotizzare occasioni periodiche o particolari, nelle quali il Parlamento riceve adeguate informazioni, dibatte e rivolge apposite direttive al Governo. La questione presenta delle connessioni con l'altra, della struttura del rinnovato bicameralismo, trattandosi di assicurare la partecipazione delle regioni a questi processi. Nella fase attuativa, occorre inoltre porsi il problema della responsabilità per eventuali inadempimenti, prevedendo un potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle regioni. Descrive da ultimo la problematica inerente alla cittadinanza europea ed ai diritti politici dei membri dell'Unione nonché le possibili modifiche alla legge elettorale per l'elezione dei rappresentanti italiani nel Parlamento europeo.


Ersilia SALVATO, Presidente, si chiede se il Comitato e la Commissione siano in condizione di affrontare una così vasta serie di problemi, i quali presentano numerose implicazioni con la prima parte della Costituzione.


Il deputato Antonio SODA (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) ritiene che, innanzitutto, occorra rendere esplicita la cessione di sovranità all'Unione europea, impegnando gli organi costituzionali interni; in secondo luogo occorre fissare le condizioni per il recepimento nel diritto interno della normativa comunitaria che si possono riassumere nel rispetto dei principi democratici e dei diritti della persona. In questo quadro sarebbe salvaguardata la fondamentale competenza della Corte costituzionale, senza addentrarsi in ulteriori meccanismi applicativi. Potrebbero essere altresì disposte in Costituzione le modalità relative alla partecipazione del Parlamento italiano al processo di formazione degli atti comunitari; perplessità avanza invece rispetto ad una previsione riguardante il processo attuativo di cui alla cosiddetta legge La Pergola, perché esso sarebbe forse contraddittorio rispetto al disegno di affidare alle Camere soltanto la legislazione di principio. Molte delle problematiche trattate sarebbero naturalmente risolte attraverso una opportuna conformazione della seconda Camera, nella quale dovrebbero essere organicamente rappresentate le regioni, implicate sotto molteplici profili con le competenze dell'Unione europea. A suo avviso non vanno invece costituzionalizzati altri aspetti, quali la cittadinanza europea o i principi fondamentali dei Trattati, i quali dovrebbero caratterizzare l'intera Unione e non ogni singolo Stato membro.


Il senatore Giuseppe VEGAS (gruppo forza Italia), riconosciuta l'esigenza di procedere ad una costituzionalizzazione dell'adesione italiana dopo il Trattato di Maastricht, ritiene che l'intervento possa limitarsi a prevedere modalità di rapido adattamento del diritto interno alla normativa europea ed a costituzionalizzare alcuni principi fondanti dell'Unione. Nel convenire inoltre sulle ipotizzate modifiche legislative alla legge elettorale per l'elezione del Parlamento europeo, sostiene che al deficit di democrazia delle istituzioni comunitarie non si possa porre rimedio nel diritto interno.


Il senatore Maurizio PIERONI (gruppo verdi-l'Ulivo), nel riservarsi un approfondimento della relazione del deputato D'Amico, esclude che il Comitato possa esaminare le questioni relative alla legge elettorale per il Parlamento europeo, trattandosi di una materia estranea e considerato che nessuna delle iniziative presentate l'affronta. Concorda invece sulla introduzione di una previsione che, mentre stabilisce una cessione di sovranità, assicura il rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento ed indica una occasione periodica ed una sede parlamentare nella quale possa svolgersi un dibattito sull'attività dell'Unione.


Il deputato Famiano CRUCIANELLI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) afferma che l'introduzione di una previsione costituzionale, idonea a fondare l'adesione italiana all'Unione europea ed a riparare al deficit di democraticità delle istituzioni comunitarie, non possa essere utilizzata come occasione per introdurre surrettiziamente modificazioni ai principi contenuti nella prima parte della Costituzione.


Ersilia SALVATO, Presidente, condividendo le preoccupazioni ora espresse dal deputato Crucianelli, rinvia il seguito della discussione alla successiva seduta di giovedì 17 aprile, che avrà inizio alle ore 15, anziché alle ore 15,30.


La seduta termina alle 11,30.