COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI MARTEDÌ 29 APRILE 1997

ALLEGATO N. 19

Commissione delle autonomie territoriali

Avvertenza.


L'articolato che si presenta si limita alla formulazione di alcune norme per inserire nel circuito degli organi costituzionali della Repubblica le rappresentanze delle istituzioni governanti delle autonomie territoriali.
La seconda Camera è sembrata la sede più adatta per questo inserimento, che costituisce indubbiamente una innovazione in sintonia con la tendenza al federalismo accolto nei programmi delle coalizioni presenti nella competizione elettoraLe del 21 aprile 1996.
I membri della Commissione non hanno ovviamente lo status di parlamentari; ma, in relazione a quanto verrà stabilito in altre parti della Costituzione, potrebbero partecipare uti singuli e senza vincolo di mandato ai procedimenti di revisione costituzionale, di elezione del Presidente della Repubblica, dei Giudici Costituzionali e dei membri del CSM.


Art. 1. - È istituita all'interno della seconda Camera una Commissione delle autonomie territoriali composta dai membri dei governi delle regioni che li nominano e li revocano. Fanno inoltre parte della Commissione i sindaci e i presidenti delle province designati e cessati dalla carica secondo quanto disposto dall'articolo 4.
Le deliberazioni della Commissione, nelle materie di sua competenza, valgono come deliberazioni della seconda Camera.


Art. 2. - I membri nominati dai governi delle Regioni possono farsi rappresentare da altri membri dei rispettivi governi.
Ogni Regione ha almeno tre voti; le Regioni con popolazione superiore a un milione di abitanti hanno diritto a cinque voti; quelle con popolazione superiore a quattro milioni hanno sei voti; quelle con popolazione superiore a cinque milioni hanno sette voti; quelle con popolazione superiore a sette milioni hanno diritto a otto voti.
Ogni Regione può inviare alla Commissione delle autonomie tanti membri quanti sono i voti ad essa attribuiti. In ogni caso i voti di ciascuna Regione possono essere espressi dai membri presenti o dai loro rappresentanti soltanto unitariamente.


Art. 3. - Alle Province e alle complessivamente attribuiti 55 voti.
Dieci voti sono riservati alle Città superiore a cinquecentoinila abitanti.
Dieci voti sono riservati ai Comuni capoluogo di Provincia con popolazione inferiore a cinquecentomila abitanti.
Dieci voti sono riservati ai Comuni non capoluogo di Provincia con popolazione pari o superiore a cinquantamila abitanti.
Sette voti sono riservati ai Comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti ma inferiore a cinquantamila.
Sette voti sono riservati ai Comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti.
Undici voti sono riservati ai presidenti di Provincia. superiore a inferiore a


Art. 4. - La legge della Repubblica stabilisce le modalità attraverso le quali i sindaci delle Città o dei Comuni di ciascuna delle categorie indicate all'articolo 3 e i presidenti delle Province eleggono nel proprio seno, ogni due anni, un collegio di rappresentanti pari al triplo dei voti assegnati a ciascuna categoria.
Per le città con popolazione pari o superiore a cinquecentomila abitanti il collegio dei rappresentanti è composto da tutti i sindaci in carica.
Spetta ai rappresentanti eletti ai sensi dei commi i e 2 designare per l'intero biennio, ovvero di volta in volta, chi di essi deve esprimere nella Commissione delle autonomie i voti riservati alla categoria che li ha eletti.
Spetta loro, inoltre, stabilire come i voti devono essere dati, fermo restando che i voti di ciascuna categoria devono comunque essere espressi in modo unitario. - sempre ammesso che coloro che sono stati designati a votare in rappresentanza della categoria si facciano sostituire da altri membri scelti fra i rappresentanti eletti della stessa categoria.
La decadenza dalla carica di sindaco o di presidente di Provincia determina comunque la perdita dell'ufficio di rappresentanti della rispettiva categoria e, per chi a questo ufficio sia stato designato, di membro della Commissione delle autonomie. Ove necessario, spetta ai rappresentanti rimasti in carica designare, nel loro seno, un nuovo membro della Commissione delle autonomie in sostituzione di quello decaduto. Fino alla fine del biennio non si procede invece alla sostituzione dei rappresentati eventualmente decaduti, a meno che essi siano in numero pari alla metà più uno dei rappresentanti eletti.


Art. 5. - La Commissione delle Autonomie territoriali elegge nel suo seno un Presidente che dura in carica due anni.
Spetta al Presidente convocare la Commissione. La convocazione è obbligatoria se richiesta dal Governo nazionale, dai rappresentanti di almeno tre Regioni e da quelli di almeno una delle categorie in cui si ripartiscono le Provincie e le Comunità locali.


Art. 6. - La Commissione delle Autonomie territoriali deliberazioni con la maggioranza assoluta dei suoi dota di un proprio regolamento.
Le sedute sono pubbliche salvo i casi in cui, regolamento, si può derogare a questa prescrizione.


Art. 7. - Ai gruppi di lavoro della Commissione appartenere altri membri o delegati dei governi delle nonché delegati dei rappresentanti delle Provincie Comunità locali.


Art. 8. - I membri del Governo nazionale hanno il diritto e, se richiesti, l'obbligo di partecipare alle discussioni della Commissione delle Autonomie territoriali e dei suoi gruppi di lavoro. La Commissione deve essere periodicamente informata dal governo nazionale della condotta degli affari che interessano le istituzioni delle autonomie.


Art. 9. - La Commissione delle autonomie territoriali collabora alla legislazione, alla amministrazione ed alla soluzione delle questioni relative all'Unione Europea con i poteri di opposizione e di veto nei procedimenti che interessano le autonomie secondo quanto è previsto nella Costituzione.
L'opposizione è superabile dal voto della prima Camera con il voto della maggioranza assoluta o dei due terzi dei componenti a seconda che l'opposizione stessa sia stata deliberata dalla Commissione con le corrispondenti maggioranze.
La necessità del consenso della Commissione deve essere espressamente prevista da norme costituzionali. In questi casi la Commissione, all'inizio o nel corso del procedimento così regolato, può esprimere una «presa di posizione» sul progetto di legge al quale potrà negare il suo consenso.


Art. 10. - È necessario il consenso della Commissione delle Autonomie territoriali per le leggi che:
trasferiscono diritti di sovranità all'Unione europea; regolano la partecipazione delle istituzioni delle autonomie e alla formazione del diritto dell'Unione;
autorizzano la ratifica dei trattati internazionali che investono materie regolate con legge per cui è previsto il consenso della Commissione;
derogano al principio secondo il quale alle Regioni, alle Provincie e alle Comunità locali è riservata l'organizzazione degli uffici e la disciplina di attuazione necessaria per dare esecuzione alle leggi federali;
prevedono spese che devono essere sostenute dalle Regioni, dalle Provincie e dalle Comunità locali nel caso si disponga che queste sopportino un quarto o più delle spese stesse; disciplinano la concessione di aiuti finanziari per investimento dallo Stato alle Regioni;
disciplinano la misura in cui Regioni, Provincie e Comunità locali sostengono le spese relative alle proprie amministrazioni;
regolano tributi il cui gettito spetti, in tutto o in parte, alle Regioni, alle Provincie e alle Comunità locali;
determinano le quote spettanti rispettivamente allo Stato e alle Regioni del gettito delle imposte determinate dalla Costituzione e dalle leggi nonché le forme di perequazione tra le Regioni;
disciplinano limiti e forme di ripartizione delle entrate locali di spettanza delle Regioni, delle Provincie e delle Comunità locali;
contengono programmi finanziari pluriennali e discipline rivolte a rendere adeguati i bilanci dello Stato e delle Regioni alla congiuntura economica.
Il consenso della Commissione è altresì necessario per la adozione da parte del Governo nazionale di disposizioni amministrative di carattere generale, nonché negli altri casi previsti dalla Costituzione.

Elia.