COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 23 APRILE 1997

Presidenza della Presidente Ersilia SALVATO


La seduta comincia alle 9,30.


Ersilia SALVATO, Presidente, illustra le proprie proposte emendative all'articolato della relatrice Dentamaro sulla funzione legislativa. Suggerisce in particolare una formulazione più restrittiva all'articolo A), comma 2, lettera c), secondo una dizione analoga a quella contenuta nella legge fondamentale di Bonn; motiva a questo proposito le ulteriori modificazioni proposte alle lettere f), g), ed h), sostenendo l'esigenza di una certa uniformità legislativa in materia elettorale anche per quanto riguarda gli enti territoriali. Pone quindi in evidenza la necessità che la codificazione sia oggetto di leggi bicamerali e che la deliberazione definitiva nel procedimento bicamerale spetti comunque alla prima Camera. All'articolo G), preferirebbe attenuare l'incidenza dell'intervento presidenziale; all'articolo H) evidenzia la possibilità di addivenire ad un referendum sui trattati che intacchino la sovranità nazionale ovvero concernano armi nucleari, chimiche e batteriologiche; all'articolo I), propone di aggiungere una formulazione a tutela dell'iniziativa popolare ivi prevista per circoscrivere la discrezionalità del Parlamento; all'articolo N) si reintroduce il limite delle materie per la decretazione d'urgenza e si esplicita quello derivante dalle leggi organiche; all'articolo R) si introduce il criterio della socialità in aggiunta agli altri previsti e si sopprime il comma 7 sul ricorso alla Corte Costituzionale, da un lato perché è in via di ridimensionamento il ruolo della Corte dei Conti, dall'altro perché non ritiene opportuno un intervento del giudice delle leggi in materia di bilancio; all'articolo S) propone infine la soppressione delle seconda parte del comma 2, giudicando non convincente la soluzione che giustappone due diversi tipi di rappresentanza.


Il deputato Paolo ARMAROLI (gruppo alleanza nazionale) rappresenta la difficoltà della sua parte politica di presentare gli emendamenti alla proposta di articolato della relatrice nel corso della giornata, tenuto conto degli impegni derivanti dalle prossime consultazioni amministrative. Ersilia SALVATO, Presidente, ritiene che tali emendamenti possano essere portati a conoscenza della relatrice anche in un momento successivo, purché in tempo utile a consentire alla stessa di tenerne conto ai fini delle sue proposte conclusive. Anche il senatore Tarcisio ANDREOLLI (gruppo partito popolare italiano) si riserva di comunicare per tale via gli emendamenti del suo gruppo.


Interviene quindi il senatore Antonio Enrico MORANDO (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) sostenendo che la seconda Camera deve stabilire un collegamento organico con il sistema delle autonomie per giustificare i poteri ad essa conferiti in materia di bilancio. La sua proposta è ispirata a questa esigenza, la quale non è in contraddizione con il ruolo assegnato a tale organo, sostanzialmente di garanzia, ma munito di una legittimazione popolare diretta (allegato 10). Egli non esclude tuttavia di considerare anche altre soluzioni che vadano nella medesima direzione.


Il senatore Giuseppe VEGAS (gruppo forza Italia) illustra gli emendamenti da lui sottoscritti, premettendo che l'articolato presentato dalla relatrice costituisce una soddisfacente base di discussione (allegato 11). Si sofferma in particolare sulle modifiche introdotte all'articolo F), che riducono il quorum prescritto per il ricorso alla Corte Costituzionale, nonché su quelle successive rivolte a favorire le iniziative di democrazia diretta. All'articolo I), critica poi l'istituto del referendum propositivo, mentre all'articolo L) chiede di sopprimere una formulazione di difficile o possibilmente arbitraria applicazione. All'articolo M), si prevede che l'onere finanziario sia espressamente indicato nella stessa legge di delegazione; all'articolo R, si riformula il testo con la previsione del bilancio pubblico consolidato, del rafforzamento della legge di contabilità, di un quorum elevato per l'introduzione di nuovi o maggiori tributi onde scoraggiare la spesa pubblica, favorire una finanza virtuosa e scongiurare il rischio di rivalse nei confronti di determinate parti politiche; allo stesso articolo, al comma 6, è inoltre dettata una norma di salvaguardia. È altresì stabilita, all'articolo U), un'efficace tutela nei riguardi dei regolamenti aventi un valore sostanzialmente legislativo; all'articolo V), si dispone una garanzia costituzionale per l'autorità di tutela del mercato della concorrenza. In un articolo aggiuntivo sono infine previsti i poteri di nomina e consultivi della seconda Camera.


La senatrice Franca D'ALESSANDRO PRISCO (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) illustra la propria proposta, rivolta a favorire le candidature femminili nelle varie occasioni elettorali previste dall'ordinamento (allegato 12); si tratta di fornire una base costituzionale alle indicazioni legislative in parte già stabilite al fine di evitare il pericolo di pronunce negative della Corte costituzionale. Svolge inoltre alcune considerazioni sul ruolo numericamente insoddisfacente detenuto dalle donne nell'ambito della vita politica, particolarmente in relazione alle ultime tornate elettorali. Il suo suggerimento investe anche la collocazione della disposizione illustrata, la quale dovrebbe indirizzare il legislatore ordinario, raccogliendo così un'esigenza fortemente sentita dall'opinione pubblica.


Il deputato Paolo ARMAROLI (gruppo alleanza nazionale) ricorda che una proposta legislativa del senatore Salvi sull'elettorato passivo delle donne aveva in passato incontrato una vivace opposizione proprio da parte delle organizzazioni femminili.


Il senatore Cesare SALVI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), giudicando persuasiva la scelta di un bicameralismo differenziato in favore di una Camera delle garanzie, valuta positivamente i contributi forniti dal senatore Elia e da altri esponenti, rivolti ad attuare uno stretto collegamento tra questa assemblea e le autonomie territoriali. Questa impostazione si muove nel quadro di una riduzione del numero dei parlamentari, che favorisca una razionalizzazione dei poteri delle Camere ed un rafforzamento del ruolo delle regioni. A questo orientamento inducono anche gli elementi derivabili dal diritto comparato. La sua parte politica condivide l'idea di un bicameralismo articolato su una prima Camera legata da un rapporto fiduciario con il Governo e nella quale principalmente si svolge il confronto politico tra la maggioranza e l'opposizione; alla seconda Camera spetterebbero attribuzioni non meno rilevanti di garanzia per il sistema, fermo restando che, salvo poche ipotesi, nella legislazione la parola definitiva non potrà che spettare alla Camera politica. Rispetto alla rappresentanza delle autonomie, egli conviene sulla partecipazione alle procedure di bilancio dei presidenti delle regioni, i quali entrano a comporre una commissione paritetica. Più in generale, per la formazione della seconda Camera va elaborato un sistema elettorale che non abbia un carattere maggioritario e miri a salvaguardare un'ampia autonomia degli eletti, in ossequio ai compiti di garanzia rimessi all'organo. Rileva comunque che il tema della legge elettorale non deve essere anteposto alle scelte istituzionali fondamentali; è stato infatti un errore non tenerne conto nel corso dei lavori della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali nella XI legislatura. Sostiene quindi che l'insufficiente rappresentanza politica femminile costituisca una questione rilevante da affrontare con mezzi costituzionali adeguati e non confusa con una generica tutela di gruppi minoritari o di ceti disagiati.


Ersilia SALVATO, Presidente, ritiene a sua volta che un riequilibrio della rappresentanza politica femminile rappresenti un problema della democrazia, rimanendo comunque aperto il dibattito sui mezzi per avviarlo a soluzione.


Il senatore Luigi GRILLO (gruppo forza Italia), sottolineate le significative convergenze politiche emerse, critica la differenziazione che si va introducendo nell'ambito della legislazione ordinaria tra varie categorie di atti legislativi. La sua idea muove dal presupposto che funzioni di garanzia del sistema sono in realtà svolte da entrambe le Camere, una delle quali è titolare del potere fiduciario, l'altra rappresenta le autonomie e nel suo ambito partecipano anche le regioni. Invita quindi ad identificare innanzitutto le attribuzioni da rimettere al rinnovato bicameralismo, passando solo in un secondo momento ad esaminare la questione concernente il numero dei parlamentari. Illustra a questo proposito la propria proposta, segnalando in particolare come la legge di bilancio debba rimanere necessariamente bicamerale (allegato 13).


Il deputato Famiano CRUCIANELLI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), nell'apprezzare le indicazioni della relatrice, illustra le proprie osservazioni, rivolte a valorizzare il ruolo del Parlamento (allegato 14). Propone in particolare di sopprimere la riserva di regolamento concessa all'esecutivo.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano) nota che le soluzioni presentate per assicurare la rappresentanza degli enti federati non sono soddisfacenti. Si dice contrario, in linea di principio, a prefigurare un ordinamento che in una vasta serie di occasioni richiede soluzioni consociative, di accordo tra la maggioranza e l'opposizione, aspetto implicito nella previsione di un ampio spettro di leggi bicamerali, adottate da Camere elette con sistemi elettorali diversi, tra le quali la seconda Camera è formata con un metodo verosimilmente ad impronta proporzionalistica. Tale circostanza, unita al sistema osservato per le elezioni europee e regionali, finirebbe per rendere eccezionale il carattere maggioritario della prima Camera, in contrasto con l'orientamento della sua parte politica. Anticipa quindi la propria volontà di presentare emendamenti per riaffermare l'esigenza di rendere pienamente attuabile l'indirizzo maggioritario del Governo, a rafforzare la posizione dell'esecutivo dinanzi alle Camere, a rendere più rigorosi la procedura ed i contenuti della legge di bilancio.


Ersilia SALVATO, Presidente, coglie l'occasione per dare atto al relatore D'Amico dell'avvenuta presentazione della proposta di articolato sui temi attinenti all'Unione europea (allegato 18).


Agli intervenuti nel dibattito replica quindi Ida DENTAMARO, relatrice, confidando di poter disporre quanto prima delle proposte recanti modificazioni al proprio articolato, ai fini di una nuova stesura dello stesso, che conta di sottoporre al comitato prima di riferire al presidente D'Alema. Passando ad esaminare i suggerimenti emersi nel corso del dibattito, rileva come l'impostazione seguita dal deputato D'Amico sembri per certi aspetti divergente rispetto all'opinione più diffusa. Si può infatti constatare una larga convergenza, in quanto sembrano conciliabili le esigenze di rappresentanza delle autonomie nonché, più in generale, quelle di garanzia dell'intero sistema, dovendosi realizzare un ordinamento parlamentare basato sul principio democratico e rappresentativo, che non sancisca un sostanziale predominio della maggioranza senza peraltro mettere capo a forme di consociazione ormai superate. Per quanto attiene al collegamento tra gli enti territoriali e la seconda camera, sono state presentate varie indicazioni, che vanno approfondite e sulle quali è aperto il dibattito. Riguardo all'articolo A), comma 2, lettere a), b) e c) invita per il momento a sospendere ogni valutazione, in quanto si tratta di una tematica che interferisce con la parte rimessa all'esame del comitato forma di Stato; qualora tuttavia tali materie rimangano alla competenza della normazione statale, dovrà trattarsi di leggi a carattere bicamerale. Analogamente, riguardo ai contenuti delle lettere f) e g) si dovrà tener conto delle indicazioni che non mancherà di formulare il relatore D'Amico nel proprio articolato. Assicura quindi che terrà conto dei suggerimenti dei senatori Salvato e Vegas per quanto concerne nuove ipotesi di leggi bicamerali, nonché del senatore Villone per la riformulazione del comma 3 dello stesso articolo nonché per la salvaguardia della sede redigente. Sulla disciplina dei referendum preannuncia qualche correzione alla luce del dibattito intervenuto; sulla decretazione d'urgenza si ripromette di introdurre limitazioni in relazione alle materie regolabili e si riserva di prevedere adeguati rimedi giurisdizionali nei confronti dei regolamenti indipendenti. Quanto al criterio di socialità, osserva come esso concerna i fini dell'azione statale, mentre gli altri, dell'efficienza e dell'economicità, attengano ai mezzi; sotto questo profilo quindi il criterio stesso sembra interferire con i principi contenuti nella prima parte della Costituzione.


Ersilia SALVATO, Presidente, fa presente che tra la prima e la seconda parte della Costituzione alcune implicazioni sono necessarie; in sede di riforma non è consentito introdurre nella seconda parte innovazioni in contrasto con i princìpi recati nella prima, ma questo divieto non sussiste quando si tratti di rendere più concrete le finalità di cui ai primi titoli della Carta costituzionale.


Ida DENTAMARO, relatrice, all'indirizzo della senatrice D'Alessandro Prisco assicura che non mancherà di valutare attentamente le indicazioni formulate, trattandosi di un'esigenza certamente condivisibile. Introduce quindi l'esposizione relativa al numero dei parlamentari. Dopo una panoramica di diritto comparato, dalla quale emerge che l'attuale rappresentanza parlamentare e regionale non si discosta sostanzialmente dalla media dei paesi con i quali l'Italia può confrontarsi, osserva che molte delle iniziative presentate prevedono una riduzione nel numero dei deputati e dei senatori. A questo proposito i criteri che vanno considerati possono riassumersi in quelli della funzionalità e della rappresentanza, il primo tendente ad indurre una certa riduzione, il secondo mirante a riequilibrare il primo. Vanno inoltre attentamente valutate le attribuzioni da rimettere alle due camere, per cui ritiene di doversi in questa fase astenere dal formulare una proposta concreta, in attesa degli sviluppi che non mancheranno di provenire dal dibattito. Si sofferma quindi sulle possibili modificazioni al procedimento di revisione costituzionale disciplinato dall'articolo 138, dando conto anche in questo caso dei contenuti delle varie iniziative. Una riflessione va condotta sull'opportunità di esplicitare quei limiti alla revisione che la giurisprudenza costituzionale considera da tempo impliciti. Rispondendo quindi ad una domanda del Presidente, ritiene di poter presentare una proposta di nuovo testo dell'articolo 138 nella successiva seduta.


Ersilia SALVATO, Presidente, avverte che l'esame della questione relativa al numero dei parlamentari può essere rinviato ad un momento successivo alla deliberazione dei documenti di indirizzo da parte della Commissione. Comunica inoltre che il comitato tornerà a riunirsi martedì 29 aprile, alle ore 16, nonché mercoledì 30 aprile, alle ore 9.30 e 16. Nella prima giornata il dibattito proseguirà con l'illustrazione degli emendamenti nel frattempo pervenuti alla proposta della relatrice e con la presentazione di un nuovo articolato da parte della relatrice stessa, mentre nella giornata successiva si passerà alla discussione della proposta del relatore D'Amico sui temi attinenti all'Unione europea.


La seduta termina alle 11,45.