COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 1997

Allegato n. 25

Proposta di articolato relativo al Titolo I - Il Parlamento, ai regolamenti
e alla revisione costituzionale.


Il titolo I, "Il Parlamento", della parte II della Costituzione è sostituito dal seguente:


Sezione I - Le Camere.


Art. 55.

Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, eletti a suffragio universale e diretto.
Le leggi elettorali e le altre leggi prevedono strumenti e modalità per promuovere l'equilibrio della rappresentanza tra i sessi.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei componenti delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.


Art. 56.

Il numero dei deputati è di quattrocento.
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno della elezione hanno compiuto i venticinque anni di età.
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per quattrocento e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.


Art. 57.

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale dagli elettori che nel giorno della elezione hanno compiuto i diciotto anni di età.
Sono eleggibili a senatori tutti gli elettori che nel giorno della elezione hanno compiuto i quaranta anni di età.
Il numero dei senatori è di duecento.
Ad ogni regione sono attribuiti cinque senatori, salvo il Molise e la Valle d'Aosta cui sono attribuiti rispettivamente due senatori e un senatore.
La ripartizione dei restanti seggi tra le regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.


Art. 58.

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.
La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.


Art. 59.

L'elezione di ciascuna Camera ha luogo entro sessanta giorni dalla fine della precedente. La prima riunione ha luogo non oltre il quindicesimo giorno dall'elezione.
Finchè non sia riunita la nuova Camera sono prorogati i poteri della precedente.
Ciascuna Camera elegge tra i suoi componenti il Presidente a maggioranza assoluta (in alternativa: di due terzi oppure di tre quinti) e l'ufficio di presidenza.


Art. 60.

Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un quinto dei componenti.


Art. 61.

Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza di due terzi dei componenti.
Le sedute sono pubbliche. Il regolamento stabilisce forme per assicurare la massima pubblicità di tutti i lavori parlamentari.
I regolamenti stabiliscono i requisiti per la validità delle sedute e per l'approvazione delle deliberazioni.
I componenti del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute.
Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedano.
Il regolamento della Camera dei deputati garantisce i diritti delle opposizioni.


Art. 62.

La legge approvata da entrambe le Camere determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con gli uffici di deputato e di senatore.
Gli uffici di deputato e di senatore sono incompatibili tra loro e con quelli di componente di un'assemblea legislativa regionale o del Parlamento europeo.


Art. 63.

Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.
Le relative deliberazioni sono impugnabili davanti alla Corte costituzionale entro quindici giorni dall'adozione con ricorso di un quinto dei componenti della Camera di appartenenza.


Art. 64.

Ogni componente del Parlamento rappresenta tutto il popolo ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.


Art. 65.

I componenti del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun componente del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, nè può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.
Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i componenti del Parlamento a intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni o a sequestro di corrispondenza.


Art. 66.

I componenti del Parlamento ricevono un'indennità stabilita con legge approvata da entrambe le Camere.


Art. 67.

Compete al Senato l'elezione di .. giudici della Corte costituzionale, .. componenti del Consiglio superiore della magistratura, .. componenti del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, nonchè ogni elezione o nomina parlamentare che la Costituzione o leggi costituzionali non attribuiscono espressamente anche alla Camera dei deputati.
Il Senato elegge i presidenti e i componenti delle autorità amministrative indipendenti, previa discussione delle candidature e audizione dei candidati in seduta pubblica della commissione competente. Esprime, in seduta pubblica delle commissioni competenti, i pareri parlamentari richiesti dalla legge sulle nomine, proposte o designazioni dei funzionari dello Stato e degli amministratori di istituti ed enti pubblici anche economici.


Sezione II - La formazione delle leggi.


Art. 68.

La funzione legislativa dello Stato è esercitata dalle Camere secondo le disposizioni della presente sezione.
Sono approvate da entrambe le Camere le leggi in materia di:


a) disciplina delle fonti normative;


b) tutela delle minoranze linguistiche:


c) rapporti con la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose;


d) condizione giuridica dello straniero;


e) elezioni nazionali ed europee, norme generali per le elezioni regionali e locali;


f) organi costituzionali e di rilievo costituzionale;


g) istituzione e disciplina delle autorità amministrative indipendenti;


h) disciplina degli istituti di democrazia diretta;


i) norme generali sull'azione amministrativa e sui rapporti tra cittadino e pubbliche amministrazioni;


l) norme generali su diritti fondamentali e libertà inviolabili della persona garantiti dalla parte I della Costituzione,


diritti politici, partiti politici;


m) concessione di amnistia e di indulto;


n) autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali;


o) tutte le altre previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali.


Art. 69.

L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun componente delle Camere, a ciascun Consiglio regionale e agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.


Art. 70.

I disegni di legge sono presentati alla Camera dei deputati, che li approva secondo le disposizioni dell'articolo 72 e li trasmette al Senato della Repubblica.
Entro i cinque giorni successivi alla trasmissione un quinto dei componenti del Senato può chiedere che il disegno di legge sia preso in considerazione. Sulla richiesta il Senato delibera nei dieci giorni successivi. In caso di accoglimento il Senato riesamina il disegno di legge secondo le disposizioni dell'articolo 72 e propone modifiche sulle quali la Camera delibera in via definitiva.
Se una legge trasmessa dalla Camera dei deputati ai sensi del presente articolo deve invece essere approvata da entrambe le Camere ai sensi del precedente articolo 68, un quinto dei componenti del Senato entro cinque giorni dalla trasmissione può proporre alla Corte costituzionale ricorso avverso l'atto di trasmissione. La Corte costituzionale si pronuncia entro dieci giorni dalla presentazione del ricorso. In caso di accoglimento del ricorso la proposta originaria è rimessa al Senato.


Art. 71.

Quando la legge deve essere approvata da entrambe le Camere, i disegni di legge sono presentati al Senato, che li approva secondo le disposizioni dell'articolo 72 e li trasmette alla Camera dei deputati.
Se questa approva il disegno di legge in un testo diverso da quello approvato dal Senato, le parti non approvate nell'identico testo sono assegnate per l'esame a una speciale commissione formata da un uguale numero di componenti delle due Camere nominati dai rispettivi presidenti in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi in ciascuna Camera.
Il testo deliberato dalla commissione speciale è sottoposto alla approvazione di ciascuna Camera articolo per articolo e con votazione finale. Non sono ammessi emendamenti.
Ai fini dei commi secondo e terzo i regolamenti delle Camere stabiliscono speciali procedure.


Art. 72.

Ogni disegno di legge presentato o trasmesso a una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza. Può altresì stabilire in quali casi e forme il disegno di legge esaminato in commissione è sottoposto all'approvazione finale della Camera con sole dichiarazioni di voto.
Su richiesta del Governo sono inseriti con priorità nel calendario e iscritti all'ordine del giorno delle Camere, secondo le norme dei rispettivi regolamenti, i disegni di legge presentati o i progetti accettati dal Governo. Per i progetti dichiarati urgenti dal Governo i regolamenti stabiliscono termini e procedure per la deliberazione finale. I regolamenti disciplinano l'assegnazione di tempi all'iniziativa legislativa parlamentare e prevedono una riserva (in alternativa: almeno una seduta d'aula ogni settimana) per le proposte e le iniziative delle opposizioni.


Art. 73.

La legge è promulgata dal Presidente della Repubblica entro 30 giorni dall'approvazione o entro il termine più breve da essa stabilito.
Entro quindici giorni dalla promulgazione un quinto dei componenti di ciascuna Camera può proporre ricorso alla Corte Costituzionale per vizi del procedimento. La Corte si pronuncia nei successivi trenta giorni.


Art. 74.

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può chiedere una nuova deliberazione con messaggio motivato alla Camera dei deputati o a entrambe le Camere nel caso di cui all'articolo 71.
La legge nuovamente approvata dalla Camera o dalle Camere è promulgata.


Art. 75.

È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione di una legge o di un atto avente valore di legge o di uno o più articoli, commi o capoversi degli stessi, quando lo richiedano ottocentomila elettori o cinque consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e di indulto. Non è ammesso altresì se l'esito positivo del voto popolare comporta oneri per lo Stato, per le Regioni o per gli enti locali, ovvero determina una violazione di principi o norme costituzionali.
La proposta sottoposta a referendum deve avere a oggetto disposizioni normative omogenee.
La Corte Costituzionale valuta l'ammissibilità del referendum dopo che siano state raccolte duecentomila firme.


Art. 76.

È indetto referendum popolare per deliberare l'approvazione di una legge di iniziativa popolare presentata da almeno un milione di elettori, quando entro diciotto mesi dalla presentazione il Parlamento non abbia deliberato sulla proposta.
Si applicano i commi secondo e terzo dell'articolo 76.
La Corte Costituzionale valuta l'ammissibilità del referendum decorso il termine di cui al primo comma.


Art. 77.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge approvata da entrambe le Camere disciplina le modalità di attuazione del referendum. Prevede che i quesiti siano formulati in modo da renderne chiaro il contenuto.
Il contenuto normativo delle disposizioni abrogate o approvate mediante referendum non può essere rispettivamente ripristinato o abrogato fino al termine della legislatura e comunque nei due anni successivi alla pubblicazione dell'esito del referendum.


Art. 78.

1. L'esercizio della funzione legislativa può essere delegato al Governo con legge per oggetti definiti ed omogenei, con determinazione di principi e criteri direttivi, per la durata massima di un anno e nei limiti di spesa stabiliti dalla legge di delegazione.
2. La delega non può avere per oggetto leggi di approvazione di bilanci e rendiconti o leggi che devono essere approvate da entrambe le Camere.


Art. 79.

In casi straordinari di necessità e d'urgenza il Governo può adottare provvedimenti provvisori con forza di legge contenenti misure di carattere specifico, omogeneo e di immediata applicazione, al fine di garantire la sicurezza nazionale, fronteggiare pubbliche calamità e adempiere a obblighi comunitari da cui derivi responsabilità dell'Italia.
I provvedimenti di cui al primo comma non possono rinnovare disposizioni di decreti non convertiti in legge, ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale, conferire deleghe legislative, disciplinare gli effetti prodotti o i rapporti giuridici sorti sulla base di decreti non convertiti, disciplinare oggetti riservati alle leggi che devono essere approvate da entrambe le Camere.
Il Governo deve, il giorno stesso dell'adozione, presentare il decreto alla Camera dei deputati chiedendo la conversione in legge.
La Camera, anche se sciolta, è appositamente convocata e si riunisce entro cinque giorni.
La Camera non può modificare i decreti se non su proposta del Governo o di un quinto dei componenti e nel rispetto dei commi primo e secondo del presente articolo.
La Camera delibera entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto. Nei successivi venti giorni il Senato, su iniziativa del Governo o di un quinto dei componenti, può proporre modifiche, sulle quali la Camera delibera in via definitiva.
I decreti perdono efficacia sin dall'inizio se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. I regolamenti stabiliscono speciali procedure per assicurare il rispetto dei termini.
Le Camere possono regolare con legge gli effetti prodotti e i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.


Art. 80.

Il Parlamento in seduta comune dei componenti delibera lo stato di guerra e conferisce al Governo (in alternativa, secondo la forma di governo: al Presidente della Repubblica) i poteri necessari.
Le Camere deliberano sulla proposta del Governo di partecipazione dell'Italia a forze militari multinazionali.


Art. 81.

L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza di due terzi di ciascuna Camera.
La legge che concede l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.
In ogni caso l'amnistia e l'indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge.


Art. 82.

È autorizzata con legge approvata da entrambe le Camere la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica o militare, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio o oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
Il Governo informa le Camere dell'apertura e dello svolgimento dei procedimenti di negoziazione di tutti i trattati internazionali.
Se un trattato incide direttamente sulla condizione di una o più Regioni determinate, l'assemblea o le assemblee legislative delle Regioni interessate esprimono parere al Governo prima della sottoscrizione.


Art. 83.

Le Camere esaminano ogni anno i bilanci dello Stato, il bilancio complessivo della pubblica amministrazione e i rendiconti consuntivi finanziari e patrimoniali presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
I bilanci dello Stato e degli enti pubblici devono rispettare il principio dell'equilibrio finanziario almeno della parte corrente, nonchè i vincoli derivanti dall'adesione a trattati internazionali.
La legge approvata da entrambe le Camere ai sensi dell'articolo 84 disciplina il contenuto dei bilanci e dei rendiconti e i limiti delle leggi ordinarie e di bilancio in materia di spesa e di entrata, prevedendo in ogni caso il principio della compensazione. Essa non può essere abrogata o modificata o derogata dalle leggi di approvazione e di variazione del bilancio nè dalle leggi di spesa o di entrata. La formulazione dei bilanci dello Stato e degli altri enti pubblici è disciplinata in modo da favorire il controllo di efficienza e di economicità nella gestione delle risorse pubbliche.
Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese nè modificare la vigente disciplina legislativa dei tributi e delle spese.
Nuove o maggiori spese o minori entrate possono essere stabilite solo con legge che indichi i mezzi per farvi fronte per l'intero periodo di applicazione e nel rispetto dei limiti per il ricorso all'indebitamento autorizzati con la legge di approvazione del bilancio. In caso di opposizione del Governo, la Camera dei deputati può approvare emendamenti che comportano nuovi o maggiori oneri, ancorchè provvisti di copertura finanziaria, solo a maggioranza assoluta dei componenti.
La Corte dei Conti o un quinto dei componenti di ciascuna Camera promuove, entro trenta giorni dalla promulgazione, il giudizio di legittimità costituzionale delle leggi adottate in violazione delle disposizioni del presente articolo o delle norme di attuazione di cui al comma precedente.


Art. 84.

I disegni di legge in materia di bilanci e rendiconti, di finanza e contabilità pubblica, di tributi statali, di istituzione, disciplina e ripartizione dei fondi perequativi sono presentati alla Camera dei deputati.
Il disegno di legge da questa approvato viene trasmesso al Senato ed esaminato da una speciale commissione composta per un terzo da senatori, per un terzo dai presidenti delle Regioni e per un terzo da rappresentanti delle autonomie locali nominati con le modalità stabilite con legge approvata da entrambe le Camere. Il testo approvato dalla commissione può essere modificato dal Senato a maggioranza assoluta dei componenti. Le modifiche approvate dal Senato sono sottoposte all'approvazione della Camera dei deputati che, nel deliberare in via definitiva, può modificarlo solo a maggioranza assoluta dei componenti.
Nel caso di approvazione definitiva di un testo difforme da quello deliberato dalla speciale commissione di cui al precedente comma, le Regioni, con il voto favorevole della metà più uno delle assemblee legislative, possono proporre ricorso alla Corte Costituzionale, relativamente alle parti difformi, per violazione dell'ambito della potestà legislativa, amministrativa e finanziaria delle Regioni. Il ricorso si propone entro trenta giorni dalla promulgazione della legge. La Corte costituzionale decide nei trenta giorni successivi.


Art. 85.

Le Camere controllano l'attuazione delle leggi nello svolgimento delle funzioni normativa e amministrativa del Governo e di tutti gli enti pubblici.
Il Senato, nell'esercizio del controllo, propone alla Camera dei deputati, al Presidente della Repubblica e al Governo le misure conseguenti.
Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. Vi provvede in ogni caso su proposta di un quinto dei componenti.
Per lo svolgimento dell'inchiesta ciascuna Camera nomina tra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione d'inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria.
Ai fini dell'attività conoscitiva delle commissioni del Senato, il Governo, le amministrazioni pubbliche, i soggetti pubblici e privati forniscono ogni notizia, informazione, documentazione, chiarimento su questioni di pubblico interesse.


Art. 95.

L'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri sono disciplinati dal Governo con regolamenti, sulla base di principi stabiliti dalla legge.


Art. 95-bis.

Spetta al Governo disciplinare con regolamenti l'organizzazione della pubblica amministrazione statale.
Nelle materie di competenza statale non riservate dalla Costituzione alla legge il Governo può emanare regolamenti fino a quando e nell'ambito in cui la disciplina non sia stabilita con legge. Nelle stesse materie la legge può, determinando le linee generali di disciplina del settore, autorizzare il regolamento a disporre nei limiti stabiliti dalla legge stessa e ad abrogare norme di legge vigenti in materia.
Con regolamento è disciplinata altresì l'attuazione delle leggi e degli atti aventi forza di legge.
La legge approvata da entrambe le Camere stabilisce il procedimento di approvazione e le forme di pubblicità dei regolamenti.
I regolamenti di cui ai commi primo e secondo sono impugnati dinanzi alla Corte costituzionale nelle forme ordinarie. Revisione costituzionale.


Art. 138.

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono approvate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni separate da un intervallo non inferiore a tre mesi e a maggioranza di due terzi nella seconda deliberazione se modificano i principi fondamentali o la parte prima. Negli altri casi sono approvate a maggioranza assoluta (in alternativa: a maggioranza di tre quinti) dei componenti di ciascuna Camera nella seconda deliberazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla pubblicazione, ne fanno richiesta un quinto dei componenti di una Camera o ottocentomila elettori o cinque consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non partecipa alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali che modificano il titolo V, approvate ai sensi del primo comma, sono promulgate se entro tre mesi dall'ultima deliberazione sono approvate da almeno tre quinti delle assemblee legislative regionali.
4. I principi fondamentali della Costituzione, i diritti umani sanciti dalle fonti internazionali, le libertà e i diritti dei cittadini fissati nella prima parte della Costituzione non possono essere negati, limitati o indeboliti.
5. Entro dieci giorni dall'approvazione di una legge costituzionale un quinto dei componenti di ciascuna Camera può chiedere che la Corte costituzionale giudichi della sua conformità alla disposizione di cui al comma precedente. La Corte si pronuncia entro sessanta giorni. Il ricorso sospende la promulgazione.
6. La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.

DENTAMARO, relatrice.