COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI GIOVEDÌ 20 MARZO 1997

Allegato n. 5

PROPOSTA ALTERNATIVA


Il bicameralismo è il sistema parlamentare più adatto al governo di una società complessa, perché garantisce un'adeguata riflessione sulle leggi e dà spazio ad una rappresentanza in grado di esprimere più componenti del paese (per età, per territorio).
Le necessità di riforma costituzionale che si avvertono non sono dunque relative alla struttura bicamerale che - come tale - non è sotto esame, ma a come questa si riflette nel rapporto con le Regioni e nel procedimento legislativo: In particolare si avverte la necessità:


1) di dare maggiore spazio alle Regioni;


2) di eliminare le forme non necessarie di duplicazione nel procedimento legislativo.


Il bicameralismo può dare una risposta a queste esigenze distaccandosi da un modello di bicameralismo perfetto per approdare ad un modello di bicameralismo paritario distinto per funzioni e materie.
La proposta è dunque la seguente:


I senatori come i deputati sono eletti a suffragio universale e diretto. Il Governo entra in carica con la fiducia di entrambe le Camere (oppure) delle Camere riunite (oppure) entra in carica con l'elezione politica generale ma può essere sottoposto - o può chiedere - in entrambe le Camere a voto di fiducia. Le Camere possono essere entrambe sciolte.


La funzione legislativa è distribuita in modo funzionale tra le Camere garantendo una ripartizione del carico e una risoluzione rapida dei contrasti.


La funzione di controllo è integrativa a quella legislativa.


La risposta ai punti 1) (rapporto con le Regioni) e 2) (razionalizzazione del procedimento legislativo) passa attraverso modifiche - attinenti al tema del Parlamento - ma che non attengono alla struttura bicamerale o alle funzioni paritarie. Infatti:


La razionalizzazione del procedimento legislativo si attua:


rendendo di competenza regionale la gran parte dell'attività legislativa (in questo senso è la prevalente riflessione sul ruolo legislativo delle regioni);


ridando alla legge il suo ruolo di norma generale ed astratta attraverso una riserva di regolamento o altro mezzo teso a garantire l'esecutivo (a tutti i livelli, anche regionale) dalla minuta ingerenza;


eliminando le seconde letture non necessarie e la navette;


portando a livello di costituzione alcune norme relative al procedimento come il voto bloccato o il termine certo per il voto nei casi di urgenza.


La necessità di dare spazio istituzionale alle Regioni, dando vita a forme istituzionali adeguate si realizza:


rendendo di competenza regionale la gran parte dell'attività legislativa (come sopra già detto);


attribuendo alle regioni la nomina di quote - aggiuntive rispetto a quelle attuali - di veri organi di garanzia, e in primo luogo la Corte Costituzionale;


attribuendo alle regioni la possibilità di impugnare preventivamente alla Corte Costituzionale i progetti di legge approvati dal Parlamento invasivi della loro competenza.

GRILLO.