COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 30 APRILE 1997

Presidenza della Presidente Ersilia SALVATO


La seduta comincia alle 10,30.


Interviene il deputato Sergio MATTARELLA (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo), facendo presente che egli si è astenuto dal presentare proposte emendative in quanto il suo dissenso investe aspetti di principio riguardo alla configurazione della seconda camera come organo di garanzia. Questa impostazione, come ha più volte ribadito, lascia del tutto insoddisfatta l'esigenza di un coordinamento con le autonomie territoriali. Sostiene inoltre che l'assemblea titolare delle competenze legislative di cui all'articolo A) dell'allegato 21 non dovrebbe essere mantenuta estranea al rapporto fiduciario con il Governo, se non a rischio di determinare una paralisi istituzionale. A questo proposito, si sofferma su alcune di queste competenze, ritenute particolarmente significative, come accade in materia di trattati internazionali, di rapporti tra il cittadino e la pubblica amministrazione, di bilancio. Nell'ipotesi in cui si voglia invece insistere nell'impostazione prescelta, occorrerebbe quanto meno delimitare in modo più restrittivo le funzioni della seconda camera. Ancora a proposito dell'allegato 21, dissente rispetto al sostanziale conferimento di potere legislativo direttamente al corpo elettorale in base all'articolo I), norma che giudica del tutto disarmonica rispetto ad un ordinamento democratico e rappresentativo. In merito all'allegato 22, esclude di poter consentire alla procedura di cui al comma 4, sia per la difficoltà di individuare il discrimine tra revisioni puntuali ed organiche della Costituzione, sia perché un doppio regime rischia di determinare incertezze anche sotto il profilo della gerarchia delle norme approvate. Avanza infine delle riserve a proposito dell'allegato n. 21, articolo G), comma 7, ultima parte, considerando inopportuna una disciplina in tal senso inserita nella Carta costituzionale. Conclude ribadendo che il modello prefigurato prospetta un bicameralismo forte, verso il quale egli non ha obiezioni di principio, ma che implica il mantenimento di un rapporto fiduciario del Governo con entrambe le Camere.


Il senatore Luigi GRILLO (gruppo forza Italia) rivolge espressioni di apprezzamento al testo della relatrice, ma, atteso che la riforma mira a rafforzare il ruolo del Governo e degli altri organi costituzionali, teme che quello del Parlamento ne risulti in parte appannato, con riferimento soprattutto ai poteri riconosciuti all'esecutivo nella fissazione dell'ordine del giorno, alla competenza in materia di giudizi sui titoli di ammissione dei componenti, attribuiti alla Corte costituzionale, ovvero ad alcune lacune nell'elencazione delle materie da sottoporre alla deliberazione di entrambe le Camere. Manifesta quindi alcune perplessità, riguardo all'allegato 21, sull'istituto del referendum di cui all'articolo I); reputa difettosa la formulazione dell'articolo R), comma 3 e non idonea la composizione della commissione speciale di cui all'articolo S), comma 2, in relazione alla partecipazione dei rappresentanti delle autonomie locali. Per rafforzare l'intervento delle regioni nella procedura di bilancio, bisognerebbe inoltre prevedere un quorum aggravato da parte della prima camera, alla quale spetta la decisione definitiva. Non condivide inoltre il diverso limite di età previsto per l'elettorato attivo della Camera e del Senato. Altri aspetti potrebbero essere affidati alla disciplina regolamentare; è il caso dell'articolo E), comma 3 e, nell'allegato 20, dell'articolo G), comma 3. Le ipotesi di incompatibilità di cui all'articolo H) dovrebbero inoltre essere incrementate. Conclusivamente ritiene che la proposta della relatrice richiede qualche ulteriore affinamento per stabilire un maggior equilibrio tra i poteri delle due Camere, accentuando i poteri di nomina e di controllo della seconda di esse. Dubbi affaccia infine sulla duplice procedura di revisione costituzionale contenuta nell'allegato 22 nonché in relazione al comma 3, ultima parte, per il rischio di una sostanziale espropriazione del ruolo del Parlamento.


Il deputato Natale D'AMICO (gruppo rinnovamento italiano), ricordato di aver esposto la propria posizione in un apposito documento (allegato 23), osserva che nell'articolato della relatrice viene delineato un ordinamento fortemente irrigidito con una vasta serie di materie rimesse alla deliberazione bicamerale, circostanza che accentua l'instabilità e pone una serie di vincoli e di impacci alla maggioranza, pregiudicando la capacità delle Stato di adeguarsi alle esigenze di una società in rapido mutamento. Sullo schema prescelto la sua valutazione potrebbe essere diversa soltanto qualora le due Camere venissero elette con un identico sistema elettorale e fossero entrambe chiamate ad esprimere la fiducia al Governo; non si può eludere invece la necessità di un drastico ridimensionamento delle competenze, qualora l'ipotesi di una seconda Camera delle garanzie venisse confermata. Insiste inoltre perché il Governo venga a disporre di certezze in ordine ai tempi delle deliberazione parlamentari; in mancanza appare pericolosa la stessa limitazione della decretazione d'urgenza a materie predeterminate. Ricordato inoltre che il bilancio è innanzitutto un atto del Governo e che quindi una vera e propria approvazione parlamentare appare impropria, ritiene troppo angusto il ruolo affidato alle regioni nella commissione speciale chiamata a pronunciarsi sui disegni di legge di bilancio. Svolge ulteriori rilievi riguardo agli articoli L), M), O), comma 5, il quale apre la possibilità di una verifica dell'autorità giudiziaria penale sullo svolgimento delle audizioni parlamentari. In merito all'allegato 22 sostiene che non appare giustificata una procedura di revisione più gravosa per l'intera prima parte della Costituzione, ambito nel quale sono collocate norme non aventi sempre un carattere fondamentale; reputa altresì contraddittorio il comma 5 e suscettibile di estensioni indeterminate.


Il senatore Ettore Antonio ROTELLI (gruppo forza Italia) rinuncia quindi ad intervenire, essendosi il Comitato orientato nel senso di ammettere in questa fase dei lavori un intervento per ciascun gruppo.


Ersilia SALVATO, Presidente, rivolge innanzitutto un ringraziamento alla relatrice, ma manifesta anche la propria inquietudine rispetto alla configurazione impressa al rinnovato sistema bicamerale. Nel ribadire quindi la propria opzione favorevole al monocameralismo, esprime delle riserve sulla procedura di approvazione del bilancio, con particolare riguardo alle funzioni della commissione speciale di cui all'articolo S) dell'allegato 21, le quali danno luogo ad una commistione tra diversi tipi di rappresentanza. A suo avviso è preferibile che la Commissione nel suo insieme sia al più presto chiamata a dirimere la questione relativa alla scelta tra una camera delle garanzie ed una camera delle regioni. Quanto all'elencazione delle materie rimesse alla deliberazione bicamerale, sostiene che opportunamente esse vanno sottratte alla dialettica che direttamente investe i rapporti tra la maggioranza e l'opposizione, per quanto sia possibile approfondire il contenuto di alcune ipotesi. Riserve esprime altresì sul procedimento di revisione costituzionale, sia in riferimento al comma 3, che soprattutto al comma 4, riguardo al quale la sua contrarietà si giustifica con la considerazione che l'intera prima parte della Costituzione non possa essere sottoposta a modifica se non attraverso un nuovo patto costituzionale da stipulare attraverso un'apposita assemblea costituente. Osserva da ultimo che alcuni aspetti, nell'articolato della relatrice, possono essere affidati alla disciplina di fonti subordinate.
Passando ad esaminare la proposta del relatore D'Amico sui temi attinenti all'Unione europea, rileva che il testo in discussione racchiude aspetti che forse non rientrano nel mandato conferito in quanto presentano varie implicazioni con la prima parte della Costituzione. Altre questioni hanno già ricevuto una soluzione soddisfacente; è il caso della prevalenza del diritto comunitario sul diritto interno, che la Corte costituzionale fa pacificamente derivare dall'articolo 11 della Costituzione. È preferibile poi omettere una disciplina vincolante di altri profili, in una fase ancora evolutiva per l'Unione europea. È comunque indispensabile inserire nel nuovo testo costituzionale il principio per cui l'Italia consente ad una cessione di sovranità, coinvolgendo anche le regioni nel processo di attuazione degli obblighi comunitari. Si dichiara comunque nettamente contraria all'articolo H), trattandosi di una materia estranea alla seconda parte della Costituzione e suscettibile di determinare interferenze con le norme di principio contenute nella prima parte della Carta stessa. Appare altresì prematura la previsione di una cittadinanza europea, mentre in gran parte è superfluo l'articolo L). Conclusivamente invita il relatore D'Amico a predisporre un'ipotesi assai più circoscritta di articolato.


Il senatore Mario GRECO (gruppo forza Italia) concorda con l'esigenza di recepire il principio dell'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea, considerato che l'articolo 11 della Costituzione non può formare una base sufficiente e che altri Paesi hanno provveduto in modo analogo. Riservandosi di presentare eventuali proposizioni normative, ritiene che non si debba dettare un complesso troppo analitico di norme, costituzionalizzando tuttavia un principio relativo alla politica monetaria e del cambio, facendosi in questo interprete anche dell'opinione del senatore Vegas. Manifesta per ultimo la propria adesione alla norma sulla cittadinanza europea di cui all'articolo I.


La seduta, sospesa alle 11,50, è ripresa alle 12.


Il deputato Paolo ARMAROLI (gruppo alleanza nazionale) nel manifestare la propria approvazione per la proposta presentata dalla relatrice, invita a tenere presente l'esigenza di stabilire un nuovo equilibrio nei rapporti tra il Governo ed il Parlamento. In merito all'allegato 20, articolo A, ritiene che l'equilibrio nella rappresentanza tra i sessi possa essere promosso soltanto in via tendenziale. All'articolo G, comma 1, il quorum per l'approvazione del regolamento interno dovrebbe essere elevato, tenuto conto delle esigenze derivante da un sistema elettorale maggioritario; nello stesso articolo, il comma 7 dovrebbe poi essere modificato con un rinvio al regolamento per la disciplina specifica dello status dell'opposizione, la cui necessità dovrebbe essere fissata dalla stessa Costituzione. Appare inoltre inopportuna la competenza della Corte costituzionale in ordine ai giudizi sui titoli di ammissione dei parlamentari, mentre è in definitiva preferibile l'attuale testo dell'articolo 67 in luogo dell'articolo L. Condivide inoltre le riserve rivolte nei confronti dell'articolo O, comma 5 circa la sottoposizione alle norme penali dei privati cittadini che vengono ascoltati da organi parlamentari. In relazione all'allegato 21, motiva l'opportunità di aggiungere, all'articolo A, le materie dell'ordinamento giudiziario e delle riserve di legge contenute nella prima parte della Costituzione. All'articolo H, sembra preferibile lasciare invariata la quota di 500.000 sottoscrizioni in alternativa ad una previsione che incrementi soltanto di poco tale numero. La contrarietà della sua parte politica è invece netta per quanto riguarda l'articolo L, comma 3, ultima parte, in quanto ogni limitazione in tal senso è arbitraria; confida pertanto che la relatrice non insista per questa parte della propria proposta. In merito all'allegato 22, al comma 1, la disposizione è farraginosa nella distinzione tra quorum che sono diversi in modo non sostanziale. Al comma 2 propende per la riduzione del numero delle sottoscrizioni; al comma 3 non ravvisa alcuna esigenza di menzionare il carattere federale del nuovo ordinamento né di coinvolgere le assemblee legislative regionali nel procedimento di revisione.


Secondo il senatore Cesare SALVI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) l'impianto complessivo elaborato dalla relatrice pare condivisibile, dovendosi però completare con un'indicazione del numero di parlamentari sulla scorta delle iniziative presentate. Alcune soluzioni richiedono poi un coordinamento con le proposte in discussione dinanzi agli altri comitati e ciò vale, in particolare per lo statuto dell'opposizione, per la competenza ad approvare la legislazione elettorale da applicare in ambito regionale, per l'elezione di una quota dei giudici della Corte costituzionale o dei componenti del Consiglio superiore della magistratura. Rispetto all'allegato 20, articolo P, esprime il proprio consenso sul comma 2; la norma potrebbe peraltro essere completata con un rinvio alla legge ordinaria in quanto alcune categorie di nomine dovrebbero essere affidate alla sola responsabilità del Governo. A proposito dell'allegato 22 si dice contrario al comma 4 perché dissonante rispetto alle finalità stesse della Commissione ed alle stesse aspettative di durevolezza dell'opera di revisione in corso. In merito al bicameralismo, si sofferma sulle funzioni di garanzia svolte dalla seconda Camera nei confronti delle autonomie territoriali, sostenendo che alla Commissione speciale competente in materia di bilancio potrebbero essere deferiti poteri non solo referenti, ma fors'anche deliberanti, per render più incisiva la partecipazione delle rappresentanze degli enti territoriali. Ad ogni modo la sua parte politica conferma l'impostazione per cui viene escluso il rapporto fiduciario del Governo con la seconda Camera, seguendo in ciò numerosi esempi forniti dal diritto comparato. Alcuni aspetti nelle funzioni e nel funzionamento della camera delle garanzie possono essere infine perfezionati nel corso dell'ulteriore dibattito.


Ersilia SALVATO, Presidente, avverte che, essendosi conclusa la discussione, la seduta pomeridiana del comitato non avrà luogo.


La seduta termina alle 12,30.