COMITATO PARLAMENTO E FONTI NORMATIVE

SEDUTA DI GIOVEDÌ 22 MAGGIO 1997

Allegato n. 26

Seconda bozza di articolato sui temi attinenti all'Unione Europea.


Art. A.

(Partecipazione all'edificazione comunitaria e procedure
per il conferimento di ulteriori poteri).


La Repubblica italiana partecipa al processo di integrazione europea. A tale fine può conferire ulteriori poteri e competenze all'Unione europea nel rispetto dei principi supremi dell'ordinamento costituzionale e dei diritti inviolabili della persona umana.
La Repubblica italiana svolge la propria azione nell'Unione europea in vista del rafforzamento dei principi di libertà, dello Stato di diritto, dell'articolazione territoriale dei poteri secondo il criterio di sussidiarietà, nonché verso una sempre più ampia partecipazione dei cittadini ai processi decisionali sovranazionali.
Ogni conferimento di poteri all'Unione, se comporta modifiche o deroghe della Costituzione, richiede il procedimento di revisione costituzionale.
Un terzo dei componenti della Camera dei deputati, il Presidente della Repubblica, un terzo dei governi regionali o duecentomila elettori possono richiedere che la Corte Costituzionale si pronunci entro trenta giorni dalla richiesta sulla legittimità costituzionale dei poteri e delle competenze conferite all'Unione Europea.


Art. B.

(Efficacia delle fonti comunitarie
e obbligo di rispetto).


Gli atti normativi dell'Unione Europea sono direttamente vigenti nell'ordinamento interno. Gli organi competenti provvedono, ove necessario, alla loro integrazione ed esecuzione.
Nei limiti delle competenze conferite all'Unione, la norma europea prevale su quella nazionale.


Art. C.

(Competenza della Corte costituzionale
in materia comunitaria).


La Corte costituzionale, nell'ambito delle proprie attribuzioni, garantisce il rispetto delle competenze e delle norme comunitarie. A tal fine coopera, secondo quanto previsto dai trattati europei o da altre fonti comunitarie, con gli organi giurisdizionali dell'Unione Europea, sospendendo, all'occorrenza, i procedimenti pendenti davanti a sé.


Art. D.

(Partecipazione degli organi statali
alla politica comunitaria).


La Camera dei Deputati e, nelle materie di competenza esclusiva delle regioni il Senato delle Regioni e delle Autonomie (ovvero la conferenza delle Regioni, ovvero la speciale commissione parlamentare composta dai capi degli esecutivi regionali), partecipano alla formazione degli indirizzi di politica comunitaria.
Il Governo informa preventivamente ed in modo esauriente le Camere sulle questioni relative all'Unione Europea.
Nelle questioni che incidono su materie riservate all'esclusiva competenza legislativa delle regioni, l'esercizio dei poteri della Repubblica italiana quale Stato membro dell'Unione Europea deve essere esercitato dal rappresentante del Governo d'intesa con un rappresentante delle Regioni designato dal Senato delle Regioni e delle Autonomie [ovvero dalla conferenza delle Regioni, ovvero dalla speciale commissione parlamentare composta dai capi degli esecutivi regionali].
Nelle questioni attinenti all'Unione europea, ciascuna Camera può esercitare i propri poteri mediante una commissione speciale costituita in modo tale da rispecchiare la composizione della Camera stessa.


Art. E.

(Nomine di componenti di organi comunitari per le quali i trattati europei o altre fonti attribuiscano una competenza ai governi nazionali).


Quando la nomina di componenti italiani negli organi dell'Unione Europea spetta al Governo, questi acquisisce il parere della Camera dei Deputati e del Senato delle Regioni e delle Autonomie (ovvero della conferenza delle Regioni, ovvero della speciale commissione parlamentare composta dai capi degli esecutivi regionali).
Possono essere designate a far parte di organi giurisdizionali dell'Unione solo persone dotate di alta e riconosciuta competenza in materie giuridiche, di integrità ed indipendenza di giudizio. La legge fissa a tale scopo i requisiti minimi.
La legge stabilisce le modalità di nomina dei componenti di organi comunitari rappresentativi di enti territoriali, in modo tale che la relativa deliberazione sia assunta, direttamente o mediante gli organi rappresentativi nazionali, dagli enti territoriali interessati.


Art. F.

(Regioni e Unione europea).


Le Regioni, per quanto di propria competenza, danno attuazione agli obblighi comunitari.
Nel caso in cui una Regione sia inadempiente, il Governo, previo parere del Senato delle Regioni e delle Autonomie [ovvero della conferenza delle Regioni, ovvero della speciale commissione parlamentare composta dai capi degli esecutivi regionali], può intimare alla Regione di provvedere. Nel caso in cui la Regione non provveda, il Governo, informato il Senato delle Regioni e delle Autonomie (ovvero la conferenza delle Regioni, ovvero la speciale commissione parlamentare composta dai capi degli esecutivi regionali) adotta le misure necessarie.
Le Regioni, possono, nel rispetto del diritto comunitario, stipulare accordi con altre Regioni italiane o enti territoriali di altri Stati membri, per l'esercizio delle proprie competenze in materia comunitaria.


Art. G.

(Garanzia delle competenze regionali
di fronte all'Unione europea).


Qualora una competenza regionale sia reputata illegittimamente lesa da un atto comunitario, e non siano previsti mezzi di ricorso regionale diretto, il Senato delle Regioni e delle Autonomie [ovvero la conferenza delle Regioni, ovvero la speciale commissione parlamentare composta dai capi degli esecutivi regionali], di propria iniziativa o previa richiesta di una Regione, può con deliberazione a maggioranza assoluta, richiedere che il Governo adisca gli organi giurisdizionali comunitari competenti, sulla base della legittimazione che, in materia, i trattati europei o altre fonti riconoscono agli Stati membri.


Art. H.

(Politica economica e Banca d'italia).


La politica economica e monetaria si svolge in conformità ai principi e per il conseguimento degli obiettivi stabiliti dai trattati europei e dagli altri atti dell'Unione europea.
La legge garantisce l'indipendenza della Banca d'italia e detta le altre norme necessarie per la partecipazione italiana agli organismi comunitari che esercitano competenze in campo monetario.


Art. I.

(Cittadinanza europea).


Nella Repubblica italiana, i cittadini comunitari possono esercitare i diritti politici ad essi riconosciuti dai trattati europei e dagli altri atti dell'Unione europea.

D'AMICO, relatore.