ALLEGANO N. 10


TESTI PRESENTATI DAL SENATORE SALVI,
RELATORE SULLA FORMA DI GOVERNO

(Testo A)

ART. 1.

Il Governo della Repubblica è composto del Primo ministro e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
La candidatura alla carica di Primo ministro avviene mediante collegamento con i candidati all'elezione della Camera dei deputati, secondo le modalità stabilite dalla legge elettorale, che assicura altresì la pubblicazione del nome del candidato Primo ministro sulla scheda elettorale.
Con legge bicamerale si può stabilire e regolamentare lo svolgimento di elezioni primarie per la candidatura alla carica di Primo ministro.
Non può essere candidato alla carica di Primo ministro chi abbia svolto tale funzione per due legislature consecutive.
I finanziamenti e le spese per la campagna elettorale, nonché la partecipazione alle trasmissioni televisive, sono regolati con legge bicamerale, al fine di assicurare equilibrio di condizioni tra i candidati.
Il Presidente della Repubblica, alla proclamazione dei risultati per l'elezione della Camera dei deputati, nomina Primo ministro il candidato a tale carica al quale è collegata la maggioranza dei deputati eletti.

ART. 2.

Il Primo ministro, prima di assumere le funzioni, presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Il Primo ministro nomina e revoca con proprio decreto i ministri.
Prima di assumere le funzioni, i ministri prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Con legge bicamerale sono determinate le incompatibilità tra le cariche di governo e la titolarità o lo svolgimento di attività private.
Entro dieci giorni dalla formazione del governo, il Primo ministro presenta il suo programma alle Camere.

ART. 3.

Il Primo ministro, sentito il Consiglio dei ministri, sotto la sua esclusiva responsabilità, può chiedere lo scioglimento della Camera dei deputati, che deve essere in tal caso decretato dal Presidente della Repubblica. Il decreto di scioglimento fissa la data delle elezioni che devono essere indette non prima dcl trentesimo giorno e non oltre il quarantacinquesimo giorno dalla data dello scioglimento.
La richiesta di scioglimento non può essere avanzata dopo la presentazione della mozione di sfiducia di cui ai commi seguenti.
La Camera dei deputati può esprimere la sfiducia al Primo ministro mediante l'approvazione di una mozione, che deve contenere la designazione di un nuovo Primo ministro, con votazione per appello nominale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
La mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da almeno un terzo dei componenti la Camera e non può essere messa in discussione prima che siano trascorsi tre giorni dalla presentazione.
Il Presidente della Repubblica nomina Primo ministro la persona designata nella mozione entro cinque giorni dall'approvazione.

ART. 4.

Nell'ipotesi di morte, dimissioni o impedimento permanente del Primo ministro, la Camera dei deputati elegge il Primo ministro con il voto della maggioranza assoluta dei suoi componenti. Qualora tale maggioranza non sia raggiunta in due votazioni successive, e comunque entro dieci giorni, il Presidente della Repubblica scioglie la Camera dei deputati e indìce nuove elezioni entro i termini di cui al primo comma dell'articolo 3.
L'impedimento permanente del Primo ministro è dichiarato dal Presidente della Repubblica, sentiti i Presidenti della Camera e del Senato.
Il Primo ministro dimissionario non è immediatamente rieleggibile e non può far parte del nuovo governo.

ART. 5.

Il Primo ministro dirige la politica generale del governo e ne è responsabile; assicura l'unità di indirizzo politico e amministrativo; esercita l'iniziativa legislativa e presenta alle Camere i disegni di legge approvati dal Consiglio dei ministri.
Nel rispetto dell'unità di indirizzo, ogni ministro adotta sotto la sua responsabilità gli atti di competenza.
Con legge bicamerale si provvede all'ordinamento del Governo.

ART. 6.

Il Primo ministro e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica, secondo le norme stabilite con legge bicamerale.

ART. 7.

Il Capo dell'opposizione è eletto, sulla base di un'esposizione programmatica, dai deputati che abbiano dichiarato di appartenere all'opposizione. Egli è sentito dal Presidente della Repubblica e dal Primo ministro nei casi di guerra e di grave pericolo per la sicurezza nazionale, e negli altri casi previsti dalla legge. Il regolamento della Camera ne regola le modalità di elezione ed i poteri, in particolare con riferimento alla formazione dell'ordine del giorno della Camera. Il regolamento determina altresì i poteri di altri gruppi parlamentari di opposizione.

ART. 8.

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto quaranta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio è incompatibile con qualsiasi altra carica, ufficio e attività pubblica o privata. L'assegno e la dotazione del Presidente della Repubblica sono determinati con legge bicamerale.
Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni e non è rieleggibile.

ART. 9.

Il Presidente della Repubblica è eletto da un collegio formato dai parlamentari nazionali, dai parlamentari europei eletti in Italia, e da un numero di rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali pari a quello dei parlamentari nazionali, designati secondo le modalità previste con legge bicamerale.
Il collegio è presieduto dal Presidente del Senato, che lo convoca trenta giorni prima della scadenza del termine di cui all'articolo 8.
L'elezione ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta dei componenti. Dopo il terzo scrutinio si procede al ballottaggio tra i due candidati più votati.
Prima di assumere le sue funzioni, il Presidente della Repubblica presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione davanti al Parlamento in seduta comune.

ART. 10.

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato indìce la elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni.
L'impedimento permanente del Presidente della Repubblica è dichiarato all'unanimità da un collegio composto dal Presidente del Senato, dal Presidente della Camera e dal Presidente della Corte costituzionale.

ART. 11.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Può inviare messaggi alle Camere.
Può porre il veto alla presentazione alle Camere di disegni di legge di iniziativa del Governo che presentino manifesti vizi di legittimità costituzionale.
Decreta lo scioglimento delle Camere, ai sensi degli articoli..., ne indìce le elezioni e ne fissa la prima riunione.
Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. Può, con messaggio motivato, chiederne il riesame, rispettivamente, alle Camere e al Governo. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata; i decreti-legge ed i regolamenti, se nuovamente approvati dal Governo, devono essere emanati, salva l'opposizione del veto da parte del Presidente della Repubblica, quando ritenga che tali atti presentino manifesti vizi di legittimità costituzionale.
Nomina i pubblici funzionari, nei casi e secondo le modalità previsti dalla Costituzione e dalla legge.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.
Presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge e dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
Può concedere grazia e commutare le pene.
Esercita gli altri poteri conferitigli dalla Costituzione o con legge bicamerale.

ART. 12.

Gli atti del Presidente della Repubblica sono controfirmati dal proponente, che ne assume la responsabilità. Non sono controfirmati la nomina del Primo ministro, la nomina dei giudici della Corte costituzionale, il decreto di scioglimento, se non emanato ai sensi dell'articolo 3, l'indizione delle elezioni e dei referendum, il rinvio delle leggi e dei regolamenti con messaggio motivato, i messaggi alle Camere, il veto di cui all'articolo precedente.

ART. 13.

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento e attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

(Testo B)

ART. 1.

Il Presidente della Repubblica è eletto per cinque anni a suffragio universale e diretto, e può essere rieletto una sola volta.
Novanta giorni prima della scadenza del mandato il Presidente del Senato fissa la data della elezione, che deve avere luogo entro quarantacinque giorni dalla data di indizione. Il Presidente della Re-pubblica assume le funzioni entro venti giorni dalla proclamazione, effettuata dal Presidente del Senato.
Può essere eletto ogni cittadino che abbia compiuto quaranta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio è incompatibile con qualsiasi altra carica, ufficio e attività pubblica o privata. L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati con legge bicamerale.
Le candidature sono presentate da parlamentari, da consiglieri regionali, da presidenti di province e da sindaci, che vi provvedono nel numero e secondo le modalità stabilite con legge bicamerale.
È eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. Qualora nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza predetta, si procede nella seconda domenica successiva al ballottaggio tra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero dei voti.
Con legge bicamerale sono regolati i finanziamenti e le spese per la campagna elettorale, nonché la partecipazione alle trasmissioni televisive, al fine di assicurare l'equilibrio di condizioni tra i candidati.

ART. 2.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. È il garante dell'indipendenza e dell'integrità della nazione. Assicura il rispetto dei trattati e dei vincoli derivanti dall'appartenenza dell'Italia a organizzazioni internazionali e sovranazionali. Vigila sul rispetto della Costituzione. Prima di assumere le funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

ART. 3.

Il Presidente della Repubblica:


a) presiede il Consiglio dei ministri, o delega a presiederlo, eventualmente per determinate materie, il Primo ministro;


b) nomina il Primo ministro, tenendo conto dell'indirizzo politico espresso dall'elettorato e della composizione della Camera dei deputati;


c) su proposta del Primo ministro, nomina e revoca gli altri membri del Governo;


d) autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo ed emana i decreti aventi valore di legge approvati dal Consiglio dei ministri;


e) promulga le leggi e i regolamenti del Governo; può, con messaggio motivato, chiederne il riesame, rispettivamente, alle Camere e al Governo. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata;


f) indìce le elezioni delle Camere e ne fissa la prima riunione;


g) indìce il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione;


h) invia messaggi alle Camere che possono dar luogo a dibattito;


i) presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere;


j) può concedere grazia e commutare le pene;


k) nomina, nei casi stabiliti dalle legge, i funzionari pubblici;


l) accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa quando occorre l'autorizzazione delle Camere.

ART. 4.

Nel caso di vacanza della Presidenza della Repubblica, le sue funzioni sono esercitate provvisoriamente dal Presidente del Senato.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, l'elezione del nuovo Presidente è indetta dal Presidente del Senato non meno di venti giorni e non più di quaranta giorni dopo il verificarsi dell'evento.
L'impedimento permanente del Presidente della Repubblica è dichiarato all'unanimità da un collegio composto dal Presidente del Senato, dal Presidente della Camera e dal Presidente della Corte costituzionale.

ART. 5.

Il Presidente della Repubblica può, sentito il Primo ministro ed i Presidenti della Camera e del Senato, sciogliere la Camera dei deputati prima del termine ordinario di cui all'articolo ... Le elezioni devono essere in tal caso indette non prima del trentesimo giorno e non oltre il quarantacinquesimo giorno dalla data dello scioglimento.
Non si può procedere allo scioglimento durante l'anno che segue le elezioni, ovvero dopo la presentazione della richiesta di decadenza di cui all'articolo 10. Detto termine è di due anni se l'elezione della Camera dei deputati è avvenuta successivamente all'elezione del Presidente della Repubblica.

ART. 6.

Gli atti del Presidente della Repubblica adottati su proposta del Primo ministro o dei ministri sono controfirmati dal proponente, che ne assume la responsabilità.
Non sono sottoposti a controfirma la nomina del Primo ministro, l'indizione delle elezioni delle Camere e lo scioglimento di queste, l'indizione dei referendum nei casi previsti dalla Costituzione, il rinvio delle leggi e dei regolamenti con messaggio motivato, la promulgazione delle leggi, l'invio dei messaggi alle Camere.

ART. 7.

Il Primo ministro e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Con legge bicamerale sono determinate le incompatibilità tra le cariche di governo e la titolarità o lo svolgimento di attività private.
Entro dieci giorni dalla formazione del Governo, il Primo ministro espone alle Camere il suo programma.

ART. 8.

Il Governo determina e dirige la politica nazionale. Dispone dell'amministrazione e delle forze armate.
Il Primo ministro dirige l'azione del Governo. È responsabile della difesa nazionale. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. Quando ne ha delega, sostituisce il Presidente della Repubblica nella presidenza del Consiglio dei ministri. Presenta alle Camere i disegni di legge deliberati dal Consiglio dei ministri.
I ministri rispondono individualmente degli atti dei loro dicasteri.
Il Primo ministro esercita il comando delle forze armate, è responsabile della politica della sicurezza e può supplire il Presidente della Repubblica nella presidenza del Consiglio Supremo di difesa, secondo le modalità previste dalla legge.

ART. 9.

La Camera dei deputati esprime la sfiducia al Governo mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un terzo dei componenti e votata dalla maggioranza assoluta dei medesimi. In tal caso, il Primo ministro presenta le dimissioni del Governo al Presidente della Repubblica.

ART. 10.

Il Primo ministro e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica, secondo le norme stabilite con legge bicamerale.

ART. 11.

Il Capo dell'opposizione è eletto dai deputati che abbiano dichiarato di appartenere all'opposizione, sulla base di un'esposizione programmatica. Egli è sentito dal Presidente della Repubblica e dal Primo ministro nei casi di guerra e di grave pericolo per la sicurezza nazionale, e negli altri casi previsti dalla legge. Il regolamento della Camera dei deputati ne regola le modalità di elezione ed i poteri, in particolare con riferimento alla formazione dell'ordine del giorno della Camera dei deputati. Il regolamento determina altresì i poteri di altri gruppi parlamentari di opposizione.

ART. 12.

Il Parlamento in seduta comune, su richiesta della maggioranza dei suoi componenti, quando ritenga che il Presidente della Repubblica abbia violato norme costituzionali, può deliberarne la decadenza con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.

Cesare SALVI, relatore.