SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MARTEDI' 17 GIUGNO 1997


EMENDAMENTI PRESENTATI DAL RELATORE SULLA FORMA DI STATO


ART. 1.


Sostituirlo con i seguenti:

Art. 1.


La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Regioni e dallo Stato.
La Repubblica attua i diritti e le libertà costituzionalmente protetti.
I Comuni, le Province e le Regioni sono enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i princìpi fissati nella Costituzione, nell'unità politica della Repubblica.
I rapporti tra Comuni, Province, Regioni e Stato sono ispirati al principio di leale cooperazione.
Con legge costituzionale è disciplinato l'ordinamento di Roma, Capitale della Repubblica.

Emendamenti di riferimento: I.1.54 (pag. 6); I.1.32 (pag. 11); I.1.30 (pag. 10); I.1.03 (pag. 12); I.1.57 (pag. 4).

Art. 1-bis.


Le funzioni che non possono essere adeguatamente svolte dalla autonomia dei privati sono ripartite tra le Comunità locali, organizzate in Comuni e Province, le Regioni e lo Stato, in base al principio di sussidiarietà e di differenziazione, nel rispetto delle autonomie funzionali, riconosciute dalla legge.
La titolarità delle funzioni spetta agli enti più vicini agli interessi dei cittadini, secondo il criterio di omogeneità e di adeguatezza delle strutture organizzative rispetto alle funzioni medesime.
È attribuita ai Comuni la generalità delle funzioni regolamentari e amministrative, salve le funzioni espressamente attribuite alla Provincia, alla Regione o allo Stato dalla Costituzione, dalle leggi costituzionali o dalla legge, senza duplicazione di funzioni e con l'individuazione delle rispettive responsabilità.
I Comuni esercitano le proprie funzioni regolamentari ed amministrative in riferimento a tutti gli interessi delle rispettive popolazioni, con particolare riguardo all'assetto e all'utilizzazione del territorio, allo sviluppo economico, ai servizi pubblici.
I Comuni che deliberano la suddivisione del proprio territorio in circoscrizioni, conferiscono ad esse, in base al principio di sussidiarietà, funzioni e mezzi adeguati.
I Comuni con popolazione inferiore al minimo stabilito dalla legge, esercitano le funzioni loro attribuite anche mediante forme associative, alle quali è conferita la medesima autonomia riconosciuta ai Comuni.
Le Regioni, d'intesa con i Comuni interessati e sentite le Province, possono definire ordinamenti istituzionali anche differenziati per le zone montane e per le aree metropolitane, senza oneri finanziari aggiuntivi.
Gli atti di Comuni, Province e Regioni non sono sottoposti a controlli preventivi di legittimità o di merito.
A tutela delle funzioni regolamentari ed amministrative loro attribuite dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali, i Comuni e le Province possono ricorrere direttamente alla Corte Costituzionale contro le leggi della Regione e dello Stato.

Emendamenti di riferimento: 0.1.I.3.1 (pag. 3); I.1.1 (pag. 4); I.1.43 (pag. 6); I.1.47 (pag. 6); I.1.7 (pag. 8); I.1.44 (pag. 8); I.1.11 (pag. 8); I.1.49 (pag. 8); I.1.21 (pag. 9); I.1.01 (pag. 11); I.1.66 (pag. 11); I.2.1 (pag. 13).

Art. 1-ter.


La potestà legislativa è ripartita fra le Regioni e lo Stato dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali.

Emendamenti di riferimento: I.1.57 (pag. 4); I.1.39 (pag. 10).

Art. 1-quater.


Al Friuli-Venezia Giulia, alla Sardegna, alla Sicilia, al Trentino-Alto Adige, e alla Valle d'Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi Statuti speciali adottati con legge costituzionale.
Gli Statuti possono essere modificati con legge costituzionale adottata d'intesa con la Regione proponente.

Emendamenti di riferimento: I.1.02 (pag. 12); I.2.05 (pag. 14); I.4.76 (pag. 39); I.4.29 (pag. 40); I.4.60 (pag. 40); I.4.133 (pag. 40); I.4.02 (pag. 41); I.4.144 (pag. 41).


Conseguentemente, sopprimere l'articolo 2.

I. 1. 67. D'Onofrio, relatore.

ART. 3.


Sostituirlo con il seguente e collocarlo dopo l'articolo 6:

Art. 6-bis.


Con legge costituzionale, sentite le rispettive Assemblee legislative regionali, e con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni di ciascuna delle Regioni interessate mediante referendum, si possono modificare i confini e la denominazione delle Regioni esistenti.
Con la medesima procedura si possono costituire nuove Regioni con popolazione non inferiore a due milioni di abitanti.
Con legge regionale, su proposta dei Consigli interessati, e con l'approvazione della maggioranza della popolazione di ciascun Comune espressa mediante referendum, possono essere istituiti nuovi Comuni e mutati i confini e la denominazione dei Comuni esistenti.
Con legge regionale, adottata d'intesa con i Comuni proponenti, e sentite le Province interessate, si possono istituire nuove Province o mutare i confini e la denominazione delle Province esistenti.

Emendamenti di riferimento: I.3.5 (pag. 16); I.3.25 (pag. 17); I.4.62 (pag. 37).

3. 26. D'Onofrio, relatore.

ART. 4.


Sostituirlo con i seguenti:

Art. 4.


Spetta allo Stato la potestà legislativa in riferimento a:


1) politica estera e rapporti internazionali; elezioni del Parlamento Europeo; difesa e forze armate; moneta e tutela del risparmio;


2) organi costituzionali ed istituzionali dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; bilancio ed ordinamenti tributari e contabili propri; princìpi dell'organizzazione e dell'attività amministrativa statale; il coordinamento informativo, statistico ed informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; ordine pubblico e sicurezza personale; ordinamento civile e ordinamento penale e relative giurisdizioni civile, penale e penitenziaria; giurisdizione amministrativa, contabile e tributaria; legislazione elettorale e forma di governo comunale e provinciale;


3) disciplina generale della produzione e dello scambio di beni e di servizi; ordinamento generale dell'istruzione e dell'Università, dei relativi titoli di studio e della loro utilizzazione professionale; ordinamento generale della ricerca scientifica e tecnologica; determinazione dei livelli minimi comuni delle prestazioni concernenti i diritti sociali e la tutela della salute; disciplina generale dei trattamenti sanitari; ordinamento generale della tutela e della sicurezza del lavoro; tutela dell'ambiente e dell'ecosistema; tutela dei beni culturali ed ambientali; grandi reti di trasporto; poste; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; ordinamento nazionale ed internazionale della comunicazione; ordinamento generale della protezione civile; ordinamento nazionale ed internazionale delle attività sportive; determinazione dei requisiti e dei parametri tecnici necessariamente uniformi su tutto il territorio nazionale.


Spetta inoltre allo Stato la potestà legislativa per assicurare il conseguimento degli obiettivi di interesse pubblico posti a fondamento della potestà legislativa ad esso attribuita dal presente articolo e dalle altre disposizioni della Costituzione; e per promuovere la competitività internazionale dell'Italia.
Spetta alla Regione la potestà legislativa in riferimento ad ogni oggetto non espressamente attribuito alla potestà legislativa dello Stato.
I Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato concorrono, ciascuno nel proprio ordine, alla promozione e alla organizzazione di attività culturali o direttamente o contribuendo al finanziamento di enti, pubblici o privati, che abbiano per fine istituzionale la promozione di attività culturali, con particolare riferimento alle attività di prosa, musicali e cinematografiche.
La Regione non può istituire dazi da importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la professione, l'impiego o il lavoro.

Emendamenti di riferimento: I.4.53 (pag. 25); I.4.59 (pag. 25); I.4.24 (pag. 26); I.4.3 (pag. 27); I.4.51 (pag. 27); I.4.61 (pag. 27); I.4.63 (pag. 27); I.4.72 (pag. 27); I.4.33 (pag. 28); I.4.6 (pag. 29); I.4.107 (pag. 29); I.4.114 (pag. 29); I.4.68 (pag. 30); I.4.73 (pag. 30); I.4.92 (pag. 30); I.4.115 (pag. 30); I.4.116 (pag. 30); I.4.9 (pag. 31); I.4.39 (pag. 31); I.4.45 (pag. 31); I.4.89 (pag. 31); I.4.117 (pag. 31); I.4.101 (pag. 32); I.4.14 (pag. 33); I.4.16 (pag. 33); I.4.47 (pag. 33); I.4.13 (pag. 34); I.4.56 (pag. 34); I.4.66 (pag. 34); I.4.122 (pag. 34); I.4.74 (pag. 35); I.4.124 (pag. 35); I.4.25 (pag. 37); I.4.40 (pag. 37); I.4.57 (pag. 37); I.4.75 (pag. 38); I.4.130 (pag. 39); I.4.131 (pag. 39); I.4.28 (pag. 41); I.12.5 (pag. 71);

Art. 4-bis.


Ciascuna Regione è dotata di uno Statuto che ne definisce i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento.
Lo Statuto è approvato con legge dall'Assemblea legislativa regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive su testo identico adottate ad intervallo non minore di due mesi. Lo Statuto è sottoposto a referendum popolare ed è promulgato se ha partecipato alla votazione la maggioranza agli aventi diritto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Non si fa luogo a referendum se lo Statuto è approvato nella seconda deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti l'Assemblea legislativa regionale.
Lo Statuto disciplina:


1) l'organizzazione costituzionale della Regione, con riferimento ai rapporti fra l'Assemblea legislativa, il Governo regionale e il Presidente della Regione;


2) la disciplina dello scioglimento dell'Assemblea legislativa;


3) i rapporti fra gli organi regionali e il popolo con particolare riferimento ai referendum;


4) la disciplina della formazione delle leggi e degli atti normativi dell'organizzazione e dell'attività amministrativa della Regione, con particolare riferimento alla partecipazione ad essi dei Comuni e delle Province;


5) gli eventuali ordinamenti differenziati per le zone montane e le aeree metropolitane;


6) le forme e i modi delle intese con altre Regioni per il miglior esercizio delle competenze proprie;


7) le forme e i modi della partecipazione della Regione alle determinazioni dell'Unione europea e alla loro attuazione diretta, salva la responsabilità internazionale dello Stato;


8) le forme e i modi delle relazioni internazionali della Regione in riferimento agli oggetti di sua potestà legislativa, con la previsione dell'assenso del Governo della Repubblica;


9) i princìpi dell'autonomia finanziaria della Regione, e delle procedure di bilancio e di contabilità regionali.


La legge elettorale regionale è deliberata a maggioranza di due terzi dei componenti dell'Assemblea legislativa.

Emendamenti di riferimento: I.3.01 (pag. 18); I.4.126 (pag. 36); I.4.22 (pag. 38); I.4.69 (pag. 38); I.4.41 (pag. 39); I.4.43 (pag. 39); I.4.04 (pag. 42); I.4.09 (pag. 44); I.4.010 (pag. 44); I.7.01 (pag. 59); I.7.04 (pag. 60); I.7.05 (pag. 60).

I. 4. 136. D'Onofrio, relatore

ART. 5.


Sostituirlo con il seguente:

Art. 5.


Nessuno può appartenere contemporaneamente a più di una Assemblea legislativa regionale.
I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Emendamenti di riferimento:

1.53 (pag. 45).

I. 5. 13. D'Onofrio, relatore.

ART. 6.


Sostituirlo con il seguente:

Art. 6.


I Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato hanno completa autonomia finanziaria in base alle disposizioni dei commi seguenti.
I tributi locali sono applicati da Comuni, Province e Regioni, senza possibilità di doppia imposizione da parte dello Stato o di altri Comuni, Province e Regioni.
Gli altri tributi sono applicati dallo Stato e sono destinati al finanziamento delle sue funzioni proprie; alla restituzione a Comuni, Province e Regioni di provenienza, in base a criteri e parametri oggettivi; a perequazione e a solidarietà, con particolare riferimento alle aree meno sviluppate, alle Isole e al Mezzogiorno, al fine di potenziarne la capacità produttiva e la competitività internazionale.
I beni demaniali appartengono ai Comuni nel cui territorio sono ubicati, ad eccezione di quelli espressamente riservati allo Stato in quanto essenziali per l'esercizio delle funzioni ad esso attribuite.
Comuni, Province e Regioni possono indebitarsi solo sul mercato e in base a garanzia costituita solo da beni e tributi propri.

I. 6. 42 D'Onofrio, relatore.

ART. 7.


Sopprimerlo.

I. 7. 11. D'Onofrio, relatore.

ART. 8.


Sopprimerlo.

I. 8. 24. D'Onofrio, relatore.

ART. 9.


Sopprimerlo.

I. 9. 17. D'Onofrio, relatore.

ART. 10.


Sostituirlo con il seguente:

Art. 10.


L'organizzazione e l'attività della Pubblica Amministrazione comunale, provinciale, regionale e statale sono disciplinate dai rispettivi Regolamenti nel rispetto dei principi seguenti:


1) legalità, imparzialità, trasparenza, economicità, rapidità, efficacia, efficienza e ragionevolezza dell'azione amministrativa;


2) predisposizione di procedure idonee ad assicurare la partecipazione dei privati ai procedimenti e agli atti dell'Amministrazione;


3) previsione della possibilità di stipulare accordi sostitutivi di provvedimenti, e della definizione dei procedimenti entro termini brevi e tassativi, salva la previsione del silenzio-assenso;


4) motivazione per i provvedimenti discrezionali;


5) previsione di sistemi di controllo interno di gestione, per l'accertamento periodico dei costi e dei tempi delle unità di prodotto e di servizio, e dei risultati conseguiti, sulla base di indicatori specifici aggiornati anche in relazione a quelli di amministrazioni similari.

Emendamenti di riferimento: I.8.5 (pag. 61); I.8.18 (pag. 62); I.8.14 (pag. 62); I.8.11 (pag. 62); I.8.8 (pag. 63); I.8.21 (pag. 63); I.10.26 (pag. 66); I.10.25 (pag.66); I.10.1 (pag. 66); I.10.4 (pag. 67); I.10.2 (pag. 67); I.10.3 (pag. 67); I.10.16 (pag. 67); I.10.10 pag. 68); I.10.21 (pag. 68); I.10.22 (pag. 68); I.10.24 (pag. 68); I.10.14 (pag. 69); I.10.12 pag. (69); I.10.11 (pag. 69); 1.10.30 (pag. 69).

I. 10. 31. D'Onofrio, relatore.

ART. 11.


Sostituirlo con il seguente:

Art. 11.


Le leggi, i regolamenti e gli atti amministrativi generali che incidono sull'attività della Pubblica Amministrazione sono adottati con preventiva analisi e indicazione degli effetti organizzativi e di funzionamento.

Emendamenti di riferimento: I. 10. 17 (pag. 68); I. 11. 4 (pag. 71).

I. 11. 6. D'Onofrio, relatore.

ART. 12.


Sopprimerlo.

I. 12. 6. D'Onofrio, relatore.

ART. 13.


Sostituirlo con il seguente:

Art. 13.


I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Repubblica.
I loro compiti sono definiti in modo che si possano far valere le loro responsabilità nei confronti dei privati e della Pubblica Amministrazione, conseguente alla violazione dei loro doveri d'ufficio. La legge e i regolamenti stabiliscono le norme sui procedimenti disciplinari e sulle sanzioni direttamente conseguenti all'accertamento della responsabilità in sede civile, amministrativa o penale.
Se sono componenti del Parlamento o delle Assemblee legislative regionali possono conseguire promozioni soltanto per anzianità.
Agli impieghi nelle Pubbliche Amministrazioni si accede mediante concorso, salve le eccezioni previste dalle leggi e dai regolamenti per funzioni e qualifiche determinate in via generale ed astratta.

Emendamenti di riferimento: I. 13. 7 (pag. 71); I. 13. 4 (pag. 72); I. 13. 9 (pag. 72); I. 13. 11 (pag. 73); I. 13. 10 (pag. 73); I. 13. 9 (pag. 73).

I. 13. 12. D'Onofrio, relatore.

ART. 14.


Il relatore propone di mantenere il testo dell'articolo.

ART. 15.


Sostituirlo con le seguenti disposizioni:

I.


Sono confermate le Regioni esistenti ai sensi della Costituzione vigente: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto.
La regione Trentino-Alto Adige si articola nelle Province Autonome di Trento e di Bolzano.

Emendamento di riferimento: I. 2. 05 (pag. 14).

II


Il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige, la Sardegna, la Sicilia e la Valle d'Aosta possono adeguare con legge regionale i rispettivi Statuti alle norme di cui all'articolo 4 in quanto più favorevoli, nel rispetto delle forme particolari di autonomia e dei relativi obblighi internazionali.

Emendamenti di riferimento: I. 4. 44 (pag. 40); I. 4. 67 (pag. 40); 0. I. 15. 5. 1 (pag. 73); 0. I. 15. 5. 2. (pag. 73); I. 15. 3 (pag. 74).

III


La potestà legislativa regionale relativa alle Province, di cui al precedente articolo 9, quarto comma, è esercitata a far tempo dal quinto anno successivo all'entrata in vigore della presente legge costituzionale.

I. 15. 6. D'Onofrio, relatore.

ART. 16.


Sostituirlo con la seguente disposizione:

IV.


Ciascuna Regione con legge approvata entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge costituzionale, definisce la data di inizio dell'esercizio anche graduale delle nuove potestà legislative ad essa spettanti, indicandola tra il primo e il quinto anno successivo all'entrata in vigore della presente legge costituzionale.
Sulla base delle predette leggi regionali, entro i successivi tre mesi il Governo, a seguito della riduzione delle attribuzioni spettanti allo Stato, sottopone al Parlamento il piano di riorganizzazione del sistema amministrativo centrale e periferico, con l'indicazione dei tempi e dei modi del trasferimento ai Comuni, alle Province e alle Regioni delle risorse umane e dei conseguenti stanziamenti finanziari.
Entro i successivi sei mesi il Governo adotta a tal fine uno o più decreti legislativi, d'intesa con le competenti Commissioni parlamentari.
Fino al trasferimento alle Regioni la relativa potestà legislativa è esercitata dallo Stato.

Emendamenti di riferimento:

0. I. 16. 2. 1. (pag. 75); 0. I. 16. 2. 2. (pag. 75); I. 16. 6. (pag. 75); I. 16. 02. (pag. 76).

I. 16. 7. D'Onofrio, relatore.