COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI MARTEDÌ 22 APRILE 1997

Allegato n. 9

1) Proposta di proposizioni normative relative alla ripartizione delle funzioni fra le due Camere ed alla partecipazione delle regioni alla formazione delle leggi dello Stato (articoli 58, 70-bis, 82, 125).

Art. 58.


I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.
Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.
Per l'esercizio della funzione legislativa del Senato, di cui all'articolo 70-
bis, comma secondo, partecipa a pieno titolo all'attività del Senato come rappresentante di ciascuna Regione il rispettivo presidente o altro componente del governo regionale nominato e revocabile dal presidente, che esprime unitariamente in forma palese i voti della propria Regione in numero pari ai senatori elettivi della stessa.
Lo statuto della Regione disciplina le modalità e i tempi della designazione del rappresentante della Regione, che dura in carica fino a quando sia ricoperta la carica di presidente della Regione o di componente del governo regionale.

Art. 70-bis.


Le leggi sono deliberate dalla Camera dei deputati e trasmesse immediatamente al Senato che, entro sette giorni dal ricevimento, può deliberare di procedere, su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti elettivi, al riesame con eventuali modificazioni conseguenti. In tale caso la legge è sottoposta a nuova deliberazione della Camera dei deputati.
Oltre al caso previsto nel comma precedente, la legge approvata dalla Camera dei deputati è sottoposta al riesame ed alla deliberazione del Senato quando lo abbia chiesto, entro dieci giorni dalla approvazione della Camera, la Conferenza delle Regioni, di cui all'articolo 125, motivando con l'incidenza della legge statale stessa sull'ambito della potestà legislativa, amministrativa e finanziaria delle Regioni. In tal caso la legge è riesaminata, modificata e deliberata in via definitiva dal Senato nella composizione fissata dall'articolo 58, comma terzo, senza ulteriore deliberazione della Camera dei deputati.
Sulla deliberazione della Conferenza delle Regioni, di cui al comma precedente, si pronuncia entro trenta giorni la Corte costituzionale, quando venga richiesto, entro sette giorni dal ricevimento della deliberazione stessa, da almeno un terzo dei deputati o dal Governo.
Sono deliberate dalla Camera dei deputati e, successivamente, dal Senato della Repubblica, le leggi di approvazione del bilancio dello Stato, di coordinamento della finanza pubblica, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, nonché le leggi costituzionali e le leggi generali della Repubblica previste dalla Costituzione. Nelle deliberazioni delle leggi sul coordinamento della finanza pubblica intervengono i rappresentanti delle Regioni secondo l'articolo 58, comma terzo.

Art. 82.


Compete al Senato disporre inchieste su materie di pubblico interesse. L'inchiesta viene comunque disposta quando lo richieda un quinto dei componenti del Senato. Per lo svolgimento di una inchiesta il Senato nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispettare la proporzione dei vari gruppi. La commissione d'inchiesta procede alle indagini e gli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria.
Compete al Senato, secondo il proprio regolamento, ogni altra attività parlamentare di sindacato ispettivo e, in particolare, la presentazione al Governo di interrogazioni e di interpellanze.
Compete al Senato ogni elezione o nomina parlamentare che la Costituzione non attribuisca espressamente anche alla Camera dei deputati e, in generale, ogni funzione parlamentare, diversa dalla legislativa, non attribuita espressamente anche alla Camera.
Non compete al Senato altra partecipazione alla formazione delle leggi tranne quella espressamente prevista dalla Costituzione.

Art. 125.


La Conferenza delle Regioni per l'esercizio delle funzioni previste dall'articolo 70-bis, comma secondo, è composta dai presidenti delle Regioni, che deliberano con voto riferito alla rispettiva consistenza demografica, secondo le modalità stabilite dalla legge generale della Repubblica.
La Commissione delle Regioni per l'economia e il lavoro, presieduta da un componente del Governo e formata dai presidenti delle Regioni, che deliberano con voto riferito alla rispettiva consistenza demografica, è costituita con legge generale della Repubblica per determinare, nelle materie di competenza regionale, in relazione alle materie di competenza statale, gli obiettivi e le direttive della programmazione economica nazionale.
La violazione delle direttive della Commissione da parte delle leggi e dei provvedimenti amministrativi statali o regionali ne comporta la impugnazione per illegittimità davanti alla Corte costituzionale per iniziativa della Commissione stessa o delle singole Regioni.
Le Regioni possono stipulare fra loro accordi a tempo determinato e, salvo sempre il diritto di recesso, a tempo indeterminato per coordinare l'esercizio delle proprie competenze e l'impiego delle proprie risorse ai fini di comune interesse. A tali accordi possono partecipare le province, i comuni e le altre amministrazioni pubbliche.

2) Proposta di proposizioni normative relative alla pubblica amministrazione ed agli organi indipendenti (articoli 97, 98, 99)

Sezione II

La pubblica amministrazione

Art. 97.


L'amministrazione pubblica è disciplinata da statuti e regolamenti sulla base di principi di legge.
Le politiche pubbliche sono determinate dagli organi istituzionali degli enti, da cui le amministrazioni sono separate.
Le procedure garantiscono efficacia, efficienza, imparzialità, trasparenza dell'azione amministrativa.
Il controllo interno di gestione di ogni organizzazione amministrativa rileva, sulla base di indicatori omogenei funzionali alla comparazione, i costi e i tempi delle unità di prodotto e di servizio e i risultati conseguiti. Ne sono informati gli organi istituzionali dell'ente da cui l'amministrazione dipende, gli organi tecnici preposti alla comparazione, nonché, a richiesta, in tempo reale, i cittadini.
Le leggi e i regolamenti e gli atti generali non possono essere preposti e adottati senza preventiva analisi degli effetti organizzativi presumibili.
La disciplina dell'attività amministrativa e della sua modificazione garantisce la motivazione delle decisioni, il diritto di informazione, il diritto di accesso ai documenti, la partecipazione al procedimento, la conclusione nei termini previsti, il rimedio sostitutivo dell'inerzia, il controllo degli utenti sui servizi, il risarcimento della lesione dall'inefficienza.

Art. 98.


I pubblici impiegati, finché del Parlamento o del Governo o dei parlamenti e dei governi regionali, non conseguono promozioni se non per anzianità.
Ciascuna unità di personale della pubblica amministrazione è responsabile della sua produttività, elemento costitutivo della retribuzione e del rapporto di lavoro.
I funzionari pubblici sono responsabili dell'organizzazione dell'ufficio cui sono preposti, dell'efficienza crescente dello stesso, della migliore qualità del servizio, del conseguimento dei risultati prefissati, della violazione dei doveri professionali con danno dei cittadini, delle imprese, della altre amministrazioni.
Gli impiegati e i funzionari sono assunti ed accedono alle qualifiche superiori solo attraverso pubblici concorsi svolti su base regionale e per ruoli e organici regionali. Gli or gani preposti alla gestione e alla disciplina del personale sono composti in modo da garantirne l'indipendenza e la imparzialità.
Si possono porre con legge limitazioni al diritto di iscriversi ai partiti politici per i funzionari professionali, i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero.

SEZIONE III

Gli organi indipendenti.

Art. 99.


Le autorità amministrative indipendenti sono disciplinate con legge in modo da assicurarne l'indipendenza. Gli organi deliberativi apicali non possono essere nominari o designati dal Governo e dai dirigenti della pubblica amministrazione.
Il difensore civico nazionale e i difensori civici regionali sono disciplinati con legge dello Stato e, rispettivamente, della Regione. Non possono considerarsi al Parlamento della Repubblica o ai parlamenti regionali, né essere componenti dei rispettivi governi prima di tre anni dalla cessazione delle sue funzioni.

Art. 100.


La Corte dei conti controlla le amministrazioni pubbliche per assicurare la regolarità dei conti. Redige una relazione annuale sulla gestione finanziaria dello Stato e delle regioni. Riceve i dati omogenei richiesti al servizio di controllo interno di gestione di ciascuna delle amministrazioni pubbliche, effettua la comparazione e le valutazioni e ne riferisce, dopo l'eventuale contraddittorio con le amministrazioni stesse. Gestisce il sistema informatico della contabilità nazionale in collegamento con la Ragioneria generale dello Stato e con le ragionerie delle Regioni.
L'autonomia organizzativa della Corte dei conti e le circoscrizioni delle sezioni decentrate sono determinate con legge.
La legge assicura l'indipendenza della Cortedei conti dal Governo, dai governi regionali, dai dirigenti delle pubbliche amministrazioni. Nella composizione non è ammessa designazione o nomina da parte di tali organi. I consiglieri della Corte dei conti non svolgono pubblica funzione o attiva se non presso l'istituto.

Proposta di proposizioni normative relative al referendum (articolo 75).

Art. 75.


Gli elettori della Camera dei deputati esprimono con referendum il proprio voto deliberativo su ogni progetto di legge abrogativo e propositivo, redatto in articoli, su iniziativa di almeno cinquecentomila elettori o cinque Parlamenti regionali.
entro novanta giorni dalla raccolta delle prime centomila firme, che può anche iniziare come iniziativa legislativa e diventare iniziativa referendaria dopo le prime ottantamila, la Corte costituzionale pronuncia il giudizio di ammissibilità.
In caso di ammissibilità, il referendum non ha luogo se il Parlamento, nei novanta giorni successivi, approva il disegno di legge integralmente o con modifiche e se, nell'ulteriore giudizio della Corte costituzionale, da pronunciare nei trenta giorni successivi, i contenuti essenziali ne risultano rispettati.
In mancanza dell'approvazione del Parlamento di cui al comma precedente, il referendum dichiarato ammissibile ha luogo se entro i tre mesi successivi alla scadenza del termine per l'approvazione si raggiungono almeno cinquecentomila firme di elettori.
Il progetto sottoposto a referensum è approvato se alla votazione ha partecipato almeno la metà degli elettori ed è stata favorevole almeno la metà più uno dei voti validamente espressi.
L'iniziativa referendaria non è ammessa per le leggi tributarie e di bilancio o che comunque comportino erogazioni finanziarie a vantaggio di determinate categorie di cittadini, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali e per le leggi costituzionali.
Le modalità di attuazione del referendum sono stabilite con legge generale della Repubblica.

ROTELLI.