ALLEGANO N. 13


TESTO SULLA FORMA DI GOVERNO
PRESENTATO DAI DEPUTATI COSSUTTA E BERTINOTTI E
DAI SENATORI SALVATO E MARCHETTI

Forma di Governo

ART. 1.
Il Governo della Repubblica è composto dal Primo Ministro e dai Ministri. Il Primo Ministro e i Ministri costituiscono il Consiglio dei Ministri.
La legge determina il numero e le attribuzioni dei Ministri. La legge determina le incompatibilità fra le cariche di Governo e la titolarità o lo svolgimento di attività private.

ART. 2.

La candidatura alla carica di Primo Ministro avviene mediante dichiarazione di collegamento con i candidati all'elezione del Parlamento.
I finanziamenti e le spese per la campagna elettorale nonché la partecipazione alle trasmissioni televisive, sono regolati dalla legge, al fine di assicurare la parità di condizioni tra i candidati.

ART. 3.

Il Presidente della Repubblica, alle proclamazioni dei risultati per l'elezione del Parlamento, nomina con proprio decreto Primo Ministro il candidato a tale carica al quale è collegato il maggior numero dei parlamentari eletti.
Il Primo Ministro, prima di assumere le funzioni, presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Il Primo Ministro nomina con proprio decreto i Ministri. Allo stesso modo può revocarli.
Prima di assumere le funzioni, i Ministri prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

ART. 4.

Entro dieci giorni dalla formazione del Governo, il Primo Ministro presenta il suo programma al Parlamento.
Un quarto dei parlamentari può presentare una mozione di sfiducia. Se la mozione è approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti del Parlamento, il Presidente della Repubblica scioglie il Parlamento e indice le elezioni.

ART. 5.

Nel corso della legislatura il Primo Ministro può porre la questione di fiducia. Se la maggioranza assoluta dei componenti del Parlamento nega la fiducia il primo Ministro rassegna le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica o gli propone di sciogliere il Parlamento.
Delle dimissioni o della proposta di scioglimento è data comunicazione al Parlamento.
Se, entro dieci giorni dalle dimissioni del Primo Ministro o dalla sua proposta di scioglimento, il Parlamento non approva una mozione, sottoscritta da almeno un terzo dei suoi membri e contenente l'indicazione del successore, con votazione per appello nominale a maggioranza dei suoi componenti, il Presidente della Repubblica scioglie il Parlamento e indìce nuove elezioni. Entro cinque giorni dall'approvazione della mozione di cui al comma precedente, il Presidente della Repubblica nomina il nuovo Primo Ministro. La nomina del nuovo Primo Ministro comporta la revoca del Primo Ministro e la decadenza dei Ministri in carica.
In caso di impedimento o morte del Primo Ministro ed in caso di dimissioni non conseguenti al diniego della fiducia, il Parlamento elegge il successore con il voto della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Qualora tale maggioranza non sia raggiunta in due votazioni successive, e comunque entro dieci giorni, il Presidente della Repubblica scioglie il Parlamento e indice nuove elezioni.
Il Primo Ministro dimissionario non è immediatamente rieleggibile né può far parte del nuovo Governo.

ART. 6.

Il Parlamento può esprimere la sfiducia al Primo Ministro mediante l'approvazione di una mozione sottoscritta da almeno un terzo dei membri del Parlamento, contenente l'indicazione del successore, con votazione per appello nominale a maggioranza dei suoi componenti.
A seguito dell'approvazione della mozione si applicano le norme di cui ai commi quarto e quinto dell'articolo 5.

ART. 7.

Il Primo Ministro dirige la politica generale del Governo e ne é responsabile; assicura l'unità d'indirizzo politico e amministrativo; esercita l'iniziativa legislativa e presenta al Parlamento i disegni di legge approvati dal Consiglio dei Ministri.
Il Primo Ministro ed i Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri.
I Ministri sono individualmente responsabili degli atti dei loro dicasteri.
La legge provvede all'ordinamento del Governo e determina le attribuzioni e l'organizzazione dei Ministeri.
I Ministeri possono essere istituiti soltanto per le materie riservate alla competenza dello Stato.

ART. 8.

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 40 anni di età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio è incompatibile con qualsiasi altra carica, ufficio ed attività pubblica o privata.
Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni e non è rieleggibile.

ART. 9.

Il Presidente della Repubblica è eletto da un collegio formato dai parlamentari nazionali, dai parlamentari europei eletti in Italia, da rappresentanti delle regioni in numero pari a un quarto dei parlamentari nazionali e da rappresentanti delle autonomie locali in numero pari a un quarto dei parlamentari nazionali. I rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali sono designati secondo le modalità previste dalla legge.

ART. 10.

Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Può inviare messaggi al Parlamento.
Autorizza la presentazione alla Camera dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
Decreta lo scioglimento del Parlamento, ne indice le elezioni e ne fissa la prima riunione.
Promulga le leggi ed emana i regolamenti. Può, con messaggio motivato, chiederne il riesame, rispettivamente, al Parlamento ed al Governo.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa autorizzazione del Parlamento.
Ha il comando delle forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge e dichiara lo stato di guerra deliberato dal Parlamento.
Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura.
Può concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica.
Esercita gli altri poteri conferitigli dalla Costituzione o con legge.

ART. 11.

Gli atti del Presidente della Repubblica sono controfirmati dal proponente, che ne assume la responsabilità. Non sono controfirmati la nomina del Primo Ministro, la nomina dei giudici della Corte costituzionale, l'indizione delle elezioni e dei referendum, il rinvio delle leggi e dei regolamenti con messaggio motivato, i messaggi al Parlamento.

ART. 12.

Il Presidente della Repubblica non é responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento ed attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Cossutta, Bertinotti, Salvato, Marchetti.