ALLEGANO N. 15


TESTO PER LA FORMA DI GOVERNO SEMIPRESIDENZIALE
PRESENTATO DAL SENATORE ROTELLI

RELAZIONE

Né il testo A né il testo B presentati dal relatore il 28/5/1997 risolvono i due problemi che sono alla base dell'esigenza di mutamento della forma di governo: garantire la stabilità del Governo, ed anzi la sicurezza del Governo sulla propria stabilità, in modo da rendere efficaci le politiche pubbliche statali; non sacrificare, però l'autonomia, cioè il potere decisionale, del Parlamento e quindi non annullare la dialettica Parlamento-Governo (annullamento che può dar vita a un regime autoritario di fatto se il sistema politico non è bipartitico, come in Italia in effetti non è). Si propone, pertanto una correzione della forma di governo semi-presidenziale, come proposta dal relatore, nel senso di escludere sia la sfiducia parlamentare al Governo (ma non la censura parlamentare di singoli ministeri e dello stesso Primo ministro) sia qualsiasi scioglimento anticipato del Parlamento stesso. E quanto alla ipotetica contrapposizione fra Governo di nomina presidenziale e maggioranza parlamentare, il problema è risolto sicuramente facendo svolgere le elezioni parlamentari in coincidenza del ballottaggio (eventuale) delle elezioni presidenziali.
Del resto neppure in via teorica le due ipotesi prospettate dal relatore sono sostenibili. Regime parlamentare, infatti, è soltanto quel regime nel quale il Governo può essere fatto cadere dal Parlamento, a prescindere dalla forma dell'investitura. Se è vero che l'elettore inglese, votando per il candidato laburista, non aveva dubbi di votare anche per Blair come Primo ministro, è altrettanto vero che se il giorno dopo l'elezione, per qualsiasi motivo, i parlamentari inglesi avessero sostituito Blair come capo del loro partito, il suo successore sarebbe stato Primo ministro per quattro anni senza turbamento alcuno degli elettori inglesi.

Emendamenti all'ipotesi del relatore di semi-presidenzialismo
(emendamenti in neretto o soppressivi).

ART. 1.

Il Presidente della Repubblica è eletto per quattro anni a suffragio universale e diretto, e può essere rieletto una sola volta.
Può essere eletto ogni cittadino che abbia compiuto quaranta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio è incompatibile con qualsiasi altra carica, ufficio e attività pubblica o privata.
Le candidature sono presentate da parlamentari, da consiglieri regionali e da sindaci, che vi provvedono nel numero e secondo le modalità stabilite dalla legge.
È eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei votanti. Qualora nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza predetta, si procede nella seconda domenica successiva al ballottaggio tra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero di voti.
La legge regola i finanziamenti e le spese per la campagna elettorale, nonché la partecipazione alle trasmissioni televisive, al fine di assicurare la parità di condizioni tra i candidati.

ART. 2.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e del Governo e rappresenta l'unità nazionale. È il garante dell'indipendenza e dell'integrità della nazione. Assicura il rispetto dei trattati e dei vincoli derivanti dall'appartenenza dell'Italia a organizzazioni internazionali e sovranazionali. Vigila sul rispetto della Costituzione.

ART. 3.

Il Presidente della Repubblica:


presiede il Consiglio dei ministri, o delega a presiederlo, eventualmente per determinate materie, il Primo ministro;


nomina il Primo ministro (soppresso il seguito);


nomina e revoca i ministri;


autorizza la presentazione al Parlamento dei disegni di legge di iniziativa del Governo;


promulga le leggi e i regolamenti del Governo; può, con messaggio motivato, chiederne il riesame, rispettivamente, al Parlamento e al Governo; promulga la legge rinviata con messaggio che sia stata approvata dalla maggioranza assoluta del Parlamento;


indice le elezioni del Parlamento per la domenica di ballottaggio delle elezioni presidenziali e ne fissa la prima riunione;


indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione;


invia messaggi al Parlamento che possono dar luogo a dibattito;


presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dal Parlamento; può concedere la grazia e commutare le pene;


nomina, nei casi stabiliti dalla legge, i funzionari dello Stato;


accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa quando occorre l'autorizzazione del Parlamento.

ART. 4.

Soppresso.

ART. 5.

Il Presidente della Repubblica è responsabile dei propri atti. Il Presidente della Repubblica firma gli atti conseguenti a deliberazioni collegiali del Governo. Sono atti monocratici del Presidente della Repubblica solo gli atti non definiti nella Costituzione atti del Governo.

ART. 6.


Il Governo è composto dal Presidente della Repubblica, dal Primo ministro e dai ministri.
Il Primo ministro e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
L'ufficio di ministro è incompatibile con l'appartenenza a una delle due Camere o a una carica elettiva regionale nelle due legislature precedenti ed è inibito ai candidati ed agli eletti a tali organi negli ultimi cinque anni. Le candidature all'elezione al Parlamento sono ammesse dopo la decorrenza di tre anni dalla cessazione dell'ufficio di ministro.
Il Primo ministro e ciascun ministro possono essere revocati dal Presidente della Repubblica. La sostituzione del Primo ministro o di più di un ministro è esaminata dalla apposita commissione parlamentare che delibera a maggioranza assoluta. La nomina dei nuovi ministri, in sostituzione dei revocati, non è sottoposta alla apposita commissione parlamentare, ove consegua a mozione di censura individuale approvata a maggioranza assoluta su proposta di almeno un terzo dei suoi componenti ovvero a dimissioni.

ART. 7.

Il Governo determina e dirige la politica nazionale. Dispone dell'amministrazione e delle forze armate.
Il Presidente della Repubblica o, per delega, il Primo ministro dirige l'azione del Governo e ne è responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. Quando ne ha delega, sostituisce il Presidente della Repubblica nella presidenza del Consiglio dei ministri, presenta al Parlamento i disegni di legge deliberati dal Consiglio dei ministri.
I ministri rispondono individualmente degli atti dei loro dicasteri.
Il Primo ministro esercita il comando delle Forze Armate, è responsabile della politica della sicurezza e può supplire il Presidente della Repubblica nella presidenza del Consiglio Supremo di difesa, secondo le modalità previste dalla legge.

ART. 8.

(Soppresso).

ART. 9.

Il Governo può chiedere che un disegno di legge del Governo sia votato entro una data determinata, secondo le modalità stabilite dal regolamento parlamentare.

ART. 10.

Il Governo esercita la potestà regolamentare nelle materie di competenza statale non riservate dalla Costituzione alla legge. L'esercizio della funzione regolamentare è disciplinato dalla legge, che determina il procedimento, la pubblicità, l'efficacia e la tutela giurisdizionale dei diversi tipi di regolamento.
Nelle materie non coperte da riserva assoluta di legge, il Parlamento può determinare con legge le linee fondamentali della disciplina del settore, stabilendo principi e criteri direttivi nel rispetto dei quali il Governo esercita la potestà regolamentare.

ART. 11.

Il Capo dell'opposizione è eletto da tutti i parlamentari che abbiano dichiarato di appartenere all'opposizione. Egli è sentito dal Presidente della Repubblica e dal Primo ministro nei casi di guerra e di grave pericolo per la sicurezza nazionale, e negli altri casi previsti dalla legge. Il regolamento parlamentare ne regola le modalità di elezione ed i poteri, in particolare con riferimento alla formazione dell'ordine del giorno del Parlamento.

ART. 12.

Il Parlamento, su richiesta della maggioranza dei suoi componenti, quando ritenga che atti o comportamenti del Presidente della Repubblica siano incompatibili con i suoi doveri costituzionali, può deliberare la decadenza con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.

Rotelli.